GP Magazine aprile 2014



more No Comments maggio 9 2014 at 11:34


Sofia Valleri: Alla conquista di Hollywood

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E’ una giovane modella e attrice italo-greca. E’ testimonial di campagne pubblicitarie importanti  ed è già stata protagonista sui red carpet a Roma e agli Oscar

di Camilla Rubin

Nata a Venezia da una famiglia multietnica, madre greca di Atene e padre veneziano, Sofia Valleri è una bellezza mediterranea, che ha conquistato da subito il favore del pubblico facendosi strada nel mondo dello spettacolo. E’ stata testimonial della campagna “Make a wish” di Brosway Jewels ed è attualmente protagonista del calendario Riello 2014 ed è testimonial di numerose campagne pubblicitarie.
L’abbiamo da poco vista sui red carpet internazionali più famosi, da quello di Hunger Games al Festival del Cinema di Roma sino allo sbarco ad Hollywood ai recenti Oscar.
Sofia Valleri modella e attrice di numerosi commercial, come inizia la tua carriera?
“La mia carriera inizia semplicemente da un book e da un’importante campagna pubblicitaria. Ho sempre coltivato la passione per la recitazione iniziata anni fa in ambito teatrale. Oggi sto studiando e imparando l’arte di stare davanti ad una cinepresa, cercando sempre di coltivare i due ambiti in parallelo”.
Ti abbiamo vista di recente posare per 12 mesi con il calendario Riello. Come ci si sente ad entrare nelle case degli italiani?
“Molti amici di famiglia mi hanno chiamata perché non si aspettavano che quest’anno ‘appesa al muro’ ci sarebbe stata la Sofia. Mi fa piacere essere a casa e in ufficio e accompagnare la quotidianità a volte pesante degli italiani e soprattutto italiane. Sì perché quest’anno si è voluto fare un prodotto artistico che piacesse prima alle donne e poi agli uomini. Per fare ciò vi posso solo dire che il cast di produzione era tutto al femminile, compresa la fotografa Stefania Paparelli che io adoro!”.
Donne e calendari un dualismo vincente che esiste da molti anni, ma come mai dopo tanto tempo le donne si mettono in gioco con un calendario?
“Sicuramente è un modo per mettersi in gioco e far vedere la propria bellezza, credo sia questo il motivo per cui i calendari hanno sempre funzionato. Dal mio punto di vista, guardando le foto, ad ogni scatto c’è un meraviglioso ricordo di un viaggio nella magnifica Sardegna con persone meravigliose che spero di non perdere mai di vista”.
Hollywood la patria del cinema mondiale. Cosa ne pensi tu che stai iniziando la carriera di attrice?
“Andare ad Hollywood mi ha sicuramente incentivata. Ho avuto l’occasione di conoscere gli attori tra i più interessanti e bravi al mondo; questo mi ha spinta a volere fare sempre di più. In questo campo il bello è che non si finisce mai di imparare”.
Recentemente ti abbiamo vista ospite della settimana degli Oscar a Los Angeles; come nasce questa avventura?
“Nasce dal fatto di ricevere un invito e pensare in un primo momento questo è uno scherzo e poi invece sei lì proprio nell’anno in cui un film italiano vince l’Oscar. Insomma, neanche nei sogni più realistici avrei pensato potesse accadere una cosa del genere”.
A proposito di party, sei stata una delle ospiti più ammirate al party Chanel insieme a Anne Hathaway, Olga Kurylenko ma come ti sei sentita in quel momento? Raccontaci qualche curiosità…
“Devo dire che sono due donne incredibili! Olga è poi di una bellezza straordinaria. Cenare allo stesso tavolo con loro è stato un onore. Una curiosità è stata ad un certo punto tutti scontenti del menù troppo dietetico hanno iniziato a reclamare la mitica pasta. Tutti al party dai vari tavoli ove c’erano da Sienna Miller a Candice Swanepoel a urlare ‘pasta pasta!’. Viva l’Italia e il Made in Italy!”.
