GP Magazine ottobre 2014



more No Comments novembre 7 2014 at 11:58


Christiane Filangieri: “Sofia è una donna energica e positiva”

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E’ il nuovo personaggio de “I Cesaroni”, dove interpreta Sofia, un ruolo che le è piaciuto e che le ha dato la possibilità di guardare oltre. Christiane è anche mamma di uno splendido bambino.

di Silvia Giansanti

Per la serie diamoci un taglio, Christiane non solo ha interpretato una donna coraggiosa sul set de “I Cesaroni”, ma ha anche mostrato coraggio optando per un nuovo look con tanto di capelli decisamente più corti. Da una vita la sua immagine è stata quella della biondina con il capello liscio e lungo, ma adesso è giunto il momento di voltare pagina. Donna di classe, positiva e riservata, è divenuta nota al grande pubblico grazie al ruolo di testimonial per una famosa compagnia telefonica. Quello che abbiamo ammirato in lei sono state la gentilezza e la disponibilità, doti che ha riscontrato a sua volta in Claudio Amendola con il quale è nata una bella intesa professionale.

Christiane, che effetto ti fa avere sangue blu? Ha mai condizionato la tua vita?

“E’ sempre un qualcosa che mi sono tenuta per me, sono molto riservata. La classe non la dimostri, è innata. Non devo dimostrare nulla. Ho un ricordo di mio padre, un uomo molto di stile”.

So che quando eri piccola hai girovagato molto. Questo ti ha aperto la mente.

“Sicuramente”.

Volevi fare altro nella vita?

“Volevo fare la conduttrice di programmi sulla natura come fa Licia Colò. Alla fine degli anni ‘90 con la pubblicità della TIM, non ho escluso la recitazione, quell’esperienza mi ha messo la pulce nell’orecchio. Ero orientata anche sulla carriera di modella grazie a Miss Italia”.

Qual è stato quindi il momento preciso in cui hai capito che non avresti più lasciato questo mestiere?

“Come appena detto, la pubblicità mi ha aperto molto gli occhi”.

Hai un bel ricordo dei tuoi esordi?

“Ricordo con piacere le finali di Miss Italia in Campania. In generale ho ricordi positivi sui set, non ho visto cattiveria, ma solo armonia e magia”.

Come procede la tua vita di mamma parallelamente ai tuoi impegni?

“Negli ultimi tempi ho dovuto rallentare molto l’attività per godermi il bambino. Ogni giorno si fanno conquiste e scoperte nuove. Il lavoro si è combinato alla grande almeno per il momento”.

Quali sono le tue passioni di vita senza delle quali ti sentiresti spenta?

“Sicuramente il contatto con la natura, la lettura e la musica. Sono una persona che va a fasi”.

Sei soddisfatta del tuo cambio di look?

“Direi di sì. Dopo tanti anni con i capelli biondi e lisci, adesso ho deciso di cambiare anche con una permanente. Non si tratta di un cambiamento trasgressivo, quindi si può fare”.

Un’attrice che ami su tutte?

“Meryl Streep, è magnetica e formidabile. L’ho anche vista dal vivo e l’ho trovata simpatica, con un cuore enorme e un’ironia da vendere. E’ troppo figa! Ha anche una vita privata soddisfacente e con questo sfatiamo il mito degli attori maledetti”.

Come si lavora con Claudio Amendola?

“Benissimo. Avere un feeling con il partner professionale è fondamentale. Lui ti incoraggia, ti abbraccia con gli occhi e ti fa sempre sentire a tuo agio. E’ una persona che ascolta e che capisce. E’ sicuro di sé e disponibile, sinonimo di intelligenza”.

E’ la prima volta che lavori con lui?

“Sì, ci siamo conosciuti lo scorso anno al provino”.

Come ha accolto il cast de “I Cesaroni” questa tua new entry?

“Sono stati tutti molto carini anche loro e deliziosi e non ho annusato aria di rivalità. Le mie paure iniziali sono state superate, non ho trovato nessun muro”.

