GP magazine febbraio 2014



more No Comments marzo 6 2014 at 11:36


Silvia Salemi: Una donna positiva

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Giornate piene e un sorriso da sfoderare sempre. Questa è Silvia Salemi che preannuncia un 2014 ricco di live.Di recente ha preso parte al programma televisivo “Tale e Quale”, considerato da lei come l’esperienza più completa della sua fortunata vita artistica

di Silvia Giansanti

“La vita è la vita, ci sono giorni in cui piove e giorni in cui c’è il sole. Si deve andare avanti e anche il giorno in cui piove si deve uscire lo stesso”. Filosofia di una donna positiva, che non si è mai arresa di fronte alle prime difficoltà e che nell’arco di un decennio ha saputo, con energia ed entusiasmo, dare una svolta alla sua vita. L’importante è crederci sempre e, oggi, Silvia Salemi si ritrova una bella famigliola cresciuta con amore e un successo costante nel tempo, iniziato in quel lontano 1997 in una “famosa casa”. Quella di Luca…
Silvia, dopo tutto questo tempo oggi, ricanteresti “A casa di Luca”, la canzone che ti ha consacrata al successo?
“Come significato sociale nell’era in cui viviamo, forse la canterei con maggiore responsabilità. Un conto è quello che si canta a diciannove anni con più leggerezza, un conto quando sei più grande. In questo momento si prende visione che bisognerebbe vivere con più aggregazione e con più semplicità”.
Com’è iniziato lavorativamente parlando questo 2014?
“E’ iniziato benissimo, brindando su Rai Uno con Carlo Conti insieme a tante persone gradevoli”.
Cosa ti aspetti?
“Mantenere quello che ho e cioè una bellissima famiglia e le giornate piene di musica. Il che non è poco. Credo che bisogna anche sapersi accontentare e apprezzare ciò che si ha al momento”.
Hai progetti?
“Sì, sto preparando uno spettacolo con una grande orchestra. Si preannuncia un’importante stagione di live”.
Cosa ti ha lasciato la recente esperienza di “Tale e Quale Show”?
“E’ stata un’esperienza variegata e divertente. Mi ha permesso di imparare, di studiare, approfondendo meglio le mie possibilità lavorando su cose sconosciute. E’ stata una scuola di vita, l’esperienza più completa che ho avuto fino ad oggi”.
Gli artisti imitati ai quali sei piaciuta particolarmente.
“Non saprei, non ho avuto riscontro. Ti posso dire che quella che mi è piaciuta di più è Anastasia che considero vicina a me come grinta. Mentre quella che ho trovato simile a me dal punto di vista di approccio alla musica, è sicuramente Adele”.
So che ti occupi anche di web radio. Cosa fai nello specifico?
“Assolutamente sì, il mio impegno è a livello di cabina di regia ma non ne sono proprietaria”.
Risalendo al tuo passato artistico, hai all’attivo un album intitolato “Caotica”. Ecco, prendendo spunto da ciò, visto che hai una vita piena, rischi di essere così o sei più metodica e precisa?
“In realtà ‘Caotica’ rappresentava quella fase della mia vita a diciannove anni con gli studi e la musica di mezzo. L’esigenza con gli anni è stata poi quella di avere una vita il più possibile ordinata, altrimenti non avrei modo di sopravvivere alla mia stessa vita”.
Essere mamma ed essere artista. Parliamone.
“Penso di fare quello che fanno tutte le altre mamme normali. Con la differenza magari che invece di andare in ufficio, salgo su un palco. Anch’io corro per portare le figlie a scuola e per farle fare i compiti. Tutte le mamme e le famiglie in generale, se vogliono costruire qualcosa, devono fare le capriole, soprattutto per tenere i figli lontani dai pericoli e dal bullismo”.
Sappiamo che sei ambientalista e animalista. Stai trasmettendo tutto ciò alle tue figlie?
“Sì, anche non facendo alcuni gesti. Mi spiego meglio. Riconosco che non prendere un cane o un gatto alle mie figlie, è una grande sofferenza. Sappiamo che i nostri amici animali comportano risvolti positivi sul carattere e sul modo di essere, ma tenerli dentro una casa avendo una vita frenetica, penso che diventerebbero infelici. Credo che non bisogna tenere un animaletto in una casa solo per il proprio egoismo”.
C’è un artista con cui sogni di collaborare?
“Non c’è più purtroppo. Ho sempre sognato di affiancare il grandissimo Fabrizio De Andrè, mi sono dovuta accontentare di scriverci la tesi di laurea”.
Se un domani una delle tue figlie volesse cantare?
“Ognuno fa quello che vuole, non penso che esistano lavori che siano più pericolosi di altri. Tutti i mondi sono belli e inquinati allo stesso tempo, è la persona che adatta quel mondo ai propri valori”.
A chi sei particolarmente legata del tuo mondo?
“A tanta gente quindi non potrei fare un nome su tutti, farei un torto”.
Come affronti le tue lunghe giornate?
“Con tanta energia, entusiasmo e voglia di fare. La positività attira cose positive, Esco sempre col sorriso, tanto sono convinta che spargere il sole intorno a sé, prima o poi scaccia le nuvole”.

