Silvia Allulli: Una mamma per modella


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Mamma e fotomodella? Si può! Per informazioni chiedere a Silvia Allulli, abituata ad incastrare i mille impegni di giornata per combaciare le esigenze di sua figlia, le faccende domestiche, le commissioni e via discorrendo. Esser genitore, però, le ha lasciato lo spazio per continuare a coltivare la sua passione per la fotografia.

“Per me è una valvola di sfogo, un modo per esternare i miei sentimenti e il mio essere, il mio lato artistico. Mi fa stare bene, mi rende libera” racconta in un ritaglio di tempo, voce bassa per non svegliare la piccola Aurora. “Mia figlia occupa la mia intera giornata; stiamo ore a giocare e ridere, cercherò di trasmetterle sempre serenità e dolcezza perché lei possa, un domani, usare tutto ciò nella sua passione, qualunque essa sia”. Eppure, dietro la mole di tenerezza, resiste ancora la voglia di mettersi in gioco, di continuare a togliersi soddisfazioni che l’hanno portata a collaborare con Vigorsol, cantanti e fotografi professionisti.

Come si coniuga il tuo ruolo di mamma con quello di fotomodella?

“In realtà non c’è connessione tra fotomodella e mamma, sono due mondi distinti che ci tengo a tenere separati. Mentre davanti alla camera sono pronta all’azione e grintosa, con mia figlia sono dolce e un po’ folle. C’è stato chi mi ha ‘ammirato’ e chi giudicato ma non me ne curo, perché nella vita si ricevono buone e cattive considerazioni”.

Come ti sei avvicinata al mondo della fotografia?

“La propensione verso l’obiettivo è nata per caso: provai a registrarmi in un video con un vecchio telefono e mi trovai a mio agio. Da lì, capii che potevo provare seriamente davanti a una camera reale. La mia famiglia mi ha sostenuto sempre poiché, essendo tutti artisti, hanno compreso il mio piacere nel fare arte”.

Infatti, uno dei tuoi fotografi di fiducia è Matteo Allulli, tuo fratello!

“Sono nata in una famiglia di artisti, perciò mi veniva naturale spingermi in quella direzione. Tutti in qualche modo hanno contribuito nel crearmi la strada che più desideravo fare. Mio fratello è stato colui che mi ha fatto appassionare al cinema, sin da piccolissimo guardava con mio padre già film impegnativi, passione che si è portato dietro e lo ha condotto a voler studiare regia e sceneggiatura. Mi consigliò di tentare e per iniziare mi segnai a teatro, feci inoltre doppiaggio e da lì mi innamorai perdutamente della recitazione a tutto tondo. Non posso che ringraziare tutti loro per avermi incoraggiato e creduto sempre in me”.

Tante collaborazioni si sono succedute nel corso degli anni, ne ricordiamo qualcuna?

“Non conto solo i lavori più importanti quanto quelli che mi hanno dato di più a livello emozionale e di divertimento. In primis un vecchio spot della Vigorsol, esperienza divertente! Un’altra indimenticabile, quando ero incinta già di due settimane in quel momento e ancora non lo sapevo, fu il video musicale con Federica Abbate. Rimanemmo molte ore a registrare delle scene, faceva freddo nonostante il vestiario pesante e avevo un gran mal di schiena.. che fosse la gravidanza? Infine, non per importanza, tutte le varie foto fatte con i fotografi, incluso mio fratello, che hanno fatto parte di una buona fetta della mia vita insegnandomi molto”.

Se dovessi “fare il punto”, come giudicheresti questo percorso?

“Sono fiera e soddisfatta dei lavori svolti finora, adesso mi piacerebbe far conoscere il lato attoriale e stilistico di me. Farò affidamento su mio fratello, con lui come fotografo vorrò realizzare degli scatti cinematografici. Mi piacerebbe, inoltre, farmi ritrarre come indossatrice di abiti della mia collezione di moda. L’importante è sentirsi liberi davanti alla camera ed essere se stessi, poi il risultato vien da se ed è da lì che uno si migliora sempre”.

Questo tuo lato traspare anche dal mondo social.

“I social li uso per condividere sprazzi di vita quotidiana e qualche scatto fotograficamente bello a livello emozionale. Cerco di condividere sempre qualcosa che porti ad un’emozione, per lo più positiva”.

Finiamo da dove siamo partiti: cosa implica il ruolo di genitore?

“Credo che per essere un buon genitore si debba tornare bambini con la consapevolezza di avere delle responsabilità notevoli. Non si smette mai di crescere e imparare e, a volte, è più Aurora che insegna a me che non viceversa”.


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