Insomma se a soli 23 anni sei già stata tra le più ammirate a Hollywood. Dove vuole arrivare Sofia Valleri?
“Voglio arrivare a lasciare un pezzo di arte nella storia. In questo momento devo fare la gavetta e credo sia giusto farla ma fra un po’ di anni mi auguro di esser parte di un meraviglioso progetto che riesca ad esser al di sopra di tutte le mode e che lasci il segno”.
Un ruolo che ti piacerebbe interpretare al cinema e per quale motivo?
“Vorrei interpretare persone che nella vita reale detesto, perché farei molta più fatica a trovare in me quella parte che compone quel determinato carattere. Quello che amo, perdonatemi il masochismo, è mettermi costantemente alla prova superando gli ostacoli effettivi. Solo così si può dire che si è fatto un buon lavoro”.
Il tuo regista preferito?
“Ci sono molti registi che ammiro, tra cui uno in particolare, Paul Haggis, che è un mio caro amico. Non è però l’amicizia che in questo caso mi ha portata all’ammirazione ma la sua tecnica di regia e la sua filosofia molto affine alla mia. Sono veri capolavori ‘Casinò Royale’ e ‘Million dollar Baby’ . Ad ogni modo, oltre che un ottimo professionista ,è anche una persona umana e molto attiva nel sociale. Sono stata quest’anno con lui all’ APJ (Artists for Peace and Justice) ovvero il party di beneficenza che tiene ogni anno per aiutare direttamente chi è meno fortunato. È pazzesco vedere quanto si spenda per i progetti umanitari e questo fa di lui un uomo da ammirare. Proprio da questa esperienza ho tratto insegnamento e voglio attivarmi anch’io il prima possibile a qualche progetto di charity. Lo faccio perché come ho avuto io l’esempio da una persona come Paul magari qualcuno lo può avere da me ed esser sempre in più persone attive per così dire in determinati progetti”.
Come sei nella tua quotidianità?
“Sono un maschiaccio! A volte devo dire anche un po’ fantozziana. Vi racconto l’ultima che ho combinato: ero giusto in America in aeroporto per tornare in Italia e credendo di gettare via delle cartacce ho buttato via nell’immondizia i biglietti aerei. Vi posso solo dire che sono stati attimi di panico ed ilarità. Per il resto mi piacciono lo sport e la buona cucina, mangio tanto”.
Cosa è in e out per un uomo al primo appuntamento?
“L’uomo al primo appuntamento deve mostrare sicuramente se stesso senza fingere di essere qualcun altro. Le recite non durano. La galanteria direi che è un ever green sempre apprezzabile, mentre riterrei out un’ostentata ‘amichevolezza’ assieme a proposte dirette. Un detto greco recita: ‘piano piano il bacio perché abbia sapore’. Tutte le cose perché siano belle sono lunghe e difficili da conquistare”.
Pensi che il detto “volere è potere” sia realistico nella vita?
“Credo che in buona parte lo sia. Se si vuole veramente qualcosa si trova sempre il mezzo per raggiungere il fine. Il punto cruciale è volere veramente qualcosa”.
Un consiglio per l’estate: qual è il posto più cool?
“Il posto più cool non saprei. Ce ne sono troppi! Io opto sempre per posti che siano caldi e abbiano il mare. Non riuscirei proprio in estate a fare una vacanza in montagna”.
Con chi passerai le tue prossime vacanze estive?
“Finiti i miei impegni lavorativi raggiungerò la mia mamma e i miei cagnolini a casa mia in Grecia. Non vi è posto migliore di dove c’è l’amore”.
Faresti un saluto a tutti i nostri lettori?
“Vorrei poterlo fare realmente e non scritto. Ma saluto tutti i lettori mandando a tutti un caloroso bacio”.



