Marco Marchionni

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Un campione che investe nel futuro

L’ala di Juventus, Fiorentina e Parma ci parla dei suoi progetti per lo sport, della sua struttura sportiva e della sua scuola calcio. “L’obiettivo è togliere i ragazzi dalle insidie della strada e magari scovare qualche piccolo campione”, dice 



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Zuccherarte

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I murales di zucchero

La particolare e spettacolare arte di Shelley Miller, una giovane artista canadese che usa prodotti commestibili



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Licia Nunez

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“Fiera di me stessa”

Un passato da fotomodella, una vita molto movimentata e adesso un successo tutto da godere proveniente dalla fiction “Le tre rose di Eva”. Ama le piccole cose, gli animali, sogna in futuro di poter lavorare con Giuseppe Tornatore e ha un costante disperato bisogno d’amore.



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Janet De Nardis

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Emotiva, coerente, ironica

E’ una persona poliedrica come poche. E’ stata annunciatrice di Rai Due, ha fatto parte di una band musicale femminile, ha studiato recitazione, ha lavorato nella moda e nel giornalismo. Ha progetti di teatro e sogna di scrivere un romanzo che abbia un successo mondiale

di Alessandro Cerreoni

Quello dello spettacolo è un mondo difficile e spietato. E se a questo – che non vuole essere il solito luogo comune – aggiungiamo il fatto che la tv di oggi mira a contenuti di basso spessore, per le persone brave e capaci è ancora più complicato trovare il giusto spazio. Ma con la caparbietà e la forza d’animo si possono aprire anche le porte chiuse a più mandate.

In questo marasma fatica anche una ragazza molto preparata, sia professionalmente che culturalmente, come Janet De Nardis. Non è bastata la felice esperienza di annunciatrice Rai, quella che una volta nella tv di ieri veniva chiamata “signorina buonasera”, per spalancarle le porte verso una carriera stabile e a gonfie vele.

Janet è una di quelle ragazze brillanti ma con i piedi ben piantati a terra. Ha studiato e si è laureata in Architettura perché nella vita non si sa mai. Ha iniziato come cantante in una band musicale femminile, Fingerprints, e nel 2003 è entrata nelle case degli italiani come annunciatrice di Rai 2. Ha vissuto importanti esperienze in televisione, nel teatro, nel giornalismo e nella moda.

Janet come ti definisci caratterialmente e che persona ti ritieni di essere?

“A questa domanda dovrebbero rispondere quelli che mi conoscono. (sorride) Posso dire di essere positiva e solare. Una persona che sa apprezzare le cose belle e importanti della vita. Sono emotiva, coerente, disordinata, estroversa. Mi piace molto stare con la gente e condividere la mia intimità con coloro a cui voglio bene. E poi sono consapevole dei miei limiti e convinta che si possa sempre migliorare. Aggiungo, infine, che mi piace molto l’ironia”.

In che modo ti sei avvicinata al mondo dello spettacolo?

“Per caso. Può sembrare la solita frase fatta ma è così. Finito il liceo, ero appena arrivata a Roma per studiare all’Università. Mi proposero di sfilare per una casa di moda e fui notata da una ragazza del management e mi fu proposto di sfilare a Bari e da lì ho cominciato. Contestualmente, un’altra ragazza che faceva il casting con me mi propose di fare un provino per entrare in una nuova band musicale femminile che si stava formando. Questa band si chiamava Fingerprints, formata da cinque ragazze. Fu una bella esperienza e arrivammo a cantare addirittura ai campionati mondiali di calcio in Giappone nel 2002”.

Insomma eravate un po’ le Spice Girl italiane…

“Facevamo delle belle canzoni ed alcuni brani sono stati passati anche nelle radio italiane più importanti”.

E poi che è successo?

“Nel 2003 ci siamo sciolte per problemi con il produttore. E proprio in quel periodo feci il provino per i ‘nuovi volti per la Rai’, lo passai ed entrai come annunciatrice di Rai Due. Fu il provino più lungo della mia vita. Entrai alle 14 ed uscii alle 23. Non volevo farlo ma la mia agenzia in un certo senso mi spinse a farlo”.

Moda, giornalismo, tv, cinema, teatro, musica… Sei una persona poliedrica ma qual è l’ambito che senti più tuo?

