GP Magazine luglio 2013



more No Comments agosto 7 2013 at 13:57


Chiara Gensini: “Sono una persona semplice”

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Una delle nuove stelle della fiction tv ha il nome di Chiara Gensini. L’attrice trentenne romana ha preso parte in “Un medico in famiglia 8” e “Rex 5” e ha avuto un ruolo particolare nel film “Oggetti Smarriti”, uscito di recente

di Silvia Giansanti

Una giovane semplice e piena di valori, che ama circondarsi degli affetti dei suoi cari e che giorno dopo giorno ha costruito la sua carriera che le sta dando buoni frutti, nonostante – come ci ha confidato lei stessa – si sia presentata senza un filo di voce ad un provino importante. Ha trascorso la prima parte della sua vita su una magnifica isola greca e, più avanti, si è trasferita a Londra per motivi di studio, una città che l’affascina completamente ma che non ha nulla a che invidiare con il clima che ritrovava ogni volta che tornava a casa. Certo, se si pensa alla stagione capricciosa che abbiamo trascorso, non crediamo ci fosse poi così tanta differenza.
Chiara, che effetto ti fa essere denominata la nuova stella della fiction?
(Sorride) “Ah, davvero sono chiamata così? Mi fa sicuramente piacere, dai. Negli ultimi anni ho avuto molte esperienze, sono stata molto fortunata, in quanto ho iniziato questo lavoro relativamente tardi, intorno ai vent’anni, e comunque mi sono data da fare sostenendo tanta gavetta e riuscendo a fare cose concrete. Sono molto felice di aver fatto parte di tutte fiction di qualità, nonostante non abbia grandi conoscenze nell’ambiente”.
Com’è stato il tuo percorso artistico?
“Duro non lo è mai stato, non mi sono mai trovata in difficoltà in questo ambiente particolare. Ho avuto la fortuna di avere fin dall’inizio un agente in gamba che mi ha seguita e consigliata. Considero il mio lavoro bello e particolare, ma un lavoro come un altro”.
La tua è stata fortuna, momento giusto o cos’altro?
“Non sono stata di certo notata per strada da un regista che mi ha dato la classica parte da protagonista, ho fatto tutto gradualmente. Ho posto tasselli importanti ma in modo normale”.
Finora hai trovato sempre interessanti le proposte che ti hanno fatto o hai dovuto magari scartare qualcosa?
“Qualcosina ho scartato ma perché non credevo fosse di qualità”.
Cosa ricordi in particolare della vita londinese?
“Londra è una città che mi ispira molto, forse ci sono stata quando ero troppo giovane e quindi non ho avuto la possibilità di apprezzarla fino in fondo. Da sempre il mio sogno è stato quello di andarci a studiare. E’ meravigliosa”.
Ti trovavi a tuo agio in una città così grigia, visto che i primi anni della tua vita li hai trascorsi su una stupenda isola greca?
“In fondo non trovo Londra particolarmente grigia, è una città talmente brillante che ti fa superare il clima. Certo, tornando a Roma, ogni volta notavo la differenza”.
Parliamo dell’esperienza che hai avuto con “Un medico in famiglia 8”.
