GP Magazine luglio 2014



more No Comments agosto 29 2014 at 13:10


Lavinia Guglielman: “La romanità è dentro di me”

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E’ stata notata e particolarmente acclamata per la sua parte nel recente film tv “A testa alta – I martiri di Fiesole”. L’attrice romana che ha iniziato a recitare prestissimo, farà parte anche del cast della nuova serie di “Che Dio ci aiuti”

di Silvia Giansanti

Disordinata, “gattara” e molto disciplinata, questo in breve il ritratto di una delle più eccellenti giovani attrici che sono in circolazione nel nostro Paese. Tanta voglia di vivere e di fare e tutto questo si percepisce dalla sua vivacità e dall’entusiasmo per questo mestiere che ha “trovato” lei quand’era ancora in erba. Le piace nuotare nel suo caos, al contrario di sua sorella che invece è molto precisa nell’ordinare le cose. Lavinia è anche una ragazza dai forti sentimenti; ogni volta che terminano le riprese di una produzione, non accetta facilmente il distacco dai suoi colleghi di set. L’abbiamo raggiunta in una giornata piovosa di giugno che aveva più di novembre ed è stato un piacere approfondirne la conoscenza.
Lavinia, quand’è stato il momento in cui si è iniziato a parlare di te?
“Sicuramente quando ho preso parte nell’anno duemila alla serie tv ‘Distretto di Polizia’. Ero adolescente, avevo un pubblico prevalentemente giovane ed interpretavo la figlia di Isabella Ferrari”.
Sappiamo che hai mosso da bambina i tuoi primi passi in questo campo. Come hai vissuto il cambiamento a quell’età?
“Agli inizi, non essendoci consapevolezza di un lavoro vero e proprio, non ho avuto grandi difficoltà. Era più un passatempo e un gioco, ma dal duemila in poi ho incontrato qualche piccolo ostacolo, trovandomi in un’età dei primi fidanzatini, della scuola e dei gruppi di amici. Questo lato mi è mancato per via degli impegni lavorativi, è una fase che non ho potuto vivere fino in fondo”.
Perché sei stata scelta così presto?
“Somigliavo moltissimo all’attrice che avrebbe interpretato me da grande ed ecco perché la regista ha optato per me. Non avendo fatto ancora scuole di recitazione, non ci si è basati sulla bravura, è stato tutto casuale”.
Preferisci lavorare per il cinema o per la tv?
“Questa è una domanda che mi pongono spesso. In realtà non c’è una preferenza, l’importante è fare per bene  e seriamente cose interessanti, magari in compagnia di colleghi in gamba”.
Con quali miti del cinema sei cresciuta?
“Con Anna Magnani e con Alberto Sordi, probabilmente anche perché rappresentano la romanità. Hanno lasciato un vuoto incolmabile, sono irripetibili”.
Sei contenta di essere nata a Roma?
“Molto, sono legatissima alla mia città”.
Come la vivi?
“Adoro il centro storico, non conduco una vita particolarmente mondana, mi reco al cinema e al teatro. Mi piace inforcare la bicicletta, fare lunghe passeggiate e prendere un gelato. Il periodo adolescenziale della discoteca con musica a tutto volume, si è ormai esaurito”.
Qual è l’esperienza professionale che rifaresti cento volte?
“L’ultima ‘A testa alta – I martiri di Fiesole’, poiché mi ha arricchito tantissimo sia dal punto di vista storico che da quello interpretativo”.
Il tuo ruolo ha ottenuto larghi consensi. Per quale motivo dal tuo punto di vista?
“Perché parla del nostro Paese e degli eroi che abbiamo avuto. Alla maggior parte delle persone ‘I martiri di Fiesole’ sono sconosciuti e quindi è stata un’occasione per conoscere questi tre ragazzi ventenni che nel 1944, proprio nel pieno della loro vita sentimentale e lavorativa, si sono sacrificati per salvare vite altrui. Penso che sia stato questo uno dei motivi per cui il pubblico ha apprezzato il film, senza tralasciare il fatto che sia stato girato in modo eccellente e che sia stato realizzato per il bicentenario dell’Arma dei Carabinieri. Un insieme di cose ne ha decretato il successo”.
Il nome di un attore o attrice che vorresti trovare in un tuo futuro cast?
“Mi piacerebbe lavorare con Meryl Streep! Puntiamo in alto, dai”.
Da chi hai imparato molto?
“Da tutti, anche guardando molti film, sono una che ruba con gli occhi. Non copio ma prendo spunto”.
Tra i progetti futuri, lavorerai per la serie tv “Che Dio ci aiuti”. Ecco, che effetto ti farà recitare accanto a Elena Sofia Ricci?
“Mi emoziona tanto, perché sono cresciuta con le sue fiction di successo e la vedo come una seconda mamma, come una zia o una sorella maggiore. Lei trasmette tanta semplicità e sono sicura che mi sentirò a casa”.
E’ vero che ogni volta che termini le riprese, ti escono le lacrime?
“Sì, ma non perché io sia apprensiva, ma perché mi lego molto alle persone con le quali lavoro e quindi soffro il distacco. Vivo quei momenti come un piccolo lutto, temo di non rivedere più quei colleghi. E’ anche vero che sarebbe impossibile restare in contatto con tutti”.
Quand’è avvenuta invece l’ultima volta che hai pianto per un dolore?
“Quando il mio micio di dodici anni è stato poco bene. Per me i gatti sono quasi più importanti delle persone”.
Adesso come sta?
“Ora fortunatamente si è ripreso”.
Sei maniaca in qualcosa nella vita di ogni giorno?
“Del disordine e della puntualità. Vivo perfettamente nel mio caos, detesto che qualcuno mi sposti le mie cose che solo io so dove sono state messe”.
Come stai trascorrendo quest’estate?
“Senza mare perché gli attori quando girano sul set non possono abbronzarsi. Le mie vacanze sono rimandate all’inverno prossimo magari in qualche città europea o afferrando al volo qualche last minute”.

