Andy Luotto: “La cucina è tutto, è la vita”


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Andy Luotto nasce a New York il 30 luglio del 1954 da genitori di origini italiane. Nei suoi avi esisteva già una vena artistica visto che suo nonno paterno lavorava in una radio americana. A 15 anni si trasferisce in Italia e comincia la sua avventura nella terra del sole.

di Simone Mori

Nel 1976 inizia a lavorare in tv insieme al grande Arbore in “L’altra domenica”. Da li poi altra tv sempre con Arbore in “Quelli della notte” e in alcuni film più o meno importanti come “Mortacci di Citti” e “Bellavista” di Luciano De Crescenzo. Negli ultimi anni ha pubblicato libri di ricette ed ha partecipato a “Giass”, trasmissione di Canale 5 ideata da A. Ricci. Una curiosità: un suo film, “SuperAndy”, è stato definito uno dei più brutti della storia cinematografica italiana e naturalmente uno dei primi a scherzarci sopra è stato proprio lui stesso.

Andy, come è nata la tua passione per la cucina?

“Direi che è sempre stata dentro sin da bambino. Venendo in Italia dagli Stati Uniti e non parlando italiano, la cucina è stata la prima scuola. Ancora ricordo le ricette della signora Maria e le buone scarpette al pomodoro”.

Una ricetta da fare in pochissimo tempo?

“Un soufflé di cipolle. Fate stufare la cipolla tagliata fina e nel frattempo montate un albume e sbattete un tuorlo . Incorporate poi il tutto insieme ad erbette aromatiche e mettete in forno per 15 minuti. Facile no?”.

Sei stato sempre contrario a trasmissioni di cucina. Ci puoi spiegare il perché?

“Perché troppo spesso la cucina viene denigrata e non valorizzata. Anche programmi dove i cuochi si sfidano sono un continuo correre e sudare senza pensare a quello che realmente si sta realizzando. Anni fa feci un trasmissione con la mia grandissima amica Marisa Laurito, ma erano altri tempi”.

Ti manca la tv?

“No. Ormai la mia vita è la cucina e il mondo odierno della televisione lo sento lontano anni luce. Insomma, trasmissioni come quella che facevo con Arbore non esistono più. Sarò invece impegnato in delle fiction come ‘La Bella e la Bestia’ e ‘Romeo e Giulietta’ ”.

Lo stato attuale della Tv?

“Orrendo. I programmi sono tutti approssimativi e fatti senza cura, solo per fare ascolti. Non esiste la qualità di una volta. Meno male che c’è Sky con tanti documentari e tantissima informazione anche estera”.

I tuoi libri di cucina. Come nasce questa idea?

“Ho voluto mettere del mio in piatti della tradizione italiana. Speriamo siano di vostro gradimento”.

Cosa rappresenta per te la cucina?

“La cucina è tutto, è la vita. Se uno non mangia non può vivere. E poi se mangia male diventa anche triste”.

Qual è il piatto che preferisci preparare oppure mangiare?

“Difficile rispondere a questa domanda. Di sicuro il mio piatto preferito è lo spaghetto al pomodoro. Una ricetta semplice che si basa su pochi sapori mescolati sapientemente che richiamano alla nostra tradizione, come il pomodoro e il basilico”.


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