12/04/2020
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Sfregi senza senso: L’arte ai tempi del coronavirus

di Daniele Pacchiarotti – Ritrattista delle Dive

Stiamo vivendo oggi più che mai con l’avvento del Covid 19 in un clima da far rimanere a bocca aperta anche i più grandi registi del genere “Surrealista” di tutti i tempi a partire da chi ne ha fatto i primi tentativi come i grandi Antonine Artaud, Michelangelo Antonioni fino a chi con il “senso di inquietudine” ha girato capolavori come Twin Peaks, Velluto Blu o Mulholland Drive, il celebrissimo David Lynch.
Credo fermamente che tutto ciò che ogni giorno incrementi le nostre paure stia davvero superando la fantasia più macabra… Ovviamente non occupandomi di politica ne di virologia posso solo limitrami a vederne gli effetti dal punto di vista personale o prettamente artstico. Da mesi a questa parte è come se guardassi il mondo da una finestra, principalmete qualla dei social, dove, a volte con gioia altre meno avverto un forte e repentino cambiamento nell’esprimersi delle persone. Io appartengo ad una generazione che ha visto gli anni novanta e duemila, dove la vita era più semplice, la televisione faceva intrattenimento, la musica era più incentrata su temi leggeri e chi amava davvero l’Arte in tutte le sue forme si limitava ad apprezzarla e a contemplarla.. Da quando è scoppiata questa epidemia o meglio dalla chiusura forzata del lockdown, mentre all’inizio amavo, apprezzavo vedere le persone spendere il proprio tempo ad esprimere su tela o su qualsiasi altro tipo di supporto il proprio stato d’animo fino (in mancanza di altro lavoro momentaneo) a farne un piccolo business e ciò mi divertiva anche, dall’altra parte ci sono stati veri e propri sciacallaggi a scapito di essa. Il mondo dell’Arte è spesso finito vittima di deturpazioni, dall’ aggressione ai nostri monumenti storici, la distruzione o imbrattamenti di statue rappresentante personaggi storici che al di là del simbolo politico rimangono intoccabili in quanto appunto patrimonio culturale della nostra storia. Chi vive o come me nasce con questa vocazione, non può accettare storpiature su opere come La famosa Monnalisa con la mascherina o dare titoli agli autoritratti di una immensa icona come Frida Kahlo scrivendo (per via delle sue sopracciglia folte essendo di origine messicana) “L’Arte ai tempi del Coronavirus” facendo riferimento alla mancanza di estetiste o ancora peggio il bacio di Hayez con le bocche imbavagliate… Sono una persona ironica e molto autoironica ma sono un consevatore del bello e storpiare foto anche di grandi icone del passato come Marilyn Monroe, Michael Jackson, Liz Tylor, Elvis Presley e vederle dipinte con le mascherine penso sia un messaggio non chiaro, ad ognuno la sua epoca e cmq a proposito del bacio di Hayez sono sicuro che i protagonisti sarebbero andati oltre perchè l’amore è amore…

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Gaia, Giada e Giulia
La prima volta “In

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