10/26/2020
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The Fear Escape Room: Un’esperienza da brivido

di Mara Fux –

Un’idea originale per festeggiare il compleanno?
Una serata insolita all’insegna dell’emozione? Come rendere davvero allusivo un addio al celibato? Facile: 351 703 9298 e il vostro ingresso al THE FEAR ESCAPE ROOM di Roma è prenotato!
“Quando si parla di “escape room”, spiega Simone Coletta, presidente della Associazione Culturale che in Via L.Mancinelli 35 gestisce ben 300 metri quadri di autentica follia e terrore assieme ai due soci Emanuele Casto e Carlo di Stefano, “si intende in realtà di un format americano ben preciso dove i partecipanti devono risolvere rebus ed enigmi all’interno di uno spazio ristretto dal quale altresì non possono uscire, per l’appunto una stanza; nel nostro caso è più appropriato parlare di “real horror experiences” poiché i partecipanti si muovono all’interno di un intero appartamento al cui interno si sviluppa sia la storia narrata che l’azione recitata, che nel nostro caso è il film Hostel, con tanto di motosega e strumenti di tortura.”
Vuoi dire che i partecipanti al gioco vivono sulla propria pelle la vicenda del film HOSTEL?
“Assolutamente sì e finché non trovano la soluzione non li facciamo uscire dall’albergo”.
In sintesi diventano protagonisti della trama?
“Certo, a cominciare dal loro ingresso nell’albergo che siamo stati molto attenti a riprodurre fedelmente, grazie anche alle immagini che ne hanno fatto un autentico cult del suo genere”.
E chi non conosce il film?
“Chi lo conosce apprezza di più il nostro impegno nel riproporlo. Chi non lo conosce sobbalza dall’inizio alla fine”.
Immagino non sia stato facile replicare una struttura del genere.
“Direi che ci abbiamo messo un po’ tra trovare il locale che si prestasse, far eseguire dei lavori di divisione degli ambienti, curare l’arredo in gran parte reperito nel circuito dei mercatini dell’usato e scegliere attori che collaborassero all’allestimento delle parti recitate. Ma il risultato è davvero soddisfacente”.
Come hai deciso di intraprendere un’attività di questo genere?
“Mi sono avvicinato a questa tipologia di giochi di ruolo dietro invito di un amico che ne aveva letto su un volantino e incuriosito mi ha chiesto di accompagnarlo. La cosa mi è piaciuta e quindi ho proseguito frequentandone anche altri. Poi lo scorso anno ho conosciuto uno dei miei attuali soci, all’epoca già titolare di un’attività, che accennava all’idea di aprire una seconda location e io gli ho manifestato il mio interesse. Dopo qualche mese mi ha richiamato ed eccoci qua!”.
Quale è la fascia d’età dei giocatori?
“Il gioco di ruolo inizialmente ha preso piede tra i più giovani ma poi ha diramato in tutte le fasce di età. Da noi vengono gruppi di amici, famiglie con figli in età adolescenziale, colleghi di lavoro. Di base per divertirsi davvero è importante essere in un gruppo, meglio se numeroso perché ci si carica l’un l’altro”.
La paura incide sul comportamento dei partecipanti?
“Quando sei dentro l’Albergo devi risolvere degli enigmi in un clima di pathos molto forte, che poi è quello che in fondo la gente cerca. In qualche maniera l’adrenalina è liberatoria. Per risolvere gli enigmi devono mantenere lucidità ma lasciarsi trasportare da quello che vedono: c’è chi urla, chi grida; alla fine nel corso del gioco si lasciano andare tutti, anche quelli che all’ingresso erano più scettici o titubanti. E’ un continuo sentir dire ‘ma come? già finito?’. Si dispiacciono di dover andar via”.
E tornano?
“Parecchi sì e portano altri amici ignari di quelli che li aspetta. Si dice che la paura fa novanta: nel nostro caso, per fortuna, fa molto di più!”.

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