Nella fiction tu interpreti Sofia, una vecchia fiamma di Giulio che in un certo senso va a riaprire un capitolo chiuso ormai da tempo. Credi che a distanza di anni possa rimanere qualcosa tra due persone?

“Credo di sì. Ho sentito storie simili di persone che per vari motivi si sono allontanate e dopo un percorso di vita si sono ritrovate. Penso a due anime che dovevano fare esperienze diverse per poi ritrovarsi e costruire insieme una vita”.

So che hai amato questo ruolo. Cosa ti ha insegnato?

“Già Sofia è un nome che adoro e poi è una donna carica di energia positiva. Tende a vedere sempre il bicchiere mezzo pieno ed ha coraggio e forza da vendere. Trovo interessante misurarmi con ruoli sempre diversi che si discostino dalla classica biondina tranquilla e normale. Recitare è anche questo, trasformarsi in tutt’altro”.

Cosa ti dice il tuo bimbo quando ti vede in tv?

“Non vede molta televisione. Solo una volta è capitato ma lui non crede che sia io perchè sono a casa accanto a lui”.

Non ci dire che sta crescendo con il mito di Peppa Pig.

“No, non gli piace, anzi la trova brutta. Preferisce Cip & Ciop e comunque guarda pochi minuti di cartoni animati sul mio IPhone che gli mostro. Quest’inverno inizieremo con i classici di Walt Disney che per me sono sempre imbattibili”.

Hai sempre creduto nel matrimonio?

“Sì, non sono mai stata amante di avventure e quant’altro, ma credo in qualcosa da costruire insieme con impegno, compresa una convivenza”.

La zona che preferisci della Capitale, visto che è una città dove adori vivere?

“Abitando in centro, tutte le zone centrali. Mi piace vedere i turisti e sentirli parlare e quindi in un certo senso torniamo al mio amore per le lingue e i viaggi e poi i parchi come villa Pamphili e villa Borghese. A Roma mi sento sempre un po’ turista”.

 

Chi è CHRISTIANE FILANGIERI

Christiane Filangieri è nata a Wurzburg in Germania il 21 agosto del 1978 sotto il segno del Leone con ascendente Acquario. Christiane si definisce testarda e precisa. Ha l’hobby di fare lunghe passeggiate nella natura, è onnivora e non è tifosa. Al momento non possiede animali domestici, le piace vivere a Roma, è sposata con Luca Parnasi ed ha un figlio. L’anno fortunato della sua vita è stato il 1997 perché fu l’anno in cui partecipò a Miss Italia, situazione che le fece incontrare l’amore della sua vita e avere sbocchi professionali. Prima di quest’esperienza ha lavorato per un breve periodo come modella e accompagnatrice turistica. Nel 1998 ha condotto un programma di moda per Stream tv. L’anno successivo ha esordito nel cinema con il film “Non lo sappiamo ancora” ed è stata testimonial della compagnia telefonica TIM in una serie di spot. Gli anni duemila l’hanno vista in diverse produzioni per la tv tra le quali : “La Squadra”, “Una donna per amico 3”, “Ma il portiere non c’è mai?”, “Cuori rubati”, “Perlasca”, “Amanti e Segreti”, “I colori della gioventù”, “Eravamo solo mille”, “Crimini bianchi” “Sospetti 3”, “Ho sposato uno sbirro”, “I liceali 3” e “Il Generale dei briganti”. Ha preso parte adesso a “I Cesaroni 6”.



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Luca Avallone: Alla ricerca continua della perfezione

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Il grande pubblico ha conosciuto Luca Avallone poche settimane fa nella fiction regina degli ascolti “Un’Altra Vita”. Il suo ruolo, quello di Riccardo è stato tra i più apprezzati anche se il personaggio ha mandato su tutte le furie parecchie donne! Occhi magnetici, energia da vendere, Luca Avallone farà sicuramente parlare di sé nei prossimi anni perché non gli manca certo la voglia di emergere e di imporsi nel mondo della recitazione. Lo abbiamo incontrato ed ecco cosa ci ha detto.

di Simone Mori

Quando e come nasce la tua passione per la recitazione e quali sono stati tuoi inizi?