CHI E’ LAVINIA GUGLIELMAN

Lavinia Guglielman è nata a Roma il 14 agosto sotto il segno del Leone con ascendente Capricorno. Caratterialmente si definisce molto sensibile, lunatica e disciplinata. Ama la danza e la pittura, non ha una squadra del cuore e il suo piatto preferito è la carbonara. Al momento possiede due gattini e un fidanzato. Il 2011 è stato il suo anno fortunato. Ancora bambina, nel 1996,  è stata scelta per il film di Cristina Comencini “Và dove ti porta il cuore”. Da quel momento è iniziata seriamente la sua attività di attrice, prendendo parte a film come “In barca a vela”, “La ballata dei lavavetri”, “Un uomo perbene” e “Saimir”. Per quest’ultimo film, nel 2006 ha ricevuto la nomination per il premio Anna Magnani al Taormina Film Fest. Sempre nello stesso anno è stata protagonista del cortometraggio “La ninfetta e il maggiordomo” e del film “Deadly Kitesurf”. Ha recitato anche in varie fiction tv tra cui “Distretto di Polizia 1 e 2”, “Via Zanardi 33”, “Ultima Pallottola”, “Provaci ancora prof”, “Don Matteo 5” e “Nati ieri”. Ha preso parte nel 2008 anche nella nota soap opera “Un posto al sole”. Negli ultimi anni è arrivata la partecipazione in “Edgar – Just before dark”, “La vita contro” e la recente “A testa alta – I martiri di Fiesole”.



more No Comments agosto 29 2014 at 12:57


Davide Orecchio: “Sogno di vincere il David di Donatello”

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E’ ambizioso e sa quello che vuole. Lavora alacremente per migliorare la sua recitazione e farsi trovare pronto al grande salto. Nonostante la giovane età, ha esperienze importanti alle spalle. Attualmente è impegnato nella fiction “Cani randagi” e sarà nel cast del film “Il Giardino Segreto”

