GP Magazine novembre 2013



more No Comments dicembre 24 2013 at 17:34


Gianluca Di Gennario: storia di un predestinato

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Una continua scoperta, una continua emozione. Così è stato l’approccio di Gianluca Di Gennaro, giovane attore partenopeo che vedremo presto in tv con “L’oro di Scampia” a fianco di Beppe Fiorello e in “Per amore del mio popolo” con Alessandro Preziosi. Nel cinema ha recitato in “La Santa” e ha preso parte nel nuovo video del cantautore Nicolas Ferrante

di Silvia Giansanti

Si può definire Gianluca un simpatico scugnizzo napoletano con tutte le carte giuste per costruirsi una carriera simile a quella del nonno Nunzio Gallo e dei suoi zii Massimiliano e Gianfranco. E’ assodato che l’attore napoletano, per via delle sue movenze e delle sue caratteristiche,vanti una marcia in più rispetto agli altri e invece lui ha dimostrato di averne due. Ha avuto recentemente una capacità di ripresa notevole, dopo una brutta caduta dal motorino, a seguito dei festeggiamenti dopo una vittoria del Napoli, la sua squadra del cuore. Un po’ di imprudenza tipica della sua giovane età, anche se abbiamo avuto l’impressione di aver avuto davanti una persona molto matura e decisa. A soli undici anni, il mondo dello spettacolo lo ha cercato e da allora non si è fermato mai un istante, mettendo insieme esperienze importanti.
Gianluca, quando hai maturato la decisione di diventare un attore?
“A dire il vero non c’è stato un momento specifico. Ho iniziato molto presto a undici anni e quindi non ho avuto il tempo di deciderlo. Mi sono trovato dentro a questo mondo, facendo uno spettacolo per gioco a teatro. L’esperienza mi è piaciuta, tanto da decidere allora di proseguire il percorso, arrivando a fare il primo lavoro ‘Certi bambini’, con cui ho capito che avrei potuto fare in futuro questo mestiere”.
Quindi mi sembra di capire che gli inizi siano stati morbidi.
“Sì, in discesa, visto che l’ho preso come un divertimento. E’ stata una continua scoperta, tutto un insieme di emozioni e di cose nuove che ho imparato a conoscere strada facendo”.
Nonostante la giovane età, hai già sulle spalle un curriculum di tutto rispetto. Sono orgogliosi di te in famiglia?
“Proveniendo da una famiglia d’arte, è tutto automatico. Tutto è partito con mio nonno Nunzio Gallo che ha vinto il Festival di Sanremo e tanti altri premi quando cantava. I suoi figli Massimiliano e Gianfranco Gallo hanno fatto cinema e teatro. Sono quindi tutti contenti perché sto provando ad avere una carriera simile alla loro”.
Invece gli amici ti guardano con una punta d’invidia oppure si tratta di amicizia pura?
“Mi sono reso conto di avere pochi amici avendo poco tempo. L’amicizia va coltivata. Diciamo che ne ho pochi ma buoni”.
Una cosa che rifaresti e una che non rifaresti se dovessi rinascere?
“Rifarei cento volte mio figlio e non ri-festeggerei il Napoli quella volta dell’incidente”.
Un attore napoletano che gode della tua stima?
“Restiamo in famiglia. Dico mio zio Massimiliano Gallo”.
Cos’ha secondo te un attore napoletano rispetto ad un altro?
“Non vorrei essere di parte, ma credo che i napoletani abbiano una marcia in più nell’arte di arrangiarsi. C’è spontaneità ed emotività”.
Quale lavoro ti è rimasto nel cuore?
“Sicuramente il primo come cast e come tema che mi ha portato a vincere diversi premi”.
Spulciando nelle tue esperienze tv, hai preso parte nella miniserie “Il caso di Enzo Tortora”. Non avendo vissuto in prima persona questa vicenda, ti ha colpito?
“Molto. Conosco la storia, mi sono documentato e mi sono state raccontate diverse cose. Una storia strana, triste e particolare”.
Nella tua carriera hai preso parte a due videoclip musicali. Qual è il tuo rapporto con la musica?
“Sono onnivoro, nel senso che ascolto un po’ di tutto. Preferisco comunque il rap”.
Quest’anno hai avuto diversi impegni, vero?
“Ho girato a Napoli ‘L’oro di Scampia’ a fianco di Beppe Fiorello. E’ la storia di Gianni e Pino Maddaloni, quest’ultimo campione oro olimpico a Sydney nel 2000 che interpreto. Il film racconta la storia di padre e figlio che partono da Scampia per andare a conquistare qualcosa di importante in Australia. E’ una sorta di riscatto sociale che vuole dimostrare che anche partendo da zone disagiate, si può arrivare in alto”.
E non è finita qui.
“No, in questi mesi sto girando a Nepi ‘Per amore del mio popolo’, un’altra storia forte che parla sempre di Napoli ed è la storia vera di Don Peppino Diana, vittima innocente della camorra. Una figura carismatica che ha lasciato un segno positivo. Nel cast ci sono io, mio zio Massimilano Gallo e il protagonista Alessandro Preziosi”.
Che ruolo ti hanno dato?
(Sorride) “Del cattivo”.
Come fa un buono come te a diventare cattivo?
“Secondo me è più facile far diventare un buono cattivo che far diventare un cattivo buono”.
Tutto questo per la tv. E invece per il cinema?
“Ho preso parte in un film intitolato ‘La Santa’, inizialmente destinato al mercato del web, ma poi avendo capito che si tratta di un buon prodotto, prima si è deciso di farlo uscire al cinema e poi verrà messo in rete”.
Cosa ti auguri nel futuro prossimo?
“Di avere una carriera come i miei familiari”.

