10/26/2020
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Federica Nardon: La bravissima scrittrice cala il suo tris

di Paolo Paolacci

Federica Nardon è tornata in libreria  con la terza pubblicazione “Il vuoto dell’uovo” (Linea edizioni,  pagg 210) confermando la sua attualità narrativa e mantenendo sempre le radici per un  vivere in modo più umano.

Federica e sono tre se non sbaglio, quali gli altri due?

“Corretto! ‘Il Vuoto dell’uovo’ è il terzo libro. L’anno scorso, invece è uscito ‘Lo scricchiolio del Legno’, il seguito di ‘Binario6’”.

Com’è nato “Il vuoto dell’uovo” e perché questo titolo?

“Tutti noi siamo a contatto con il nostro vuoto interiore, c’è chi ne è consapevole e chi no ma tutti lo possediamo ed è quello che ‘muove’ le nostre vite o, in questo caso, quelle dei protagonisti di questa storia. Mi sono spesso interrogata su cosa ci spinge a compiere certe azioni, sbagli o mosse e proprio mentre scrivevo questo libro mi è accaduta una cosa particolare: ho scartato un uovo di Pasqua e l’ho misteriosamente trovato vuoto. Inutile dirti che il titolo mi è piombato addosso”.

Chi sono i protagonisti e dove stiamo andando come società social secondo quello che scrivi?

“I protagonisti sono una scrittrice veneziana di nome Mia che s’imbatte per ragioni lavorative in un bizzarro vicedirettore marketing di una Ciocolibreria. I due sono simboleggiati come due uova che cercano di rompersi il guscio a vicenda per dare una sbirciata… ecco che tra i due inizia una vera e propria partita dove Mia gioca le sue carte, Alex bara, e gli amici di lei mescolano il mazzo mentre il destino li conduce a porsi una domanda: ma l’amore è veramente quello che serve a riempire un vuoto? Il mondo che traspare dai miei romanzi è proprio lo specchio della società social che viviamo ma cerco sempre di far emergere proprio quello che i social ci hanno tolto: il soliloquio dell’anima. Abbiamo troppi mezzi per comunicare che finiamo per non dire quello che veramente conta, non sappiamo più stare soli con noi stessi e anche quando ne abbiamo l’opportunità abbiamo bisogno di un sottofondo musicale, una pagina di qualche social aperta sul telefonino, un programma televisivo che riempia il silenzio… Insomma credo che il digital detox non sia proprio una cattiva idea!”.

Quanto dobbiamo ancora fare invece per l’amore: per esempio i protagonisti del tuo romanzo.

“È così difficile rispondere a questa domanda perché istintivamente vorrei dirti che dovremmo proprio non fare perché il fare è antitetico all’essere e non ci permette di ascoltarci. Mia per conquistare Alex se ne inventa una dopo l’altra ma il messaggio che lancia è proprio quello di cercare di capire se quest’uomo sta riempiendo un suo bisogno o se ne è veramente innamorata. In poche parole forse dovremmo tutti smettere di chiedere all’amore di salvarci dalle nostre paure, dai dolori, da noi stessi e sì dalla solitudine”.

Cos’è scrivere per te?

“È mettere ordine, inventare un’altra realtà quando la mia non basta più, è esprimere un disagio per capirlo, analizzarlo… è un desiderio che trova una via”. 

Come immagini i tuoi lettori/lettrici?

“Connessi con me”. 

Dove invece cominceresti per le prospettive di un mondo migliore?

“Dai valori che ci hanno trasmetto i nostri genitori e nonni. Credo sia l’unica vera eredità che abbiamo e che dobbiamo preservare e a nostra volta trasmettere”. 

La cultura sembra ridotta ad un problema invece di essere una soluzione. Perché? 

“Un tempo i greci ritenevano impossibile separare l’anima di ogni singolo individuo dalla società e non c’è nulla di più vero. L’errore, ma questa è solo una mia opinione, risiede proprio nel progresso che crea una vera frattura tra il singolo individuo con tutto il suo bagaglio culturale e la rapidissima società moderna. Con questo non voglio dire che bisognerebbe abolire la tecnologia dalle scuole ma nemmeno far scomparire i libri, la letteratura, la cultura, appunto. I libri possono veramente essere la nostra terapia”.

Hai già in mente i nuovi protagonisti del prossimo libro?

“Sì… ci sarebbe già qualcosa ma scaramanticamente non dico nulla”. 

Dove ti si può seguire sui social?

“Ho una pagina Facebook, Instagram e Twitter giusto per rimanere al passo con i tempi”.

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