Susanna Salvi: La nuova stella della danza


    susanna salvi - Giselle

Susanna Salvi è giovanissima e in poco tempo è riuscita a ritagliarsi uno spazio importante.

di Silvia Giansanti

Attualmente è nei ruoli principali dei balletti al Teatro dell’Opera di Roma, facendo parte della compagnia del teatro, la cui direzione artistica è affidata ad Eleonora Abbagnato. Tra gli ultimi spettacoli in cui ha danzato, “Giselle” e “Coppélia”. Susanna Salvi è nata a Rieti il 6 maggio del 1990 e oggi è una giovane ballerina con i fiocchi, una nuova stella nel firmamento della danza. Una carriera piena di sacrifici e di rinunce, largamente compensata da consensi da parte di grandi firme come Carla Fracci e Francesco Ventriglia. Piena di entusiasmo e di prospettive, Susanna è risucchiata dai classici viaggi di lavoro e da spostamenti vari. Un personaggio internazionale davvero intrigante, per via di un curriculum da ballerina navigata, nonostante i suoi venticinque anni. Un’età, questa, dove spesso regna ancora incertezza e confusione. Ma non per lei che ha le idee ben chiare.

Susanna, a quando risale la tua passione per la danza e come si è sviluppata?

“E’ nata molto presto intorno agli otto anni di età e poi sono stata incoraggiata da una mia compagna di classe, la quale andava a danza e per farle compagnia ho fatto la scuola, incontrando un’insegnante che ha scorto in me del talento, Marella Vesseri, che mi ha spronato così a continuare. A undici anni ero già al Teatro dell’Opera e lì mi hanno inserito nei corsi della scuola. Da quel momento è iniziato il mio percorso professionale, nel vero senso della parola”.

Sei stata subito convinta di farcela?

“Devo dire di sì”.

C’è qualche grande nome che ti ha invogliata?

“Il ballerino Marco Pierin, uno dei primi grandi nomi che ho avuto l’occasione di conoscere”.

Quanto si fatica mediamente al giorno tra prove e studio?

“Sulle otto ore, ma poi il tutto dipende dai periodi più o meno intensi”.

L’esperienza lavorativa che ti è rimasta dentro?

“Le cose che ricordo con più affetto sono sicuramente le esperienze con il Teatro dell’Opera e il diploma conseguito nel 2008 presso la relativa Scuola di danza, dopodichè sono stata in America e poi sono tornata in Italia a Firenze, precisamente per un’altra occasione lavorativa in una compagnia che purtroppo da poco tempo ha cessato l’attività: ho un bellissimo ricordo, in questo ambito, del Maggio musicale fiorentino”.

Chi sono i tuoi maestri?

“Sono Pablo Moret e Ofelia Gonzalez della scuola di danza”.

Da chi sei apprezzata in modo particolare?

“Attualmente da Eleonora Abbagnato che è la mia direttrice”.

So che sei legata particolarmente al personaggio di Coppélia, esiste un collegamento tra te e lei?

“Sì, è stata una stupenda esperienza perché mi rispecchio moltissimo nel suo personaggio un po’ capriccioso che ottiene sempre quello che vuole. Tecnicamente è stato un ruolo molto difficile, ma io adoro le sfide impossibili”.

Ti è mai capitato di sentirti fuori forma, magari proprio quando c’era da affrontare qualcosa di importante?

“Sono cose che capitano a tutti gli artisti. Ci si può sentire fuori forma sia mentalmente che fisicamente. Riesco ad uscirne fuori concentrandomi su una cosa in particolare. Il mio lavoro è complicato, bisogna rendere al cento per cento e ci sono tanti aspetti da tenere sotto controllo”.

Con cosa vi aiutate nella vostra attività?

“Con un’alimentazione sana, bilanciata e varia. Il corpo va curato partendo da una buona dieta quotidiana”.

Hai un rito prima di andare in scena?

“A dire il vero no. Quello che uso fare è arrivare in anticipo per fare tutto con calma, trucco e parrucco compreso”.

Trascorri per motivi scenici una vita sulle punte, in realtà come ti presenti, una che si muove delicatamente o irruente?

“Sono molto diversa da ciò che si vede in scena, quindi sono un po’ irruente. Ma so essere anche romantica e delicata”.


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