01/26/2022
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Manuela Villa: “Oltre la musica, la scrittura è una mia esigenza personale”

di Silvia Giansanti –

La figlia del Reuccio ha approfittato del periodo di chiusure a causa della pandemia per scrivere il suo ultimo libro “L’Alimentatore”. Si tratta di una storia particolare.

Manuela oltre ad essere la gentilezza in persona, è un vulcano di idee. Il suo essere artista traspare in ogni cosa che pensa e che crea. E’ venuta al mondo in un’epoca di valori, il suo modo di vivere contrasta con quello che deriva da tanti artisti di oggi dell’ultimo minuto. Sacrificio ed impegno, due elementi fondamentali per la riuscita, calcando le orme del suo famoso papà Claudio Villa, ancora oggi un simbolo della nostra musica. Scrittura, concerti, teatro e l’impegno per suo figlio, riempiono le sue giornate.
Manuela hai ereditato l’amore per la musica in famiglia. E quello per la scrittura?
“Ho scoperto questa mia esigenza personale da quando ero ragazzina, ho avuto sempre l’abitudine di annotare tutto ciò che mi accadeva nei minimi particolari. Da sempre desideravo scrivere un libro autobiografico e così è stato. Poi ne è arrivato un secondo e adesso il terzo. Sono cose che prendono piede perché ti fanno bene all’anima”.
Attraverso la scrittura hai superato la scomparsa del tuo amato papà?
“Si dice che la scrittura sia terapeutica. Non guarisci mai da queste cose, ma aiuta a esternare il dolore e ad imprimerlo sulle pagine di un libro. E’ una forma di reazione che fa bene”.
Parliamo del tuo ultimo libro “L’Alimentatore”.
“Si tratta di una storia molto complessa nel senso che già da parecchi anni avevo l’intenzione di scrivere un libro su questo argomento. Non solo è frutto di esperienze ma deriva da ciò che ascolto e vedo. La problematica non è soltanto una cosa relegata al fatto di mangiare troppo perché ti piace mangiare, oppure poco per non ingrassare. E’ molto riduttivo e uno non è quello che mangia. Voglio imporre un altro pensiero che secondo me è molto giusto. Noi siamo quello che ci sentiamo. Mi spiego meglio; a volte mi sono ritrovata a mangiare in maniera compulsiva senza avere fame, perché magari in quel momento lo stato d’animo era tale da portarmi a divorare qualsiasi cosa. Succede anche il contrario. Questo si può tirare fuori attraverso una storia”.
Quale in questo caso?
“Il libro parla di una dipendenza tra due persone che tramite al cibo arrivano all’esasperazione, ma fondamentalmente questo parte da problemi di fondo non risolti fin dall’infanzia. Questo è il nocciolo della situazione, si rischia di portarsi dietro dei buchi neri e se s’innesca insieme ad un’altra persona un meccanismo dove è difficile tornare indietro, succede quello che è nel libro”.
Hai un’estate fitta di impegni?
“Sì, a parte la promozione del libro, sono in tour per alcuni concerti e in teatro con Pingitore con la commedia ‘Se la panchina parlasse’. Era ora dopo l’interruzione a causa della pandemia”.
Come hai vissuto il lockdown?
“Ho scritto il mio ultimo libro. Ho fatto qualcosa da casa che comunque mi ha fatto svolgere il mio lavoro. Mi sono espressa in questa maniera. Colgo l’occasione per ringraziare l’Armando Curcio Editore che crede in me e Alessandro Cecchi Paone per aver curato la prefazione del libro”.
Sei un tipo iperattivo.
“Sì, non mi annoio mai. Con la mente mi piacerebbe fare tante cose, ma praticamente a volte si deve dare priorità ad altro”.
Quanto conta per te il sacrificio?
“Il sacrificio è alla base di tutto. Raccogliere i frutti dopo averlo fatto è una soddisfazione. Sono nata in un momento in cui sono cresciuta con la mentalità di costruire qualcosa e godere i risultati quando arrivano”.
A quale canzone di tuo padre sei più legata?
“ Da lui mi piace sentir cantare ‘Una casa in cima al mondo’”.
Hai avuto con lui un rapporto molto particolare. C’è qualcosa che ricordi?
“E’ tutto nella mia mente, Quando si desidera fortemente una persona, l’immaginazione si scatena. Tante cose non si sono potute concretizzare e allora sono rimaste nella mia fantasia, come quella di duettare insieme. Solo la tecnologia mi ha aiutata”.
Come hai appreso la notizia della sua scomparsa?
“Mi trovavo a cantare in un locale. La notizia era stata appena data al Festival di Sanremo e così la voce si è rapidamente diffusa. All’inizio credevo e speravo in una bufala”.
A proposito di musica, cosa ascolti?
“Di tutto, ma prediligo pezzi rock sinfonici”.
Quali personaggi della musica ami?
“Aretha Franklin e Barbra Streisand sono i miei punti di riferimento”.
Vogliamo ricordare l’immensa Raffaella Carrà?
“Ho avuto l’occasione di lavorare con lei. Tutto era, meno che la diva che si pensava. Molti dovrebbero prenderla come esempio nel mondo dello spettacolo. Era una persone umile e semplice, non come tanti che magari per una partecipazione in tv si montano la testa. Mi sono trovata di recente dietro le quinte a che fare con un’ignoranza spaventosa. Mi fanno tenerezza e pena, il giorno che avranno un momento di decadenza fisiologica, per loro sarà la fine, visto che non hanno una solida gavetta alle spalle”.
Cosa ti fa più piacere sentire dire sul conto di tuo padre a distanza di anni?
“Le cose più belle le sento dire dal pubblico che mi racconta aneddoti e ogni volta è come mettere un tassello in più alla conoscenza che ho fatto”.