CHI E’ GIANLUCA DI GENNARO
Gianluca Di Gennaro è nato a Napoli il 3 dicembre del 1990 sotto il segno del Sagittario con ascendente Toro. Caratterialmente si definisce abbastanza estroverso e curioso. Tifa per il Napoli e ha come hobby la lettura e la musica. Adora la carbonara, vive tra Roma e Napoli, ma si trasferirebbe subito a Parigi. Al momento non possiede animali domestici, ha avuto due cani ed è fidanzato da quattro anni. Ha un figlio di nome Gabriele. L’anno fortunato della sua vita è stato il 2010. Gianluca è il nipote del celebre Nunzio Gallo e ha esordito nel 2001 a soli undici anni con il musical “Quartieri Spagnoli”, a fianco di un altro noto zio quale Gianfranco Gallo. Nel 2004 è stato protagonista di “Certi bambini”, ricevendo anche riconoscimenti. Nello stesso anno ha preso parte nelle serie tv “Un posto al sole” e l’anno successivo ne “La Squadra”. Nel 2008 ha partecipato nella miniserie tv “O’Professore” e ancora ne “Il coraggio di Angela” , “Provaci ancora prof 3” e “Ho sposato uno sbirro”. Nel 2009 ha girato per il cinema “A sud di New York” ed è stato diretto da Valeria Golino nel corto “Armandino e il mare”. L’anno seguente è arrivato “Come un delfino”, insieme a Raoul Bova. Nel 2012 ha preso parte alla miniserie tv “Il caso Enzo Tortora – Dove eravamo rimasti?” e ha girato “Il clan dei camorristi”. Quest’anno è stato protagonista nei video della canzone di Gianna Nannini “Scegli me” e del cantautore abruzzese Nicolas Ferrante “Solo un momento”, accanto all’attrice Roberta Scardola. Realizzazione a cura di Damovie Production, per la regia di Marco D’Andragora e Marco D’Onofrio e girato presso Villa Floridia a Torrevecchia Teatina (Chieti). Di recente ha fatto i film “L’oro di Scampia” con Beppe Fiorello e Anna Foglietta, diretto da Marco Pontecorvo e “Per amore del mio popolo” di Antonio Frazzi, con Alessandro Preziosi.



more No Comments dicembre 24 2013 at 17:08


Tiziana Buldini: Alla ricerca della semplicità

tiziana buldini 1 foto Leonardo Damo

Si chiude per lei un 2013 importante culminato con due lavori cinematografici firmati Pupi Avati e Federico Moccia

