11/30/2021
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William De Lellis: Un fisico al top con la “men’s physique”

di Mara Fux –

Con i suoi 100 kg di muscoli allo stato puro, il tre volte Campione è ad oggi uno dei preparatori atletici più ambiti della Capitale nonostante la sua dieta rigorosamente vegana.

Come nasce la tua passione per la men’s physique?
“Direi che ne sono stato affascinato fin da piccolo, da quando frequentavo i corsi di karate della palestra cui ero iscritto: nella sala accanto a quella in cui ci allenavamo c’erano atleti del body building impegnati nel sollevamento dei pesi o negli esercizi di sviluppo della muscolatura; io mi fermavo sulla porta senza disturbarli e sbirciavo la dedizione con cui praticavano gli esercizi”.
Per cui hai iniziato a seguirne le orme.
“In realtà quello è stato solo il punto di partenza perché di base il body building e la men’s physique sono basilarmente differenti sia nell’esercizio della disciplina che nell’obiettivo che perseguono. Il body building esalta la muscolatura cercando l’ipertrofia per gonfiare il muscolo durante il cosiddetto posing; la men’s physique invece esalta l’armoniosità del corpo, c’è attenzione affinché l’intero corpo durante il posing sia armonioso nella sua “muscolosità”.
In sintesi muscoli valorizzati e non muscoli “pompati”.
“Esatto e proprio questa fondamentale differenza spinge molti giovani ad avvicinarsi ad una disciplina che insegna loro come avere un corpo bello ed armonioso attraverso un’alimentazione corretta e degli esercizi mirati. Gli atleti del body building sottopongono il fisico ad estenuanti esercizi di carico ed ad alimentazione ipercalorica; quelli della men’s physique imparano a gestire esercizio fisico ed alimentazione senza alcuna estremizzazione dell’uno o dell’altra”.
Nel 2020 hai vinto il titolo di Campione Nazionale Assoluto Men’s Physique che di Campione di Categoria. Una bella soddisfazione?
“Bellissima, soprattutto se consideri che mi sono dovuto allenare nel bel mezzo della restrizione con tutte le difficoltà che il periodo comportava sia per la pratica degli esercizi che per la ricerca dei prodotti con cui nutrirmi ma, come si suol dire, ‘è stata dura ma ce l’abbiamo fatta!’. A questa aggiungo anche la soddisfazione del Campionato 2021 da cui sono uscito Campione di Categoria e, aggiungerei, futuro marito di Claudia, la mia compagna cui ho voluto dedicare la Coppa chiedendole proprio sul palco se voleva sposarmi”.
Davvero? Glielo hai chiesto davanti a tutti?
“Sì e per fortuna ha accettato!”.
Quindi non la preoccupa doverti cucinare ricette utili alla tua disciplina?
“Evidentemente no forse anche perché sa che ho sempre curato da solo la mia alimentazione che peraltro è vegana”.
Vuoi dire che non ti nutri di alimenti di origine animale?
“Assolutamente no. Mi sono avvicinato al vegano nel 2013 durante la mia permanenza in Australia dove lavoravo e studiavo per migliorare la lingua. Sono partito onnivoro e sono tornato vegano e non perché non mi piacesse la carne: la mia è stata una scelta etica ragionata sull’apprendimento di come vengano trattati gli animali destinati al consumo e di come vengano uccisi per alimentarci. Mi sono avvicinato alla dottrina vegana, l’ho appresa, ci ho ragionato sopra e ho deciso di abbracciarla non ritenendo che la carne fosse indispensabile alla mia alimentazione. Venite a dimostrarmi il contrario: peso 100 chili e ho vinto tre titoli da atleta vegano!”.
Tre titoli sono un traguardo importante: la tua famiglia ti ha sostenuto nel percorso?
“No, non hanno mai creduto in quello che facevo e un po’ mi è mancato. A sostenermi oltre che ad aiutarmi nell’espletamento degli esercizi è stato Davide Tirabassi il mio preparatore atletico, anche lui detentore di titoli, un grande sportivo che si è avvicinato a questa disciplina giovanissimo”.
A questo proposito, sbaglio o anche tu sei un preparatore atletico?
“Sì, sono preparatore nel team della Eagle, la palestra di Via Casale d’Elsa a Monte Sacro in cui peraltro mi alleno”.
Che fa un preparatore atletico?
“Beh, anche se molti non se ne rendono conto, è una professione di grande importanza perché in base alle analisi dell’atleta, agli approfondimenti sulle sue abitudini alimentari, sui suoi ritmi di vita professionale e sulle sue abitudini, il preparatore valuta una dieta oltre che gli esercizi da svolgere in palestra”.
In pratica gli cambi la vita?
“Se vuole veramente migliorare il suo stato fisico direi di sì!”.
E i risultati?
“Molte volte sono immediati, altre volte un poco più lunghi nel tempo ma comunque sono visibilissimi se davvero c’è la volontà di perseguire un obiettivo. Un po’ come in tutte le cose della vita”.

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