Simone Gianlorenzi: il ragazzo con la chitarra


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La campagna e la musica sono stati i suoi due elementi fondamentali. Incontriamo Simone, un apprezzato musicista da sempre affascinato dal rock e in particolare dagli U2. Ha appena pubblicato un album intitolato “About Her”

di Silvia Giansanti

Ieri era un semplice adolescente che, per riempire il tempo delle sue giornate trascorse vicino ad Orvieto, in un paesino di appena trecento anime e quindi lontano dalla metropoli, faceva musica insieme ad alcuni amici. Autodidatta, oggi è un signor musicista riconosciuto a livello mondiale, che ha accumulato una serie di esperienze di valore, dopo varie tappe che gli hanno portato sacrifici e rinunce. Simone Gianlorenzi, quarantunenne umbro, è un artista nato sotto un segno d’aria come quello dell’Acquario. Ha iniziato un po’ per gioco, fin quando non è scoccata la scintilla per la chitarra, evento che lo ha illuminato su quello che sarebbe stato poi il suo futuro.

Simone, sei un musicista partito da zero. Da quale genere sei stato sempre attratto?

“Dal rock emozionale ed energico, anche se una parte della mia formazione di ascolto la devo a mio cugino più grande che all’epoca seguiva Vasco Rossi, gli U2, i Litfiba e i Depeche Mode”.

Provieni da una famiglia di musicisti?

“Assolutamente no, neanche avevamo lo stereo. Solo mio zio, il fratello di papà suonava il basso in un complessino a livello amatoriale”.

Quali sono i miti che non mancano nella tua collezione privata?

“Sicuramente gli U2, colonna sonora della mia vita, poi i Depeche Mode e i Van Halen, gruppo americano molto chitarristico”.

Da quel periodo adolescenziale non hai mai smesso di fare musica. C’è stato un giorno della tua vita senza musica?

“No, la musica fa parte di me e mi ha portato a fare scelte drastiche e coraggiose, rinunciando a stili di vita. Intorno ai sedici anni avevo capito che volevo fare quest’attività e non ti nascondo che mi chiudevo dentro casa a suonare anche il sabato sera, nonostante gli inviti ad uscire da parte degli amici”.

Ti sentivi stretto nella realtà piccola in cui vivevi?

“Sì, avevo bisogno continuamente di confrontarmi per poter intraprendere il vero professionismo e questo mi ha portato prima di trasferirmi definitivamente nella Capitale, ad una serie di esperienze anche importanti all’estero. Giusto per capire a che punto fossi rispetto al resto del mondo. Sono arrivato a Roma per motivi sentimentali e perché era comunque un sogno che covavo dentro di me da tempo”.

So che svolgi un’intensa attività didattica.

“Ho molti allievi. Quando mi sono reso conto che volevo fare questo mestiere, e nella mia città non c’era nessuno in grado di darmi quello che volevo a livello di insegnamento, la priorità è stata diventare un grande insegnante. Essere, quindi, quella figura che io non ho mai avuto. Ho cominciato esclusivamente per impartire lezioni di musica, senza pensare al ruolo da ‘rockstar’. Ho insegnato in grandi strutture italiane e da quest’anno sono addirittura entrato al Conservatorio di Salerno per insegnare chitarra pop. Questo arriva dopo vent’anni di insegnamento, il coronamento di un sogno”.

Allora da adesso in poi ti chiameremo maestro! Quali altri strumenti musicali ti fanno impazzire?

“Il basso elettrico che ha molte attinenze alla chitarra. Inoltre suono anche il banjo, il mandolino, la chitarra acustica e altri strumenti”.

Cosa consigli ai ragazzi che decidono di intraprendere il percorso da musicista?

“Innanzitutto l’umiltà, caratteristica che oggi manca con l’influenza di tutti questi talent che ci sono in giro. Si vuole tutto e subito, a discapito della preparazione. La mia mentalità e darsi da fare tanto perché le chance sono poche”.

Hai dato vita ad un album intitolato “About Her”. C’è molta energia dentro.

“Assolutamente sì. Questo album racchiude materiale che avevo inciso nel tempo. Una mia soddisfazione personale e a supporto ci saranno date per promuoverlo. Inoltre ricordo che è in vendita su Amazon.it e su iTunes Store”.

Da dieci anni fai parte del gruppo degli Orlando Furiosi. Come è avvenuto il contatto con Stefania Orlando, con la quale è poi sbocciato l’amore?

“Tramite un amico comune che mi ha fatto sapere che Stefania cercava un musicista per mettere su un gruppo. Ero molto distaccato dalla tv e quindi non la conoscevo più di tanto. Abbiamo lavorato il primo anno insieme ed entrambi eravamo fidanzati. Per me è sempre stata una donna meravigliosa fin dal primo incontro, ma non avrei mai pensato ad una vita insieme a Roma”.

Info: www.simonegianlorenzi.com


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