“E’ stata un’esperienza fantastica che non mi aspettavo, anche perché mi sono presentata a fare il provino in condizioni davvero drammatiche con la voce afona. Ero convinta di essere ‘bocciata’ e invece è andata bene. Il cast è una vera famiglia, composto da gente che milita lì da tanti anni, tutti molto umani e disponibili”.
Invece com’è andata con “Rex 5”?
“E’ stata un’esperienza diversa per il ruolo di medico legale che mi è stato affidato. Non avevo mai interpretato ruoli così seriosi e pieni di responsabilità. Ero un po’ agitata per questo, ma è andata bene e mi sono piaciuta rivedendomi in onda”.
A luglio nei cinema è uscito il film “Oggetti Smarriti”, a cui hai preso parte. Ecco, prendendo spunto dal titolo, sei una di quelle persone che tende a perdere in giro le cose?
“Sì, il titolo è su misura. Senza farlo apposta sono stata scritturata proprio per questo film. Il tema può sembrare superficiale, ma poi è molto profondo perché intercorre un rapporto tra padre e figlia, c’è una morale e per questo mi è piaciuto girarlo. E’ molto carino, consiglio di vederlo”.
Che tipo di ruolo hai?
“Un ruolo del tutto particolare, si tratta di un personaggio che vede chi lavora molto con la fantasia e anche in questo caso per me ha rappresentato qualcosa di diverso che non avevo mai interpretato”.
Com’è stato lavorare con Roberto Farnesi?
“E’ una carissima persona che ho avuto modo di apprezzare e conoscere sul set del film. L’ho trovato davvero simpatico e preparato”.
E’ stato divertente lavorare anche accanto ad Alessandro Gasmann per la campagna pubblicitaria “Ferrarelle”?
“Certamente, un grande attore che all’inizio mi intimoriva e che invece ho trovato molto affabile e gentile. Spesso accade il contrario, magari un giovane alle prime armi tende a montarsi la testa rispetto ad un attore che ha fatto la storia del cinema”.
Si dice che l’umiltà faccia la grandezza di un personaggio.
“E’ vero e con l’esperienza mi è capitato di notare questa cosa”.
Ecco, qual è stata l’esperienza che finora ti ha gratificata maggiormente?
“Risale ad anni fa in un’età più giovanile quando ho fatto ‘L’ispettore Coliandro’. Mi sono sentita pazzesca, avevo subìto una trasformazione fisica totale. Ricordo che lo girai a Bologna, una città che ho vissuto di notte. Un’esperienza intensa di cui ogni tanto parlo e che è rimasta nel mio cuore”.
Qual è l’attrice che ammiri?
“La mia attrice preferita è Kate Winslet”.
Vivi nella Capitale. Ami la vita notturna?
“Certo, in modo particolare mi piace uscire con gli amici, non frequento molto la vita mondana, anche se lavorativamente parlando, in alcuni casi potrebbe aiutare”.
Ritieni fondamentale per un attore doversi trasferire qui?
“Penso proprio di sì. Io mi ci sono trovata e quindi non ci ho neanche dovuto pensare. Credo che la presenza a Roma sia fondamentale a meno che non sei famosissimo che puoi permetterti il lusso di vivere dove vuoi”.
Chi è la Gensini nella vita di tutti i giorni?
“Sono una persona semplice a cui piace circondarsi di affetti. Apprezzo le piccole cose”.