CHI E’ SILVIA SALEMI

Silvia Salemi è nata a Palazzolo Acreide  (Siracusa) il 2 aprile del 1978 sotto il segno dell’Ariete con ascendente Scorpione. Caratterialmente si definisce in continuo mutamento. Tifa per la squadra della Roma e ama mangiare un po’ tutto. Le piacerebbe vivere a Parigi o tornerebbe in Sicilia dalle sue parti. Al momento non possiede animali domestici. Ha due figlie. Ricorda con piacere gli anni in cui ha incontrato il grande amore della sua vita ed ha conosciuto il successo. Nel 1995 ha vinto il Festival di Castrocaro, nel ’96 ha esordito con il singolo “Quando il cuore” e nel 1997 ha conosciuto la popolarità attraverso il famoso singolo sanremese “A casa di Luca”, a cui è seguito l’album “Caotica”. L’anno seguente è tornata a Sanremo con “Phatos” e ha partecipato al Festivalbar con il brano “Odiami”. Dopo aver affiancato Pippo Baudo nella trasmissione “Il gran ballo delle debuttanti”, ha condotto nel 1999 “Viaggi nei luoghi del sacro” per Rai Tre. Nel 2000 è uscito l’album “L’arancia” trainato dal singolo “La parola amore”. Nel 2003 è stata ancora a Sanremo con “Nel cuore delle donne” tratta dall’album “Il gioco del Duende”. L’anno seguente ha partecipato a “Music Farm” e ha condotto “La mezzanotte di Radio 2”. Nel 2007 è uscito l’album intitolato “Il mutevole abitante del mio solito involucro”. Dopo essersi dedicata alla famiglia e alla laurea, nel 2012 ha ripreso il suo percorso artistico con i live e con la cover di “Amore Disperato” di Nada. Lo scorso anno è stata testimonial dell’ “Earth Day Italia” e qualche mese fa ha partecipato alla trasmissione di Rai Uno “Tale e Quale Show”.



more No Comments marzo 6 2014 at 11:12


Giada Curti: I colori e le magie di Portofino

Giada Curti

Ha affascinato le passerelle di AltaRoma. Magica l’atmosfera creata dai suoi abiti,
ispirati dalla canzone “I Found my Love in Portofino” interpretata da Andrea Bocelli