more No Comments maggio 9 2014 at 10:31


Sarah Maestri: “Sono un’anima fragile”

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Attrice e produttrice del film “Il Pretore”. Ha un curriculum di tutto rispetto. Ha lavorato con Alberto Lattuada, Fausto Brizzi, Pupi Avati, Cinzia Th Torrini e altri

di Paolo Paolacci

La sua poliedricità coinvolgente iniziata dall’età di sei anni fino a raggiungere il successo mantenendo intatta la naturalezza e intensità della propria terra natia. La incontriamo per sapere di lei e del suo film da poco uscito “Il Pretore”.
Come nasce l’idea di produrre e interpretare “Il Pretore”?
“Nasce dalla voglia di celebrare il centenario di Piero Chiara, mio illustre concittadino. Quando ero piccola e sognavo di diventare attrice, al mio paese Luino non c’era nemmeno una sala cinematografica. Crescendo ebbi la fortuna di vedere e ammirare fantastici film tratti dai suoi romanzi: ‘Venga a prendere il caffè da noi’ (1970) di Alberto Lattuada con Ugo Tognazzi, ‘La stanza del Vescovo’ di Dino Risi (vincitore del David di Donatello nel 1978) e ‘Il piatto piange’ (1974) con Agostina Belli ed Elisa Mainardi (attrice di Fellini). Sono tutti film ambientati proprio a Luino. Da lì, la voglia e il sogno di riportare il cinema nella mia terra”.
Questa importante filmografia tratta dai romanzi di Chiara e che precede il tuo film, ti ha messo ansia o ti ha dato sicurezza?
“Se penso a quei capolavori mi tremano le gambe. Nel nostro piccolo abbiamo voluto provare a  rendere omaggio a Piero Chiara, festeggiandolo con tutta la sua cittadinanza che in vari modi ha preso parte alle riprese del film: chi come comparsa, chi come sarta aggiunta, o semplicemente prestandoci un’ auto o una bicicletta d’epoca”.
Chi è stato per te e forse lo è ancora, Piero Chiara?
“L’autore che con la sua magistrale penna ha reso celebre la mia terra natia. Gli sono immensamente grata, leggerlo per me è gioia piena”.
Quanto ti aspetti da questo film come produttrice e come attrice?
“Dopo essermi impegnata come produttrice, ho ceduto le quote della produzione per dedicarmi al ruolo di protagonista. Come attrice è stata un’esperienza unica, perché ho recitato nella mia città insieme alle persone che mi hanno visto crescere”.
Come ti sei trovata a lavorare con Francesco Pannofino, protagonista maschile de “Il Pretore”, e il regista Giulio Base?
“Giulio è stato straordinario, ha instaurato un rapporto con tutti, dall’attore protagonista all’ultima delle comparse. Francesco è esilarante, grazie a lui potevo iniziare la giornata con il sorriso”.
Qual è la storia del film e qual è la parte che interpreti tu?
“La storia è tratta dal romanzo di Chiara appunto, ‘Il Pretore di Cuvio’, ed è una storia di sesso e potere scritto nel ’73 e ambientata negli anni ’30, ancora molto attuale. Il mio ruolo è quello di Evelina, giovane moglie del Pretore (Pannofino), vittima all’inizio di questo marito padrone che la tradisce ripetutamente. La ragazza avrà poi una grande rivalsa”.
Sarah Maestri eclettica e bellissima, ha un’anima fragile o  forte?
“Ho un’anima fragile, troppo sensibile che ahimè soffre per ogni cosa. Mio padre però mi chiama da sempre ‘Ercolino sempre in piedi’, come il pupazzo che aveva lui da piccolo, che nonostante i colpi si rialzava sempre”.
Hai iniziato la carriera artistica a sei anni. Sei stata nel cast di “Notte prima degli esami” di Fausto Brizzi, hai lavorato con Pupi Avati, Cinzia Th Torrini, solo per citarne alcuni… Ti senti promossa?
“Per una che di cognome si chiama Maestri, sentirsi promossa fa sorridere. Per continuare con le metafore, sono pienamente cosciente che gli esami non finiscano mai”.
Grande esperta di calcio, sei stata riconfermata per la stagione 2013/2014 a “Cielo che Gol!” di Cielo TV (Sky) con Teo Teocoli; fai sporti per mantenerti atletica o per passione?
“Sono una tifosa accanita nonché madrina del Varese 1910. Da piccola non perdevo una puntata di ‘Holly e Bengi’. Diciamo che il calcio ‘ da sempre parte di me”.
Ti dedichi anche al sociale: questa attività quanto ti aiuta?
“Ho avuto la fortuna del dono della Fede, questo è il più grande aiuto che potessi ricevere. Una gioia grande e unica che è meraviglioso poter condividere nel sociale, amando il prossimo tuo come te stesso”.
Sei la prima intervistata in questo nuovo spazio dedicato alla cultura e alle idee. Per concludere, la guerra e la preghiera fanno parte della storia umana: resteranno in contrasto perenne?
“Sono convinta che il bene trionfi e trionferà sempre. La preghiera vera aiuta a dissipare i conflitti di ogni tipo”.



