09/23/2021
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Sabino Lenoci: “Sono un malato terminale del teatro e della musica”

di Antonio Desiderio –

Giornalista e critico musicale, è direttore della prestigiosa rivista L’Opera e direttore artistico del Teatro Arcimboldi di Milano.

Parliamo al nostro pubblico facendoti conoscere un po’ di più. Partiamo dalla tua infanzia e di come ti sei avvicinato al mondo lirico.
“Mio padre suonava il clarinetto in orchestra e mi portava con sé in teatro! Fin da piccolo ho potuto apprezzare il meraviglioso mondo del teatro e della musica”.
Quando hai capito che il mondo della lirica avrebbe fatto parte della tua vita e perché?
“Finiti gli studi in Puglia, sono nato a Canosa di Puglia in provincia di Bari, sono arrivato a Milano con l’intenzione di continuare gli studi a indirizzo musicale e nello stesso tempo sono stato assunto in una Casa Editrice; ho progettato due riviste di arredamento e tessuti d’arredamento e di conseguenza ho organizzato un Salone del Tessile alla Fiera di Milano che ha riscosso un grandissimo successo. Da lì ho capito che la mia passione del Teatro e dell’Editoria potevano convivere. A fianco al mio lavoro di coordinatore editoriale ho frequentato attivamente il Teatro in primis con il Teatro dell’Elfo un’importante realtà teatrale di prosa a Milano, poi sono passato alla Musica e all’Opera e alla Danza in quanto amico di Carla Fracci e Luciana Savignano, frequentando il Teatro d’opera sono entrato nella sfera amicale dei grandi divi del Belcanto”.
Sei Direttore di una delle riviste più autorevoli del settore, “L’Opera”. Come è cambiata la comunicazione oggi e come si approccia ad essa?
“Negli anni della mia assidua frequentazione alla Scala e l’amicizia con i grandi dell’opera ho pensato che mancasse un periodico dedicato esclusivamente agli appassionati d’opera, vi erano molte riviste di musica ma generiche; venendo da una formazione di giornali specializzati ho ideato un mensile che informasse gli appassionati a 360 gradi. La rivista si occupa del mondo lirico internazionale con recensioni, interviste e articoli storici, una necessità per chi si interessa al mondo dell’opera. La rivista da ben 35 anni continua ad uscire cartacea, nonostante l’era digitale che ha visto la nascita di tanti blog e riviste on line. Certo la comunicazione ha avuto un mezzo straordinario ed efficace come l’internet ma penso da vecchio cultore della carta stampata che sfogliare una rivista sia sempre un grande piacere”.
Tra i tuoi tanti incarichi, sei stato nominato Direttore Artistico per la sezione Lirica del Teatro Arcimboldi di Milano. Come stai operando con questo importante ruolo e vedremo in programma?
“Durante la pandemia un mio carissimo amico, Gianmario Longoni, notissimo operatore teatrale di altro genere e amante della Classica e Lirica, mi ha chiamato al suo fianco al Teatro degli Arcimboldi. Sono stato molto felice di affiancare alle molteplici mie attività anche la Direzione Artistica di un Teatro che è stato costruito per la Scala, di cui sono collaboratore per la serie di conferenze dedicate alle ‘grandi voci della Scala’ che continua con grande successo da ben sei anni, e ho fatto in modo di far tornare gli Arcimboldi al secondo palcoscenico della Scala, avremo così il Corpo di Ballo della Scala e molte altre attivita collegate al famoso teatro internazionale. Ho preparato due anni di cartellone con spettacoli d’opera, concerti, rassegne barocche, operetta, in collaborazione con Enti Lirici come il Teatro Carlo Felice di Genova fra i tanti. Penso che un Teatro importante come gli Arcimboldi debba avere una articolata programmazione a 360 gradi per cui accanto a Recital di musica leggera e rock, spettacoli teatrali di prosa e musical, ci deve stare la possibilità di proporre al pubblico tutte le arti dello spettcacolo. Una simpatica rassegna, che ho sperimentato anni fa al Teatro Manzoni di Milano, sono gli Aperitivi in Musica alla domenica mattina; concerti sinfonici e lirici di un’ora nel Foyer del Teatro seguiti da un aperitivo con gli artisti. La vicinanza, poi, della Università Bicocca di Milano ha fatto sì che il Teatro collaborasse con gli studenti che possono vivere il Teatro nelle sue più svariate forme”.
Hai da poco concluso l’ultima edizione del Premio “Etta e Paolo Limiti”, di cui sei anche qui Direttore Artistico. Sei stato un grande amico di Paolo Limiti, storico presentatore, uomo di cultura e sopratutto musicologo della tv italiana. Parlaci del tuo rapporto con lui e come nasce questa importante kermesse.
“Il mio lavoro negli anni mi ha portato a lavorare anche in televisione, in particolare con Pippo Baudo con cui ho realizzato parecchi eventi lirici di successo su Rai1 e con Paolo Limiti, grande appassionato di lirica che mi ha chiesto di fare qualcosa per aiutare i giovani talenti, visto che da anni io mi occupo di scoprire e formare giovani artisti internazionali con vari concorsi sia in Italia che all’estero (Sao Paulo, New York, Lima tra i tanti). Nasce così il ‘Premio Etta Limiti’ dedicata alla madre grande pianista classica, poi con la scomparsa prematura di Paolo ho aggiunto il suo nome al Premio, che ha grande seguito da tutto il mondo, in considerazione che la Rai, in passato, e ora Sky Classica trasmette in tutto il mondo la finalissima. Nonostante la pandemia quest’anno la manifestazione ha avuto grande successo con 110 giovani cantanti provenienti da tutto il mondo”.
Tanti sono i nomi con cui hai collaborato nella tua vita. Quale esperienza lascia ogni artista in te?
“Sì sono stato fortunatissimo, nella mia vita ho avuto al mio fianco grandi intellettuali, attori, cantanti, personaggi di spicc del mondo dell’Editoria come la Trevis Publishing di New York che mi ha dato la possibilità di realizzare parecchi libri in inglese dedicati ai grandi direttori internazionali. Chiaramente ognuno di loro lascia in me una grande gioia e soddisfazione perchè grazie a loro riesco a esaudire la passione del teatro e della musica”.
I tuoi prossimi impegni?
“Continua la dedizione alla mia rivista e alla Direzione Artistica degli Arcimboldi e sto valutando le tantissime offerte di Festival, specialmente in Brasile che frequento per lavoro da ben quarantasei anni”.
Se dovessi definirti con un aggettivo, come ti definiresti e perché?
“Sono un malato terminale del teatro e della musica! E’ la mia vita non saprei fare altro. E’ una necessità a cui non posso per nessun motivo rinunciare”.

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