Sophie Kinsella


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lo shopping in tempo di crisi

Autrice del best seller “I love shopping” che solo in Italia ha venduto tre milioni di copie, Sophie Kinsella è una scrittrice di fama internazionale, regina della letteratura per ragazze e considerata la lady dello shopping. E’ capace di parlare alle donne riuscendone a metterne in luce con ironia i difetti e le manie, e di farli apparire quasi come pregi che aggiungono pepe, colore e charme alla personalità femminile. Il suo stile brillante, effervescente e a volte commovente conserva uno humour tipicamente british a cui la Kinsella non potrebbe mai rinunciare

Di Fabiola Di Giov Angelo

Alla Casa delle letterature, in piazza dell’Orologio a Roma, dove è stata organizzata la conferenza stampa, Madeleine Wickham, meglio nota come Sophie Kinsella, si muove con disinvoltura, grazia ed eleganza. Il suo fascino è tipico inglese, il suo stile è t ipico inglese. Ha uno sguardo, insieme, dolce ed etereo, sembra immune da ogni atteggiamento che anche lontanamente si avvicini all’aggressività e come molti inglesi è dotata di un sottile sarcasmo ed autoironia. E’ sorridente, disponibile, dispensa sorrisi, risponde alle domande e soprattutto posa per i fotografi che la chiamano “Sophie, guardi da questa parte!” e ha l’aria di divertirsi molto. Sophie Kinsella è una scrittrice di fama internazionale la sua è una letteratura per ragazze, del cosiddetto genere “chick list”, rivolta prevalentemente ad un pubblico di donne giovani, single e in carriera. Vive a Londra col marito Henry e i quattro figli Freddy, Hugo, Oxford e Rex. Dopo la laurea in economia e filosofia ad Oxford nel 1987 ha lavorato per breve tempo come giornalista finanziaria per poi dedicarsi alla narrativa. Ha pubblicato con il suo vero nome, Madeleine Wickham, sette romanzi apprezzati dalla critica ma poco noti presso il grande pubblico. Poi nel 2000 ha pubblicato col nome di Sophie Kinsella il primo libro della fortunata serie “I love shopping” con cui si è guadagnata la fama internazionale. Da allora ha scritto con lo pseudonimo Sophie Kinsella altri nove romanzi, fra cui cinque sequel di “I love shopping”, da cui nel 2009 è stato tratto l’omonimo film e sempre nello stesso anno ha vinto il Glamour Women Of The Year Award come migliore scrittrice dell’anno. Sulla scia di questo grande successo i suoi editori hanno deciso di ripubblicare tutti i suoi romanzi, editi come Madeleine Wickham, in una nuova veste grafica ed è proprio con questo nome che attualmente si trova in libreria in Italia con il titolo “Una ragazza da sposare”, sempre edita da Mondadori.

“E’ come avere due nomi – racconta divertita la Kinsella – scrivevo già da alcuni anni quando decisi di inviare il libro alla casa editrice presso l a quale avevo pubblicato i miei romanzi precedenti senza rivelare chi si nascondeva dietro lo pseudonimo di Sophie Kinsella e solamente dopo la pubblicazione di ‘Sai tenere un segreto?’ nel 2003 rivelai la mia vera identità”. Oggi la scrittrice ha raggiunto una fama internazionale e quei libri sono stati quasi tutti tradotti in italiano e probabilmente non bisognerà attendere a lungo per vederli sugli scaffali delle librerie. Sophie Kinsella che è stata a Roma per qualche giorno come ospite di ‘Letterature Festival Internazionale’, racconta di essere molto felice di essere in Italia, “è tutto così diverso dalla Gran Bretagna, a cominciare dal fatto che ho posato per le foto e ho risposto alle domande dei giornalisti in un giardino e sopra la mia testa pendevano delle arance! Sono qui per presentare un inedito ‘Giocare ad armi pari’, si tratta del racconto di una partita a tennis, un gioco civile, molto inglese. Alcuni amici si trovano a giocare in una situazione apparentemente tranquilla, ma dietro questa apparenza si nasconde parecchia ostilità, invidia, antagonismo. Il gioco del tennis si presta moltissimo ad essere raccontato, proprio per le sue regole, inoltre per me è impossibile scrivere senza toccare la corda del divertimento”.

Ma la scrittrice che è entrata nel cuore di tutti grazie al personaggio di Becky Bloomwood, la protagonista di “I love shopping” non può non fare i conti con una domanda sul rapporto tra crisi economica e shopping. “Ci sono cose che non sono cambiate con la crisi – dice. Lo shopping come io lo descrivo è una sorta di sfida, per chi ha tanti soldi perchè deve trovare il modo di consumarli e per chi ne ha pochi perché deve cercare di ricavare piacere dal fatto di spenderli. In questo mi sembra che non sia cambiato quasi nulla, le donne continuano ad avere la stessa capacità di affrontare in modo creativo il piccolo senso di colpa dato dallo shopping prendendolo come una sfida”.

E’ per questo che in un periodo in cui il consumismo sfrenato potrebbe apparire fuori luogo Becky Bloomwood continua a rimanere per le sue lettrici una simpatica e adorabile macchina da shopping, che si scombussola la vita a causa della sua incapacità di resistere al fatto di fare acquisti, ma che rimane sempre un’eroina nella quale identificarsi, con tutti i difetti e le manie femminili, ma anche i desideri e i piaceri “visto che l’importante non è trovarsi in una boutique o in un grande magazzino, ma il fatto di sentirsi per un attimo delle indiscusse principesse”.

 


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