CHI E’ MANUELA VILLA

Manuela Villa è nata a Roma il 7 febbraio del 1966 sotto il segno dell’Acquario con ascendente Acquario. Ha il senso della giustizia, si definisce leale, sognatrice e onesta. Ha molti hobby che ha trasformato nella sua attività, visto che è nato tutto per gioco. Ama mangiare le linguine allo scoglio e tifa per la Roma. Le piacerebbe vivere a a Toronto. Il 2007 è stato l’anno fortunato della sua vita. Possiede cinque cani e due tartarughe di terra. Ha un bambino ed è felicemente single. Il suo debutto è avvenuto nel 1990 durante la trasmissione “Piacere Rai Uno”, dove ha interpretato due canzoni di suo papà. Da lì è scaturita una serie di ospitate televisive e l’inizio della collaborazione con Oreste Lionello e Pippo Franco. Nel 1994 ha partecipato al Festival di Sanremo con il gruppo Squadra Italia. Ha realizzato anche due speciali insieme a Paolo Limiti dedicati a suo padre. Ha anche cantato numerose sigle di cartoni animati e telefilm e ha doppiato parti canore del personaggio di Pocahontas. Nel 2002 è entrata nel cast di Casa Rai Uno con Massimo Giletti. Tra le sue esperienze, ricordiamo anche la pubblicazione dei suoi tre libri. Nel 2007 ha partecipato alla quinta edizione de “L’isola dei famosi”. Intensa è stata anche la sua attività discografica. Nel 2010 è stata in scena in “Via Crucis-Opera Musical” per la regia di Claudio Insegno, per tornare in teatro l’anno successivo in “Taormina 5 stelle vista mare”. Nel 2012 ha debuttato nella nuova commedia “Il Gallo”. Nel 2013 ha festeggiato al Teatro Sistina i suoi primi 25 anni di musica con un concerto “Ascoltami Tour”. Nel 2015 è stata nel cast della commedia “Buon Compleanno” di Pingitore per poi tornare a teatro nel 2017 con “Per un pugno di sgay”. E non dimentichiamo“Gran Follia” con Pamela Prati. Ha fatto anche lo spettacolo “Roma!”. Ha continuato a lavorare con la compagnia del Bagaglino. Nel 2019 ha pubblicato il suo cd di Natale “E’ Natale” e ha preso parte allo spettacolo “La Presidente” con Valeria Marini. Nel 2020 e oggi nel lavoro teatrale “Se la panchina parlasse”. E’ uscito il suo ultimo libro “L’Alimentatore”.

© Foto di Gianfranco Chirichilli

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