di Alessandro Cerreoni

A 29 anni inizia a stare nel pieno della sua carriera. Le soddisfazioni non mancano e non sono mancate. E’ atteso al grande salto di qualità, quello a cui aspirano gli attori giovani, quelli che dimostrano di saperci fare. Davide Orecchio è uno di questi. La sua carriera artistica è iniziata nel Duemila con una parte nella fiction “Un Posto al Sole” e successivamente in “Distretto di Polizia”, “Squadra Antimafia”, “Ris” e “Amiche mie”. La prima svolta della sua carriera avviene quando viene scelto come corteggiatore nella trasmissione di Maria De Filippi “Uomini e Donne”. Attualmente sta lavorando alla fiction “Cani randagi” e sarà nel cast del film “Il Giardino Segreto” prodotto dalla Zufus Film, che verrà presentato il prossimo anno al Festival Internazionale del Cinema di Roma.
Ciao Davide parlaci brevemente di te. Presentati ai nostri lettori.
“Sono istintivo serio, sensibile, lunatico, simpatico, umile Ma non sopporto essere preso in giro, altrimenti divento un altro Davide”.
Come è nata la passione per la recitazione e qual è la tua formazione?
“E’ nata un giorno per caso. Infatti, sin dall’età di 14 anni ho iniziato con varie comparse e figurazioni speciali, dove ho scoperto la mia passione per il mondo dello spettacolo. A 21 anni ho partecipato ai provini di ‘Uomini e Donne’ e da lì mi hanno preso nella trasmissione come corteggiatore. Nel 2010 al concorso nazionale Mister Italia ho conquistato la fascia ‘un Bello per il Cinema’. Titolo che mi darà la possibilità di lavorare sui set”.
Qual è l’esperienza professionale a cui sei più legato?
“ ‘Uomini e Donne’ per la televisione e la recitazione nelle fiction e nei lavori cinematografici, tutti”.
Che esperienza è stata quella di “Uomini e Donne”? Credi davvero che in programmi del genere possa nascere il vero amore?
“L’esperienza di ‘Uomini e Donne’ è stata assolutamente positiva anche come esperienza di vita visto che avevo 21 anni. Riguardo alla possibilità che possa nascere un vero amore, perché no?”.
Sei presente nella fiction “Cani randagi”. Di cosa parla e che ruolo hai?
“In ‘Cani randagi’ ho il ruolo di Alessio, un boss di quartiere legato alla malavita. In questa fiction ho avuto l’occasione di lavorare con attori del calibro di Toni Garrani, Astra Lanz, Igor Mattei. ‘Cani randagi’ ha un tema molto importante ed attuale. Si parla di bullismo e di tutte le vicende di oggi che accadono nel mondo dei giovani”.
Sei soddisfatto di quanto fatto finora e se ritieni questo il percorso giusto per la tua carriera?
“Visto che oggi ho 29 anni credo di avere avuto già molte soddisfazioni da questo mestiere, ma sto lavorando alla recitazione perché voglio raggiungere ancora dei traguardi importanti”.
Hai un rimpianto? Rifaresti tutto ciò che hai fatto?
“Non ho rimpianti e rifarei assolutamente tutto ciò che ho fatto finora”.
Progetti a breve e medio termine?
“Dopo ‘Cani Randagi’ sarò protagonista nel  progetto cinematografico ‘Un’Estate nel Giardino Segreto’, dove sarò affiancato da attici di altissimo livello. Magari alla prossima intervista con GP Magazine ne parleremo”.
C’è un mito del cinema, italiano o straniero, con cui sogni un giorno di lavorare?
“Auguro a me stesso di poter lavorare un giorno a fianco del grandissimo Giancarlo Giannini!”.
E un regista dal quale vorresti essere diretto?
“Trovarmi sul set del maestro Paolo Virzì è un altro dei miei sogni”.
Facciamo un gioco. Siamo al 2024 (tra dieci anni) e facciamo una nuova intervista? Di cosa parliamo?
“Caro Direttore, nel 2024 io e lei ci incontreremo davanti ad un aperitivo e sul tavolo parleremo del mio David di Donatello come migliore attore protagonista”.



more No Comments agosto 29 2014 at 12:52


Eleonora Ginepri: “L’importante è sognare”