“Quando ero piccolo andavo spesso al cinema e da lì, sembra banale dirlo, è nata la mia passione per la recitazione. A 16 anni ho deciso che quello sarebbe stato il mio mestiere.Non ho mai avuto un secondo piano ma solo questo sin dall’inizio. Ho fortemente voluto fare questo mestiere e alla fine qualcosa si è iniziato a muovere. Ho frequentato parecchie accademie tra le quali Accademia d’arte drammatica Pietro Scharoff e Accademia europea d’arte drammatica EUTHECA e contemporaneamente facevo dei provini. Il primo lavoro importante in Tv è stato quello di Leo Degli Elfi, personaggio della Melevisione in onda su Rai Yo Yo. Un personaggio simpatico e divertente che mi ha messo in sintonia con il mondo dell’infanzia. Dopo di questo è arrivato quella che ad oggi è la mia punta di diamante: ‘Un’Altra Vita’ di Cinzia Th Torrini”.

Cosa ricordi del provino con la Torrini?

“Tutto è avvenuto in maniera abbastanza semplice. Ho superato i vari provini prima di approdare alla presenza di Cinzia. Quando ho saputo che il ruolo sarebbe stato mio ho sentito tantissima responsabilità ma allo stesso tempo una grande voglia di fare bene e di dare tutto me stesso”.

È cambiato qualcosa in te dopo questa ondata di popolarità?

“Secondo me è importantissimo rimanere con i piedi per terra e non perdere così il contatto con la realtà. Molti si scordano questo ma io cerco di rimanere con l’ancora bene fissa. Non nascondo che si gratificante avere questo successo ed essere fermato dalle persone è una sensazione bellissima”.

Come ti sei trovato con il cast? Tra di loro c’erano Loretta Goggi, Cesare Bocci, Vanessa Incontrada…

“Ho trovato subito una splendida sintonia con tutto il cast nonostante con alcuni ci si incontrasse pochissimo. Ad esempio, nella scena girata in ospedale  con Vanessa Incontrada e Luigi Di Fiore mi sono trovato a mio agio. Erano carinissimi. Con i più giovani poi si è creato un ottimo feeling che continua oggi anche al di fuori del set. Infatti abbiamo visto tutti insieme la prima puntata della fiction”.

Come hai vissuto l’impronta degli ascolti puntata dopo puntata?

“Vedere gli ascolti crescere puntata dopo puntata e sapere che alcuni dei picchi massimi di audience erano nelle scene mie con Margherita (Ludovica Bizzaglia) non può che inorgoglirmi”.

Quali sono i tuoi sogni nel cassetto?

“Il mio sogno è quello di diventare un attore il più versatile possibile e dunque fare più ruoli che siano differenti tra loro. Amo il cinema ma amo anche il teatro perciò vorrei rimanere sempre in entrambi senza dover scegliere. Voglio dare sempre il meglio perché di imparare non si finisce mai né di crescere. Ho un’anima inquieta che mi porta sempre a dire: ‘posso fare meglio!’. E statene certi che lo farò senza risparmiarmi”.

Il tuo attore e il tuo regista preferito?

“Il mio attore preferito è Christian Bale proprio perché ha fatto della versatilità un punto centrale della sua carriera artistica mentre se dovessi scegliere un regista con il quale lavorare, sceglierei Alejandro González Iñárritu perché sa leggere la parte più intima di ogni singolo personaggio”.

Dove ti vedremo prossimamente?

“Presto tornerò a teatro con Shakespeare e poi per il resto non posso dire molto perché sono un po’ scaramantico”.



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Giuseppe Pambieri: La storia semplice di un grande attore

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E’ a “capo” di una famiglia di attori. Lui. La sua compagna Lia Tanzi. E la loro figlia Micol. E’ la famiglia Pambieri. Lui è Giuseppe, uno degli attori più bravi, più seri, più onesti e più preparati che possiamo annoverare.