more No Comments maggio 9 2014 at 10:26


Giacomo Sintini: Una bella storia di forza e coraggio

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Giocatore di volley, nel 2011 gli viene diagnosticato un tumore. Non si abbatte, inizia a lottare per la partita più importante della sua vita e un anno dopo la vince. Ha raccontato la sua storia in un libro e concede il privilegio di una bella intervista a noi di GP Magazine

di Simone Mori

La voce di Giacomo Sintini, chiamato da tutti Jack, è una voce che trasmette allegria, voglia di vivere, solarità. Ecco, parlando con lui si percepisce la vita. Al termine della stagione agonistica 2010-2011 gli viene diagnosticato un tumore al sistema linfatico, che lo costringe ad abbandonare l’attività agonistica e a non poter trasferirsi in Polonia, dove era stato raggiunto un accordo con lo Jastrzebski Wegiel allenato da Lorenzo Bernardi. Dopo un solo anno la malattia viene sconfitta e l’8 maggio 2012 Jack ottiene la certificazione di idoneità alla pratica sportiva agonistica. Adesso gioca con il Trentino Volley e ha pubblicato un libro intitolato “Forza e Coraggio”, edito  da Mondadori, dove racconta, senza paura, la sua lotta contro il cancro.
L’idea del libro è nata già durante la malattia?
“Naturalmente volevo essere d’aiuto ma il libro è nato dopo la mia guarigione. Non c’era qualcosa di stabilito ovviamente e scriverlo è stato purificante a livello emotivo. E’ venuto tutto di getto. Ripercorrere passo per passo la vita prima, durante e dopo la malattia è stato emozionante”.
Il supporto della famiglia, in particolar modo di tua moglie Alessia, quanto è stato importante?
“Non sono voluto mai stare da solo. E’ importante quando si ha una malattia del genere avere la vicinanza dei propri cari, dei propri amici. Quando si ha a che fare con il male, la morte fa paura e ti tocca da vicin . Non è soltanto qualcosa che vediamo accadere agli altri ma sta succedendo proprio a noi. Allora il bene della gente che ti ama ti permette di lottare e ti dà una carica di energia maggiore. Credere in Dio, ovviamente, è stato fondamentale e le domande  che mi sono posto  sono state tante. Una per esempio era: ‘Perché è toccato a me?’. Non siamo intoccabili o onnipotenti. Bisogna accettare e lottare”.
Hai fondato un’associazione che porta il tuo nome. Come sta andando?
“L’associazione sta andando veramente bene. Ne sono molto soddisfatto anche se, giocando, posso occuparmene solo part time. Alessia e tutta la mia famiglia mi danno una mano e abbiamo raccolto fondi sia per la ricerca sia per comprare regali ai bambini malati di cancro. Spesso faccio incontri di sensibilizzazione in palazzetti, scuole e cosi via. E’ importante far capire che c’è la possibilità di farcela, di guarire, di tornare alla vita che la ricerca si evolve ogni giorno, che per esempio donare il midollo osseo può donare vita”.
Dopo la tua guarigione, hai dovuto riottenere l’idoneità sportiva per tornare nel tuo mondo, quello della pallavolo. Che emozione hai provato quando i medici ti hanno detto: “Ok, Sintini, sei pronto!“?
“È stato emozionante quando ho ricevuto dei medici l’ok all’idoneità sportiva perché vedevo il momento di tornare in campo sempre più vicino. Dopo il tunnel della malattia, finalmente la luce”.
Com’è stato tornare in forma? Sentire la palla tra le mani…
“Quando ho ripreso gli allenamenti è stata dura perché ho praticamente ricominciato da zero. La muscolatura era assente. Poi quando ho finalmente ripreso a palleggiare non posso nascondere di aver pianto dalla gioia”.
L’accoglienza da parte dei colleghi e degli addetti ai lavori?
“E’ stata un’accoglienza colma di felicità. Tutti quanti si sono uniti a questo magnifico momento. Non so, forse qualche scettico ci sarà anche stato ma non certo tra i colleghi. Per me, essere di nuovo in campo, è stata una rivincita, ma non contro qualcuno. Potevo dire di avercela fatta! Ero e sono pronto ad affrontare un nuovo percorso”.
Jack, nessuno più di te può mandare un messaggio. Vuoi farlo?
“Voglio dire a tutti di avere rispetto della propria vita perché è preziosa ed imprevedibile allo stesso tempo. Qualcosa di più grande di noi può accaderci  e può fermarci, ma mai mollare. Essere umili è fondamentale così come amare se stessi. Amandoci possiamo, a nostra volta amare, il mondo. Coltivare gli affetti ed  essere leali deve essere una via maestra”.
Grazie Jack per questa chiacchierata.
“Grazie a voi e Forza e Coraggio!”.



