Vincenzo Bocciarelli: “Felice di recitare in un fumetto”


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È uno dei protagonisti di “Grunda”, l’iniziativa artistica firmata da Emanuela Del Zompo e dalla regista Annie Depardieu per sensibilizzare il pubblico sullo scottante tema del femminicidio

di Alessio Certosa

Vincenzo Bocciarelli, tra teatro, cinema e tv… la sua partecipazione straordinaria in Grunda il fumetto per dire no al femminicidio!

Quando sei stato selezionato come attore a questo progetto cosa hai pensato? 

“Ho pensato che quello del fumetto sarebbe stato un modo più diretto e vero per comunicare un tema così delicato e purtroppo ancora molto vivo e presente intorno a noi. La proposta mi è arrivata proprio in un momento in cui ho vissuto da vicino e percepito la grave problematica della violenza sulle donne ma non solo, la violenza in tutte le sue sconcertanti sfumature”.

Il tema è abbastanza forte come attore e come persona come ti sei sentito? (alcuni attori non se la sono sentita a rappresentare uomini violenti ndr)

“Sapendo di lavorare con Emanuela del Zompo, sensibile e attenta artista dal cuore d’oro, e la regista Annie Depardieu, che ha un respiro e un’esperienza internazionale, mi sono lasciato guidare e dirigere con grande fiducia. Ormai, dopo anni di esperienza, capisco al volo se un progetto nasce sotto buoni e interessanti auspici ma soprattutto se il fine e il messaggio che si vuol trasmettere attraverso un’opera, può raggiungere al massimo l’obiettivo. Non dobbiamo mai scordare l’incipit, il perché si vuole credere in un progetto piuttosto che in un altro. Per aderire meglio alle caratteristiche del personaggio ho ripensato al ruolo di Caligola che ho ricoperto qualche anno fa diretto da Giulio Base. Dovevo trasmettere il massimo dell’odio e della follia al tempo stesso. Ricordo che durante la lavorazione, sul set fotografico, la troupe e l’attrice accanto a me si sono spaventati. L’importante è essere sempre fedeli al personaggio, questo mi è stato insegnato a scuola. Essere e non fare. Ovviamente sempre con l’ebrezza dionisiaca intendiamoci”.

Che pensi del fenomeno del femminicidio, cosa pensi degli uomini che commettono atti violenti nei confronti nelle donne e come persona come reagisci difronte a tale fenomeno? 

“Qui si apre un capitolo molto delicato e molto ampio. Penso che si debba analizzare e osservare il fenomeno del femminicidio da una prospettiva più profonda per arrivare a monte di tutto. Mentre camminavo l’altro giorno per le strade del centro di Roma e osservavo le persone e gli angoli della città, cercavo di darmi una risposta riguardo a tutto il fiume di violenza che recentemente scorre sempre più vicino a noi. Secondo me c’è un motivo ben preciso che fa scaturire e procrastinare l’orrore e la brutalità: il sempre più imperante senso del brutto e del mostruoso. Quando Dostojesky diceva che la ‘bellezza salverà il mondo’, intendeva proprio questo. Se fai crescere bambini in mezzo al lordume, alla spazzatura, senza insegnargli l’armonia dell’arte e della cultura vera, la violenza a mano a mano prenderà il sopravvento. Ci sono tante forme di violenza, quella più palese, come quella fisica nei confronti dei più fragili e dei più indifesi e poi c’è la violenza degli ‘atti invisibili’ come amo definirli che sono: il cinismo e l’ipocrisia nei comportamenti interpersonali, le falsificazioni, l’opportunismo, il manipolare e giocare con i sentimenti, il rendere tutto, compresi i rapporti umani in sterili approcci d’interesse. La somma di tutto questo e altro ancora, porta all’atto finale che si trasmuta in orrida inciviltà e barbarie comportamentali. Per questo credo molto in questo progetto perché parte dalla sensibilizzazione dei più giovani, dai protagonisti di domani”.

“Recitare” in un fumetto è stata per te un’esperienza nuova. Come attore che ne pensi?

“Essendo anche maestro d’arte e amando la pittura ero fortemente curioso di vedermi trasformare in colori e linee. Un modo nuovo di esprimersi e interpretare il mondo”.

Attualmente stai lavorando a…?

“In questo periodo sono particolarmente un fiume in piena e mi sento pervaso da un grande entusiasmo e amore per il mio lavoro che è giunto quasi a venticinque anni di carriera. Il 24 giugno è stata inaugurata la rassegna di teatro ‘Teatro al Calice’ da me diretta ad Orvieto al Teatro della Cantina Poggio Cavallo in una suggestiva location dalle antiche atmosfere etrusche. Il 7 luglio ho debuttato con il nuovo spettacolo dal titolo ‘Formidable’ con Andrea Ceci, bravo cabarettista romano con il quale abbiamo scritto il testo a quattro mani. Per me una nuova sfida quella di confrontarmi con il teatro brillante e comico. Poi tanto cinema e tanta televisione per la gioia dei miei fans, che ormai mi seguono non solo su face book ma numerosi anche su Instagram. I social mi permettono di tenerli aggiornati giorno dopo giorno. A settembre realizzerò un altro sogno: dopo il festival di Cannes sarò al Festival di Venezia con il film ‘Red Land’ che mi vede trai i protagonisti. Ma non posso dire altro”.

Hai mai pensato alla regia?

“Amo tantissimo insegnare e dirigere. In passato ho fatto regie dei miei spettacoli e ho scritto e diretto un docufilm ambientato in Campania. Il profumo del cuore d’oro dove ho utilizzato persone del posto trasformandoli in veri attori, compresi i bambini. Ho fatto ballare un paese intero, Colliano, in vero Bollywood style”.

Progetti futuri e sogno nel cassetto?

“utunno la mia prima personale di pittura che partirà da Siena per approdare poi a Milano e a Roma. Poi un ritorno alla televisione e alla fiction italiana con una storia bellissima ambientata nel mondo della moda. Vorrei tanto farmi dirigere da Abel Ferrara che stimo tantissimo per il suo essere così vero, moderno e irriverente. Ho voglia di osare, di andare oltre di mettermi in gioco. Non sopporto la noia e la monotonia e tantomeno il ripetersi”.

Un personaggio che ti piacerebbe interpretare?

“Vorrei fare Amleto, un qualunque personaggio di Jan Jenet e per non dimenticare i miei inizi mi tufferei volentieri in un Goldoni. Registi giovani e vecchi fatevi avanti! Usate gli attori professionisti e non gli improvvisati, il pubblico è sempre più esigente. Poi non lamentatevi se le sale son vuote. Recitare è come fare l’amore, se il pubblico non ti sente… ti abbandona”.

Grunda, il fumetto, potrà servire a sensibilizzare i giovani e a formare coscienze più attente al rapporto uomo-donna?

“Certo, è importantissimo! Non solo il rapporto uomo-donna ma i rapporti umani che devono essere basati sull’ascolto reciproco sincero e non finalizzato all’orrido materialismo. Siamo stanchi della materia ora abbiamo bisogno dei sogni, abbiamo bisogno di amore”.

© Foto di Claudio Martone


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