CHI E’ CHIARA GENSINI

Chiara Gensini è nata a Roma da padre italiano e madre greca il 2 maggio del 1982 sotto il segno del Toro con ascendente Vergine. Caratterialmente si definisce autoironica ed emotiva. Chiara ha l’hobby della cucina, adora gli spaghetti alle vongole e tifa per la Roma. Possiede un gatto di nome Nina, mantiene il massimo riserbo sulla sua vita privata e una città dove le piacerebbe vivere è Londra. Il 1998 è stato l’anno fortunato della sua vita. I primi anni li ha trascorsi su un’isola greca e visto che fin dall’infanzia ha coltivato la passione per la recitazione, si è trasferita successivamente a Londra per studiare con successo alla London Drama School. Nella sua giovane carriera, Chiara è riuscita ad interpretare personaggi diversi tra loro che hanno messo in risalto la sua preparazione. Anche per questo ha preso parte ad importanti progetti internazionali come “Ticket”. Ha lavorato in serie tv di successo come “Ris”, “I Cesaroni”, “I Liceali”, “L’ispettore Coliandro”, “Distretto di Polizia” e “Capri”. Di recente è entrata anche nel cast di “Un medico in famiglia 8” e “Rex 5”. A luglio è uscito nei cinema “Oggetti smarriti” nel quale Chiara è protagonista insieme a Roberto Farnesi e il suo volto è stato scelto da Ferrarelle, lo spot che la vede a fianco di Alessandro Gassman.