 

Ha alle spalle esperienze importanti al cinema, in tv e soprattutto in teatro. Il suo grande amore professionale. Al cinema l’ultimo suo lavoro è stato in “To Rome with love”. Mentre in tv il pubblico italiano lo ha potuto ammirare in “Affari di famiglia”.

Giuseppe, partiamo da quest’ultimo spettacolo teatrale: “L’Infinito Giacomo”.

“Avventura cominciata tre anni fa a Segesta all’alba in un’atmosfera di grande suggestione. Si tratta di un lungo monologo sulla vita di  Leopardi assemblato con intelligenza da Giuseppe Argirò che ne ha curato anche la regia scandita dalle musiche di Wagner, Mozart, Dvorak. A scuola ci  avevano dato l’immagine di un Leopardi triste, secchione, malato. Invece lo spettacolo che sto facendo mi ha fatto capire che il suo è un grido d’amore disperato e vitale che abbraccia tutti. Un’esperienza che mi emoziona ogni sera soprattutto nel finale quando ormai è vicino alla morte a Napoli e sopraggiungono i ricordi. Lo spettacolo si chiude con la sua composizione più emblematica l”infinito”.Come sela sua disperazione si aprisse ad una sorta di abbandono verso il mistero della natura e…”il naufraar m’è dolce in questo mare”.

C’è un altro spettacolo teatrale in questo momento, “La professione della Signora Warren”. Ne vogliamo parlare?

“Dovevo fare col teatro Carcano dopo il successo enorme della coscienza di Zeno Pigmalione di Show con mia figlia Micol e la regia di Scaparro. Purtoppo per problematiche interne al teatro non si è potuto fare. A questo punto mi è arrivata la proposta del teatro Eliseo per un altro Show ‘La professione della signora Warren’ che ho accettato anche se si tratta di una partecipazione per due motivi,primo lavorare con Giuliana Loiodice e il secondo essere diretto da Giancarlo Sepe, unico regista fra i grandi con cui non avevo ancora lavorato. Abbiamo appena debuttato all’Eliseo con successo.mi diverte fare il mio personaggio, il baronetto Croft cinico e volgare  ma ricchissimo e infoiato della figlia della sua socia in affari appunto la signora Warren con la quale condivide una serie di case chiuse sparse per l’Europa”.

Parliamo di te. Dove e quando sei nato?

“A Varese il 18 novembre del ’44, precisamente a Biumo Superiore sulle pendici del Sacro Monte dove i miei erano sfollati durante la guerra”.

Caratterialmente come ti definisci?

“Nella vita sono abbastanza razionale ed equilibrato e grande osservatore dei comportamenti umani. Sulla scena si scatena il mio inconscio, il lato oscuro che mi fa entrare nei più svariati personaggi”.

Come ti sei avvicinato al mondo della recitazione e qual è stata la tua formazione?

“Fin da piccolo mi piaceva camuffarmi e non farmi riconoscere dai miei. Suonando alla porta riuscivo anche a farmi dare l’elemosina salvo poi scoppiare a ridere. Mi sono iscritto alla scuola del Piccolo e contemporaneamente a giurisprudenza alla Cattolica. Dopo 9 esami ho mollato l’universitaà e mi sono tuffato nella professione”.

Mi incuriosisce molto questa famiglia Pambieri: tu, la tua compagna Lia Tanzi e vostra figlia Micol. Tre artisti importanti in un nucleo familiare; non capita spesso.

“No non capita spesso. Siamo forse gli unici rimasti nell’agone teatrale a lavorare ogni tanto tutti assieme vedi il ‘Diario di Anna Frank’ o ‘Il fu Mattia Pascal’ . Naturalmente non è un obbligo assoluto. Spesso andiamo in ordine sparso. Ma ora abbiamo voglia di tornare tutti e tre insieme in un progetto che spero si realizzi e che per scaramanzia non dico”.

Il tuo lavoro ti ha portato ad avere molte esperienze nel cinema, in tv e in teatro. C’è qualche lavoro a cui sei particolarmente legato? E se sei soddisfatto di quanto fatto finora?

