05/07/2021
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Fabbrica del Cinema: Omaggio ad Alberto Sordi

di Mara Fux –

Con l’obiettivo di far conoscere ai giovani i grandi protagonisti del cinema italiano, si è svolta presso le aule dell’IISS Cine – Tv Roberto Rossellini di Roma, la Prima Edizione della Rassegna “Fabbrica del Cinema – Omaggio a Alberto Sordi” organizzata dall’Associazione Nove Produzioni con il contributo e il patrocinio della Direzione Cinema e audiovisivo – Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, con la collaborazione dell’IISS Cine – Tv Roberto Rossellini e la società di formazione e produzione Fabbrica Artistica.

“L’idea di una rassegna incentrata sui maestri del cinema italiano – dice Claudia Crisafio Presidente di Nove Produzioni – nasce dalla constatazione che purtroppo i ragazzi non conoscono gli attori e i registi che hanno dato lustro al nostro paese; nomi come Magnani, Germi, Risi, Scola, Monicelli risultano loro anonimi”.
“Lo stesso Sordi – prosegue Massimiliano Franciosa, direttore artistico di Fabbrica Artistica – è per la maggioranza un vecchio attore comico conosciuto, magari, per aver recitato in qualche film di Verdone”.
Da qui l’esigenza di focalizzare la grandezza dell’artista attraverso la proiezione di opere che ne sottolineino la maestria e le enormi capacità sia drammatiche che comiche. Quattro quindi le proiezioni cinematografiche previste dal calendario svoltosi dal 10 al 12 marzo: “Un borghese piccolo piccolo”, “La grande guerra” e “Il Marchese del Grillo” tutti diretti da Mario Monicelli nonché “Romanzo di un giovane povero” del regista Ettore Scola. “Le proiezioni sono state precedute dall’introduzione al personaggio fatta dal Professor Saverio Paoletta arricchite dagli incontri con Giorgio Gobbi e Rolando Ravello che, giovanissimi coprotagonisti l’uno del Marchese e l’altro del Romanzo, strinsero con Sordi un rapporto speciale e duraturo. “Alberto per me è stato tutto, maestro e per certo verso anche padre”, ha raccontato Giorgio Gobbi ad una platea folta e ben attenta a rispettare le norme del distanziamento “il profumo della lavanda inglese che adoperava e che lasciava sulla mia guancia facendomi una scafetta ogni volta che mi salutava, ancora non mi abbandona.” “Un’esperienza che mi ha fatto comprendere cosa veramente fosse il mestiere che avevo deciso di intraprendere”, ha sottolineato Rolando Ravello ricordando se stesso sul set diretto da Scola “e ha segnato inevitabilmente il percorso che è seguito.” Tanti gli aneddoti svelati dai due attori che hanno proseguito il proprio intervento dando suggerimenti importanti come l’imperativo “lavoro, lavoro, lavoro” di Gobbi che li incitava al non scegliere mai la via facile della raccomandazione e lo “studiate i grandi” di Ravello allusivo a quei grandi maestri senza conoscere i quali è assolutamente impossibile fare del buon cinema anche con la tecnologia più avanzata disponibile oggi.

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