more No Comments agosto 7 2013 at 13:28


Pamela Villoresi: “Il teatro è il mio mondo. Al cinema sono in prestito”

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Conosciamo una bravissima attrice di teatro che ha fatto ottime cose anche al cinema

di Paolo Paolacci

Ha cominciato il teatro a Prato quando aveva 13 anni. Debuttò come protagonista in uno spettacolo per bambini nel gennaio del 1972, ‘Una favola vera’, tratta da ‘Il re nudo’ di Schwarz. Da allora non ha mai smesso di lavorare. Lei è Pamela Villoresi, una persona che incanta con semplicità e passione, da vera artista.
Pamela, come è nata questa passione? Per caso o per volontà?
“Non ho mai pensato di fare un altro mestiere, anche se quando feci la prima comunione ero indecisa: o la suora missionaria o l’attrice di teatro. Prevalse questa seconda ipotesi. Con me, dalla scuola di ragioneria dove ci avevano spedito per vedere se ‘ci passava’, c’era Roberto Benigni. Meno male che non riuscirono a dissuaderci. Appena arrivai alla sala del ridotto capii che lì cominciava la mia vera vita”.
Cosa ti fa sentire davvero un’attrice, una persona che sa di comunicare emozioni senza risparmiarsi?
“Quando ‘comprendo (o così mi pare) i testi scritti, quando riesco a comunicarli, a farli vivere, a divenire un tramite. Quando porto la cultura nei posti più decentrati e la faccio amare anche dai più reticenti”.
Cosa pensi della cultura italiana, del teatro e quale la tua proposta, la tua direzione?
“Penso che un Paese che può vivere di cultura non la può ignorare. Considerato che possediamo più della metà dei beni archeologici ed artistici del mondo, è veramente una follia scandalosa.
Ma soprattutto la cultura è il nutrimento dell’anima e dell’intelletto, persone ben coltivate sanno dare risposte più adeguate ai problemi della vita e della storia. Ecco perché non possiamo più permetterci di non investire nell’unico campo in cui non abbiamo rivali”.
Chi è stato il poeta Mario Luzi a livello umano e culturale? Dio, maternamente è quasi insuperabile?
“Mario è stato uno dei più grandi poeti del secolo scorso. Di grande animo, di profonda arguzia e intelligenza. La sua poesia è concetto sublime, è riflessione profonda, è musica. Quasi tutta la sua opera è irraggiungibile. Era un uomo mite e determinato, umile e affascinante… se avesse avuto una quarantina d’anni di meno lo avrei corteggiato fino allo sfinimento. Ma è stato già abbastanza e un onore essergli stata amica”.
Fai una breve storia della tua vita famigliare e quanto è importante per te.
“Ho conosciuto Cristiano Pogany, bravissimo direttore della fotografia, nel luglio del 1978. Abbiamo deciso di vivere insieme dopo una settimana, di sposarci e dopo altri due mesi di avere un figlio e nacque Eva il 3 settembre del 1979. Poi nacque Tommaso il 14 settembre del 1981. Nel 1985 cominciammo a parlare di adozione e nel giugno del 1986 arrivò dall’India, Isabel, aveva un anno e mezzo. Mio marito ed io ci siamo alternati a casa e nel lavoro, abbiamo girato il mondo. Cristiano si è ammalato nel 1996 di cancro ed è morto a febbraio del 1999”.
Qual è lo spettacolo con cui stai girando per l’Italia? Quando sarà a Roma?
“Questa stagione ho portato per tre mesi in tournée, anche a Roma, ‘Eva contro Eva’, con un bellissimo successo. Recentemente sono stata in giro con uno spettacolo dedicato ad un grande dello sport: Fausto Coppi. ‘Il mio Coppi’ che gira già da due anni e che piace agli intenditori del teatro ma anche a chi non c’è mai stato. Riprenderò ad aprile del prossimo anno ‘Memorie di una schiava’ e a maggio ho debuttato a Roma, al Manzoni, con un nuovo spettacolo: ‘Partita a due’ ”.
Quanti altri film hai girato e in quale mondo artistico ti trovi meglio, quello teatrale o quello cinematografico? Oppure entrambe necessari come le mani, anche se poi si è destrimani o mancini…
“La mia carriera teatrale è una carriera ricca e piena di soddisfazioni, ho avuto sempre proposte irrinunciabili. All’inizio con il cinema non è stato così. Quindi pian piano il mio prestigio nel teatro cresceva e gli impegni cinematografici erano sempre più sporadici. Ho fatto belle cose al cinema, come l’ultima con la regia di Paolo Sorrentino ‘La grande bellezza’, ma ormai mi ci sento un po’ ‘a prestito’. Il mio mondo è senz’altro il teatro”.
Qual è il segreto della tua longevità e della tua naturalezza ? E secondo te siamo nell’Inferno o nel Purgatorio dantesco? E qual è per te il Paradiso?
“Non credo di potermi ritenere longeva a soli 56 anni. Se nella vita sono naturale è probabilmente perché fingo a pagamento e nella vita mi toccherebbe farlo gratis. A parte gli scherzi, credo che fingere sia faticoso e soprattutto serve a ingannare solo se stessi. Penso che tutto sommato siamo ancora al fondo di un purgatorio… L’inferno la storia lo ha espresso meglio con i grandi dittatori, le stragi, i campi di concentramento, gli eccidi, la fame delle carestie. Il paradiso è quel posto dove gli uomini sanno vivere insieme e rispettarsi e lavorare per il bene comune”.



