Michele Riondino: “Cantando Battisti ho superato i miei limiti”


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Dopo il successo ottenuto con il giovane Montalbano, Michele Riondino ne ha fatta di strada. E nel film “Un’avventura”, uscito qualche mese fa, ha dato grande prova di abilità cimentandosi nel ballo e nel canto.

di Giulia Bertollini

Una sfida stimolante e impegnativa che lo ha costretto ad affrontare lunghe ore di prove e di studio come ci ha confessato in questa divertente chiacchierata. Perché Michele oltre ad essere un attore versatile e carismatico sa rapire con il suo sorriso e il piglio di chi sa cosa vuole nella vita. Lo abbiamo incontrato al termine della conferenza stampa di presentazione del film per farci raccontare qualcosa in più sul progetto che lo ha visto protagonista e sulla sua passione per la musica.

Michele, sono passati dieci anni dal film “Dieci inverni”. E ti abbiamo ritrovato qualche mese fa protagonista in “Un’avventura”. 

“Sono passati dieci anni da un film importante per me e che ricordo piacevolmente. In questa storia ho ritrovato qualcosa di quella narrazione. In più qui c’è però il contributo importante delle canzoni di Mogol e Battisti che raccontano una storia d’amore reale. Una vicenda sentimentale sceneggiata in musica che passa attraverso delusioni e tradimenti senza mai essere sdolcinata”.

Ti vediamo ballare e cantare. Come ti sei preparato ad affrontare questo ruolo?

“E’ stata una sfida divertente e stimolante. Non è stato semplice affrontare la parte coreografica anche se mi sentivo tutelato dalla presenza di Luca Tommasini. Non ho mai voluto smettere di fare le prove anche perché non essendo padrone della materia volevo fare bella figura. Sia per il cantato che per la coreografia la recitazione è stata la vera salvezza. Ho avvertito ansia da prestazione soprattutto perché avevo a che fare con ballerini professionisti”.

Mogol è venuto sul set? Ti ha dato qualche consiglio?

“Non ci siamo mai incrociati sul set perché non è venuto durante le riprese a trovarci. Ha seguito la preparazione dando i suoi consigli in materia di regia. Voleva che le canzoni fossero contestualizzate in maniera precisa e puntuale”.

La canzone di Battisti che più ti rispecchia?

“’Una giornata uggiosa’ è la canzone che mi rispecchia di più. Mi è dispiaciuto invece non cantare nel film ‘Insieme a te sto bene’. Era stato il mio cavallo di battaglia al provino tanto da convincere poi i produttori a scegliermi. Faccio parte di un gruppo rockabilly e, prima dell’audizione, l’ho cantata con la mia band, facendone una versione particolarmente rock. Anche se nel film non c’è perché l’hanno tolta ed è un peccato, mi è rimasta nel cuore, ed è ancora nella scaletta del mio gruppo”.

Cantare sul palco di Sanremo deve essere stata un’emozione incredibile. 

“Cantare ‘Un’avventura’ a Sanremo è stato un dramma indescrivibile più che un’emozione. (ride) Invece, usare il mio lavoro d’attore per interpretare le parole di Battisti è stato molto più semplice, ed è stato più facile che far finta di essere un cantante e buttarsi da un grattacielo. Il musical non è il genere che prediligo, ma ‘Un’avventura’ è stata un’esperienza formativa”.

Quando ti sei avvicinato alla musica?

“La prima volta che ricordo di aver apprezzato la musica è stata un pomeriggio, a casa mia, con mio padre, che si era fatto dare una VHS da mio cugino, su cui c’era il concerto live a Pompei dei Pink Floyd. Ricordo che è stata la prima volta che smisi di fare quello che stavo facendo per concentrarmi su questa musica che veniva fuori dal televisore. E’ il primo ricordo che ho di quando la musica mi ha proprio acchiappato, preso e non mollato più”.

Hai mai tradito?

“No, non mi è mai capitato. Sono un bravo ragazzo”. (ride)


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