“Mi piace la recitazione, che ho scoperto negli anni. Amo molto il teatro. Mi piace scrivere. Adoro la comunicazione. Sono una persona a cui piace spaziare, altrimenti mi annoio. Quando si fa una sola cosa si rischia di morire”.

Hai fatto tante esperienze professionali. Qual è quella a cui sei rimasta più legata e perché?

“Difficile dirlo. Quella della band musicale è stata un’importantissima esperienza di vita. Mi ha insegnato tante cose e a saper condividere tutto in gruppo, anche la più piccola esigenza. Professionalmente mi ha insegnato molto anche l’esperienza di conduttrice di ‘Mattino Italia’. E poi c’è il teatro, che mi ha dato e mi dà la possibilità di confrontarmi sia con la compagnia che con il pubblico”.

Dopo l’esperienza con la band come è stato il tuo rapporto con la musica?

“Due anni feci un brano musicale come solista intitolato ‘Tanto paga papi’. Fu un pezzo ironico ma molto discusso. Era appena uscito lo scandalo di Nomei e non a tutti piacque quell’ironia. La Casa discografica volle presentare la canzone a Sanremo ma fu censurata”.

Da ex annunciatrice Rai e da ex conduttrice, qual è il tuo giudizio della tv di oggi?

“Sono due anni che non ho la televisione…”.

Dunque non paghi il canone.

“No no, lo pago eccome, in quanto ho in casa uno schermo, non collegato all’antenna, con il quale ogni tanto guardo i film in dvd. In Italia si paga il canone tv non per vedere ma per il semplice possesso di uno schermo”.

Eh già… Dicevamo della tv di oggi.

“La televisione è uno strumento utilissimo quando viene utilizzata bene, per comunicare e per trasmettere valori. Negli ultimi anni, però, è stata usata per abbassare il livello culturale della gente. Le cose intelligenti non passano e i giovani autori non hanno spazio, a tutto vantaggio dei ‘soliti’ che devono far lavorare”.

Sei molto impegnata nel sociale, specie riguardo alle tematiche sull’ambiente, attraverso progetti come “Incredibile Enel” e “Green Night”. Ne vogliamo parlare?

“Penso che sia importante per tutti essere attenti al mondo che ci circonda. Bisogna avere un’elevata coscienza sociale cominciando ad evitare gli sprechi. Ad esempio, non dobbiamo lasciare la luce accesa anche se abbiamo un contratto ‘tutto compreso’. Abbiamo fatto un abuso delle risorse della Terra e siamo diventati ricattabili dai Paesi produttori. Al tempo stesso posso dire che oggi la gente sta imparando a risparmiare: compra meno e quindi spreca meno”.

A che punto è la tua carriera?

“E’ in un momento di riflessione. Da trentenne, come tutti i trentenni, mi trovo a riflettere sulla mia vita e sulle difficoltà di fare il salto di qualità, non per navigare nell’oro, ma per i progetti di vita, per la serenità, per la famiglia. Riflessione per capire se questo è un Paese dove vale la pena restare”.

C’è qualcosa che ti manca o ti senti appagata?

“Mi ritengo una persona fortunata che ha avuto tanto. Sono circondata da persone bellissime. Mi mancano la serenità e la consapevolezza se questo è il Paese giusto dove costruire l’altra parte della mia vita”.

Cosa c’è nel tuo futuro immediato?

“Ancora teatro. Sto lavorando ad un progetto di un film e ci dovrebbe essere qualcosa a livello televisivo. Ma finché non inizio non ci credo. Mi è anche capitato la sera di ricevere una telefonata e sentirmi dire che è stata presa un’altra persona al posto mio”.

Hai un sogno?

“Tantissimi. Soprattutto quello di scrivere un romanzo che venda in tutto il mondo e che faccia emozionare”.

Che rapporto hai con l’amore?

“Sono un’eterna sognatrice. Credo molto nell’amore. Credo nell’incontro con una persona con la quale restare insieme fino alla fine dei giorni”.

Ti sei mai interessata di politica?

“L’ho seguita a periodi. Ho avuto momenti di allontanamento e momenti di riavvicinamento. Il fatto è che si cade sempre negli stessi errori e si continua a pensare che sia tutto normale. Ormai la gente sembra essersi abituata alle brutture derivanti dal mondo politico. La politica dovrebbe essere il motore di un Paese per mandarlo avanti. Ma noi non abbiamo i politici…”.

