07/15/2024
HomeSpettacoloAmilcar Moret Gonzalez: Il figlio d’arte nato per la danza

Amilcar Moret Gonzalez: Il figlio d’arte nato per la danza

di Antonio Desiderio –

E’ stato il protagonista dello spettacolo “Piazzolla Passion”, andato in scena al Teatro Parioli di Roma il 26 marzo. E’ un grande personaggio della danza mondiale e per noi è un privilegio ospitarlo per un’intervista. Lui è Amilcar Moret Gonzalez.
Amilcar, piacere averti con noi! Sei un personaggio conosciutissimo e amato dal grande pubblico. Come sei arrivato alla danza?
“Sono figlio di arte. I miei due genitori erano primi ballerini al balletto nazionale di Cuba. Da piccolo andavo a vedere i loro spettacoli e mi emozionavo tanto. Sono cresciuto giocando in teatro con altri figli di altri ballerini. Ho dei ricordi belli della mia infanzia”.
I tuoi genitori hanno influenzato la tua scelta di fare il danzatore?
“Loro non mi hanno mai spinto a studiare danza, è stata una mia decisione. Al contrario mio padre mi ha detto all’inizio: ‘Guarda che non sei dotatissimo quindi devi lavorare tanto. Se vedo che non ti impegni ti tiro fuori dalla scuola’”.
La tua prima esperienza come ballerino professionista?
“È stata insieme al Jeune ballet de la France JBF Una junior company che si trovava a Parigi. Quella è stata la mia prima compagnia. È stato un anno bellissimo. Vivere a Parigi e girare tutta la Francia, il mondo con tournée in Asia e negli Stati Uniti è stato un sogno dopo essere uscito dalla scuola. Mi è servito tanto”.
Il tuo ruolo preferito?
“Non posso dire che ho un ruolo preferito. Potrei dirtene tre così velocemente: Onegin, Othello, Romeo. In questi tre ruoli ho potuto sperimentare sul palco delle emozioni indimenticabili”.
Sei arrivato al grande pubblico con la trasmissione “Amici”. Quali ricordi?
“Amici è stato per me un’altra esperienza di aggiungere alla mia carriera. Ed è vero che mi ha portato tanta notorietà. Ho conosciuto tante persone grazie alla trasmissione, artisti famosi in tutto il mondo. Ho anche una foto con Maradona, mio figlio la guarda spesso”.
“Amici” ha portato anche un grande amore oltre la popolarità…
“Un grande amore, una grande amica, una grande compagna, la mia altra metà, lei è la mia vita insieme a i miei figli e la mia famiglia, sono tutto per me”.
Poi sei tornato in Germania e con te anche Virginia Tomarchio ed oggi siete nella Compagnia di Kiel. Parlaci di questo…
“Tornato non direi. Io vivo in Germania dal 1998. Anche mentre facevo la trasmissione “Amici”, non l’ho mai lasciata. Tutto il periodo in cui non ero in trasmissione, a partire del 2008, sono sempre tornato come ospite all’Hamburg Ballet, la mia compagnia prima di arrivare in Italia e poi dal 2014 ho cominciato ad andare a Kiel. Dove non solo ballavo ma ho cominciato anche a dare lezione in compagnia e a fare coreografia. È stato a Kiel dove ho avuto la opportunità di fare il mio primo grande balletto come coreografo, “Othello 2.0”, che poi l’ho anche ballato insieme a Virginia nel ruolo di Desdemona. Lei non è solo la mia compagna ma è anche la mia musa ispiratrice, la mia assistente migliore. Sono felice anche per lei, perché lavorando qui in compagnia in Germania sta realizzando tanti dei suoi sogni come ballerina”.
Sei stato reduce nei giorni scorsi di una nuova produzione: “Piazzolla Passion” con le coreografie di Alfonso Paganini con un incredibile successo. Come ti sei trovato in questo lavoro?
“Sono molto felice di essere parte dello spettacolo “Piazzolla Passion”, prima di tutto perché sto lavorando con delle persone stupende, i ballerini, i musicisti, Alfonso Paganini che cura la coreografia e le luci, a che stimo tanto ed è una delle persone che mi fa più ridere al mondo. Poi c’è Antonio Desiderio che si occupa della produzione, sta facendo un grande lavoro organizzativo per poter portare questo spettacolo in giro”.
Cosa rappresenta per te la Danza in una parola?
“Oggi vita, domani bellezza, dopodomani adorazione, il giorno dopo ancora comunicazione, e quello dopo Amore. E così ogni giorno, qualcosa di diverso. Per me è qualcosa di molto amplio. Ma soprattutto per me è anche una benedizione!”.


In collaborazione con:

Condividi Su:
Storie di radio - Ma
Arianna Dalla Zanna:

redazione@gpmagazine.it

Valuta Questo Articolo
NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO