04/12/2024
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Dario Ballantini: Poliedrico, incredibile e geniale

di Silvia Giansanti –

Uno spettacolo teatrale in vista per celebrare i suoi quarant’anni di imitazioni e che imitazioni! “Voglio la copia identica su cui innestare la mia ironia”. I personaggi di Dario Ballantini sono stati scambiati più volte per quelli originali. Una bella soddisfazione per l’artista livornese

Contribuisce da trent’anni a rendere un programma noto come “Striscia la Notizia” super divertente. Simpatico, astuto e interessante con quell’accento tipico toscano, Dario Ballantini è molto amato dal pubblico proprio per quella sua abilità a trasformarsi imitando i personaggi famosi. Nativo di Livorno, ha conosciuto il successo tramite il personaggio di Valentino. Ha mosso i primi passi verso i diciotto anni. La sua è stata una lunga gavetta tra serate nei night club e cabaret. Nella sua famiglia il nonno gli ha trasmesso la passione per il teatro e il padre per la pittura. Da sempre la sua inclinazione è stata artistica. Come dire, o ce l’hai dentro o non ce l’hai.

Chi era Dario Ballantini prima di conoscere il successo?

“Il successo è arrivato nel 1998 con il personaggio di Valentino. Ho fatto ben sedici anni di gavetta. Sono nato a Livorno e nel mio passato c’è stata la scuola d’arte e vari spettacoli di cabaret, inizialmente nel 1983 con un un duo, per poi proseguire da solo con spettacoli di trasformismo e imitazioni. Ho avuto varie vicissitudini fino ad arrivare a vincere un concorso televisivo dove c’era Antonio Ricci in giuria. Non mi prese subito a ‘Striscia la Notizia’, ma più avanti nel 1994 dove feci imitazioni che non ebbero però il riscontro sperato. Imitai un primo Ignazio La Russa, Dario Fo e Paola Borboni, che però in pochi notarono. Invece il successo esplose con Valentino. All’epoca avevo trentacinque anni”.

Perché ebbe successo?

“Perché fu un’imitazione fatta all’esterno tipo telefilm in strada, ancora prima delle ‘Iene’ e di altri programmi eseguiti appunto fuori. Quindi ad Antonio Ricci venne in mente di portare all’esterno tutto il mio repertorio e la cosa funzionò alla grande. Feci così in seguito Gianni Morandi, Gino Paoli, Vasco Rossi , fino ad arrivare a quelli attuali”.

Quanti ne possiamo contare?

“Siamo sui settanta, ma anche qualcosa in più”.

Hai imitato i personaggi più disparati. Ecco, c’è stato qualcuno che non ha gradito e magari ha sollevato un polverone creandoti indirettamente dei problemi?

“Ricordo che quando interpretai Re Vittorio Emanuele insieme ad Alvaro Vitali nei panni della moglie, arrivò una specie di diffida al programma. Anche alcuni politici non hanno amato essere messi alla berlina. In generale i personaggi comunque preferiscono stare al gioco per evitare le brutte figure. Come dire, purché se ne parli in tv”.

Qual è il segreto per le imitazioni riuscite?

“Sono per l’imitazione naturale con il mio stile che viene dall’amore per Alighiero Noschese e che va anche oltre. Raggiungo la soddisfazione quando mi scambiano per quello vero. Ci vuole molto spirito di osservazione nel notare i difetti. Sapessi quante volte vicino a Montecitorio mi hanno scambiato con Ignazio La Russa e non solo. Anche con il Papa, con Gianni Morandi, con Vasco Rossi, con Gino Paoli e altri. La mia mira è essere identico in tutto e per tutto. Devo riuscire ad entrare anche nella mente del personaggio. Sono per il mio annullamento totale e l’apparizione del doppio. Non è facile, non sono tutti truccabili, ma ho la fortuna di avere uno spettro ampio di imitazioni da poter effettuare, comprese alcune donne. Voglio la copia identica su cui innestare la mia ironia”.

Anche la pittura fa parte della tua vita artistica. Parliamone.

“Ha avuto tutto un altro percorso, in quanto è nata dal liceo artistico che ho frequentato. Ho svolto anche il mestiere di pittore e nel 1986 ho esposto i miei lavori. Ho uno stile nordico. Ce n’è stata una importante sui venticinque anni di attività a Milano e un’antologica dei quarant’anni di pittura al Museo de I Bottini dell’Olio di Livorno. Lo scorso anno ho esposto presso La Nuvola di Roma e ancora a Casale Monferrato e a Piacenza. In previsione ci saranno altre esposizioni interessanti”.

Ti sarebbe piaciuto esercitare spettacolo in qualche Paese estero?

“No, l’Italia è la culla dell’arte. E’ qui che ho visto il successo del grande imitatore Alighiero Noschese quando ero bambino. Abbiamo una tradizione eccezionale anche a livello di pittura e di teatro”.

Come sei nel privato e nella vita di tutti i giorni? 

“Vivo in tre città, Livorno, Milano e Roma. Ho tre figli avuti da due ex. Ultimamente mi sono sposato a cinquantanove anni con una mia coetanea. Non mi considero una persona mondana”.

Cosa c’è nel calderone riguardo ai tuoi futuri impegni?

“Dal primo al tre marzo del prossimo anno sarò al Teatro di Rifredi a Firenze per il nuovo spettacolo sui quarant’anni di imitazioni”.

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