Georgia Viero: Lo sport in tv ha la sua stella


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di Laura Gorini

Georgia è una brava conduttrice italo-argentina, che il pubblico italiano ha iniziato ad apprezzare sin dagli esordi a fianco di Aldo Biscardi. Oggi la sua carriera è in discesa e ci sono diversi progetti in ballo.

Georgia, come sta procedendo la carriera televisiva?

“La mia carriera televisiva sta procedendo benone, sono contenta che ho avuto un’evoluzione dopo tanti anni di aver affiancato Aldo Biscardi. Ho avuto la promozione, la conduzione di un programma sportivo per la prima volta da sola e poi in alcune circostanze anche affiancata da editorialisti del calibro di Stefano Petrucci e Stefano Pantano e altre persone molto brave e competenti, quindi un format molto dinamico, in evoluzione”.

C’è qualche film o fiction particolare uscito di recente al cinema o in tv in cui ti sarebbe piaciuto recitare?

“Tutti i film di Sergio Castellitto mi intrigano moltissimo, anche quelli di Benigni e quelli di Verdone, quindi sono forse i registi che amo di più, e Almodovar per quanto riguarda i registi stranieri. Un film molto bello di Almodovar in cui mi sarebbe piaciuto recitare è ‘La pelle che abito’ e uno uscito un po’ di tempo fa ‘Lo chiamavano Geeg Robot’; un ruolo in quel film mi avrebbe divertito moltissimo. Fiction direi di no”.

Un regista o un attore straniero con cui ti sarebbe piaciuto lavorare in un suo film?

“Un  regista è Almodovar, e un attore straniero con cui mi sarebbe piaciuto recitare, Al Pacino, il mio attore preferito. Sì direi lui!”.

Nel mondo delle fiction in genere si dice che se una di esse va avanti troppo a lungo nel tempo corra il rischio di rovinarsi, spesso a causa di mancanza di idee, tu come ti poni in questa ideologia, concordi o credi che non dipenda da questo?

“Allora, nel mondo delle fiction sì è vero che se vanno troppo per le lunghe e ci si rischia di annoiare. Però, concordo e non concordo, se ci sono autori bravi e riescono a tenere alta la tensione e creare situazioni nuove il pubblico di fidelizza e quindi fiction come ‘Il Segreto’ o ‘Beautiful’, una ne fanno e cento ne inventano, quindi riescono ad essere bravi e fidelizzare il proprio pubblico. È chiaro che se poi la trama diventa banale e scontata, la fiction per quanto successo abbia  è destinata ad averne sempre meno, lì secondo me se la giocano tutta la bravura degli autori e questo secondo me è essenziale; astuzia, bravura e preparazione di un autore”.

Al momento c’è qualche tuo nuovo progetto in cantiere?

“Diciamo che io sono sempre una fucina di idee, quindi, sì ci sono dei progetti a cui sto lavorando però prima che si concretizzano come di consueto non mi piace parlarne, sempre e comunque saranno in ambito radiofonico e televisivo, quindi comunque voglio rimanere su questo fronte che sono i miei grandi amori e comunque rimango su questo insomma”.


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