12/09/2022
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Gianni Togni: Da “Luna” e “Giulia” a “Semplice”… 40 anni di successi in “Live”

di Silvia Giansanti

A distanza di più di quarant’anni dal grande successo di “Luna”, è uscito “Live”, il primo album realizzato interamente dal vivo dal grande cantautore romano; un doppio LP registrato in occasione del concerto all’Auditorium Parco della Musica di Roma e poi trasferito in analogico in studio. Gianni ama definirsi “libero e indipendente”

Una persona semplice, giusto per richiamare uno dei suoi più grandi successi, proveniente da una famiglia modesta, nel cui albero genealogico figuravano parenti che avevano a che fare in qualche modo con il campo artistico. Il suo stile raffinato e il suo gusto per la musica anglo-inglese che lo ha sempre contraddistinto, ha fatto di Gianni Togni un cantautore di nicchia molto amato dal grande pubblico. Il bello di questo personaggio è che non ha mai cercato il successo e poco gli interessa tutt’oggi arrivare al numero uno delle classifiche. Improvvisamente si è ritrovato in una grande festa di piazza, quella degli anni ’80. Fare due passi con il maestro per le vie limitrofe a Piazza Navona, è stato davvero piacevole. Adesso è riconosciuto anche dagli stranieri che affollano la città di Roma. “Live” è stato registrato dal vivo il 14 maggio scorso all’Auditorium Parco della Musica e i brani sono stati poi trasferiti in sala d’incisione su nastro analogico a 24 tracce, senza uso di plugin, neanche per il missaggio finale.

Gianni, per la prima volta nella tua carriera, è uscito il primo album live e a distanza di quarant’anni da “Luna”.

“Esattamente adesso da ‘Vivi’, perché due anni fa ci siamo ritrovati in piena pandemia e con tutti i concerti cancellati”.

Quindi in pieno lockdown avrai guardato il mondo da un oblò…

“Che bello, era tutto così tranquillo e silenzioso qui in centro dove risiedo! Come molti artisti ne ho approfittato per dare vita a nuove idee. Mi sono ritrovato con molte cose da fare contemporaneamente. Dopo questo live c’è anche un nuovo album di inediti in cantiere”.

Preferisci l’analogico o il digitale?

“Senza dubbio l’analogico, suona meglio. Il digitale si presenta con un suono più freddo e non ha profondità”.

Come mai solo adesso è arrivato il tuo primo album live e non dopo aver raccolto un po’ di successi negli anni ’80?

“In quegli anni non mi è mai venuto in mente di fare un album dal vivo, visto che per contratto con la CGD ne dovevo sfornare uno all’anno. Successivamente ho avuto la mia etichetta indipendente e non ho dovuto dipendere più da nessuno. Quando si arriva ad un certo punto della carriera, a parte pochissimi casi, nessuna major dà più spazio. Nei primi anni duemila, quando è cambiato tutto, ho deciso di fondare un’etichetta discografica ed è stata la mia salvezza. Ho molte persone che lavorano per me, però, essendo indipendente, si fatica il doppio, si devono curare tanti aspetti”.

Per quanto riguarda la scelta dei pezzi inseriti in questo live, perché alcuni ci sono e altri no?

“Abbiamo suonato molti pezzi nuovi e il concerto era diviso in quattro parti. C’era una parte con le canzoni d’amore e ad esempio un’altra in cui spiegavo come nascono le canzoni, cantando pezzi come ‘La nube tossica’. Ho percorso le mie varie fasi della vita artistica, compresa quella in cui avevo solo un pianoforte, un amico come Guido Morra e nessun soldo in tasca”.

Come stanno rispondendo le nuove generazioni?

“Mi ritengo fortunato, i giovani apprezzano molto. La cosa più bella è che mi seguono molti stranieri e questo grazie anche alla diffusone della mia musica sui social”.

Cosa pensi della musica di oggi?

“Si fanno dischi in velocità suonati anche maluccio. Gli indipendenti hanno maggiore attenzione a tutto questo. Oggi si producono dischi per fare concerti, mentre noi una volta facevamo i concerti per vendere i dischi. Una differenza enorme”.

Se ti fossi trovato oggi a raggiungere la consacrazione del grande pubblico in un’epoca in cui è tutto urlato sui social e dove c’è troppa esposizione, ti saresti adeguato?

“No, non mi sarei adeguato. Già all’epoca non sono nato per essere numero uno in classifica, anche se poi ci sono finito più volte. Anche oggi non m’interessa, come non m’interessano tante date ai concerti. Compongo, ho tanto altro da fare. Il cantautore guadagna sui diritti d’autore. Nella vita artistica si varia”. 

CHI E’ GIANNI TOGNI

E’ nato a Roma il 24 luglio del 1956 sotto il segno del Leone. Caratterialmente è introverso e riservato. Il 1980 è stato il suo anno fortunato, in quanto l’anno della grande svolta con il singolo “Luna”. Attualmente ha una compagna. L’attività è iniziata negli anni ’70 nel celebre Folkstudio, dando vita poi nel 1975 all’album “In una simile circostanza”. L’aggancio con i Pooh tramite suo fratello, il noto fotografo Piero Togni, ha fatto sì che la sua posizione si consolidasse sempre di più. “Luna” era inserita in un lavoro dal titolo “E in quel momento, entrando in un teatro vuoto, un pomeriggio vestito di bianco, mi tolgo la giacca, accendo le luci e sul palco m’invento”. Nel 1981 è arrivato “Le mie strade”, trainato dal singolo “Semplice”, nel 1982 “Bollettino dei naviganti” con il pezzo di punta “Vivi” e nel 1983 è stata la volta di “Gianni Togni”. L’anno successivo è uscito “Stile Libero”, a seguire nel 1985 “Segui il tuo cuore” e nell’87 “Di questi tempi”. In questi ultimi anni citati sono da ricordare hit come “Giulia” e appunto “Segui il tuo cuore”. Nel 1988 è arrivata una svolta artistica tramite un album raffinato come “Bersaglio mobile”. Negli anni ’90 con la raccolta “Cari amori miei” ha vinto il disco d’oro. Nel ’97 è uscito “Ho bisogno di parlare”. Togni ha anche scritto canzoni per tanti altri artisti e si è dedicato all’esperienza di importanti musical. Negli anni 2000 è tornato con l’album “La vita nuova”. Nel 2015 è uscito “Il bar del mondo” e nel 2019 “Futuro improvviso”. Il 28 ottobre di quest’anno è uscito il primo live della sua carriera, registrato in occasione del concerto di maggio svoltosi all’Auditorium Parco della Musica.

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