more No Comments agosto 7 2013 at 13:25


Moreno Amantini: In mezzo a cinque donne

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Insieme ad Angela Melillo, Rita Capobianco, Virginia Fioravanti, Emanuelle D’Alterio e Manuela Gallozzi, è stato protagonista al Teatro Brancaccio con lo spettacolo “5 donne e 1/2”, che ha fatto registrare un grande successo

E’ stato uno dei protagonisti dello spettacolo teatrale “5 donne e 1/2”, che ha segnato il debutto alla regia del coreografo Piero Moriconi. Un successo da sold out al Teatro Brancaccio. Lui è Moreno Amantini, affiancato dalla bellissima Angela Melillo. Per Moreno è stato un insperato ritorno al mondo dello spettacolo, che ha lasciato un po’ di tempo fa per dedicarsi ad altro.
Moreno, che esperienza è stata quella con “5 donne e 1/2″?
“Decisamente una bella esperienza. Era da circa un anno e mezzo che mi ero allontanato dal mondo dello spettacolo e la cosa che più mi mancava era il palcoscenico teatrale. Più di tutto: della tv, della radio, delle conduzioni. Il contatto diretto che si instaura in teatro tra te e il pubblico è qualcosa di unico. Di magico”.
Ti aspettavi questo successo?
“A dir la verità no. Nessuno di noi se lo aspettava. ’5 Donne e 1/2′ ha segnato il debutto alla regia di Piero Moriconi, noto coreografo. Quando lui ed Angela Melillo mi hanno chiamato per propormi il tutto ho accettato senza pensarci due volte ma di certo non ci aspettavamo di fare sold out per tutte le sere e di dover replicare a distanza di una settimana dalla fine. Un bel successo e una grande soddisfazione. Al pubblico è piaciuto molto e questo per un attore è la gratificazione maggiore”.
Hai lavorato in un cast prettamente femminile, come ti sei trovato?
“Bene perchè ho lavorato con tutte professioniste. Nessuna ‘prima donna’ e nessuna lamentela o piagnisteo da ‘diva’. Questo accade quando chi fa questo mestiere lo fa con passione e professionalità. Non per apparire. Le ringrazio pubblicamente”.
Avete ricevuto i complimenti di Pingitore, non uno qualsiasi…
“Per me è stato davvero bello ed emozionante ricevere i complimenti di un mostro sacro come Pierfrancesco Pingitore. Pensa che quando è venuto a vederci a fine spettacolo sia Angela Melillo che Piero Moriconi sono usciti a salutarlo anche perchè, avendo entrambi lavorato con lui al Bagaglino, lo conoscevano personalmente. Io non avevo mai avuto modo di incontrarlo prima e quindi me ne sono rimasto in camerino. Pochi secondi dopo mi hanno fatto chiamare perchè proprio Pingitore voleva conoscermi per complimentarsi con me. E’ stato davvero gentile e i suoi complimenti mi hanno molto emozionato”.
Avrai altre esperienze teatrali a breve o in futuro?
“Niente in cantiere, almeno per il momento, ma sicuramente la parentesi ’5 Donne e 1/2′ non finisce qui. Sono sicuro che questa estate ne sentirete ancora parlare…”.
Di cosa ti stai occupando adesso?
“Come ti accennavo prima è da circa un anno e mezzo che mi sono distaccato dal mondo dello spettacolo per aprire un Caffè Bistrot a Roma, in zona Parioli, che gestisco personalmente. Ho mantenuto il rapporto con il pubblico ed in più posso dedicarmi alla mia seconda passione: la cucina. Mi diverto nel preparare dolci e pranzi veloci. Una pausa dallo spettacolo. Faticosa ma decisamente più meritocratica. Cosa ormai lontana sia dalla tv che da tutto il carrozzone mediatico”.
Per molto tempo ti sei occupato di vip. Qual è il personaggio, maschile o femminile, con cui hai legato di più?
“Devo dire che ho stretto amicizia con molti personaggi. In particolare con Angela Melillo. E’ nata veramente una bella amicizia e lavorando insieme si è fortificata. Sul palco abbiamo una bella intesa. Angela è come me: una persona vera che non ama schemi e situazioni di facciata. Una ‘pura’ insomma. Spero di poter fare altri lavori con lei e spero che la nostra amicizia duri nel tempo”.
Pensi che il gossip sia ancora una sorta di industria fiorente in Italia?
“In Italia il livello culturale negli ultimi anni si è veramente abbassato ma non per colpa del gossip ma per colpa dei personaggi che ne fanno parte. Il gossip e la mondanità sono sempre esistiti, fin dai tempi della Dolce Vita. La differenza è che prima c’era qualità, oggi pura quantità. Basti pensare che un tempo i protagonisti del gossip erano registi, attori, nobili, industriali. Oggi tronisti o gieffini. Trai tu le conclusioni”.



more No Comments agosto 7 2013 at 13:21


Una giornata speciale: Daniela Hlavackova

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E’ con la bella Daniela che continuiamo la nostra avventura, la sesta. Noi di GP Magazine insieme ad Adriana Soares abbiamo ideato un fashion contest rivolto a tutti i ragazzi e ragazze della porta accanto, che desiderano intraprendere la carriera di modelli/e o semplicemente per passare una giornata speciale