“Mi piace molto lavorare in cinema e in TV, che tanta popolarità mi ha dato, ma ciò che mi soddisfa di più è il teatro. Gli spettacoli che in qualche modo mi hanno segnato sono stati le ‘Mosche’ di Sartre per la regia di Enriquez con cui ho debuttato accanto a Valeria Moriconi a 23 anni,  a Vicenza, e vincendo la Noce d’Oro  come miglior attore giovane e il ‘RE Lear’ di Shakespeare diretto da Giorgio Strelher, dove interpretavo il perfido Edmund. E poi ancora ‘La città morta’ di D’Annunzio, per la regia di Franco Zeffirelli, e ‘Il diario di Anna Frank’ ”.

Cinema, teatro e tv: quale di questi ambiti senti più tuo?

“Sicuramente il teatro dove l’attore può esprimere tutte le sue potenzialità interpretative nel riscontro continuo con gli spettatori in uno scambio di emozioni in tempo reale senza nessun tipo di filtro”.

Negli ultimi anni il teatro ha attraversato una profonda crisi. Pensi che si tratti di scarsa cultura teatrale in Italia (parlo da parte del pubblico), di crisi economica o perché mancano spettacoli e commedie in grado di coinvolgere maggiormente il pubblico? Fermo restando che il teatro italiano annovera grandi e prestigiosi professionisti.

“Nonostante la crisi che ci attanaglia la gente ha voglia di andare a teatro. Certo, le strettezze economiche frenano gli investimenti. Il FUS (Fondo unico per lo spettacolo ndr) continua a restringersi. Il patto di stabilità frena la disponibilità economica dei Comuni e delle Regioni, che quindi possono acquistare sempre meno spettacoli e dimezzare le programmazioni. A dispetto di tutto ciò devo dire con orgoglio che in questi due anni di crisi abbiamo portato avanti ‘La coscienza di Zeno’ di Kezich dal romanzo di Svevo per la regia di Maurizio Scaparro, con un successo davvero clamoroso per la situazione economica. Ciò significa che se fai un prodotto ‘onesto’ con attori, regia e testo di prim’ordine, il pubblico ti premia nonostante la crisi”.

Anche se hai un curriculum di tutto rispetto, a che punto è la tua carriera?

“Gli esami non finiscono mai, diceva Eduardo. Dopo 50 anni di onorata carriera, dove ho affrontato di tutto e di più, potrei dire di ritenermi soddisfatto. E invece ho ancora tanta voglia di andare avanti di esplorare nuovi orizzonti con uno spirito giovanile che a volte io stesso mi meraviglio di avere. Un rimpianto? Il cinema che forse non mi ha dato quello che meritavo”.

Domanda classica che ci sta sempre bene in un’intervista: hai un sogno nel cassetto? E se sì, quand’è che aprirai questo cassetto?

£Interpretare ‘RE Lear’, questa volta nel ruolo del titolo, ‘Enrico IV’ di Pirandello, ‘Morte di un commesso viaggiatore’ di Arthur Miller. Tre grandi personaggi che voglio affrontare nei prossimi anni”.

Qual è la giornata tipo di un attore impegnatissimo come te?

“Nel periodo delle prove naturalmente vengo assorbito dal lavoro con grande concentrazione.Ma appena debuttato la mia vita riprende un ritmo assolutamente normale . Mi piace staccare dal mondo dello spettacolo spesso pieno di ipocrisie  e falsità. Tutto  l’armamentario del grande ‘attore’ non mi appartiene. Mi piace la semplicità della vita; aiutare in casa, fare la spesa, esplorare i mercatini di cose usate, godermi le partite di calcio (sono tifoso del Milan) e soprattutto osservare le curiosità della vita nei comportamenti della gente che incontri”.



more 1 Comment novembre 7 2014 at 11:37


Fabiana De Gaudio: Una giornata speciale

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E’ con la bella Fabiana De Gaudio che continuiamo la nostra avventura: la diciannovesima. Noi di GP Magazine insieme ad Adriana Soares, fotografa di moda, abbiamo ideato un fashion contest volto a tutti, ragazzi e ragazze, uomini e donne, della porta accanto. Un modo speciale di realizzare il sogno di molti che desiderano passare una giornata speciale, dove ci si immerge in un contesto diverso, quello di uno shooting fotografico, partendo dal make up per arrivare agli scatti veri e propri.

di Adriana Soares

Fabiana, parlami di te.

