08/08/2022
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TY1: “Djungle è un po’ la mia storia con la musica che da passione è diventata vita”

Considerato come il miglior DJ della scena hip hop italiana nonché uno dei più talentuosi producer della scena contemporanea, al secolo Gianluca Cranco, è un veterano della scuola hip hop, attivo da più di 20 anni.

Poliedrico e trasversale nel corso della sua carriera, TY1 ha saputo interpretare e rappresentare al meglio la scena urban, cogliendo i punti di forza di ogni artista con cui ha collaborato durante gli anni, rinnovandosi nel tempo attraverso la continua ricerca in grado di abbracciare l’esplosione di diversi stili e range musicali.
Fin dal suo debutto nel 1992, il suo approccio innovativo alla musica dance/hip-hop, con un focus speciale rivolto alla “scratch art”, gli è valso numerosi riconoscimenti, come la sua vittoria nella prima edizione degli ITF nel 1997, quando venne incoronato campione italiano di Djing. Dopo numerosi anni come DJ di successo e produttore di artisti hip-hop italiani, TY1 inizia un nuovo percorso artistico. Il suo album “Hardship” è uscito in tutto il mondo il 27 maggio 2016. Dal 2017 al 2018 ha prodotto numerosi singoli e remix, con artisti italiani e internazionali, inclusi “Resident Evil” feat Clementino & IZI, “Nuh Fear” feat Smooties & Richie Loop, Marracash “Business Class” feat Rkomi, “Bow Chi Bow” feat Smoothies & Walshy Fire di Major Lazer, MHE “You Rock my World” RMX, Marracash “Crack (TY1 Remix), Capo Plaza ”Giovane Fuoriclasse” TY1 Remix and Calcutta “Paracetamolo – TY1 Remix”. Nel 2019 TY1 ha prodotto 2 canzoni per il nuovo album di Marracash “Persona”: “Quelli che non pensano – il cervello” feat Coez e “Non sono Marra – la pelle” feat Mahmood.
TY1 con “Dj Jungle” è ora finalmente pronto a tornare sulla scena da protagonista, mostrandosi in tutte le sue mille anime e sfaccettature musicali, senza mai dimenticare le sue radici. La copertina del disco – curata dall’artista Gianfranco Villegas e scattata da Francesco Bonasia – mostra un bambino con il logo di TY1 rasato sulla nuca, immerso in quella che appare come la perfetta raffigurazione di una giungla urbana (rievocata dal titolo del progetto “DJungle”), su cui si stagliano cemento e palazzoni, ma anche un immaginario colorato dalla fantasia (e presumibilmente dal talento) del giovane ragazzo.
Sei uno dei dj e producer più significativi della scena contemporanea. in realtà sei un veterano nel mondo uraban e non solo attivo da oltre 20 anni.  Parlarci un po’ di te e del tuo background artistico
“Sono un consumatore seriale di musica. Ho un background che parte dall’ hip hop dei primi anni 90 alla dance. Mi sono sempre concentrato sul fattore Dj partecipando a numerosi contest anche a livello mondiale e dal 2012 invece ho cominciato a produrre”.
Quando e dove nasce il nuovo album “Djungle”?
“Djungle” nasce circa due anni fa. Dopo vari tour con molti artisti del panorama hip hop italiano e dopo aver prodotto alcuni brani per loro ho deciso con il mio team che era giunto il momento di fare un album con il meglio della scena tutto prodotto da me. E’ nato un po’ in studio a Bologna, un po’ in treno, ma soprattutto con Face time insieme ai fratelli Parisi che lavorano con me da Londra”.
Cosa rappresenta per te questo nuovo disco?
“l mio disco racchiude e racconta il percorso di un dj e produttore che parte da un piccolo quartiere di Salerno, in mezzo al nulla, con in tasca solo la voglia di fare musica e di riuscire a portarla a tutti  È la mia storia, come quelli di molti che hanno fatto della propria passione un mezzo per riuscire ad elevarsi. Arrivando da un contesto semplice in cui mancavano spesso i mezzi per fare qualunque cosa e dove perdersi in situazioni “spiacevoli” era facile, Il richiamo della musica mi ha sempre dato la forza per andare avanti, ciò che volevo più di tutto era spaccare, emergere grazie alle mie abilità di dj, gareggiando e misurandomi coi più grandi. Ascolto e mi nutro di ogni genere, dalla black music all’elettronica, e in questo disco c’è tutto il mio sound, tutto me stesso. Mi ritengo fortunato, ciascuno degli artisti che si è messo a mia disposizione per la realizzazione di ‘Djungle’, ha dato il massimo. Mi sono sentito una sorta di direttore artistico che tra amici e nuove leve è riuscito a mettere insieme 24 artisti creando veri e propri legami e connessioni tra di loro su ciascun brano. Il progetto che ne è scaturito rappresenta il mio personale tributo alla musica, grazie alla quale sono potuto uscire dalla ‘giungla’ in cui sono nato, con la speranza che ognuno possa mettere a fuoco il sogno che gli permetta di uscire dalla propria”.
Hai messo insieme ben 24 artisti fra mostri sacri del rap e del pop, una bella sfida. Come hai affrontato a livello di produzione il lavoro delle  singole tracce e in che modo hai scelto i featuring?
“I feat. sono nati dalle produzioni ho cercato di cucire addosso il sound giusto per ogni artista, rimanendo pero’ fedele al mio modo di produrre. Non ho mandato più di due beat da scegliere, ad alcuni uno direttamente perché già immaginavo potessero andare bene. Per i nomi scelti alcuni sono amici e con alcuni lavoriamo per la stessa agenzia (thaurus). Ma anche chi non conoscevo c’era già un rispetto artistico reciproco e l’occasione del mio disco è stata finalmente quella di collaborare”.
Cosa ci racconta di Gianluca questo album?
“’Djungle’ sicuramente ci racconta la voglia di continuare a fare musica. Il suono hip hop, black, etnico, elettronico, melodico con cui sono nato e sono cresciuto. E’ stupendo pensare che adesso l’hip hop e il rap sia così considerato veramente dai media e dal pubblico di ogni età. Quando ho iniziato in Italia era un movimento molto chiuso, non per tutti”.
Il ruolo del dj da anni a questa parte sta crescendo in modo netto ed evidente nella scena musicale internazionale e italiana. Cosa credi di aver portato tu in questo contesto così competitivo ad oggi?
“Ho fatto tantissimi dj set in giro per l’Italia e non. Tanti tour e palchi enormi. Sono in giro dal ‘98 e In ogni cosa che ho fatto non ho mai trascurato la performance. Tante volte mi dicevano ‘ma sì che te ne frega” piuttosto che ‘fai finta’. Invece ho sempre voluto superarmi negli anni facendomi apprezzare proprio per questo. Credo di aver portato un mio stile originale e unico nel mettere i dischi, creare remix e mashup live con lo scratch”.
Cosa consiglieresti a chi vuole intraprendere la tua stessa strada?
“Quello che mi consiglio da solo tutti i giorni. Ogni giorno è il primo, non pensare mai che ce l’hai fatta e che puoi fare sempre di più”.
Quali sono i tuoi progetti futuri?
“Per prima cosa vorrei suonare. Siamo stanchi e abbiamo grande voglia di tornare sul palco! La situazione nel mondo sta cambiando e stanno partendo i primi concerti. Spero con tutto il cuore che al più presto possiamo tornare a portare in giro la nostra musica. Non si può immaginare di fare musica per ascoltarla solo a casa o in auto. Continuerò comunque a produrre musica nuova”.

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