La sua carriera di attrice ha avuto un’impennata negli ultimi anni, arrivando a lavorare per registi importanti come Pupi Avati e Federico Moccia. Traguardi che non hanno minato la semplicità di questa ragazza, consapevole che c’è ancora molto da lavorare per raggiungere vette sempre più alte. Per questo non trascura nulla del suo lavoro e soprattutto la sua propensione allo studio. E questo impegno è stato premiato finora con partecipazioni a lavori cinematografici e televisivi rilevanti. Scopriamola meglio attraverso questa intervista.
Tiziana, parlaci un po’ di te, dove sei nata e caratterialmente come sei?
“Sono nata a Rieti 31 anni fa, il 18 maggio, sotto il segno del Toro. Sono orgogliosa, determinata e solare”.
Che 2013 è stato per te con questi due film “Il ragazzo d’oro” di Pupi Avati e “Universitari” di Federico Moccia?
“Un anno duro ma pieno di soddisfazioni. Tutto l’ impegno e la costanza degli studi che ho fatto sono stati ripagati da queste chiamate professionali. Lavorare con questi registi Esigenti come Pupi da un lato Mi spaventa Dall’altro mi affascina perché mi metto in gioco”.
Sei soddisfatta di quanto fatto in questi ultimi anni tra televisione e cinema?
“Se guardo da dove sono partita si mi sento in paradiso. Ho realizzato tanti piccoli sogni. Magari piccole cose ma per me importanti. Ma sono consapevole che la strada è lunga però l’impegno e la costanza non mi mancano. Se mi saranno fiducia io ci sono…”.
Quale è stata la tua formazione artistica?
“Ho cominciato a studiare nel 2008. Provando varie scuole per poi soffermarmi e rimanere al Duse con Francesca de Sapio. Mi sono appassionata tantissimo e non vedo l’ora di ricominciare l’anno!”.
Come definisci la tua carriera?
“In salita!”.
Quando scegli un film da andare a vedere al cinema, come si orienta la tua scelta? Scegli in base al genere, al regista o agli attori?
“In base al regista agli attori e ai premi vinti”.
Quanto è importante la fiction per gli attori? Pensi che sia uno spazio determinante per la crescita di voi attori in una realtà italiana dove di cinema se ne fa poco e dove si impiegano sempre i soliti?
“La fiction sicuramente ti dà più visibilità. Ultimamente poi sono state realizzate anche cose molto belle e può essere un ottimo trampolino di lancio per farsi notare e cominciare a fare cinema”.
Hai lavorato con registi importanti. Quanto ti hanno dato in termini di crescita professionale e come ti hanno plasmato?
“Mi hanno dato tantissimo. Sono persone da cui cerco di imparare e crescere. Anche umanamente. Sono artisti. Pupi, ad esempio, è un grande maestro del cinema italiano. Essere diretta da lui è un onore. Respiri quell’aria magica che quasi quasi pensi non possa essere vero essere li con loro. Ogni parola, ogni gesto non è mai da sottovalutare. C’è una bellissima energia”.
Che rapporto hai con l’amore?
“Con l’amore complicato. Sono difficile, esigente. Credo ancora in quei valori che non ci sono più e li pretendo. Non mi accontento mai!”.
Quanto tempo dedichi a te stessa?
“Ultimamente più al lavoro che a me stessa ma è talmente bello quello che faccio che credo che anche questo sia un modo per prendermi cura di me. La mia priorità ora è crescere culturalmente e professionalmente”.
Hai un sogno?
“Quello di essere felice sempre, cercando la semplicità delle piccole cose e viaggiando tanto”.
Progetti su cui stai lavorando per il futuro?
“Ne ho uno top secret. Per ora non posso dire niente! Progetti tanti e sogni ancora di più”.