di Gabriele Arcieri

Fruscianti ed evanescenti tessuti, dallo chiffon al satin, dal cady ai pizzi multicolori, hanno avvolto le splendide mannequins, esaltando le tinte, il sapiente taglio, la sobria raffinata magia.
Ed è così che la creatrice di moda ha presentato la sua ultima, freschissima collezione, nata, come lei stessa ha dichiarato “sul divano di casa assieme a mio marito ascoltando la voce di Andrea Bocelli, sulle note di “I Found My Love In Portofino”, che l’ha ispirata nella realizzazione delle più rilevanti novità di questa kermesse della moda: il costume balneare e la borsa “Gbag”, entrambi lavorati con la tecnica del crochet.
Grande impatto emotivo ha avuto la presentazione dell’immancabile abito da sposa che ha catturato l’emozione del pubblico con la sua affascinante femminilità.
L’eleganza innata di Giada Curti nasce da un vissuto importante dal quale attinge il proprio estro, che nasce sia dalle esperienze familiari sia dalla sua sensibilità artistica.
L’abito è la rappresentazione concreta del suo mondo, una parte di sé; emerge nel suo lavoro l’impronta artigianale del “fatto a mano”, condizione “sine qua non” che crea e dà pregio, qualità che caratterizza questi abiti, donando loro unicità.
Da essi emerge l’emozione dei colori di Sicilia, sua terra d’origine, in essi traspaiono i ricordi e i profumi caratteristici del suo inconfondibile stile.
Nell’ideale di moda di Giada Curti, infatti, elemento peculiare è l’abile coinvolgimento trasmesso insieme ai  pensieri ed alle intuizioni che contribuiscono a far “vivere” gli abiti, protagonisti, quindi, della sua storia, cosicché l’arte, unendosi al costume, genera un’attenta ricerca stilistica e sartoriale. E’ per ciò che quest’ultima collezione di Giada Curti rappresenta un momento di autentica gioia creativa.
Giada Curti: un mondo, una storia, una vita. Conosciamola…
Quali sono, nella tua esperienza, i vantaggi di questo lavoro?
“Sicuramente sono fortunata perché svolgo un lavoro che amo, che è la mia vita, poi anche perché la fortuna di condividere il mio lavoro con mio marito, cosa che mi gratifica moltissimo”.
Come definiresti il concetto di eleganza nell’ambito delle tue creazioni?
“Le mie collezioni si ispirano ad una donna elegante, raffinata, che ama i colori accesi e sfavillanti dell’estate. Infatti i Pantaloni Gioiello Portofino, dedicati allo splendido borgo marinaro ligure, tempestati di ricami e pietre, nascono proprio per accentuare il lato glamour delle donne; da  indossare in barca, per un cocktail, o il pomeriggio per prendere un aperitivo in piazzetta. Non solo abiti da  sera, dunque, per rispettare i canoni dell’Haute Couture, ma un capo comodo e giovane, senza dimenticare  l’Alta Moda e il ‘su misura’ ”.
Per cosa ti senti maggiormente grata alla manifestazione di AltaRoma?  
“È una manifestazione che permette a noi couturier di far scoprire l’alta moda italiana al mondo. Sono felice di poter essere protagonista di questa splendida kermesse insieme ad altri illustri colleghi”.
Come entrano la natura e le varie sfumature della terra di Sicilia nelle tue creazioni?
“La terra di Sicilia è nel mio sangue, quindi tutta la passione e la solarità che metto nelle mie collezioni provengono dalle mie origini”.
A distanza, come racconteresti la tua ultima sfilata?
“Un grande successo e soprattutto un grande riscontro mediatico inaspettato. Tantissimi attestati di stima mi sono arrivati dalla stampa e dalle clienti. Non credevo che il colore di questa collezione avrebbe portato tanta allegria e buonumore!”.
Come riesci a conciliare i numerosi ed onerosi impegni di stilista con la cura della tua famiglia, per te così importante?
“Semplice: svolgo i lavori che amo ossia la stilista e la mamma; non potrei rinunciare a nessuno dei due”.
Identificando la moda come forma di arte, a quale corrente artistica ti senti più vicina?
“Sicuramente la corrente a me più congeniale  è l’impressionismo: amo i colori nelle loro sfumature, sono affascinata dai pittori impressionisti che mi fanno sognare e, proprio qualche giorno fa, mentre ero a Roma non ho potuto fare a meno di visitare una mostra su questi pittori presso l’Ara Pacis: meravigliosa”.
www.giadacurti.it



more 1 Comment marzo 6 2014 at 11:05


Roberta Ferrari: Una psicologa prestata al giornalismo

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E’ in onda su Rai Uno con la trasmissione sportiva “Campioni di cuore”, dove intervista i grandi personaggi facendo emergere molto bene il loro aspetto umano. Ha già pubblicato un libro e un altro è di prossima uscita…