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Il suo sogno è diventare un’attrice famosa. Questo spiega la determinazione di Eleonora, una giovane ragazza che si divide tra università, scatti fotografici, sfilate di moda e recitazione

di Alessio Certosa

Nasce a Roma nel 1994. All’età di 5 anni durante una passeggiata di famiglia un talent scout propone ai genitori di far posare Eleonora per una campagna pubblicitaria per un prestigioso marchio di abbigliamento italiano di fama mondiale. Ma vista la sua tenera età, i suoi genitori ritengono che per il momento non è il caso di farla fotografare. All’età di 14 anni inizia a frequentare il liceo classico, che prosegue fino ai 18 dove consegue la maturità e dove scoprirà la sua passione per la recitazione. Da lì iniziano importanti esperienze nella moda, set fotografici e sfilate per noti marchi italiani, e per ultimo la partecipazione alla fiction “Cani randagi”. Prossimamente inizierà le riprese per un lungometraggio, intitolato “Sharine”, che verrà presentato nel 2015 al Festival Internazionale del Cinema di Roma.
Chi è Eleonora Ginepri?
“Ho vent’anni e ho la fortuna di essere una ragazza con dei veri valori grazie alla mia famiglia. Oggi il mio sogno che vedevo molto lontano finalmente si sta realizzando!”.
Puoi descriverti per farti conoscere dai nostri lettori?
“Mi ritengo una persona solare e umile, ma soprattutto uno spirito libero. Spesso vengo descritta: responsabile, premurosa, socievole, simpatica, bella e anche gelosa di ciò che è mio. Non posso lamentarmi”.
Come ti è nata la passione per il mondo dello spettacolo e della moda?
“La passione per il cinema, per la moda e la fotografia è sempre stata in me. Fin da piccola, vedendo le modelle o le attrici, mi immaginavo al loro posto, sognavo ad occhi aperti che un giorno sarei diventata come loro”.
Hai un mito che segui particolarmente?
“Non ho un mito in particolare nel mondo dello spettacolo. Sicuramente se penso al cinema italiano una donna fantastica che mi viene in mente è Sofia Loren”.
Che rapporto hai con la tua famiglia? Ti segue in questa tua passione?
“La mia famiglia è molto attenta a ciò che faccio e inizialmente questa mia passione li preoccupava un po’ per il fatto che possa essere un ambiente ‘pericoloso’, soprattutto per una giovane ragazza. Poi, vedendo la mia responsabilità, hanno allentato un po’ la corda anche se rimangono comunque sempre in allerta”.
Sei contenta di ciò che hai fatto finora?
“Vista l’età non posso lamentarmi, posso ritenermi soddisfatta e continuerò ad essere me stessa dato che porta ottimi risultati”.
Sei stata tra le protagoniste della fiction “Cani randagi”. Che esperienza è stata?
“E’ stata strepitosa! Ho un ruolo molto importante: sono l’unica in mezzo a tanti ragazzi che ha un sogno da realizzare. Penso che la mia parte lanci un messaggio fondamentale a tutti i giovani di oggi che purtroppo non sognano più”.
Rifaresti tutto ciò che hai fatto?
“Rifarei tutto. Non ho nessun rimpianto se non quello di dire sempre ‘potevo fare di meglio’ ma penso che questo sia un vantaggio per migliorare sempre di più”.
Coltivi dei progetti a breve e medio termine?
“Sì, finire l’università e diventare un’attrice famosa”.
Chi si è appena avvicinato al mondo della recitazione spesso ha il sogno di poter lavorare un giorno con un/una grande attore/attrice ed essere diretti da un regista importante. Tu a tal proposito che ci dici?
“Non ho particolari attori o registi con cui sogno di lavorare”.
Facciamo un gioco. Siamo al 2024 (tra dieci anni) e facciamo una nuova intervista. Di cosa parliamo?
“Magari tra dieci anni in un’altra intervista parlerò di me come di un’attrice famosa in tutto il mondo”.
Bellezza, bravura e talento. Pensi che sia il mix giusto per sfondare o ci vuole dell’altro?
“Secondo me per sfondare ci vuole sicuramente talento ma la formula magica è essere se stessi. Con me ha funzionato”.



more No Comments agosto 29 2014 at 12:48


Eleonora Cuccu: “Spero un giorno di poter lavorare con Raoul Bova”

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E’ stata sul set della fiction “Cani randagi” e sarà una delle protagoniste del film “Il Giardino Segreto”. Ha 15 anni e frequenta danza dall’età di 8

