06/26/2022
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Antonio Veneziano: “Amo il mio lavoro e continuerò a farlo a vita”

di Francesco Fusco

È un attore preparato, abile a recitare in vari ruoli al cinema, in tv e al teatro. E’ nel cast del film “Il legionario” e a teatro insieme a Pino Quartullo ne “L’isola degli idealisti”, che sarà in tournée il prossimo anno

Quando hai cominciato a fare l’attore?

“Da ragazzo ho sempre avuto la passione per il teatro e per la recitazione. Ho cominciato a lavorare in piccole compagnie amatoriali dove ho potuto sperimentare che cosa volesse dire calcare un palcoscenico e come si procedesse alla realizzazione di uno spettacolo seppur in modo amatoriale. E’ una cosa che mi ha sempre fatto star bene. C’era chi per passione andava in palestra e chi come me preferiva andare a fare gli spettacoli nel teatrino della mia piccola cittadina dove vivevo all’epoca. Un altro episodio importante della mia vita, che mi fece capire che questa passione doveva continuare, è stato durante il liceo, quando la nostra professoressa di filosofia ci chiese di scrivere una commedia brillante sulla storia dei filosofi greci e da lì mettemmo in scena lo spettacolo dove tutti i filosofi greci fossero a confronto. Subito dopo partecipammo a un concorso nazionale di licei. Siamo andati in Sicilia a Palermo dove mi dettero un riconoscimento come miglior attore non protagonista. Successivamente sono approdato a Trieste un po’ per curiosità un po’ per amore. Avevo conosciuto una ragazza friulana, più precisamente di Udine, che poi mi ha portato a Trieste dove  mi sono iscritto all’Università di Lettere indirizzo DAMS. Poi quasi per gioco sono andato a fare un provino e sono entrato in una scuola che è durata quasi tre anni. Da quel momento mi hanno spiegato che il teatro è una professione. Mi sono perfezionato facendo corsi master e tutte le accademie nazionali, prima ai Filodrammatici di Milano, poi allo Stabile dell’Umbria, poi alla Silvio D’Amico a Roma, poi al stabile dell’Accademia Veneta. Quindi, ho girato l’Italia continuando a studiare e a lavorare”.

Sei nel cast del film “Il legionario”. Che ruolo hai?

“Nel film “Il legionario” sono un celerino napoletano che fa parte di questa squadra di poliziotti molto unita, quasi una famiglia di diverse estrazioni culturali. C’è un siciliano, ci sono io che sono napoletano, poi c’è il protagonista che è di colore e  altri. In questo gruppo di celerini mi hanno accolto con grande affetto e mi vogliono bene come un fratello, soltanto che non è stata una mia scelta, una mia decisione entrare in quella sezione perché la celere è un corpo di polizia estremamente speciale. L’ho fatto solo ed esclusivamente per una questione economica a causa dei miei problemi a casa, cioè macchina, famiglia, parenti… l’ho fatto solo per una questione estremamente economica. Infatti, nel film appaio come un poliziotto molto debole che ha attacchi d’ansia e che prende gli psicofarmaci”.

E’ andato in scena lo spettacolo “L’isola degli idealisti” in tournée il prossimo anno. Come è stato lavorare con Pino Quartullo?

“’L’isola degli idealisti” è un romanzo ritrovato di Giorgio Scerbanenco. Dopo diversi anni dalla sua morte questo manoscritto, scomparso durante la seconda Guerra mondiale, è stato ritrovato dalla figlia e pubblicato circa pochi anni fa, credo nel 2018. L’autore straniero, nato a Kiev, ha vissuto quasi tutta la sua vita in Italia e ha passato gli ultimi anni a Lignano Sabbiadoro dove presumibilmente ha scritto questo  romanzo noir. Questa in sintesi è la storia e non posso dirvi di più se non di venire a vedere lo spettacolo, realizzato da bravissimi attori come Gianmaria Martini, Giusto Cucchiarini, la giovanissima Anna Godina, la bravissima Marzia Postogna e c’è anche il fantastico Pino Quartullo che in questo periodo mi sta aiutando molto. E’ una persona straordinaria e un attore di grande talento dal quale sto apprendendo molto. Non nascondo che sia nata anche una bella amicizia, ci troviamo bene e lavoriamo bene”.

Sei apparso anche in “Bastardi di Pizzofalcone”. Preferisci il cinema o la fiction?

“Piccola ma intensa l’esperienza perché ho avuto un piccolo ruolo ed ho avuto anche la fortuna di lavorare con l’immenso Alessandro Gassman. Ricordo quel giorno è venuto nel camerino e si è presentato… abbiamo parlato un po’, ci siamo conosciuti e abbiamo subito provato la scena perché lui voleva provarla con me per trovare una dinamica di verità e di naturalezza. Se dovessi pensare alla differenza tra cinema e televisione, posso dire che sono due mondi estremamente diversi. E’ chiaro che il cinema in questo momento storico, soprattutto quello italiano, ha uno spessore e un’importanza maggiori rispetto alle produzioni televisive, ma non posso dire di preferire una cosa all’altra perché sono due lavori diversi come anche il teatro. Amo il mio lavoro e spero di continuare a farlo fino a che ne avrò le forze e l’energia, possibilmente fino alla fine dei miei giorni. Il mio desiderio è quello di morire sul palcoscenico a 90 anni durante uno spettacolo… chissà”.

Quali saranno i tuoi progetti futuri?

“Progetti futuri ce ne sono tanti e adesso bisogna un attimino capire quali si concretizzeranno. In vista c’è uno spettacolo che farò a breve dopo ‘L’isola degli idealisti’. Ci sarà poi uno spettacolo in Friuli Venezia Giulia; si sta parlando di organizzare uno spettacolo su Pasolini per quest’estate in occasione della ricorrenza della sua morte”.

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