10/31/2020
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Savi Galdi: “Ringrazio mia nonna per avermi trasmesso la passione per la musica”

di Giulia Bertollini

Una passione quella per la musica trasmessa dalla nonna che sin da giovane si dilettava a cantare. Ma si sa la musica è un’arte che come tale non sempre consente di portare il pane a casa. Eppure nonostante il parere contrario della sua famiglia, Savi Galdi ha voluto proseguire la sua strada e coronare il sogno di affermarsi nel mondo della musica.
Sta cercando di farlo senza aiuti procedendo con le sue gambe. Proprio il suo singolo “Anime a metà” rappresenta il trionfo di questa indipendenza artistica considerando che è proprio lui ad essere autore del testo e della musica. Un brano intenso in cui Savi parla di due anime che si incontrato, che si amano ma che in questo conflitto non riescono a tendere alla felicità. In questa intervista, Savi ci parla di questo brano raccontandoci qualcosa in più sulla sua esperienza ad “Amici”.
Savi, è da poco uscito il tuo singolo “Anime a metà”. Cosa ti ha ispirato questa canzone? La musica ti riappacifica con te stesso e con le tue fragilità?
“Ho scritto sia musica che testo del singolo ‘Anime a metà’. Un testo che mi rispecchia molto nelle fragilità, nelle paure ma anche nelle gioie. Mi ha ispirato a scrivere questo testo una situazione di amore e odio che stavo vivendo con una persona a cui voglio molto bene. ‘Anime a metà’ è la sintesi di questo conflitto. Parla di due persone che si amano e si vogliono ma che non riescono per un verso o per un altro a stare insieme”.
Com’è nata la tua passione per la musica?
“Avevo 9 anni quando ho iniziato a coltivare la passione per la musica. Mia nonna si dilettava a cantare nonostante non avesse potuto esprimere in pieno questa sua passione perché la famiglia le tarpava le ali. E’ stata lei a spingermi verso la musica perché da bambino cantavo con lei. A 12 anni ho iniziato a prendere lezioni di canto gospel ed è stato subito un colpo di fulmine”.
C’è qualcuno che, inizialmente, ti ha supportato o ostacolato in questa avventura?
“La mia famiglia era contraria perché abbracciava l’idea che con l’arte non si mangia. Mi incoraggiava ma relativamente. Io però non mi sono mai fatto condizionare da nessuno e sono andato sempre avanti per la mia strada. Con il tempo poi i miei genitori però si sono ricreduti”.
Cosa ne pensi dell’attuale scena pop? Con chi ti piacerebbe collaborare o duettare?
“La musica italiana è diventata purtroppo molto commerciale. Adoravo Alex Baroni e mi piacerebbe collaborare con Giorgia ma anche con Tiziano Ferro. Ho avuto la possibilità di incontrare Tiziano in occasione del videoclip di un suo brano. Non ho mai amato sgomitare ma sono contento perché quando mi guardo allo specchio sono a posto con me stesso. Non mi devo colpevolizzare di nulla”.
Per quattro anni hai lavorato nel serale di Amici come professionista. Cosa ti ha regalato quella esperienza? Che ricordi hai?
“E’ stata una delle esperienze più belle della mia vita. Ho fatto un provino perché cercavano ballerini professionisti per la sezione musical e fui scelto. Sono stati quattro anni intensi e bellissimi. Mi sono sentito come a casa. Avevo anche pensato di partecipare ad Amici come concorrente ma purtroppo non ho potuto farlo perché avevo lavorato al programma come professionista. ‘Amici’ ora sembra più un reality che una scuola vera e propria. Per questo molti hanno deciso di uscire da quel contesto perché quello che c’era prima non c’è più”.
Qual è stato finora il momento più emozionante che hai vissuto?
“L’esperienza come professionista ad ‘Amici’ mi ha fatto battere il cuore. Sono stato entusiasta anche dell’occasione che mi è stata data anni fa di fare da vocalist nel Festival di Napoli andato in onda su Retequattro. Lo ricordo con emozione”.
La tua carriera dimostra come nella vita sia fondamentale studio, dedizione e costanza. Pensi che l’impegno ripaghi sempre? Hai mai pensato di mollare tutto?
“Ho incontrato delle persone che nella vita hanno avuto molta fortuna. Si sono trovate nel posto giusto al momento giusto. Io ho sempre creduto nella mia passione e penso che lo studio possa accrescere e migliorare le potenzialità che uno ha. Non ci si può improvvisare anche perché poi alla lunga si vede. Il pensiero di mollare tutto è un po’ nel quotidiano di chiunque. Una volta feci un provino per il musical di Massimo Ranieri ‘Poveri ma belli’ e arrivai tra i quattro finalisti. Purtroppo nonostante fossi il più adatto non mi hanno mai chiamato. Quando andai a vedere lo spettacolo mi resi conto che avevano preso persone che erano state eliminate ai casting. In quel momento ho pensato di mollare tutto”.
A chi senti di dire grazie?
“Sono una persona molto credente e la fede mi ha salvato in tante occasioni. Sai la depressione ti sfiora quando tenti con forza di aggrapparti a qualcosa che in realtà ti sfugge. Devo quindi rendere grazie a Dio per quello che sono e per quello che ho. Nella vita devo ringraziare mia nonna scomparsa l’anno scorso. Mi ha sempre supportato anche da lontano credendo in me e nella mia passione”.
Il tuo sogno nel cassetto?
“Il mio sogno nel cassetto è di riuscire a realizzare un album tutto mio e organizzare un tour nelle principali città italiane”.
Hai qualche progetto in mente o in fase di lavorazione? In futuro pensi di esplorare generi differenti?
“Sono una persona ambiziosa e curiosa. Mi piacerebbe esplorare generi diversi e l’idea non mi spaventerebbe. Mi piacerebbe anche tornare a fare musical in teatro”.

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