05/23/2022
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Vittorio Matteucci: Sì, vive per lei, la musica

La musica scorre nelle sue vene sin da quando, a otto anni, iniziò a cantare con il coro Tre Pini diretto da Gianni Malatesta. Da lì scopre di avere una voce fuori dal comune e inizia una bella gavetta che lo porterà ad avere grandi soddisfazioni nel corso della sua vita artistica.

Maestro Matteucci, piacere trovarla con noi. Il suo nome è tra i più grandi interpreti del musical italiano. Partiamo dai suoi esordi. Lo studio del canto e l’avvicinamento al musical…
“A dire il vero il canto l’ho sempre praticato e mai veramente studiato, ovvero non ho mai frequentato una scuola specifica per lo studio della musica e del canto. I miei studi sono molto tradizionali, per così dire, e mi hanno portato a laurearmi in Letteratura italiana all’Università di Padova. La musica e il canto sono passioni che ho coltivato senza interruzione, né tentennamenti da quando ero davvero molto piccolo e tutte le esperienze che gravitano intorno a questi meravigliosi mondi penso di averle fatte e sempre con la stessa energia e determinazione. L’incontro con il musical risale a moltissimi anni fa, quando non ancora ventenne mi esibivo nelle piazze della mia città, Padova, con una rivisitazione tutta speciale e avveniristica del mito di Orfeo ed Euridice che si intitolava Pyx, l’autore era Alessandro Luria… che avventura! Poi, nel 2000, già forte delle esperienze ‘live” con Umberto Smaila (all’epoca facevamo più di 150 date all’anno in tutta Italia) e di tante trasmissioni televisive (tutte, appunto, in diretta), ci fu l’incontro con ‘Jesus Christ Superstar’, dove interpretai il meraviglioso ruolo di Giuda. Infine, proprio in concomitanza con il mio saluto all’orchestra di Demo Morselli e al ‘Maurizio Costanzo Show’, cominciarono le audizioni di ‘Notre Dame de Paris’, ed eccomi qua”.
La sua prima volta in scena come la ricorda?
“La prima volta è talmente lontana nel tempo che davvero non posso ricordarla, ma credo comunque che non sia tanto diversa da ciò che provo oggi ed ogni volta che devo salire su un palcoscenico…se così non fosse sarebbe finita la magia”.
Come approccia allo studio di un personaggio?
“Innanzitutto con lo studio dei testi. Mi spiego: se lo spettacolo è, ad esempio, ‘I Promessi Sposi’, la prima cosa che faccio è rileggere il romanzo. Poi approfondisco il mio personaggio studiando quello che i critici hanno scritto di lui e, se ce ne sono, analizzo le radici storiche, reali del personaggio stesso. Infine vado a vedermi tutti quelli che prima di me hanno interpretato lo stesso ruolo, ad esempio, sempre collegandomi a ‘I Promessi Sposi’, non si può prescindere dalla magistrale interpretazione di Salvo Randone se si affronta l’Innominato!”.
Il grande successo con il colossal “Notre Dame de Paris” conosciuto in tutto il mondo. Ci parli di questo…
“Sono enormemente grato alla vita che mi ha permesso di interpretare Frollo e partecipare così a uno dei più grandi successi teatrali di sempre! E’ uno spettacolo senza smagliature, senza punti deboli, tutto è emozione allo stato puro! Trainati dalla musica di Riccardo Cocciante, cantanti, ballerini e pubblico, siamo catapultati per due ore e mezzo in una dimensione che definire magica non rende bene l’idea…luci, costumi, trucco, coreografie, testi, voci, danzatori, scene… tutto concorre a creare un equilibrio, una alchimia unici”.
Il suo rapporto con il Maestro Riccardo Cocciante?
“Nutro una profondissima stima per il Maestro Cocciante. Tutto in lui è passione pura, energia inarrivabile, creatività. Io sono il suo Frollo italiano e, per il rispetto quasi sacrale che si deve a questa Opera, sarò sempre maniacalmente attento affinché mai la mia personalità artistica prenda il sopravvento sul personaggio”.
Cosa consiglierebbe ad giovane che vuole fare questo mestiere?
“A questo proposito riporto sempre una acuta battuta della grandissima Lina Wertmüller che alla domanda ‘Cosa serve ad un giovane attore o ad una giovane attrice per entrare nel mondo dello spettacolo?’ rispondeva laconica: ‘Una pizzeria!’. E’ un mondo molto difficile e altrettanto competitivo. Le doti sono importanti, il talento è importante, ma se non è sorretto da determinazione, solidità psicologica (e perché no, seguendo il consiglio della grande regista, anche economica) e almeno un po’ di fattore ‘C’ risulta una strada di grande fatica e sacrificio, non sempre destinata ad uno sbocco gratificante”.
Progetti futuri?
“Attualmente sono in scena con due amici a voi di certo non sconosciuti, Giò Di Tonno e Graziano Galatone! In trio proponiamo le nostre canzoni del cuore accompagnati a seconda dell’opportunità, dalla grande orchestra diretta da Diego Basso o da un trio di eccellenti musicisti. Di certo quello che non mancherà sarà l’emozione e la grandissima musica, da Morricone a Notre Dame. Ne approfitto per comunicare qualche data: a Bologna il 4 gennaio, a Bari l’8 e il 9 gennaio a Brescia il 12 febbraio… Veniteci a trovare e seguiteci sui social media perché, Cosenza, Assisi, Ventimiglia, Mestre, saranno altre tappe certe della nostra tournée. A marzo del prossimo anno invece finalmente riprenderà il tour di ‘Notre Dame de Paris’ che siamo stati costretti ad interrompere il 29 febbraio del 2020 per i fatti noti a tutti. Ripartiremo da Milano in occasione del ventennale delle rappresentazioni italiane che registrarono il loro debutto nell’ormai lontano 14 marzo 2002”.

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