Spero Bongiolatti: “Il palcoscenico appaga sempre”


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Ha interpretato Danilo nell’opera “La vedova allegra”. E’ un bravissimo tenore che ha alle spalle tanta gavetta. Ha un progetto musicale dedicato a Karol Wojtyla, dove interpreta alcune poesie scritte da lui e testi musicali scritti da Spero per lui

di Alessia Bimonte

Sei reduce dalla tournée teatrale dell’operetta “La vedova allegra”. Ce ne parli?

“‘La vedova allegra’, chiamata anche la regina delle operette, ha una forza straordinaria nella modalità di scrittura, fa infatti concorrenza alle opere vere perché ci sono due tenori al posto di uno. Lo spettacolo nasce da un’idea di Aldo Morgante, mente degli allestimenti, e dal regista Umberto Scida, perno dello spettacolo, è lui stesso che interpreta il comico, una figura importante che fa da filo logico, mantiene allegria e sdrammatizza i momenti lirici. Sul palco inoltre abbiamo avuto anche un vero corpo di ballo, delle bravissime danzatrici capitanate dalla coreografa Simona Cotroneo, un grande tocco di completezza scenica. Una Compagnia di altissimo livello sia dal punto di vista artistico che per quanto riguarda la parte tecnica, e la produzione lungimirante ed intelligente del Teatro al Massimo Stabile di Palermo che ci ha accompagnato con la sua orchestra dal vivo sul palcoscenico.  Un cast di grandi attori: Maria Francesca Mazzara, Isadora Agrifoglio e Leonardo Alaimo: è stata un’alchimia lavorarci insieme”.

Chi è invece il tuo personaggio?

“Io sono il conte Danilo, aspirante marito di Hanna – rimasta vedova – ma lui non ne vuole sapere. Tra Danilo e Hanna c’era stata una storia d’amore finita male. Da parte sua la vedova, pur amando Danilo, non lo vuole dimostrare e fa di tutto per farlo ingelosire”.

Come vi siete preparati alla messa in scena dell’operetta?

“Il bello di questa compagnia è che ci sono tutti professionisti, molto preparati, e partiamo con anticipo nelle prove per poter lavorare giorno dopo giorno alla rifinitura di ogni singolo personaggio, tutti i dettagli di ogni frase della finzione scenica vengono curati”.

Non sempre questo tipo di spettacoli affascinano. Qual è stato il riscontro del pubblico?

“Devo dire che il palcoscenico appaga sempre. Abbiamo ricevuto un riscontro positivo, probabilmente dovuto anche alla passione con la quale facciamo il nostro lavoro; soprattutto quando riesci a svincolarti dalla tecnica. E quando esplode l’applauso ti vengono i brividi; poi io sono credente ed è come se il corpo si elevasse, ogni volta  mi dico ‘vai, buttati e butta il tuo cuore verso l’altro’, e così, come per incanto mi lascio andare”.

Ci saranno altre date in Italia?

“Con la Compagnia abbiamo per quest’anno tre operette: oltre alla ‘’Vedova Allegra’ c’è  ‘Cin ci là’ che è  italiana e ben riuscita. Ogni sera era un successone, siamo riusciti a portare il pubblico indietro nel tempo. L’altra operetta è ‘La Scugnizza’, dove mi cimento ad interpretare un personaggio che parla e canta in dialetto napoletano, e per me che sono valtellinese è una bella sfida. Poi forse torneremo questa estate nella cornice del Teatro Antico di Taormina, suggestivo ed incredibile”.

Hai studiato danza, canto e recitazione, hai fatto teatro e anche televisione. Un artista a 360 gradi…

“Sì, ho debuttato con Raffaella Carrà nel famoso programma ‘Carramba che fortuna’, poi mi sono misurato anche con i musical, tra cui ‘Grease’ e contemporaneamente ho preso lezioni di canto e recitazione. Il bello per un lirico è di fare più persone, attore e cantante attore, che non subisce però una trasformazione. Recitazione, canto e ballo sono stati percorsi difficili ma meravigliosi”.

Hai avuto qualche punto di riferimento nella tua carriera?

“Ho avuto l’onore di conoscere Franco Corelli, un grandissimo tenore, compagno di scena di Maria Callas; andai a casa sua a Milano, e quel giorno scoprì la persona umile e grande che era. Mi disse di studiare e lasciare tutto, entrare nella mentalità della musica e del canto. Mi sono ritrovato poi, dopo anni di sacrifici su un palcoscenico, esprimendo e dando tutto me stesso”.

Bolle altro in pentola?

“Sono anche compositore di canzoni, ho progetti di musica ai quali sto lavorando da alcuni anni; uno è dedicato a  Karol Wojtyla, dove ci sono poesie scritte da lui che interpreto e testi musicali scritti da me per lui”.

© Foto di Marek Opold


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