 

 

 

 



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Warhol: Headlines

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A Roma, presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna, una mostra presenta per la prima volta in maniera coerente gli headline works di Andy Warhol, accompagnati da alcuni dei materiali originali che ispirarono l’artista.

di Fabiola Di Giov Angelo

“Warhol: Headlines” la prima grande mostra dedicata al rapporto di Andy Warhol con l’informazione giornalistica. L’artista fu sempre attratto dai titoli dei giornali, che selezionava come fonti per le proprie opere, e proprio da questa sua passione nacquero le Headline Works, le opere-titolo che rielaboravano prime pagine o ritagli stampa. In quanto protagonista della pop art, Andy Warhol prediligeva la stampa popolare e in particolare i tabloid, come il Daily News o il New York Post e quelle notizie che colpivano il grande pubblico: i pettegolezzi sulle celebrità e gli eventi catastrofici. La mostra attraversa tutta la carriera dell’artista in un percorso espositivo che parte con i disegni della metà degli anni cinquanta per proseguire con i dipinti degli anni sessanta con le serigrafie, le stampe, le fotografie e le opere su supporto elettronico, e concludersi con i lavori eseguiti insieme ai celebri graffitisti Michel Basquiat e Keith Haring. L’esposizione, che resta a Roma fino al 9 settembre, è organizzata da lla National Gallery di Washington, insieme con il Warhol Museum di Pittsburgh, il Museum Moderne Kunst di Francoforte e la Galleria nazionale d’arte moderna di Roma. Dopo Washington e Francoforte non poteva mancare la tappa italiana, dal momento che proprio presso la Reggia di Caserta è conservata la più grande delle opere-titolo, il monumentale trittico “Fate presto” che riproduce la prima pagina de Il Mattino di Napoli del 23 novembre 1980, commissionato dal gallerista napoletano Lucio Amelio, in occasione del terremoto dell’Irpinia. Ma il primo vero dipinto da una prima pagina di giornale è datato 1962 e dice “A boy for Meg”, riferendosi al pargolo di Margareth d’Inghilterra annunciato sulla prima pagina del New York Post. In questo tipo di opere la notizia, che non è il fatto, ma la sua eco, la sua traccia, ovvero il titolo, è elevata sul piedistallo dell’arte, mentre i rotocalchi, i quotidiani e le riviste diventano pezzi unici. Warhol con queste sue opere ci ricorda che un fatto, anche se clamoroso, non si traduce in una notizia se non diventa un titolo, cioè se non assume una forma grafica. Anche se meno nota delle Marylin o dei Ketchup Heinz, questa particolare produzione artistica fu decisiva e comunque fondamentale per definire l’arte di Andy Warhol, uno degli artisti più importanti del Ventesimo secolo.

Andy Warhol (Pittsburgh, 6 agosto 1928 – New York, 22 febbraio 1987), è stato un pittore, scultore, regista, produttore cinematografico, direttore della fotografia, attore, sceneggiatore e montatore statunitense, figura predominante del movimento americano della Pop Art.

Informazioni sulla mostra: Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea. Viale delle Belle Arti 131, Roma

Tel. +39 06 32298221 www.gnam.beniculturali.it

 



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Ieri Tom Hooker

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oggi un grande artista-fotografo 

Oggi si presenta con il nome di Thomas Barbey e ieri era conosciuto con il nome di Tom Hooker. Negli anni ’80, faceva il cantante, prestando anche la voce a Den Harrow, e il produttore. Oggi è sposato con Suzanne, vive a Las Vegas ed è un apprezzato artista-fotografo



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Stefano Rava

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“Con il bene e con il male” 

Disponibile in tutti i digital store, il nuovo cd del giovane artista tratta il tema dell’amore, sia fisico che romantico



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Roberto Pedicini

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La voce di Javier Bardem

E’ uno dei doppiatori più noti in Italia. Ha prestato la sua voce a molti attori stranieri. In questa intervista spiega come prima di diventare doppiatore è necessario essere un attore



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Monica Vallero

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Il sogno americano

Da Treviso a New York, la storia e i sogni di una modella e attrice trevigiana



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GP Magazine Agosto 2012



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