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Una giornata speciale: Ombretta Bucci

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E’ con la bella Ombretta che continuiamo la nostra avventura: la quattordicesima. Noi di GP Magazine insieme ad Adriana Soares abbiamo ideato un fashion contest volto a tutti i ragazzi e ragazze della porta accanto. Un modo speciale di realizzare il sogno di molti giovani che desiderano intraprendere la carriera di modelli o semplicemente passare una giornata speciale, dove i ragazzi si immergono in un contesto diverso, quello di uno shooting fotografico

di Adriana Soares

Cara Ombretta, raccontaci cosa hai provato quando ti ho inviato la proposta a partecipare al concept, cosa hai pensato?
“Ovviamente ero entusiasta, non stavo nella pelle…”.
Cosa fai di bello? Parlaci della tua vita privata e del tuo lavoro.
“Ho 43 anni e una bambina di 6. Vivo in una zona residenziale di Roma. Insegno da più di 20 anni fitness ed amo moltissimo il mio lavoro. La passione che ci metto è pazzesca non mi stanca mai. Organizzo anche eventi che coinvolgono tantissime persone a fare del movimento con me. La vita qui a Casal Palocco scorre con molta tranquillità, in zona ci conosciamo un po’ tutti e c’è tanta gente che fa ginnastica con me”.
Che rapporto hai con te stessa? Ti piaci? Cambieresti il tuo carattere? Il tuo lavoro è bellissimo, ti permette di metterti in contatto con altre persone, donne come te, magari insicure. Cosa consigli loro per ritrovare la sicurezza e forse anche l’autostima?
“Adoro il mio lavoro perché mi mette in contatto con molte persone di tutti i generi. Ognuno ha il proprio carattere che deve cercare di capire immediatamente, l’insicura va stimolata e rassicurata. Faccio fare molti esercizi sulla postura. Quello è il biglietto da visita. Atteggiamento dimesso, da lì si capisce tutto.  Lentamente le porto a prendere consapevolezza del proprio corpo… E sai qual è la cosa bella? Quando ti ringraziano perché si sentono meglio con se stesse. E anche più toniche”.
Cosa sogni? Parlaci delle tue aspirazioni.
“Lavorare per conto mio. Il mio più grande difetto o pregio, chiamalo come vuoi, è che sono una persona estremamente sensibile e questo alcune volte mi porta ad avere dei problemi con il prossimo, però sono me stessa e soprattutto viva, un po’ testarda mi impunto su alcune cose, ma sincera, quello che penso dico e non avrai mai sorprese con me. Amo viaggiare, sono curiosa. Spesso porto con me la mia bambina, non la lascio mai”.
Cosa consigli alle donne rispetto alla tua esperienza?  La ripeteresti? La consiglieresti alle altre donne?
“Tu sei meravigliosa Adriana abbiamo fatto queste foto e ci siamo divertite tanto. I tuoi vestiti gli accessori che mi hai fatto indossare erano pazzeschi. Mi sentivo una star. Quando mi mandavi le foto via computer non potevo credere ai miei occhi, sembravo una modella. Anzi, per dirtela tutta, ho mandato alcune foto ad agenzie famose di moda, mi volevano fare il provino, mi sono vergognata e non ho accettato. Consiglio vivamente di rimettersi in gioco sempre nella vita. E’ uno stimolo per andare avanti ma soprattutto un’emozione irripetibile. Anzi ripetiamola, ho voglia di altri scatti”.



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Antonio Strigaro: Sacrifici e gavetta per diventare un bravo hair stylist

antonio strigaro e Kristin Bauer

Si è formato all’Accademia Aldo Coppola e ha avuto molte esperienze nel campo dello spettacolo e della tv. Da poco ha aperto un salone tutto suo sulla Collina Fleming a Roma

