07/22/2024
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Alessandra Bosco

Distrazione di massa

E’ diventata famosa per aver realizzato un calendario sexy destinato alle truppe militari in zone di guerra. Si definisce una modella glamour con tanto cervello e con la testa sulle spalle. D’altronde, la bellezza da sola non serve a nulla

di Alessandro Cerreoni

Chi l’ha detto che per diventare modella devi essere alta 1 metro e 80 e pesare 45 chili? Basta lasciare l’Italia, oltrepassare l’Oceano e atterrare in America. Lì credono più nel talento che nelle misure. E i risultati si vedono. Ogni anno, migliaia di modelle (e artisti in genere) escono alla ribalta, lavorano e riscuotono consensi. E’ stato così anche per Alessandra Bosco, bellissima modella veronese, che per dodici anni ha potuto confrontarsi con la realtà statunitense, acquisendo un bagaglio di esperienze davvero importante. A vederla sembra la classica bellezza mediterranea, generosa e seducente. Ha iniziato l’attività di modella già da bambina e i primi lavori sono arrivati quando aveva sedici anni. Negli States, Alessandra ha avuto modo di  espandere ancora di più la sua esperienza di modella lavorando con fotografi affermati, specie in Florida, facendo vari servizi di lingerie, lifestyle, glamour e costumi da bagno.

Nel 2009 ha fatto parlare di sé, quando, in Germania, ha realizzato il suo primo calendario glamour-militare destinato per le truppe in zona di guerra. Il calendario, intitolato “Weapon of mass distraction” (Arma di distrazione di massa), è stato venduto dentro i negozi di basi militari americane in Europa, Iraq, Afghanistan e Asia. E che distrazione!

Alessandra come sei caratterialmente? 

“Mi descriverei come una perfezionista e ambiziosa. Finché non raggiungo quello che voglio non mollo”.

Sei a nata a Verona. Cosa ricordi della tua infanzia e dell’adolescenza? 

“Ricordo con piacere le visite al lago di Garda oppure la magia natalizia che emana la stella cometa dall’Arena di Verona”.

Com’è nata la passione per gli scatti fotografici? 

“La fotografia mi ha sempre attratta e quando molti mi hanno fatto notare che la macchina fotografica ‘mi ama’, ho pensato di sperimentare la mia fotogenia”.

Che tipo di modella ti definisci?

“Una modella glamour con tanto cervello”.

La maggior parte delle tue foto mettono in mostra il tuo fisico generoso; hai mai provato imbarazzo nel posare

“svestita”? 

“Imbarazzo mai! Perché significherebbe non sentirsi ‘all’altezza’ o non idonee abbastanza per essere davanti all’obiettivo fotografico”.

Che rapporto hai con il tuo corpo? 

“Un bel rapporto. In questo ambito, qualsiasi insicurezza apparirebbe in foto e quindi è necessario essere sicuri di sé e sentirsi i migliori, sempre. Testa e corpo devono essere in sintonia. Se la testa è debole, il risultato finale sarà una foto debole e non importa quanta bellezza ci sia”.

Cosa fai per mantenerti in forma? 

“Vado in palestra cinque volte la settimana o quando il tempo a disposizione me lo permette”.

Testa e corpo, intelligenza e bellezza, in che percentuali sono importanti per la riuscita di una carriera da modella? “L’intelligenza è fondamentale al 95 per cento, senza testa la bellezza non funziona mai”.

Ci puoi parlare dell’esperienza del tuo calendario sexy destinato alle truppe in zona di guerra?

“Un progetto che ne è valso la pena dal punto di vista personale e professionale. Ho avuto modo di vedere che da sola sono riuscita a realizzare una cosa ‘mia’ e che le mie idee fotografiche sono state apprezzate da mezzo mondo. La maggior parte dei calendari con soggetti femminili sono tutti uguali. Il mio calendario, invece, era ben diverso”.

Perché l’idea di fare un calendario del genere? 

“Mio marito è un militare di carriera, e quindi ho pensato che sarebbe stato bello realizzare un progetto per dare supporto alle truppe”.

Hai vissuto per dodici anni negli Usa. Cos’è che ti ha portato lì e che esperienze professionali hai vissuto? 

“La vita militare di mio marito mi ha portata negli Usa. Lì ho avuto modo di iniziare seriamente come modella glamour e di bikini. Ci sono molti bravi fotografi specializzati in quel tipo di foto e hanno una mentalità diversa. Riescono a vedere la bellezza e le potenzialità in ogni misura e taglia. In Italia, invece, si pensa ancora che anche le modelle che non sono da passerella devono per forza essere 1,80 di altezza e pesare 45 chili. E non importa nulla che non siano adatte. Negli Usa ti danno l’opportunità di posare e non ti chiudono la porta in faccia solo perché non sei raccomandata. Al contrario di quello che accade in Italia”.

Che rapporto hai con l’amore? 

“Un rapporto di rispetto”.

Come deve essere il tuo uomo ideale? 

“Ordinato, ambizioso, bello e con senso dell’ironia”.

In che modo vieni vista dalle altre donne? Con invidia o ammirazione? 

“Entrambe, ma purtroppo il virus dell’invidia prevale”.

Su cosa stai lavorando attualmente? 

“Su di un progetto di beneficenza e per il futuro ho in progetto di fare altri calendari e di scrivere un libro”.

Hai un sogno nel cassetto? 

“Cantare”.

 www.alessandrabosco.com

 

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Dario Bandiera
Charlie Rapino

redazione@gpmagazine.it

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