di Simone Mori

E’ una conduttrice e giornalista televisiva. Coniuga bravura, competenza e bellezza. Un mix vincente che l’ha portata ad essere particolarmente apprezzata dal pubblico. Lo sport è la sua passione e all’attivo ha tante interviste a personaggi sportivi famosi e di successo.
Conosciamola meglio attraverso questa intervista che ci ha gentilmente concesso.
Roberta, puoi raccontarci come hai iniziato la tua carriera di giornalista?
“Ho iniziato a Telelombardia, durante l’università, con la trasmissione ‘Milano 90′ con Mino Taveri, trasmissione sui Mondiali. Da lì ho continuato a occuparmi di trasmissioni sportive, per poi passare ad Antennatre, sulla piattaforma Sky, con la mia trasmissione ‘Marcati Stretti’, da me ideata e condotta con Stefania Sorrenti, che mi ha poi aperto le porte della Rai”.
Hai avuto molteplici esperienze televisive. Quali sono quelle che ricordi con maggiore gioia?
“Senz’altro le interviste pre e dopo partita in diretta tutte la domeniche da San Siro perché sono una gavetta formativa e ti permettono di conoscere e creare un buon rapporto con dirigenti, addetti ai lavori, giocatori e loro familiari. ‘Marcati Stretti’ perché è stata la creatura mia e di Stefania, una trasmissione allora all’avanguardia, che univa competenza e ironia nello sport. Poi la mia attuale ‘Campioni di cuore’, in onda la domenica mattina su Rai Uno, perché mi permette di unire i miei due amori professionali: le interviste sportive e la psicologia (mia laurea), parlando degli sportivi dal punto di vista umano e privato”.
Attualmente ti occupi di interviste a personaggi sportivi più o meno famosi. Come è nata l’idea?
“Devo correggerti perché i personaggi sono solo ed esclusivamente famosi: o campioni del mondo o oro alle olimpiadi o giocatori attuali di serie A, dietro specifica richiesta degli autori del programma. E’ nata da un’idea del nostro capo-autore Giovanni Taglialavoro, che ha saputo coniugare la mia esperienza di giornalista professionista e la mia passione per la psicologia e per l’aspetto più introspettivo delle persone”.
Quali sono le interviste alle quali sei più legata?
“Ognuna ha una storia a sé emozionante e personale, sta alla bravura di chi intervista tirarne fuori gli aspetti più intimi, sempre con rispetto e tatto. Senz’altro quelle che maggiormente mi hanno coinvolta sono quelle legate a personaggi umanamente coinvolgenti, che hanno avuto gravi sofferenze nella vita e sono diventati esempi di ottimismo e messaggi di positività: Alex Zanardi, Giusy Versace, Federica Bovolenta”.
Cosa vorresti fare in futuro? Una trasmissione tutta tua?
“Il mio sogno è quello di condurre un contenitore di taglio giornalistico e di attualità, proprio come ‘Unomattina’. E’ nelle mie corde perché vario e mi calza a pennello, sia per la mia esperienza professionale che per la mia preparazione. Non ambisco a prime serate, amo il pubblico del mattino”.
Il mondo del giornalismo vive una crisi nera per vari motivi. La crisi della carta stampata e la piaga delle raccomandazioni. Il tuo punto di vista?
“Questa piaga purtroppo è presente da sempre, specialmente nel nostro Paese. Se ti dicessi che non c’è sarei una bugiarda. Non è facile fare anni di gavetta e aspettare sempre la giusta occasione, nonostante gli ascolti e la professionalità siano dalla tua parte. Piangersi addosso non serve a nulla, ciò che conta è lavorare con serietà e amando il proprio mestiere, con la consapevolezza che il pubblico riconosce chi vale”.
Quali sono i tuoi hobby?
“Conduco una vita molto semplice anche perché, girando l’Italia tutta la settimana per lavoro, mi piace rilassarmi. I miei hobby sono la lettura, lo sport, il cinema, gli amici e stare con i miei affetti e il mio cane”.
Hai delle icone alle quali fai riferimento?
“Sinceramente no, non perché abbia la presunzione di essere meglio di altre, ma semplicemente perché penso che ognuno debba avere la propria personalità e le proprie caratteristiche ed è giusto non omologarsi. Mi piace molto la collega Alessandra Borgia perché coniuga bellezza, eleganza e professionalità”.
Secondo te, alla televisione di oggi cosa manca?
“Penso che in un mondo dove siamo tutti di fretta e stressati sia fondamentale offrire al pubblico momenti di evasione e di leggerezza anche quando si raccontano i fatti della vita: sono per la semplicità, la spontaneità, con alle spalle una forte preparazione, e il ritmo veloce ed essenziale. Forse quest’ultimo manca ancora troppo nella tv attuale. Non sono per l’ostentare tragedie né per far vedere a tutti i costi pianti in diretta”.
Hai già pubblicato un libro. Qualcos’altro dietro l’angolo?
“Sto lavorando al mio secondo libro. Avrà il titolo dall’omonima rubrica ‘Campioni di cuore’, ideata dal capo autori di Unomattina in famiglia Giovanni Taglialavoro, che firmerà anch’egli il libro con Cinzia De Filippis e la sottoscritta. Saranno 10 interviste a 10 grandi calciatori attuali ed ex della storia del nostro calcio, accompagnate da altrettante foto ciascuno, da loro raccontate. Si tratta di una Campagna Nazionale e verrà devoluto parte del ricavato all’Onlus Castelli a favore dei defibrillatori in campi non professionisti”.
Sei molto attiva nei social, specie su Twitter. Cosa ti piace e cosa no di questo mondo?
“Trovo che al giorno d’oggi, specie per chi lavora nel mondo della comunicazione, sia fondamentale esserne partecipi. Sia Twitter che Facebook e Instagram fanno parte della mia quotidianità e del mio lavoro. Mi permettono di essere in diretto contatto col mio pubblico e i miei fans. Non riesco a capire i personaggi che interagiscono soltanto tra loro, io m’impegno a rispondere sempre a tutti, fa parte della mia educazione e poi non dobbiamo mai dimenticare che è anche un dovere essere cortesi verso chi ci segue con tanto affetto. Non c’è nulla che non ami di questo mondo virtuale perché tutto sta nell’usarlo nel modo corretto e nel dosarlo, con il giusto distacco e senza esserne dipendente”.