Da piccolo giocava a pettinare i suoi familiari. Aveva capito che questa passione sarebbe diventato il suo lavoro. Un percorso di sacrifici, specie per chi lascia la propria terra e la propria famiglia. Oggi, Antonio Strigaro è diventato un bravissimo parrucchiere, anzi un hair stylist. Ha studiato all’Accademia Aldo Coppola e da poco ha aperto un salone tutto suo (nella zona Fleming a Roma), dopo aver lavorato sempre come dipendente.
Parlaci di te, dove e quando sei nato?
“Ho 39 anni sono nato a Corigliano Schiavonea in un piccolo paese di mare in Calabria. Sono un ragazzo che proviene da una famiglia molto umile, da genitori semplici che mi hanno insegnato a stare con i piedi per terra e avere tanta onestà e dignità. Per questo lavoro ho dovuto lasciare gli studi a metà. Nel mio percorso di vita ho fatto tanti sacrifici e tantissima gavetta per arrivare dove sono adesso e non mi manca assolutamente la voglia di apprendere ancora, perché nel nostro lavoro come in tanti altri non si finirà mai di imparare e di scoprire nuove cose e non bisogna mai pensare di essere perfetti”.
Il lavoro di parrucchiere è ciò che volevi fare sin da piccolo?
“Sì, mi è sempre piaciuto. Giocavo con i miei familiari a pettinarli. Con il passare degli anni ho capito che amavo veramente questo lavoro e non era più un gioco e così mi sono buttato nel mondo del lavoro”.
Qual è stata la tua formazione?
“La mia formazione è nata grazie all’Accademia Aldo Coppola. Ho lavorato per parecchi anni per il marchio Coppola ed è grazie a lui e alla sua formazione se ora sono un ottimo hair stylist, aggiungendo il mio impegno e le mie capacità”.
Le tue esperienze professionali più importanti?
“Quelle di lavorare per ‘Donna sotto le stelle’ a piazza di Spagna, ad Alta Moda a Roma, Sky e per il ‘Grande Fratello’, con cui collaboro tutt’ora”.
Lavori anche per il mondo dello spettacolo e della tv. Quant’è importante questa esperienza per il tuo lavoro?
“Sì. Sono sempre belle esperienze da fare. L’esperienza televisiva per il mio lavoro è molto importante e anche per i clienti del salone è una sicurezza di bravura e tranquillità. E poi diciamocela tutta, il parrucchiere dei vip fa tendenza. È anche una grande soddisfazione per me, dato che per raggiungere questo traguardo ho dovuto lasciare i miei cari e la mia terra che amo tanto, rischiando, perché sapevo ciò che lasciavo ma non sapevo ciò che trovavo. Ringraziando il cielo ci sono riuscito con successo perché ho creduto e ho avuto fiducia in me”.
Che parrucchiere ti definisci?
