Filippo Caccamo: “La comicità mi ha salvato la vita”


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Giovane Youtuber, dopo la aver partecipato a “Zelig” e “Colorado” sta girando i teatri italiani  con lo spettacolo “Mai una laurea”

di Giulia Bertollini

Lo chiamo per telefono e lui mi accoglie con una risata calorosa. Filippo Caccamo, giovane Youtuber, sta dimostrando di avere tutte le carte in regola per affermarsi nel panorama dei nuovi comici italiani. Dopo l’esperienza da concorrente nel programma Tv “Eccezionale Veramente” e la partecipazione a “Zelig” e “Colorado”, sta riempiendo i teatri italiani con il suo spettacolo “Mai una laurea” . In questa intervista, ci apre il suo cuore raccontandosi tra progetti passati e futuri. E ci svela che proprio la comicità gli ha salvato la vita.

Filippo, in questi mesi sei in tournée nei teatri italiani con il tuo spettacolo “Mai una laurea”. Come mai hai scelto questo titolo? E come sta reagendo il pubblico?

“Ho scelto questo titolo perché è l’hashtag principale della mia pagina sui social ma è anche uno slogan dietro il quale si unisce il mio pubblico. Ho voluto coniugare l’espressione di tendenza ‘mai una gioia’ con il tema universitario. Il pubblico sta prendendo positivamente in contropiede sia me che il gruppo di lavoro che mi segue. Sono sorpreso e non mi aspettavo una simile risposta. Pensa che alcune date hanno registrato addirittura il tutto esaurito”.

Nei tuoi monologhi ti diverti a parodiare i diversi tipi di studenti universitari alle prese con i loro piccoli “drammi” quotidiani. E ne viene fuori una carrellata davvero divertente. Da dove è nata l’idea di attingere al mondo universitario? 

“L’idea è nata un po’ per gioco. Navigando su Youtube, mi sono accorto che giravano tantissimi video sulla classe, le verifiche, la coppia, la suocera e non c’era invece un megafono della voce universitaria. Essendo io stesso studente universitario, sentivo di poter dare qualcosa. Così ho iniziato a settorializzare il mio spazio comico e quando ho notato che la risposta del pubblico era positiva ho deciso di proseguire su questa strada”.

Anche Chiara Ferragni è spesso nel tuo mirino. Cosa pensi del fenomeno “fashion-blogger”? 

“Penso sia un fenomeno sociale interessante. Attraverso i social si riescono a raggiungere tantissime persone. L’importante è saper comunicare le proprie idee e avere costanza nel promuovere le proprie attività, i video nel mio caso. E poi se ci pensi la figura della fashion blogger insegna che si può essere modelle anche senza essere bellissime. Il segreto è costruirsi un brand vincente”.

I tuoi video su Youtube fanno il pieno di visualizzazioni e sei molto seguito anche sui social. Di solito però chi si espone sul web rischia di imbattersi in critiche o commenti negativi. Ti è mai capitato di essere vittima degli haters? Se sì, come hai reagito?

“Pensa che proprio nel mio spettacolo ho inserito un monologo sugli haters (ride). Fortunatamente, non ne ho mai avuti se non quelle quattro o cinque persone che si sono sentite offese per le mie prese in giro sulle loro facoltà universitarie. Si tratta comunque di un aspetto sociale particolarmente complesso. Proprio di recente un altro famoso Youtuber, Francesco Sole, stava per abbandonare il web proprio a causa dei continui attacchi sui social. Ho letto inoltre che è stato stimato che solo il 18 per cento degli haters risponde se tu ribatti ad un suo commento. Dimostrazione lampante di come queste persone non abbiano poi tanto interesse a proseguire la conversazione”.

Hai partecipato da concorrente al programma tv “Eccezionale Veramente”, conquistando l’accesso alla semifinale. Cosa ti ha lasciato questa esperienza? E come si sono comportati i giudici nei tuoi confronti? 

“E’ stata un’esperienza molto bella che mi ha permesso di approdare come prima e unica volta finora nel mondo della televisione. Anche il rapporto che ho instaurato con i giudici è stato meraviglioso. Infatti, proprio grazie a questo programma ho avuto modo di conoscere Paolo Ruffini che è diventato il produttore del mio spettacolo. Anche con Selvaggia Lucarelli, è filato tutto liscio (ride). E poi in una puntata sono stato giudicato da Ale e Franz, i miei miti assoluti. Non potevo chiedere di meglio”.

Il filosofo Bergson scriveva che “ridendo, l’uomo si sente vivere”. Pensi che il sorriso possa avere un valore terapeutico? 

“Assolutamente sì. La mia è una storia particolare perché la comicità mi ha salvato la vita. Questa è la prima intervista in cui lo dico ma ho perso di recente mia mamma. In seguito a questo lutto familiare, sono caduto in una profonda depressione che sono riuscito a superare grazie al profondo affetto che tante persone mi hanno dimostrato. Quindi, mai come in questo caso posso appoggiare in pieno questa affermazione”.

Hai partecipato anche a importanti varietà comici quali “Zelig” e “Colorado”. In quale altro programma ti vedresti?  Preferisci più la veste di one man show o ti piacerebbe essere affiancato da qualcuno?

“One man show tutta la vita (ride). Il mio spettacolo ne è la prova. E poi non è mania di protagonismo ma la necessità del proprio tempo. Sono una persona che ha bisogno della sua ora e mezza di spettacolo. Per quanto riguarda i programmi tv, mi piacerebbe tanto continuare a cavalcare l’onda di ‘Zelig’ e ‘Colorado’. Dopotutto, non posso essere solo sul web e la mia battaglia è di iniziare proprio dal teatro cercando di convertire i like in veri e propri spettatori”.

A cosa ti dedichi nel tempo libero? 

“In questo momento, sono molto concentrato su questo mestiere ed essendo in tour con lo spettacolo non ho tanto tempo libero. Allo stesso modo, non posso sottrarmi neanche allo studio considerando che non vorrei pagare le tasse universitarie tutta la vita. Però una passione ce l’ho: le serie Netflix. A quelle non riesco a rinunciare”.

Quali consigli daresti ad un universitario per poter rendere migliore il proprio percorso accademico?

“Guarda, le poche persone che ho visto realmente felici di frequentare una facoltà erano legate da un comune denominatore: la passione. Poi, oggi diversamente dal passato, c’è una facoltà per tutto e ciò consente di avere un maggior margine di scelta. E’ importante anche non avere paura di sbagliare. Piuttosto è più logico fermarsi un attimo e ripartire. Insomma, non è sbagliato cambiare rotta”.

Prossimi progetti? 

“Adesso, la priorità è continuare il tour che mi sta regalando tante soddisfazioni. Nel frattempo, sto preparando il sequel dello spettacolo dal titolo ‘Mai una laurea 2.0′ , arricchito di contenuti e di altre date. Quello che voglio fare nella vita è comunicare comicamente e l’unica certezza che ho è quella di voler avere sempre tra le mani uno spettacolo teatrale. Ah dimenticavo… ovviamente tra i progetti c’è anche la laurea!”.


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