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Sabina Prestigiacomo: Una giornata speciale

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E’ con la bella Sabina Prestigiacomo che continuiamo la nostra avventura: la dodicesima. Noi di GP Magazine insieme ad Adriana Soares abbiamo ideato un fashion contest volto a tutti i ragazzi e ragazze della porta accanto. Un modo speciale di realizzare il sogno di molti ragazzi e ragazze che desiderano intraprendere la carriera di modelli o semplicemente passare una giornata speciale

di Adriana Soares

Sei una bellissima donna e mamma cosa ti ha spinto a proporti a questo contest?
“Adoro essere fotografata, mi piace essere protagonista; e anche se sono timida davanti all’obiettivo riesco a nasconderlo”.
Cosa hai provato quando ti è arrivata la conferma del servizio?
“Quando ho saputo di essere stata selezionata mi sono sentita felice perché esaudisco il mio sogno nel cassetto”.
Come hai saputo del contest?
“Tramite Facebook”.
Come hai vissuto la giornata dello shooting?
“La giornata dello shooting è stata davvero bella per la professionalità e la simpatia di un’artista come Adriana e la bravissima truccatrice Nuala”.
È stata un’esperienza che rifaresti e la consiglieresti?
“Questa stupenda esperienza lha fatto uscire quella parte di me, che per la mia riservatezza non è sempre visibile. La consiglierei alle donne che, anche se per un solo giorno, desiderano sentirsi protagoniste!.
Cosa ti aspetti che accada dopo la pubblicazione?
“Mi piacerebbe fare qualcosa come modella”.
Cosa sogni?
“Mi piacerebbe lasciare una bella impressione, soprattutto alle persone che amo”.



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Blas Roca Rey: Artisticamente corretto

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E’ un attore di cui si parla poco ma che è dotato di una bravura straordinaria a teatro, al cinema e in televisione. Non è un personaggio banale