di Adriana Soares

Daniela Hlavackova, un gran bel viso, di quelli che non passano inosservati, una bellezza inusuale che rimane impressa.
Questa volta non ho utilizzato un brand in particolare, perché sarà il bel corpo statuario di Daniela a parlare. Cavallerizza di professione! Pensate, dietro ad uno sport maschile sono riuscita a trovare una creatura bella, affascinante, misteriosa e femminile. Sono arrivate tante richieste e questo è bellissimo. Pian piano sono certa che riuscirò a realizzare il sogno di tutti.
Daniela raccontaci qualcosa di te.
“Sono nata nella bellissima Praga, capitale della Repubblica Ceca, e da piccola ero appassionata di cavalli. Ho cominciato ad appassionarmi a questo mondo stupendo, grazie a mio zio che è un allenatore di cavalli da corsa. Così ho iniziato ad andare a cavallo da quando avevo 6 anni e da lì non sono più riuscita a smettere di frequentare i circoli ippici. Ho cominciato con cavalli da corsa, poi cavalli da dressage e quindi cavalli da salto. Ho avuto esperienze anche con cavalli da tiro. Le discipline che preferisco sono il dressage ed il salto. Grazie a questo dono di lavorare bene con i cavalli sono riuscita ad ottenere una posizione importante nel mondo dell’equitazione e a fare carriera in questo sport che mi regala molte soddisfazioni e che mi rende felice. Mi è sempre piaciuto lo sport di qualsiasi genere e tutto ciò che riguarda la vita sana. Non mi piace la gente che non ha rispetto per se stessa, che mangia male, che fuma o beve alcool”.
Cosa hai provato quando ti è arrivata la conferma di questo servizio fotografico?
“Quando mi è arrivata la richiesta di essere intervistata, mi sono sentita una persona che poteva suscitare interesse, e, accettando, ho sperato che una porta si potesse aprire nel mondo della moda che dopo l’equitazione è la mia passione più grande. Mi affascina molto il corpo umano, sopratutto femminile. Grazie alla fotografia si riesce a svelare questo mistero affascinante. Tu Adriana sei riuscita a mettere in luce il meglio di un corpo umano che secondo me è un’arte bellissima”.
Cosa ti aspetti ora?
“Il mio sogno è poter utilizzare il mio corpo come modello in alcuni servizi fotografici. Anche se non ho un corpo ideale, non sarei la classica modella, so di avere altre qualità che nel corpo femminile è difficile trovare: un corpo tonico e atletico grazie al mestiere che faccio e al mio modo di vivere sano e sportivo”.
Come hai vissuta la giornata del foto shooting? E’ stata un’esperienza positiva che rifaresti?
“Durante il servizio fotografico con te Adriana mi sono sentita subito a mio aggio, e so che come mi hai saputo fotografare tu nessun altro sarebbe in grado di fare altrettanto. Sei riuscita a tirare fuori il meglio di me stessa e grazie alle parole dolci e di sostegno mi sono sentita sempre a mio agio. Tornerò sempre da te perché per me sei la numero uno. Hai delle idee molto particolari e originali e come sai usare la luce non tutti sono capaci. Essendo una donna e una ex modella, sai bene cosa ci si aspetta da un servizio fotografico”.



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Nadia Erbolini: Cantare l’amore è vita

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E’ una delle voci femminili più apprezzate della canzone italiana. Ha partecipato a varie edizioni del Festivalbar e a tanti programmi in Rai. La sua intervista, se letta con attenzione, nasconde anche tanti “insegnamenti” ai giovani aspiranti cantanti