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Monsieur David: Emozioni a piede libero

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“Ogni volta che muovo gli arti percepisco una continua connessione con me stesso e con il pubblico, che rimane incantato e nello stesso tempo si sente partecipe di quello che faccio”. Incontriamo un artista originale che comunica con una parte del suo corpo: i piedi

di Claudio Testi

Monsieur David nato a Torino nel 1974 deve la sua natura artista ad un passato familiare tormentato e ad una adolescenza vissuta in collegio piena di restrizioni e limitazioni. Tutto ciò lo ha spinto a ricercare una libertà interiore e a sviluppare una tecnica di espressione alternativa che alla fine di un lungo percorso fatto di studi, di ricerche e di esperienze lo hanno portato a diventare un vero professionista del “Teatro del Piede”.
I suoi spettacoli sono frutto di tante prove, allenamento e il risultato di tante esperienze passate anche come animatore di villaggio, e di studi, per la formazione dell’artista che è diventato oggi, come Teatro del mimo, pantomima, Teatro di figura, Teatro del clown e Teatro di strada.
Insomma un vero artista e uno spettacolo unico che merita di essere visto; la sua arte è stata apprezzata anche dal grande schermo infatti Monsieur David è stato in tv nella trasmissione “Colorado”.
La prima curiosità, perché questo nome d’arte francese?
“Questo nome nasce dalle origini della mia famiglia,  infatti mia madre è francese, vive in Francia, quindi in suo onore ho voluto mantenere questa ‘franciosità’ e poi perché il francese ti dà un certo fascino fiabesco, di  poesia, e poi ogni volta che mi presentano e annunciano. Penso alla mia mamma e ciò mi fa stare bene, è come averla più vicina e mi proteggesse”.
Monsieur David, come molti sanno sei attore e allo stesso tempo uno di quei personaggi eclettici che catturano l’attenzione attraverso il comunicare con i piedi. Quando e come nasce in te?
“Nulla accade per caso, io sono un proseguimento di quello che sono stato prima. Nasco come mattatore, mi piaceva incontrare il grande pubblico, mi piaceva rompere gli schemi, ho sempre amato l’improvvisazione teatrale, mi piaceva sorprendere il pubblico con molta creatività e soprattutto mi piaceva il fatto di creare un contatto con chi non conoscevo, la cosa mi divertiva alquanto. Se pensiamo che su questo pianeta siamo miliardi di persone, perché non conoscerci il più possibile? Ogni essere vivente ha qualcosa da dirci e da darci. Ad un certo punto della mia vita, dopo diciotto anni, è scattata in me l’esigenza di non parlare più. Ogni volta che aprivo bocca mi sembrava di essere ripetitivo, anche nella simpatia, e di utilizzare sempre gli stessi vocaboli, le stesse argomentazioni”.
Quindi che è successo?
