02/28/2024
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Silent Bob & Sick Budd: “Habitat cielo”, il ritorno sulla scena urban

di Alessio Certosa –

Dopo lo straordinario successo virale di “Piove ancora”, brano che ha superato oltre 60 milioni di ascolti, “Habitat cielo” è il disco che segna l’atteso ritorno in musica di Silent Bob, una delle migliori penne della nuova scena urban contemporanea. Il disco uscito su etichetta Bullz Records, licenza esclusiva Believe Artist Services, è prodotto interamente da Sick Budd, geniale producer che insieme a Silent Bob ha saputo disegnare un’identità musicale unica ed inconfondibile.Attraverso questo nuovo disco i due artisti tornano così prepotentemente sulla scena musicale urban confermandosi tra le novità più autentiche ed originali, sia per liriche che per le sonorità, nel panorama italiano odierno. 

Ne parliamo in questa intervista con Silent Bob.

Silent Bob & Sick Budd, con il singolo “Bussola” siete tornati protagonisti in musica dopo il successo virale di “piove ancora”, disco che ha superato oltre 60 milioni di ascolti. come è nato il brano e quale messaggio intende lanciare?

“Il brano nasce qualche mese fa e da parte mia il ritornello è stato scritto proprio mentre era lontano dalla città e addirittura dal mio paesino ero immerso nella natura e tra i mille pensieri che mi tartassavano in quel periodo il ritornello venne fuori come una ventata d’aria fresca cioè ero riuscito proprio a trovare subito le parole e il flow mentre camminavo nel giro di pochi minuti. Mi sembrò subito perfetto. Il messaggio che intendo lanciare è quello di farsi forza e di tirare fuori il coraggio per cambiare e di non pensare a chi si lascia dietro. Ci abbiamo lavorato in maniera davvero molto spontanea come il ritornello per me a Budd è venuto subito il beat giusto e la traccia è nata in poco tempo”.

“Bussola” in qualche modo è il singolo apripista che vi ha portato a rafforzare la vostra identità musicale. In che direzione state andando musicalmente?

“Penso che abbiamo finalmente trovato un “sound” che ci appartiene e che ci differenzia in maniera netta rispetto al passato. I testi rimangono per me molto importante ma in questo disco abbiamo voluto dare lo stesso valore anche ai beat e a gli arrangiamenti. Essere riconoscibile anche nel sound è sempre stato un chiodo fisso per me”.

Il vostro nuovo album s’intitola “Habitat cielo”, e già dalla cover è molto significativo. come nasce l’idea del titolo e dell’intero progetto in musica? come hai lavorato al processo creativo di questo nuovo disco? 

“Allora il titolo nasce perché sono sempre stato metereopatico come persona e quando mi sono messo a scrivere le prime cose del disco nuovo ero in un momento di fragilità molto forte ed è come se in base al tipo di tempo che c’era fuori il mio mood cambiasse. Questo disco penso sia stato modellato dal cielo e dalle sue sfumature. Le prime tre canzoni avevano dei riferimenti al cielo tutti diversi ma che appunto si incontravano a livello di tematica. Quindi ho sviluppato il titolo come se il cielo cambiasse il mio modo di pensare e di prendere decisioni come un qualsiasi habitat naturale. Non c’è una o due canzoni che mi rappresentano di più so che sembra banale ma tutto il disco mi rappresenta a pieno ho quasi studiato in modo maniacale la tipologia di tracce che volevo fare quindi una non potrebbe esserci senza l’altra è per me tutto il filone del disco mi rappresenta al cento per cento”.

All’interno del disco che si compone di dodici brani quale anime di Silent Bob troviamo convivere insieme? Tu hai una scrittura molto spontanea ma anche molto riflessiva a tratti nostalgica e che rimanda sempre a delle tematiche che fanno riflettere. pensi che la musica possa essere anche terapeutica in questo senso?

“Sicuramente si divide un po’ in due a livello di sound. Ci sono tracce più aperte e brani che possono risultare più cupi, che è appunto un po’ il mio modo di essere. So che dentro di me ci sono queste due anime che combattono da sempre. Quella del “chi se ne frega stai sereno” e quella più pessimista. Ho scritto questo disco mentre provavo forte ansia con attacchi di panico e cose poco piacevoli. Mettermi a scrivere mi faceva togliere la testa da tutti i pensieri che avevo e quasi mi dava sollievo. Per me la musica deve essere terapeutica poi capisco chi la fa per moda o per far ballare in discoteca e li rispetto ma non è mai stato quello il tipo di roba che mi faceva vibrare. Quando sento qualcuno che parla in maniera forte, diretta e vera allora è lì che mi affeziono a un’artista e questo è appunto l’artista che anche io voglio essere per gli altri”. 

Ormai con Sick Budd siete una coppia di fatto. Siete riusciti a trovare il vostro posto nella musica partendo da zero conquistando sempre maggior pubblico e disegnando un’identità musicale molto particolare ed innovativa, praticamente unica. Dove sta a tuo avviso la forza di questo sodalizio?

“Penso che ci siamo scoperti poco a poco. Come in una relazione diciamo. Non siamo molto espansivi come persone e questo ci ha dato modo di dover dare il massimo per tirare fuori il meglio l’uno dall’altro sia musicalmente che come persone. Ad oggi penso che siamo davvero fratelli più che semplici “colleghi” e questo ci ha dato modo di essere noi stessi anche più di prima”. 

La dimensione live è una delle tue preferite e già lo scorso anno con il tour di “Piove ancora” avevi collezionato molti sold out. Da maggio porterai il nuovo disco in tour con due prime date evento una a Milano e l’altra a Roma. Cosa dovrà aspettarsi il pubblico e che tipo di show stai preparando?

“Sicuramente un coinvolgimento maggiore. Voglio dare il massimo sia io vocalmente sia come impatto visivo e sonoro.  non vedo ora di suonare al Fabrique di Milano e all’Orion di Roma.. Ho in mente delle cose particolari che spero possano affascinare ancora di più chi viene ai live. Penso oltretutto che un live di musica come la mia sia bello anche perché semplice. Insomma non aspettatevi coreografie da venti ballerini o scenografie cinematografiche. Per me è importante che un mio concerto rimanga soprattutto per la forza della musica fatta dal vivo e per l’energia che si crea nel pubblico”.

Crediti fotografici: Bluechips

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