Toni Malco: “Adesso vi canto i miei scherzi del tempo”


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La sua carriera è partita alla fine degli anni ‘70. Si ricorda la sua amicizia e la sua  collaborazione con Rino Gaetano. L’8 e il 9 giugno il pubblico romano potrà ammirarlo al Teatro Greco

di Mara Fux

È un cantante e cantautore romano. Uno di quelli che sanno emozionare il pubblico e trovano sempre il modo di farsi apprezzare. Ha alle spalle cinque album, tutti composti di belle canzoni e di bellissime melodie.

E con questo, Toni, a che quota siamo con i dischi? 

“’Scherzi del tempo’ è il mio sesto singolo mentre gli album sono cinque. E’ il frutto del mio incontro con Luigi Lopez, paroliere a cui si deve la lirica di canzoni belle da fare accapponare la pelle come ‘La nevicata del ’56′ o ‘La notte dei pensieri’, e col quale si è creata un’empatia prima umana e poi artistica”.

Perché l’hai chiamato “Scherzi del tempo”? 

“Perché credo che gli scherzi che il tempo combina siano un tema che riguarda un po’ tutti e che ci accomuna; penso che chiunque, avendo la possibilità di tornare indietro nella propria vita, verrebbe cambiarne qualche momento, qualche episodio. ‘Scherzi del tempo’ è un brano autobiografico che credo coinvolga un po’ tutti. E’ una canzone diversa, una ballata, direi, seduta e riflessiva che mi ha permesso di fare quello che più mi piace ovvero suonare e cantare dal vivo”.

Il brano è già in circolazione sul web: come sta reagendo il pubblico? 

“Bene, è un brano molto ascoltato e scaricato il che significa che piace aumentando le aspettative che ho del suo successo; questo è merito della tecnologia di oggi che ci permette di testare il gradimento di chi ci segue. Tutt’altra cosa da quando vinsi il Telegatto di Sorrisi e Canzoni”.

1978, giusto? 

“Sì, da un paio di anni vivevo suonando e cantando sulle navi da crociera quando la RCA che era una delle più grandi case discografiche di allora, mi fece firmare un’opzione e mi iscrisse a questo Festival di nuove proposte dal quale uscì stringendo il Telegatto di Sorrisi e Canzoni. Senza alcun tipo di raccomandazione, senza nessuna spinta, io che fino a quel momento non avevo vinto mai niente nemmeno all’estrazione della festa parrocchiale”.

E quel punto che hai fatto? 

“E che ho fatto: ho buttato tutto all’aria e mi sono dedicato appieno a questa attività; pensa che da poco mi era arrivata la lettera di assunzione dalla direzione dell’azienda in cui lavoravo come grafico, roba che se avessi proseguito a quest’ora sarei bello e tranquillo in pensione da almeno cinque anni. Invece io davanti agli occhi sbigottiti di mio padre, con la lettera ci ho fatto un aereo planino e l’ho lanciata dalla finestra. Mio padre non mi ha parlato per tre mesi”.

Uno scherzo del tempo di cui ti sei pentito? 

“Beh forse col senno di poi considererei quella lettera in maniera differente, magari avrei potuto accettare e prendere delle aspettative o fare delle sospensioni temporanee per portare avanti la mia passione. Non so”.

Quindi ce ne sono di momenti della tua vita a cui rimetteresti mano? 

“Sicuramente ce ne sono parecchi anche se non potrei individuarne qualcuno di preciso; però non so se davvero ci rimetterei le mani perché se sono come sono è perché il viverli in quella maniera mi ha formato. Forse terrei molto più ai miei rapporti, sarei meno superficiale con le donne perché si sa, quando sei giovane e belloccio non ti rendi conto di tante cose”.

La vera donna della tua vita è Giulia? 

“Sì, mia figlia che ha dodici anni; è una grande molla per me, in tutto; condividiamo tanto. Anche a lei piace la musica, suona il pianoforte”.

Ti stai confrontando anche con lei per il concerto di “Scherzi del tempo” al Teatro Greco l’8 e il 9 giugno a Roma? 

“Soprattutto con lei: il concerto di Roma è quello cui tengo in assoluto di più perché vi assistono tutti i miei amici del cuore, le persone più prossime. Poi quest’anno ho azzardato a replicarlo per cui anziché una data ne faccio due quindi anche lo stress organizzativo è doppio”.

Hai una band di professionisti ciclopici accanto, come puoi aver paura? 

“Hai ragione ma proprio per questo il carico è fortissimo. Ci stanno Stefano Zaccagnini e Gino Mariniello alle chitarre, i keyboards sono Gianni Aquilino e Paolo Iurich, Mimmo Catanzariti è al basso, Andy Bartolucci alla batteria e non scordiamo la magnifica vocalist Benedetta Fumagalli: siamo una squadra fortissima”.

A proposito di squadra: come la mettiamo con l’Inno della Lazio? 

“E’ stata la croce e la delizia di tutta la mia vita artistica successiva perché da quel momento mi è stata cucita addosso un’etichetta che in tanti ambiti è stato complicato gestire. Ma con ciò non mi lamento perché è una canzone a cui voglio molto bene”.

Teatro Greco Via Ruggero Leoncavallo 10/16 (Roma) Tel. 06.8607513


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