“Questa cosa mi stava annoiando, allora mi sono rinchiuso in questo silenzio, anzi,  più che silenzio, era un comunicare dentro di me, e sentivo sempre di più l’esigenza di comunicare con il corpo, in particolare con gli arti, particolarmente con i piedi. In buona sostanza,  tutta la mia energia nel comunicare la trasferisco ai miei piedi, che in realtà fanno il mio lavoro. C’è una trasposizione tra me e loro, però la cosa interessante è che i piedi non vengono giudicati. L’ho trovata come una grande opportunità, perché molto spesso, l’energia che noi perdiamo, strada facendo, nella realizzazione dei nostri progetti, ce l’ha facciamo togliere dagli altri, attraverso le invidie, le cattiverie e le negatività di chi incontriamo nel corso della nostra vita. Io, come tante persone di questa terra, ho degli scopi importanti e da quando ho messo in discussione i miei piedi, percorrendo la mia strada comunicando con loro e attraverso loro la mia felicità ed esternandola, sapendo discernere e quindi mettere da parte la negatività e gli scontri che questa società ci pone”.
Quali sono le emozioni che pensi di dare e quelle che ricevi dal pubblico?
“Una cosa penso di aver capito facendo questa attività artistica, che fa parte del teatro visuale, quello di figura, è l’imparare a  stare nel presente. Il fatto stesso che, quando entro in scena, sento la necessità di ascoltare il mio corpo, è un continuo fluire di sensazioni. Ogni volta che muovo gli arti percepisco una continua connessione con me stesso e con il pubblico, che rimane incantato e nello stesso tempo si sente partecipe di quello che faccio, in un continuo scambio di energia che parte dal cuore”.
Oltre alla tua partecipazione di successo a “Colorado Cafè”, che progetti hai all’orizzonte?  
“In anteprima vi annuncio che sto preparando dei nuovi personaggi che prenderanno vita anche attraverso la comunicazione delle mani e che saranno ancora più comunicativi perché muniti di una specie di bocca e quindi potranno dialogare con il pubblico o cantare. Tra i vari progetti, tengo particolarmente ad uno, con cui vorrei coinvolgere le scuole. I bambini e i ragazzi studiando, acquisiscono tante informazioni, ma secondo me, una cosa che non viene comunicata nella scuola, è la possibilità di entrare dentro se stessi e di diventare fruitori della propria creatività, cioè rendere reale un’idea che è partita da dentro”.
Ovvero?
“Per  me è fondamentale andare nelle scuole e spiegare ai ragazzi di come è possibile rendere reale un’idea che apparentemente può sembrare irrealizzabile o quasi folle e portarla  alla realizzazione, quali tipo di dinamiche bisogna attraversare e soprattutto quali tipi di ingredienti bisogna avere, come ad esempio la volontà, il coraggio, la passione, l’azione, ecc., che sono fondamentali da comunicare, aldilà  della professione che si andrà a fare. Non è possibile continuare a fare tutti le stesse cose. Per il futuro, sul nostro pianeta, ci sono ancora centinaia e centinaia di professioni che possono nascere, ma se non abbiamo la sensibilità e non diamo la possibilità di scoprirle e  conoscerle attraverso i nostri strumenti interiori, rimarranno nascoste. Quindi, voglio, non solo mettere in contatto gli studenti con questa bellezza e con questo senso estetico che arriva dai miei spettacoli, ma come possono realizzare la propria idea positivamente folle nei vari  momenti della loro vita.  Quello che voglio trasmettere è un dono, una speranza, una sensazione, che insegna, dopo aver studiato, a trovare un’altra opportunità, se stessi”.



