05/23/2022
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C’è ma non si vede, storie di malattie invisibili

Invisible Body Disabilities è un progetto di Chiara De Marchi per sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo le malattie invisibili

di Irene Di Liberto

Quando nel 2003 mi diagnosticarono il Morbo di Crohn, la prima domanda che feci ai medici fu: “e cos’è?”. Ci misero almeno due ore a spiegarmi che male subdolo potesse essere. Ma capii solo col tempo che in quelle spiegazioni non era compreso tutto ciò che la malattia mi stava riservando. Oggi, a distanza di 13 anni, sto ancora combattendo contro questo nemico invisibile.  Lo faccio giornalmente e con tutta la forza che ho. Ma credo non basti. Bisogna essere consapevoli delle malattie, conoscerle prima per anticiparle. Adesso quella domanda non me la pongo più perché ho imparato a mie spese la risposta, ma è quella che più sovente mi viene posta quando parlo del Morbo di Crohn. Avrei da sempre voluto mettere su un progetto per far capire a tutti cosa fosse e per connettere tra di loro persone che come me vivono questa situazione.

Uno di questi giorni, gironzolando per il web, mi sono imbattuta in una pagina: Invisible Body Disabilities. Un progetto che raccoglie una serie di storie, pensieri e testimonianze, accompagnate da fotografie artistiche, di persone affette da Morbo di Crohn e Colite Ulcerosa. Ho subito contattato l’ideatrice del progetto, Chiara De Marchi, fotografa, e anche lei affetta dalla mia stessa patologia. Da allora è iniziata una bella collaborazione perché se più persone portano avanti lo stesso obiettivo è più facile raggiungerlo.

Ciao Chiara, innanzitutt