di Claudio Testi

La sua passione per il canto è nata sin quando era piccolina. “Ricordo che andavo in bicicletta di nascosto perché la mia mamma non voleva e invece il mio papà mi aiutava. Poi alla mia prima volta in palcoscenico c’era mia madre e ripenso che in quell’occasione mi si ruppe il tacco ma la cosa non fermò affatto la mia carriera. Anzi ricevettu ancora pi carica e la voglia di crescere e fare bene”. Lei è Nadia Erbolini, una bellissima voce, una bellissima donna. Conosciamola meglio attraverso questa intervista.
Da quando hai capito che questo poteva essere il tuo lavoro a chi ti sei ispirata?
“Sai, ho lavorato con diversi gruppi musicali. I miei ‘Caimani’ ci sono sempre, sono stati i primi, poi ne ho avuti anche stranieri. La cantante a cui mi ispiravo è stata Rita Pavone e mi ricordo ‘Cuore’, il suo fantastico brano era il mio cavallo di battaglia, e ancora… la grande Mina”.
A proposito di cuore, quindi da sempre ti contraddistingue la grande passione!
“Sia quando sono su un palcoscenico che nella vita faccio tutto con il cuore e la testa, con il pubblico che porto con me anche dopo le serate e le amiche e gli amici che porto dentro”.
Nadia, “E resto da sola” è uno dei tuoi brani. Vuoi rispettare il famoso proverbio “Meglio soli che male accompagnati”?
“Certo, quando ci vuole ci vuole. Anzi, lo consiglio: se si deve star male per una cattiva compagnia che non ti rispetta e che non ti ama, uomini o donne che siano, meglio rimanere sole o soli. Comunque, spero di non rimanere mai sola anche se a volte capita”.
A proposito, quali sono le persone che ti sono state più vicine nella tua vita, in particolare nei momenti più difficili?
“Nel corso della vita ci sono tante persone che vanno e vengono, ho molti bei ricordi. Un grazie lo devo all’indimenticabile Vittorio Salvetti (patron del Festivalbar ndr), che ha creduto in me e mi ha portata al suo Festivalbar. Altri bei ricordi con i musicisti come Massimo Moriconi che adesso è un arrangiatore di Mina, il grande batterista Alberto Botta che è andato a lavorare con il grande Renzo Arbore, e tante altre persone, artisti e non che hanno inciso molto nella vita e mi hanno dato molta soddisfazione”.
Ricordi qualche simpatico aneddoto della tua vita di cantante?
“Sì, nel cuore ho un momento particolare della mia vita artistica. Diversi anni fa ero al palazzetto dello sport per un un grande evento con tanti altri grandi musicisti; nel pomeriggio, nel corso delle prove, ricordo Lucio Dalla praticamente sdraiato e, simpaticamente parlando, lungo come l’amplificatore e con il pollice della sua mano alzato, mi faceva capire che era tutto ok. Sono persone, cose e momenti che ti rimangono dentro per tutta la vita”.
Le tue principali tappe e i tuoi successi che ricordi di più e che hanno caratterizzato la tua vita artistica?
“Sono tante, molti eventi e spettacoli e naturalmente la partecipazione a diversi programmi radiofonici e televisivi in particolare con la Rai. Ricordo piacevolmente ‘Il piacere dell’estate’ con Bruno Modugno, il Festivalbar. In teatro ho avuto il piacere di cantare al Petruzzelli di Bari e tanti altri”.
Cosa pensi dei talent show?
“Inutile non pensare che è un bel business, tante ragazze e tanti ragazzi fanno tenerezza, ci sono elementi molto bravi ma a volte non vanno avanti e si fermano accecati dal momentaneo successo, altri che meriterebbero non hanno la giusta visibilità per farsi conoscere meglio. Il consiglio che mi sento di dare è quello di credere con passione e con lo studio fino in fondo in quello che si fa, qualsiasi cosa positiva essa sia”.
Nadia, qual è il disco della tua vita, quello che ti ricorda qualcosa di bello o che ti riscalda il cuore anche nei momenti grigi?
“La vita ha tanti colori, tante strade, non c’è una canzone specifica. Io adoro Vasco Rossi e in particolare un suo brano, ‘Una canzone per te’. E poi ancora Mina, Mia Martini, insomma, non ho un brano in particolare, ma un mix. Degli artisti a parte la voce, amo l’espressione e il testo. E poi, come nei miei brani, prediligo l’amore con sentimenti, sensazioni, sguardi e comportamenti”.
Nadia cosa ti aspetti dal futuro e cosa stai preparando per i prossimi mesi?
“Oltre alle serate con i miei successi ho preparato uno spettacolo completo da portare in giro per l’Italia con tutto il repertorio di una grande cantante che non c’è più, che amo ricordare e che meriterebbe più spazio ed un giusto tributo, la mitica Gabriella Ferri. Nonostante io sia del nord Italia, i suoi successi mi sono entrati così nel cuore tanto che mi riesce naturale cantare anche in romanesco. Anche la musica può unire il nostro fantastico Belpaese. E assieme ad un sorriso, vi saluto e vi invito ai miei concerti. Poi se vi fa piacere, con grande semplicità, a fare delle piacevoli chiacchierate su facebook”.



more No Comments agosto 7 2013 at 13:14


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