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Cristiano De Masi: Hollywood chiama Italia

21st Annual Elton John AIDS Foundation Academy Awards Viewing Party - Inside

Intervista a Cristiano De Masi, romano di nascita ma americano di adozione, PR internazionale che lavorasui Red Carpet degli eventi più importanti del mondo e nel fashion system internazionale

di Camilla Rubin

Cristiano de Masi, come si diventa PR internazionale per i grandi eventi nel mondo?
“Con tanto sacrificio e tantissime rinunce alla famiglia. Questo è un tipo di lavoro che ti porta spesso a vivere fuori dal tuo paese per molto tempo ma poi arriva la parte divertente che è l’evento stesso e quando sei li ti senti appagato e soddisfatto per tutto ciò che stai facendo”.
Oscar, Golden Globe, Festival del Cinema di Venezia, Festival del Cinema di Roma, Cannes… qual è la manifestazione che ti emoziona di più?
“Senza alcun dubbio la settimana degli Oscar è quella più emozionante. Infatti c’e tanto fermento sulla Hollywood Blvd per i preparativi, gli allestimenti, le luci ma anche per tutti gli eventi di charity che qui a Los Angeles la fanno da padrona, ma la cosa essenziale che ho notato rispetto agli eventi italiani è che mentre all’ Elton John party che si svolge lo stesso giorno dell’assegnazione della tanto preziosa statuetta degli Oscar vengono raccolte delle cifre stratosferiche infatti con una cena per 400 persone e si parla di 5 0 6 milioni di dollari in Italia il più importante evento di charity a parte tutti gli imbucati raccoglie meno del costo di produzione della serata stessa. E questo è tipico del nostro Paese ossia di essere sempre i furbetti del quartiere ma proprio per questo motivo che non riusciremo mai ad essere considerati al livello internazionale, perché questo modo di fare si estende in tutti i settori della nostra società”.
Cosa avresti voluto fare da bambino? Dove ti saresti visto da grande?
“Sognavo di fare il cantante ma poi ho visto tutto il sistema che ruota li dietro come presunti produttori o ‘agentucoli’ che millantano conoscenze allora ho cambiato idea”.
E ora, cosa farei “da grande”? Cosa ti aspetti dal futuro?
“Vorrei avere una vita più tranquilla questo è quello che dico, però poi se non ho casini lavorativi da risolvere non sono contento e mi annoio. Io purtroppo sono una persona super attiva nel mio lavoro però quando non sono in giro per il mondo amo stare a casa e difficilmente esco. Chiedo sempre agli amici attori perché in Italia uscite tutte le sere? E loro perché dobbiamo farci vedere ed è per la nostra immagine ed io rispondo sarete sempre considerati dei ‘prezzemolini’ e questo determinerà per voi un valore al ribasso. E’ importante farsi vedere ma scegliendo cose di livello e qualità superiore alla media e questo vi permetterà di avere un valore diverso dagli altri”.
Quali sono i valori per te imprescindibili?
“Libertà, serietà ed una famiglia solida alle spalle, perché questo è il segreto per quanto mi riguarda che ti permette di essere una persona equilibrata e di successo”.
Non potresti mai rinunciare a…?
“Ad essere una persona schietta e diretta con le persone ma sicuramente sincera e visto che il mondo dello showbiz vive di doppie facce e tante falsità penso sia da considerarsi un vero pregio. E poi una cosa a cui non potrei rinunciare una spiaggia bianca ed un mare limpido magari quello della Sardegna che io considero il mare più bello del mondo e niente da invidiare con i Caraibi”.
A chi vuoi dire grazie, se vuoi dire grazie a qualcuno, per le mete raggiunte?
“Devo dire grazie alla mia famiglia che mi ha cresciuto con umiltà e con un valore importante il rispetto per gli altri e poi un grazie ad una persona che mi supporta o sopporta a seconda dei momenti da anni, che con il suo modo di fare ed il suo equilibrio mi permette di esprimere al meglio le mie qualità”.
Ci racconti un aneddoto divertente legato ad uno dei personaggi che hai seguito?
“Più che una cosa divertente e come dicono gli americani una persona ‘unprofessional’. Circa 7 anni fa un’attrice, della quale non posso fare il nome ma posso dire che ama il calcio, doveva presentare una sua linea di gioielli durante una conferenza stampa. Ebbene a parte essere in ritardo di un’ora, si presentò indossando orecchini e anelli di un’altra casa di moda. Beh questo è quello che considero non professionale e poco rispettoso per il lavoro degli altri”.
Quale personaggio ti ha fatto la migliore impressione conoscendolo di persona?
“Mike Tyson che ho conosciuto durante un festival di Sanremo e devo dire completamente diverso da come viene descritto e Steven Tyler a Los Angeles una persona gentilissima e di una disponibilità quasi disarmante e il grande Quincy Jones un vero talento e una persona molto ‘funny’ ”.
Chi invece ti ha deluso?
“Molti attori Italiani e personaggi televisivi che hanno magari fatto una serie tv e si considerano dei divi. Cari ‘attorucoli’ non posso recitare il proverbio romano che sarebbe vero nei vostri confronti ma alquanto volgare, però posso dire che usciti dalla vostra ‘Italia’ siete non considerati”.
Quale personaggio avresti voluto incontrare e non hai avuto modo di farlo?
“Michael Jackson, una vera icona per la mia crescita in questo mondo dello star system. Semplicemente geniale,cantante, produttore insomma l’artista con A maiuscola”.
A chi ti ispiri?
“Non ho un modello e penso che ognuno debba sviluppare le proprie qualità per ottenere ciò che vuole nella vita. Ricordo agli inizi della mia carriera quando da giovane bussavo alle varie porte e tutti mi chiudevano ogni possibilità lavorativa, dentro di me sapevo che potevo farcela ed oggi ripensandoci una parte di quelle persone di allora ha lavorato con me oppure ha avuto bisogno del mio lavoro per la propria carriera”.
Per vedere il lavoro di Cristiano e della sua agenzia andate sul sito www.creativeideas.tv



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Massimiliano Rosi: Professione trasformista