“Faccio parte di una categoria stilistica, anche perché lavoro in base alla tipologia del  cliente, del tipo di lavoro, della forma geometrica del viso, del colorito della pelle per quanto riguarda la colorazione. Tutto questo fa di me un hair stylist”.
Cos’è che fa la differenza in un parrucchiere?
“La bravura di un parrucchiere è farsi distinguere: cortesia, gentilezza, disponibilità, ascoltare ciò che dice il cliente e molta preparazione e professionalità. Utilizzo prodotti naturali e biologici per la cura e la bellezza del capelli, come l’ ‘henné’ che è un prodotto naturale preparato con yogurt e acqua calda. Offriamo sempre nuove tendenze di moda per far capire al cliente che ormai la parola parrucchiere non esiste più, ma siamo una categoria di hair stylist, perché gli stilisti non sono solo chi disegna un abito ma anche noi che studiamo un taglio in base alla forma geometrica del viso e il colore in base alla carnagione della pelle. In un taglio, ad esempio, prima di iniziarlo noi decidiamo cosa valorizzare del viso, che siano le sopracciglia, il mento, gli zigomi o la bocca, e da lì si inizia. Ecco perché facciamo parte di una categoria stilistica”.
Da poco hai un salone tutto tuo; dove è nata la spinta per fare questo passo?
“Sì da poco ho un salone tutto mio, dopo anni e anni di sacrifici e l’aver lavorato sempre come dipendente. Mi sono buttato in questa avventura per creare qualcosa di mio, credendo molto in me, nelle mie forze e puntando sul mio aspetto professionale. Viva il coraggio!”.
Secondo la tua esperienza, sono più esigenti le donne o gli uomini?
“Secondo le mie esperienze in primis le donne, che vogliono sempre di più. Ma non vi nego che da pochi anni anche l’uomo è diventato esigente e molto vanesio”.
Hai un sogno nel cassetto?
“Sì ed è ciò che sto facendo: lavorare nel mondo dello spettacolo e della tv ed aprire il mio primo salone”.
Quale sarà la tendenza della prossima estate? E, anticipando i tempi, quella del prossimo inverno?
“Per quanto riguarda la tendenza moda di questa primavera-estate, andranno molto il taglio corti, i capelli spettinati e soprattutto con giochi di ‘schiariture’ naturali (shatush, sombrero), che con l’arrivo dell’estate danno al capello quel senso di freschezza e naturalezza. Per il lancio moda autunno-inverno, invece, penso sia un pochino presto per parlarne, perché è una tendenza che va elaborata un po’ di più a differenza di quella estiva”.
Cos’è per te un cliente?
“Tutto. Un amico o un’amica, chi mi fa pubblicità e chi mi porta guadagno. È’ anche colei o colui che dopo un servizio tecnico mi dice che è soddisfatta/o e mi dice che è quello che si aspettava”.



more 1 Comment maggio 9 2014 at 10:09


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