Ha iniziato a scoprire la vocazione per lo spettacolo all’età di otto anni, ovvero quando ha iniziato a fare danza. Recentemente è arrivata la prima grande occasione grazie alla partecipazione alla fiction “Cani randagi”, a fianco di attori come Toni Garrani, Astra Lanz e Igor Mattei. Per il futuro, è stata scritturata per il film “Il Giardino Segreto”. Insomma, a 15 anni la carriera di Eleonora Cuccu è pronta a decollare ma senza particolari ansie.
Eleonora, presentati per i nostri lettori.
“Ho 15 anni , sono nata il 17 dicembre del 1998. Abito a Zagarolo, un paese vicino Roma. Frequento il secondo anno del Liceo Classico a Palestrina. Il mio sogno nel cassetto: lavorare con i bambini e magari imparare a recitare. Il mio hobby è la danza che pratico da otto anni”.
Come ti definisci dal punto di vista caratteriale?
“Sono una persona timida ma allegra, semplice, fedele, gentile, molto paziente e a volte anche dolce. Il mio segno zodiacale è il Sagittario e in alcuni punti mi ci rispecchio”.
Come è nata la passione per la recitazione e qual è la tua formazione?
“Tutto è iniziato con un semplice provino; avevo la voglia di scoprire e magari di provare l’ambiente cinematografico. All’inizio, devo essere sincera, non era una vera e propria passione ma poi pian piano, stando sul set, ho iniziato a interessarmi a questo nuovo mondo e me ne sono appassionata. Tutto ciò che sto vivendo è na novità, poiché non ho mai fatto nulla riguardante il cinema o il teatro. Quindi per me è la prima volta che recito e che mi trovo su un set. Il set è una macchina che non si ferma mai, è ciò che dà vita a tante emozioni e soddisfazioni”.
Frequenti la danza dall’età di otto anni.
“Ero così piccola quando ho iniziato che non capivo ancora che cosa significasse ballare. Con il passare degli anni ho capito veramente il significato della parola danza. Sono cresciuta ballando e non sono mai riuscita ad abbandonare quella fantastica pista che mi ha regalato grandi emozioni, soddisfazioni e soprattutto grande allegria”.
Nell’ambito della danza chi è il tuo mito?
“Il coreografo  Giuliano Peparini. Ho seguito il suo gruppo di ballerini e le sue coreografie e me ne sono appassionata. Sono sorprendenti!”.
Sei soddisfatta di quanto fatto finora e se ritieni questo il percorso giusto per la tua carriera?
“Sentirmi dire che ho un talento e che devo tirarlo fuori per me è già una soddisfazione. Penso che sia stata una delle più belle esperienze della mia vita. Sono soddisfatta di me stessa e ora sta a me scegliere il percorso giusto per la mia carriera. Ci penserò molto ma so bene che mi è piaciuta molto questa nuova esperienza”.
Vogliamo parlare di questa esperienza nella fiction “Cani randagi”? Che ruolo hai?
“Una sorpresa dopo l’altra, ricca di emozioni. In cinque giorni ho fatto cose che nemmeno sapevo di poter riuscire a fare. Il mio ruolo è quello di Giorgia, la sorella di Matteo, una ragazza solare e pronta ad affrontare qualsiasi pericolo. Ha quindi un carattere forte”.
Hai un rimpianto? Rifaresti tutto ciò che hai fatto?
“No nessuno, rifarei tutto perché è stata una esperienza che mi ha reso felice e anche più sicura di me stessa”.
Progetti a breve e medio termine?
“Fino ad adesso non ho nessun progetto. Mi godo la vita e aspetto il treno che passa”.
C’è un mito del cinema, italiano o straniero, con cui sogni un giorno di lavorare?
“Sì, Raul Bova. Di lui mi piace la sua semplicità, il suo essere romantico e la sua bellezza”.
E un regista dal quale vorresti essere diretto?
“No, non ho un regista che mi affascina particolarmente”.
Facciamo un gioco. Siamo al 2024 (tra dieci anni) e facciamo una nuova intervista? Di cosa parliamo?
“Spero che tra dieci anni potrò parlare di qualche nuovo progetto fatto e spero di avere un buona formazione”.
Bellezza, bravura e talento. Pensi che sia il mix giusto per sfondare o ci vuole dell’altro?
“E’ un mix giusto ma penso che ci voglia anche un po di sicurezza in se stessi e bisogna anche sognare di potercela fare. Come dice il poeta Paulo Coelho: ‘il mondo è nella mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni’ ”.