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Vive impersonando le grandi figure del cinema e dello spettacolo e nel corso della sua carriera artistica è riuscito a cambiare più volte pelle, ottenendo sempre un grande successo

di Danilo D’Amico

E’ reduce da una fortunata partecipazione ad una famosa rassegna dedicata al mondo dei fumetti e attualmente è possibile vederlo ogni giorno sul piccolo schermo su Italia 1. Stiamo parlando di Massimiliano Rodi, ma in molti lo conoscono come Jack Sparrow. Eppure, come vedremo nel corso dell’intervista, la sua natura da camaleonte lo porta spesso a cambiare pelle riuscendo, come per magia, a cambiare perfettamente identità.
Signor Rodi, partiamo dal suo ultimo personaggio: chi è e perché la scelta di rappresentarlo.
“Si chiama Tonto ed è l’ultimo personaggio interpretato da Johnny Depp nel film ‘The Lone Ranger’. Ho ritenuto opportuno cambiare perché rischiavo di interpretare controvoglia il personaggio di Jack Sparrow dopo un periodo molto lungo di serate e rappresentazioni in giro per l’Italia. Jack Sparrow è una icona, ma il Tonto è veramente particolare e mi piace molto. Con l’indiano condivido il carattere solitario perché nella vita di tutti i giorni anche io sono così. Non sono asociale, ma non amo stare in mezzo alla confusione. E’ paradossale perché per lavoro mi ritrovo spesso in mezzo a tante persone. Magari, però, dopo aver lavorato una sera, il giorno dopo preferisco riposarmi stando con il mio gatto a casa. Non è facile trasformarmi, con Jack Sparrow era tutto automatico, mentre la ricostruzione del grande guerriero indiano richiede quattro ore di lavorazione”.
Un suo giudizio sul film “The Lone Ranger” e sulla storia.
“Il film va visto, è molto particolare. Non ha fatto un gran successo, ma personalmente l’ho trovato molto gradevole. A tanti altri pure, ad altri stranamente meno. Il Tonto è un personaggio che termina la propria storia con questo film, invece la saga di Jack Sparrow prosegue e presto arriverà il quinto capitolo. La differenza principale, forse, è proprio questa”.
Quali sono le novità in cantiere?
“Sto collaborando con Enzo Salvi sulle candid camera che stanno andando in onda su Italia 1. Il programma si chiama ‘Si salvi chi può’. Potete vederlo tutti i giorni dal lunedì al venerdì alle 15.25. Le puntate sono state girate in tutta Italia, le mie scene al famoso parco giochi di Valmontone. Presto andrò in Umbria con un’altra ‘creatura’ di Jhonny Depp, Willy Wonka. Mi è stato chiesto di portarlo in scena e ora sto lavorando per cercare di riprodurlo il più fedelmente possibile. Sono molto contento anche perché i miei personaggi piacciono molto ai bambini e riesco a dargli piccoli momenti di felicità, inoltre mi chiamano spesso per eventi di solidarietà facendomi sentire anche utile alla collettività”.
Ci racconti della sua esperienza al Romics.
“Quest’anno la mia partecipazione è stata di forte impatto perché sono stato l’unico a portare in risalto El Tonto. Quando parliamo del Romics parliamo di migliaia e migliaia di persone, non certo di qualche centinaio. Siamo quindi davanti ad un grande evento. Non conosco i dati di quest’ultima edizione, mi sembra che nel 2012 parteciparono 13mila persone. Secondo me quest’anno è stato fatto il record. E’ stato anche molto seguito mediaticamente e sono finito sulle pagine di un quotidiano importante come Il Messaggero per la terza volta nel giro di sei mesi. La sera prima avevo interpretato Jack Sparrow a Rieti, facendo il giudice di gara in una competizione di pasticceria molto carina e con poche ore di sonno mi sono svegliato prestissimo improvvisando senza neanche prove di trucco”.
Il rapporto con La Web Tv e l’editore Fabrizio Di Stefano come è nato e cosa vuol dire per lei?
“La collaborazione con Fabrizio è nata in maniera spontanea, da una simpatia a pelle. E’ una persona estremamente gentile ed educata. Quando mi chiama cerco sempre di rendermi disponibile perché comprendo la sua buona volontà. Il sito è molto seguito. Per quello che riesco a comprendere LaWebTv è il futuro. Anche lo spettacolo InOnda che è andato in scena alle Terme Sabine ha riscosso un grande successo. Ho avuto modo di constatarlo con il riscontro della mia intervista. Ho visto un bel gruppo dietro le quinte, spero che sia così anche nel lavoro di tutti i giorni. Almeno ho percepito questo e mi sono molto affezionato alla WebTv. Colgo l’occasione per salutare tutto lo staff”.



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