di Claudia Crocchianti

E’ un attore peruviano naturalizzato italiano. E’ nato a Lima ma ha trovato da noi la consacrazione come attore. Il teatro è il suo primo amore ma si è fatto apprezzare in vari lavori cinematrografici e televisivi. Proprio qualche giorno fa, Premium Cinema, ha mandato in onda il film ‘Facciamo Fiesta’, nel quale Blas Roca Rey recita al fianco di Alessandro Gassman e Gianmarco Tognazzi. Ma la sua filmografia è ampia e di tutto rispetto.
Quando hai iniziato la tua attività di attore?
“Ho cominciato in accademia nel 1979 con il teatro per poi fare qualcosa nel cinema e nella televisione. Il mio primo film è stato ‘Storia d’amore’ con Valeria Golino”.
Teatro, cinema e televisione: quale ambito senti più tuo?
“Il teatro è la mia casetta, non lo lascerò mai, sono trentadue anni che lavoro in questo settore. Vi è più libertà di espressione”.
L’opera teatrale a cui sei più legato?
“ ‘Non c’è tempo amore’ di Lorenzo Gioielli, dove si parlava di una generazione di quarant’anni e di vari temi”.
Hai un attore che ammiri particolarmente?
“Non ho un attore di riferimento contemporaneo, ma ho una passione per Rivisca. Sicuramente amo Vittorio Gasman, Ugo Tognazzi, Nino Manfredi, Alberto Sordi e Marcello Mastroianni”.
Progetti futuri?
“Una commedia teatrale dal finale tragico, ‘Ladro di razza’, ambientato durante l’occupazione nazista. Per la televisione sto girando la quarta puntata della fiction ‘Cuore matto’ ”.
Il film a cui sei più legato?
“ ‘Ricordati di me’ di Gabriele Muccino”.
Tre aggettivi per descriverti?
“Onesto, appassionato e prepotente”.
Il tuo rapporto con il pubblico?
“Risponde bene, è affezionato ed è un buon critico verso di me e ammira soprattutto la mia coerenza artistica e la mia onestà intellettuale”.
Le tue origini sono peruviane; cosa ti lega a questo Paese sudamericano?
“Naturalmente lì ho i miei parenti. È un Paese splendido, ho conosciuto la sua arte attraverso mio padre archeologo”.
L’Italia è il Paese in cui vivi, cosa rappresenta per te?
“Mi stupisce sempre la determinazione delle persone nel fare le cose, È un Paese che ha bisogno di rispetto”.
Grazie a…?
“A me stesso e a miei tre figli che mi insegnano qualcosa ogni giorno”.



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Ezio Luzzi: “Scusa Ameri, scusa Ciotti…”

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E’ una delle storiche voci di “Tutto il calcio minuto per minuto”. E’ un grande professionista del giornalismo sportivo radiofonico. La sua carriera lo ha visto raccontare i più grandi eventi sportivi degli ultimi 50 anni in ogni angolo del mondo. Oggi, insieme a suo figlio Paolo, dirige Elle Radio e ha messo in piedi una bellissima iniziativa, chiamata High School Radio, un contenitore radiofonico curato dagli studenti dei licei romani