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Evol: Il rapper “cantastorie” si racconta

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Un salto nel passato ed un salto nel futuro per il giovane rapper di Pratola Peligna. Da un regalo al mestiere della vita. L’amore e il male iniziano dai ricordi

di Lucia Cirillo

Amare, sognare e cantare: solo verbi all’ infinito per Evol. Infinito è l’affetto che nutre per la musica, compagna di avventura e di infanzia. Grande rivelazione di “Rock per un bambino”; l’evento di beneficenza ideato dal musicista Luca Guadagnoli e dedicato alla memoria della figlia Aurora, lo scorso maggio al Pala Cesaroni di Genzano, Roma; il giovane rapper, studente a Milano presso la facoltà di Scienze della comunicazione e dello spettacolo, Vincenzo Colella in arte Evol, con l’esibizione del singolo “Brucerà”, ha portato a casa le note positive dei Cugini di Campagna e di Manuela Villa. Raccontare la società è fotografarla, cantarla è mettere nelle mani di ognuno una riflessione, un’opportunità. L’abbiamo intervistato per conoscere la storia di un giovane talento che non smette di guardare nel cassetto dove stanno i sogni.
Quando è iniziata la tua storia d’amore con la musica?
“All’età di cinque anni i miei genitori mi regalarono il primo disco dei Lunapop ‘Squerez’, da quel momento non ho mai smesso di amare la musica”.
Per quale motivo hai scelto il rap?
“Il rap è la più libera espressione musicale che ci sia. Cantare è essere liberi ed io mi sento libero se sto tra la gente, ascoltando le loro storie, osservandoli”.
E’ una missione, quindi, la musica per te?
“Sì, una missione, una vocazione, un modo per denunciare tante cose, per comunicare, sempre e comunque, le storie che cambiano la vita”.
Perché hai scelto il nome artistico di Evol? Che cosa significa?
“Evol è il contrario della parola love, leggendolo in inglese si pronuncerebbe ‘ivol’ come ‘evil’ che significa ‘male, odio’. Il bene e il male crescono insieme, si confondono e l’amore, a volte, può far male”.
Hai ribadito tante volte che la parola Evol riesce meglio a raccontare l’obiettivo che ti sei posto…
“La parola Evol riesce a comunicare l’obiettivo delle mie canzoni grazie ad un neologismo che ho coniato qualche anno fa: ‘evoluzionare’. Dovremmo tutti, soprattutto in questo periodo di forte crisi economica e di valori per l’Italia, ‘evolvere rivoluzionando’. Ogni grande cosa parte da una rivoluzione, interiore, quotidiana”.
Perché sei molto legato alla tecnica dello storytelling?
“La bellezza di una qualsiasi cosa è nel riuscire a comunicarla. Le storie arrivano di più”.
Quali sono gli argomenti forti dei tuoi testi musicali?
“Le piaghe sociali a cui assistiamo tutti i giorni, la tossicodipendenza, gli omicidi passionali, la disoccupazione, il malcontento per la politica italiana, l’amore nei suoi diversi aspetti”.
Facciamo un tuffo nel passato. Spesso alle parole sono legati tanti ricordi. Se ti dico Mogol, che cosa ti fa emozionare?
“La parola Mogol mi ricorda il momento in cui ho ricevuto in pubblico i complimenti per i miei testi dallo stesso Mogol, che mi ha anche definito la rivelazione del corso della scuola di compositori di cui facevo parte. Mogol è sempre una parola magica che mi permette un salto nel passato ed uno nel futuro”.
E’ uscito quest’ estate il primo singolo ”Brucerà” dove racconti una storia d’amore. Quando ci sarà il prossimo?
“Nel momento giusto, quando ci sarà un’altra storia significativa da amare e poi da affidare”.
Chi ti seguirà in questo ambizioso progetto?
“Per quanto riguarda l’aspetto comunicativo e promozionale mi sono affidato alla professionalità di Roberto Ruggiero, che ho conosciuto grazie all’artista pratolano Silvio Formichetti. A Roberto dico grazie per credere sempre in me proprio come fanno i miei genitori”.
Come prova a farsi conoscere un giovane talento?
“Sto preparando la mia pagina ufficiale su Facebook, Twitter  e Instagram”.



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