“Ho 48 anni, due meravigliosi figli maschi, un marito, due cani (rigorosamente meticci..) poco tempo, poche amiche. Unico svago: tanta palestra. Due passioni: leggere di tutto di più e mi definirei ‘lettrice compulsiva’; e ascoltare musica, sempre comunque e ovunque”.

Da dove prendi l’ispirazione nel disegnare i tuoi gioielli?

“Sono un’attenta osservatrice di tutto quello che mi circonda. Tutto per me diventa fonte di ispirazione; un fiore, un accostamento particolare di colori, immagini che ritraggono donne di altri tempi, antiche culture e civiltà…”.

Li esegui tu?

“In parte sì, assemblo, scelgo i materiali, cerco le pietre, tutte naturali, semipreziosi e pietre dure: agata, giada, perle, onice, angelite”.

Tra questi materiali quali prediligi, c’è un motivo?

“In particolare ottone, catene in alluminio e pietre dure, ma anche argento e smalti. E sì, c’è un motivo. Vengo da un’esperienza trentennale nel settore della gioielleria dove potevo esprimere la mia creatività ma avevo un limite: il costo! Poter giocare con i materiali, le forme e i colori in gioielleria è estremamente difficile se vuoi creare oggetti sempre nuovi, originali e con un prezzo accessibile. Oggi, con la scelta di questi nuovi materiali (che tra l’altro vista la crisi economica sono prepotentemente rientrati nelle nostre vite) posso esprimermi quasi senza limiti, accostare colori inusuali e a volte anche azzardati ma con risultati sorprendenti”.

Questa passione per i gioielli da quando nasce?

“In realtà si è trattato di una serie di coincidenze, ho studiato Legge e volevo fare il magistrato. Pa poi ho sposato un gioielliere ed è cominciata così…”.

Qual è il posto in cui ti vengono più idee?

“Non c’è un posto in particolare, direi più che sono momenti, luoghi. Il movimento o la forma di una foglia, l’ala di una farfalla, ma anche lo studio, la curiosità, la ricerca di simboli e i loro significati”.

Quando ti ho chiesto di essere la protagonista del mio concept “Una giornata speciale”, cosa hai pensato?

“In tutta sincerità? Mamma che paura! Sono piuttosto riservata e poco abituata a sentirmi al centro dell’attenzione e tra l’altro, come ben sai, non mi ritengo per niente fotogenica”.

Ti è piaciuta l’esperienza ? la rifaresti?

“Sì, è stata una giornata particolare, divertente e interessante e la rifarei sicuramente”.

Progetti per il futuro?

“Certo! Continuare e sopratutto sperimentare nuovi materiali, nuovi abbinamenti, studiare, leggere, tenermi aggiornata e cercare di essere sempre al passo con i tempi, con una grande attenzione per il mondo dei giovani”.

Se tornassi indeitro rifaresti le stesse scelte lavorative?

“Sì, cambierei qualcosa, ma semplicemente nei tempi”.

Cosa salvi e cosa butti degli anni zero?

“Personalmente salverò l’amore per la mia famiglia, tutto quello che mi hanno insegnato i miei figli, le mie scelte. Butto via invece le mie insicurezze e mi piacerebbe poter buttar via anche le mie paure. Più genericamente salverò internet, le nuove tecnologie, l’iPhone. Butto via la politica, tutta. Butto via un generale degrado morale e un eccessivo consumismo, butto via ovviamente l’abbattimento del World Trade Center e tutto ciò che ne è conseguito”.

 



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