12/05/2022
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Emanuela Del Zompo presenta il suo nuovo progetto “Death’s Fairy”

di Alessio Certosa –

Dopo la “Leggenda di Kaira”, Emanuela ha realizzato un altro bellissimo cortometraggio coinvolgendo un ricco cast di attori e anche due adolescenti come comparse. Alcune scene sono state girate nella splendida Todi.

“Death’s Fairy” è il nuovo cortometraggio scritto, diretto, prodotto e interpretato da Emanuela Del Zompo. Una donna eclettica che non si ferma mai, sempre alla ricerca di nuove idee e progetti artistici.
Emanuela, come nasce questo nuovo progetto?
“Ho sempre desiderato recitare in film con costumi d’epoca ed è sempre stata una mia priorità comunicare messaggi sociali. ‘Death’s fairy’ è il secondo capitolo del fumetto ‘La leggenda di Kaira’ (il primo cortometraggio è stato distribuito sulla piattaforma Rai Cinema, attraverso il festival dei Tulipani Seta
www.rai.it/raicinema/video/2021/05/The-Legend-of-Kaira), realizzato dalla stessa autrice. Il cortometraggio nasce per l’esigenza di veicolare un messaggio contro la violenza sulla donna e raccontare la condizione della donna nelle varie epoche storiche, ma anche la diversità. In questo episodio siamo in epoca Rinascimentale”.
Il cast artistico e tecnico rispetto al primo episodio è cambiato? E la sceneggiatura ha subito modifiche?
“Sì, il cast artistico vede la presenza di nuovi attori ed è formato da Adriana Russo (che interpreta Ahibil, mia madre), Simone Frateschi (Francesco Moro), Daniele Pacchiarotti (Raffaello Sanzio), Rosanna Gambone (il narratore), Michael Segal (Neil), Laura Sorel (Lile). La sceneggiatura rispetto al fumetto ha subito delle modifiche con l’introduzione di due nuovi personaggi, il pittore Raffaello Sanzio e l’inquisitore medioevale (Francesco Moro). Anche il cast tecnico è cambiato: il direttore della fotografia che ha curato anche il VFX (effetti visivi speciali)  è Joseph Pelliccia (Lefevre) che è stato anche il mio insegnante di regia e sceneggiatura, mentre per il fonico è stato chiamato Paolino Di Biasio. Il montaggio è stato curato da Salvatore Piccirillo (aiuto regista) che ha anche realizzato il montaggio del primo film. Sentivo la necessità di realizzare un prodotto diverso, inoltre erano presenti degli effetti visivi che nel primo non c’erano ed ho voluto un professionista del settore. Inoltre lo short movie qui ha un cast più ricco di attori”.
Chi ha realizzato le musiche?
“Pierfederico Tedeschini in arte Dj Thedo e Trio Improvviso hanno realizzato la colonna sonora con il brano Shulligum, un mix di archi classici e musica funky, pop, insomma un genere mix”.
Ci sono stati gruppi storici anche in questo progetto? 
“Sì due gruppi storici: l’Arcus Tuder di Todi ed il gruppo storico di Perugia 1416, bellissimi con i loro costumi. I costumi dei personaggi protagonisti sono stati curati personalmente da me”.
Da chi è patrocinato il film? 
“Dall’associazione Polizia Penitenziaria di Roma, di cui faccio parte e dall’associazione ‘Bon’t worry’ contro la violenza di genere, con presidente Bo Guerreschi, di cui sono socio onorario. Inoltre c’è stato anche il supporto del ministero dei beni culturali in quanto abbiamo girato alcune scene all’interno del Palazzo Vescovile di Todi su gentile concessione di Don Francesco Valentini”. 
Hai usato comparse o figurazioni speciali del luogo dove avete girato? 
“Per la figurazione della Banshee, Anna Alessandrelli, proveniente da Massa Martana, e Babucci Lorenzo, proveniente da Marsciano, che ha raffigurato diversi personaggi. Sono due giovani adolescenti che, saputo del cortometraggio, mi hanno subito scritto per poter partecipare al progetto. Babucci ha addirittura fatto cucire il suo costume da garzone dalla zia”.
Prima hai parlato di diversità oltre che di violenza di genere, ci puoi dire qualcosa di più?
“Sì, come nel primo short anche qui è presente Rosanna Gambone, attrice disabile affetta da osteogenesi imperfetta sin dalla nascita, che ha il ruolo del narratore della storia. Con la sua presenza ho voluto sottolineare il ruolo del disabile nella società. Molti pensano ai disabili come a un peso per la società, individui che non possono dare e fare nulla. Non è vero! Ho voluto dare una possibilità a Rosanna che aveva nel cassetto il sogno di recitare e dimostrare allo stesso tempo che un disabile è in grade di essere utile alla società”. 
Che ne pensi della burocrazia? Delle leggi per i diritti dei disabili?
“Che la burocrazia, come dice Rosanna Gambone, è la sola cosa che rende ‘Diverso un disabile’ e che le leggi ancora non tutelano i diritti delle persone con difficoltà. Anche io sono disabile – a causa di un tumore che mi ha costretto all’asportazione di un organo – e mi sono resa conto di quanta burocrazia inutile ancora esiste nel nostro Paese. Sono iscritta alle categorie protette, ma che vuol dire veramente? Significa che la legge dovrebbe tutelare le persone con disabilità dando la priorità ad esempio di collocarle nel mondo del lavoro, ma questo ahimè non è assolutamente vero. Per esperienza personale vi dico che non sono stata mai tutelata ed inserita nel mondo del lavoro dalle strutture pubbliche, che purtroppo in Italia, soprattutto nel nostro settore, esiste ancora chi viene raccomandato, la meritocrazia non è una priorità dello Stato. Quello che ho realizzato è stato frutto dei miei sacrifici”.
Che distribuzione avrà il film?
“Parteciperà a diversi festival sia nazionali che internazionali ( è sottotitolato in lingua inglese), poi il prossimo anno con l’uscita del fumetto in lingua inglese conto di andare negli Stati Uniti, al Comicon (grande festival del fumetto a San Diego) per proporre il progetto a produzioni internazionali. Mi piacerebbe trasformare il progetto in un cartoon o una serie tv. Vedremo”.
Sogno nel cassetto?
“Andare a vivere in America!”.
© Foto di Antonello Ariele Martone

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