di Claudio Testi

Lo ricordiamo come la storica voce di “Tutto il calcio minuto per minuto” e della testata giornalistica della Rai. La sua inconfondibile voce si inseriva tra Sandro Ciotti ed Enrico Ameri per segnalare un gol a Catania o a Palermo. E’ stato uno dei pionieri del giornalismo radiofonico. Un maestro e un modello da seguire per tanti giovani che hanno intrapreso la strada del radio-telecronista sportivo. Lui è Ezio Luzzi e lo incontriamo all’interno dell’emittente radiofonica Elle Radio, della quale ne è il direttore.
Ezio, quando hai iniziato ad amare la radio?
“Sono nato in Argentina a Santa Fè, ma fin dalla più tenera età ho amato questa scatola magica da cui uscivano voci e musica. Nel 1960, prima di far parte della storica trasmissione sportiva ‘Tutto il calcio minuto per minuto’, ho avuto l’emozione di descrivere nel corso delle Olimpiadi di Roma, l’impresa di Abebe Bikila che vinse la maratona a piedi scalzi, una cosa eccezionale, nessuno aveva mai visto un atleta correre senza scarpe. Da quel momento, nei successivi cinquant’anni, ho seguito tantissime partite di calcio, campionati nazionali, otto campionati europei e altrettanti del mondo, e otto olimpiadi, quindi migliaia e migliaia di radiocronache. Questo lavoro se fatto con passione è come una droga ed è come se il tempo si fermasse. E chi lo fa sia nella testa che professionalmente non invecchia mai; è come se fosse un elisir di lunga vita. Tant’è che attualmente assieme a mio figlio Paolo dirigo questa emittente Elle Radio sugli 88,100 in FM, che ha un grande ascolto e stiamo dando grandi esempi di insegnamento, di informazione a chi lo desidera”.
Ne ricordi in particolare qualcuna?
“Nel corso delle Olimpiadi di Atlanta, nel GR delle ore 7,30 del 27 luglio 1996 fui il primo al mondo a dare la notizia dell’attentato al Parco Olimpico, precedendo addirittura la Cnn come sottolineò l’agenzia Ansa con una nota delle ore 13,39. Ricordo come se fosse  ieri quei momenti. Ero a quattro passi dalla redazione, che era sotto la Metro Goldwyn Mayer, ero appena uscito e prima di arrivare nel parco, sentii questo grande boato, un frastuono con una ventata che ci ha scaraventati per terra, gente che urlava, gridando che era esplosa una bomba. Il mio primo pensiero è stato quello di rialzarmi ma non per vedere cosa mi ero fatto ma per correre verso gli studi per dare la notizia alla radio. Quando hai la passione e l’istinto non temi nulla e non pensi ai pericoli o addirittura alle conseguenze anche estreme di qualche evento, come la morte. Tra l’altro ad Atlanta ero il team leader, guidavo praticamente tutti i radiocronisti e i tecnici per conto della Rai. Quella di Atlanta è stata l’ultima delle otto Olimpiadi a cui ho partecipato durante la mia carriera ricca di soddisfazioni”.
Cosa vorresti dire alle nuove leve del giornalismo radiofonico?
“Tra i vari progetti e programmi radiofonici che sto portando avanti, c’è High School Radio, il primo campionato radiofonico della comunicazione riservato ai licei della capitale e non solo. Mi fa piacere sottolineare ai giovani emergenti che vengono qui con la passione per il giornalismo, che bisogna puntare sempre sulla passione; se questo mestiere te lo senti dentro, devi crederci fino in fondo studiando e crescendo con coraggio e serietà”.
Tra i tanti aneddoti e le persone con cui li hai condivisi nelle tua vita di radiocronista, chi e cosa ti fa piacere ricordare?
“Tra i tanti colleghi, ricordo con immenso piacere Enrico Ameri e Sandro Ciotti, con i quali abbiamo fatto un trio eccezionale,  specialmente quando giocava la Nazionale; ad Ameri era affidata la radiocronaca, a Ciotti la tribuna stampa, a me i collegamenti dal campo e dagli spogliatoi. Mi fa molto piacere ricordare tutti i grandi ragazzi che ho lanciato in Rai e che ricordo con soddisfazione.
E poi ci sono stati degli scoop. Uno dei tanti che mi è rimasto impresso, è quando l’allenatore Orrico, della Lucchese, diventò allenatore dell’Inter, e detti la notizia in diretta; nessuno ci voleva credere. Pensa che Prisco, che era il vicepresidente dell’Inter, una volta che lo incontrai mi confessò che la notizia l’apprese proprio da me, in quanto il presidente Pellegrini non lo disse a nessuno e fece tutto di testa sua”.
Cosa ricordi di Diego Armando Maradona?
“Pensa che di Maradona, sono stato il primo a dare la notizia che sarebbe venuto al Napoli; stava facendo un torneo del bicentenario di New York con il Barcellona e mi disse che sarebbe venuto in Italia a giocare nella squadra partenopea”.
Secondo te qual è l’allenatore della Nazionale italiana di calcio che ha avuto più carisma e con cui tu hai avuto un ottimo rapporto?
“Con Enzo Bearzot in modo particolare, anche se, secondo me, la Nazionale di Azeglio Vicini ha giocato il miglior calcio anche se non ha avuto fortuna. Se pensiamo che nei Mondiali del ’90, disputati in Italia, siamo arrivati terzi subendo soltanto un goal e senza sconfitte. Quella Nazionale stupenda, dove c’erano tanti campioni provenienti dall’Under 21, sicuramente meritava di più”.
Parliamo di Elle Radio, una radio in continua crescita e con belle iniziative…
“Vero, belle iniziative come High School Radio, che è il campionato degli istituti superiori in particolare quelli classici e scientifici di Roma suddivisi in squadre. Ogni settimana, il sabato e la domenica questi ragazzi fanno una vera e propria trasmissione radiofonica che dura un’ora, con musica, sport, notizie, avvenimenti, problemi della scuola e tanto altro ancora. E’ una sorta di cordone ombelicale che unisce i giovani, fatto direttamente da loro”.



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