Christian Cocco: “Vivo la vita in modo semplice per trovare la serenità ed essere felice”


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Non ci era mai capitato di realizzare un’ora di intervista se non in rare occasioni. Eppure, con Christian Cocco è stato tutto molto naturale tanto che ci sembrava di stare a chiacchierare con una persona di famiglia. Approdato a “La sai l’ultima”, le barzellette sono state la sua porta di accesso alla nota trasmissione “Striscia la notizia”. E proprio grazie al tg satirico Christian si è fatto conoscere al pubblico televisivo aprendo i suoi servizi con il celebre saluto ajò.

di Giulia Bertollini

Quando gli chiediamo che rapporto abbia instaurato con il pubblico mi viene già da ridere perché conosco la risposta. Non deve essere facile camminare per la strada ed essere travolto dai problemi quotidiani e dalle lamentele. Fortunatamente, l’aver interpretato l’ispettore Pinna nella serie tv Mediaset “L’isola di Pietro”, gli ha permesso di farsi apprezzare in un’altra veste nonostante la recitazione non fosse il suo mestiere. In questa intervista, Christian ci parla un po’ della sua vita professionale e dei suoi nuovi progetti.

Christian, quando è nata la tua passione per il mondo dello spettacolo?

“Fin da bambino, ero proiettato al mondo dello spettacolo. Nasco con la comicità, come cabarettista. Posso dire che la musica è nel mio DNA visto che provengo da una famiglia di artisti. Infatti mio padre suonava la batteria mentre i miei zii facevano parte di un gruppo musicale”.

La tua avventura in Tv è iniziata con “La sai l’ultima”. E quello fu il trampolino di lancio per “Striscia la notizia”. Come andò?

“Ricordo che un giorno mentre guardavo la tv passò su Canale 5 la seguente scritta: Vuoi partecipare al programma ‘La sai l’ultima?’ come barzellettiere e rappresentare la tua Regione? Devo dire però, che all’inizio non ero molto convinto. Feci il provino a Roma e venni selezionato. E’ stata un’esperienza importante che mi ha permesso di approdare poi a ‘Striscia la Notizia’. Infatti fu proprio l’autore Giovanni Trevisan a propormi come inviato per il tg satirico. In quel caso, accettai subito senza pensarci due volte”. (ride)

In questi 18 anni di militanza a “Striscia” hai realizzato dei servizi di denuncia molto importanti. Qual è stato il momento in cui hai avuto davvero paura e magari hai anche temuto per la tua incolumità?

“Fortunatamente, a differenza di altri miei colleghi, non mi sono mai trovato in situazioni difficili che potessero attentare alla mia vita. Solo una volta ho avuto paura ed ero all’inizio della mia carriera da inviato. Mi stavo occupando di un caso di ricariche telefoniche contraffatte. Ebbene, fui minacciato per telefono. Li per lì rimasi scosso poi però riuscii a superare lo spavento. Io e i miei colleghi ci mettiamo la faccia mostrando le lacune di ciò che accade in Italia. E’ normale poi che a prendere i provvedimenti relativi ci debba pensare chi di dovere”.

La parola “ajò” è diventata un tormentone. Come mai hai deciso di usarla in apertura dei servizi?

“L’ajò nasce perché Giovanni Trevisan voleva che aprissi il mio servizio con una parola o una frase che mi distinguesse dagli altri. Ci tengo a precisare che io non ho mai utilizzato l’ajò come un saluto, ma l’ho utilizzato sempre come un’apertura di un servizio riprendendo una delle espressioni tipiche sarde. Poi noi sardi, la parola ‘ajò’ non la usiamo solo per dire ‘andiamo’, anche perché questa parola racchiude tanti significati. L’abbinamento del costume, insieme a questo richiamo, piacque così tanto che Striscia impose un costume e un saluto di richiamo anche per tutti gli altri inviati. Ho fatto da apripista insomma”. (ride)

Sei stato protagonista anche della serie tv “L’isola di Pietro”. In che modo ti sei approcciato al mondo della recitazione?

“E’ stata un’esperienza umana e professionale molto importante in cui ho smesso gli abiti da comico per indossare quelli di attore. Sono stato felice che il mio lavoro sia stato apprezzato non solo dal pubblico ma anche dagli addetti ai lavori. Evidentemente, non pensavano fossi così bravo. (ride) Interpretare l’ispettore Pinna mi ha permesso di farmi conoscere al pubblico in una veste diversa ed infatti è cambiato anche il mio rapporto con la gente. Non nego che ogni volta che giro l’Italia le persone mi avvicinano per raccontarmi dei loro problemi. Sono diventato un po’ uno psicologo. Questo ruolo mi ha permesso di farmi conoscere per quello che sono e ora quando la gente mi ferma mi fa i complimenti”.

Com’è stato lavorare con Gianni Morandi?

“Gianni è un artista ma soprattutto una persona incredibilmente umana. E ha un valore importante che lo distingue rispetto agli altri perché sa ascoltare. Ricordo ancora con piacere le nostre pause “mangerecce” mentre eravamo impegnati nelle riprese e le nostre passeggiate. E poi ti racconto un aneddoto divertente. Un giorno giriamo assieme un video. Come ben saprai, Gianni è il re dei social. Siccome durante la giornata mi ero dimenticato di caricarlo su Facebook, mi ha chiamato alle 22.30 per sapere perché non lo avessi ancora condiviso. Sono scoppiato a ridere. Prima di conoscerlo pensavo che fosse qualcun altro a gestire il suo profilo personale e invece quando poi ho scoperto che ad occuparsene era proprio lui in persona sono rimasto sconvolto. (ride) E’ un mito”.

Non solo attore e inviato ma anche scrittore. Infatti è da poco uscito il tuo libro “semplicità-felicità”. Ce ne parli? Qual è secondo te il segreto per essere felici?

“Nel mio libro non ci sono delle perle di saggezza, perché io non sono né uno scrittore né un filosofo, ma sono un umile operaio dello spettacolo che attraverso la mia esperienza, più che altro di vita umana, ho voluto mettere a disposizione i miei pensieri scritti in dei fogli di carta e buttarli poi in questo libro. Non pretendo di insegnare nulla a nessuno. E’ un diario di bordo della mia vita in cui ho raccolto delle riflessioni. Secondo me il segreto della felicità è nelle piccole cose. Cerco di vivere la vita in modo semplice, circondato dalle persone che mi vogliono bene”.

E’ vero che hai sofferto di attacchi di panico? 

“Sì è vero. Durante le riprese di un servizio per ‘Striscia la notizia’ mi sono accasciato a terra e ho perso i sensi. Ho temuto il peggio perché una parte del corpo la sentivo bloccata. Ho avuto un attacco di panico. In quell’occasione i medici mi esortarono a non trascurarmi. Infatti, le mie analisi avevano parametri fuori dalla norma. Stavo rischiando ben altro rispetto a un attacco di panico. Mi hanno dimesso e la mia vita, per la paura, è cambiata. Ho cambiato stile di vita, sono dimagrito 30 chili e sono più sereno”.

Prossimi progetti?

“Assieme alla mia manager Deborah Scalzo gireremo un film tratto da un suo romanzo. E stiamo progettando insieme una Accademia per lo Spettacolo in Sardegna. A maggio poi partirò in tournée nei teatri con lo spettacolo ‘Quello che le donne… dicono’”.


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