Kutso: Dai Castelli Romani a Sanremo con successo


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Sono un gruppo nato nel 2006 nei Castelli Romani ed in breve tempo sono arrivati al concertone del primo maggio a Roma e ad aprire i concerti di Caparezza negli Usa. Loro sono i Kutso: Matteo Gabbianelli alla voce, Donatello Giorgi alla chitarra, Luca Amendola al basso e Simone Bravi alla batteria.

di Marina Marini

Reduci da Sanremo, dove sono arrivati secondi tra le nuove proposte, per molti sono loro i veri vincitori della manifestazione, proponendo uno stile unico ed anticonformista. Matteo Gabbianelli, cantante del gruppo, risponde alla nostra intervista.

Sta per partire il tour “musica per persone sensibili”. Come mai avete scelto un nome così particolare per il vostro album?

“Noi proponiamo musica da un altro punto di vista. Ci permettiamo di proporre cose divertenti, piacevoli e inopportune. E’ il nostro stile. Proponiamo un mix di energia a 360 gradi”.

Com’è nata l’idea del genere “teatro-canzone”?

“Non è stato nulla di studiato a tavolino. Noi saliamo sul palco con l’idea di fare ciò che ci pare senza l’intenzione di fare una musica teatrale. Il risultato di uno spettacolo sia uditivo che visivo è del tutto spontaneo. Potremmo definire il nostro genere come “fare musica come ci pare”, unendo Michael Jackson ai Beatles, a Totò o al filosofo Nietzsche”.

Cosa vi ha portato l’esperienza sanremese?

“Da Sanremo abbiamo portato con noi la consapevolezza di stare facendo bene. Agli inizi della nostra carriera nel 2006 ci dicevano che il nostro nome non andava bene, che fosse troppo provocatorio, strano, e che non saremmo potuti andare in radio. Siamo un gruppo di ragazzi che suonano insieme da tantissimi anni come realtà nazionale, Sanremo è stato un bel giro di boa. Sostanzialmente adesso ci sentiamo un po’ più arroganti di prima, ci siamo tolti delle soddisfazioni. Siamo un gruppo indipendente un po’ più noto rispetto a prima e abbiamo constatato che questo ci ha dato più rispetto da parte degli altri e senza dubbio più richiesta”.

Avete qualche rimpianto per la vittoria sfumata? In molti ritengono che siate stati voi i veri trionfatori.

“Noi non eravamo andati al Festival per vincere, pensavamo piuttosto che fosse un’utile occasione per divulgare il nostro progetto musicale con uno spettacolo d’impatto. Non riteniamo di essere stati sconfitti, anzi, per noi è stata una grande vittoria arrivare fino alla fine e riscontrare gli apprezzamenti del pubblico e di chi ci ha televotato da casa”.

Ripetereste l’esperienza del palco dell’Ariston con la categoria “big”?

“Ce lo auguriamo. Sarebbe bellissimo per noi esibirci nuovamente al Festival tra i “big””.

Perché bisognerebbe comprare il disco dei Kutso?

“Perché siamo l’unica vera novità del panorama musicale in Italia. Non siamo un’anticaglia. L’ho già detto che ci sentiamo più arroganti”? (ride).

Qual è il tuo brano preferito all’interno dell’album?

“La mia canzone preferita è “spray nasale”! Mi piace sia il testo che la melodia”.

Quali sono i vostri progetti attuali?

“Stiamo lavorando intorno al disco. Partiremo subito con il tour che ci porterà in giro per l’Italia e subito inizieremo a lavorare al prossimo album”.


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