01/26/2022
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“In due ore o poco più”: anomala quotidianità nel nuovo libro di Mara Fux

di Alessio Certosa –

A nemmeno due anni dalla pubblicazione di “Tutta colpa di Maria!!!”, suo primo romanzo, il poliedrico ufficio stampa romano Mara Fux esce in libreria con “Ai tempi del corona “In due ore o poco più!”, romanzo fortemente scorrevole nonostante la quantità di personaggi e situazioni che riempiono la narrazione.

Di che tratta il tuo nuovo romanzo? È forse un sequel di “Tutta colpa di Maria!!!”?
“No, non ha nulla a che vedere con il mio primo libro, anche se so che dicendolo deluderò i tantissimi che stanno aspettando che dia un seguito alla bella vicenda di Livia. IN DUE ORE O POCO PIÙ! non c’entra assolutamente nulla con quella storia; è uno spaccato della anomala quotidianità che abbiamo vissuto tutti durante il primo fermo sociale. Nello scriverlo ho voluto fissare un momento ben preciso ovvero la terza settimana dall’inizio della restrizione, un marzo molto inoltrato ma non ancora finito, in cui tutti noi abbiamo iniziato a prender coscienza che qualcosa nelle nostre vite sarebbe cambiato per sempre”.
Il che spiega l’inciso “ai tempi del corona”…
“Esatto, con l’estremo realismo della fantasia ho immaginato coppie, famiglie e single alle prese con un quotidiano cadenzato da autodichiarazioni, bollettini della protezione civile e decreti. Mentre con l’orecchio ascoltavo la concretezza dei dati riportati o delle normative cui attenersi, il mio pensiero si concentrava fissando situazioni immaginarie, talvolta ironicamente paradossali ma assolutamente possibili. Così una mattina mentre ero in fila al supermercato, ho iniziato a scrivere”.
Quali erano le tue impressioni in quel momento?
“Credo quelle di tutti. All’inizio c’è stato lo sgomento più totale. Le trasmissioni amplificavano nei loro servizi notizie che rimbalzavano da un social all’altro senza farci capire l’origine di questo nuovo aggressore: si parlava di pipistrelli, di salto della specie, chiudevano gli esercizi dei cinesi,ci si riempiva casa di varecchina e disinfettanti, ci si guardava con sospetto incrociando il vicino di pianerottolo. Poi questo stordimento si è trasformato in massima attenzione e rifugio da ogni possibilità di contagio ma la razionalità ha fortunatamente preso il sopravvento sulla paura. Abbiamo capito che potevamo farcela attenendoci scrupolosamente a delle regole e l’istinto di sopravvivenza ha preso i colori delle bandiere e dei lenzuoli appesi ai balconi, ha preso la voce dei brani cantati dai balconi mentre il caldo sole di quell’anomalo marzo del 2020 in qualche maniera col suo calore sembrava volerci rassicurare”.
Non temi che la tematica possa indurre scrupoli nel lettore?
“È un’osservazione corretta considerando che di fermi e restrizioni ne abbiamo tutti fin sopra i capelli, tuttavia penso che la lettura di IN DUE ORE O POCO PIÙ! in un certo qual senso esorcizzi quanto abbiamo passato facendoci riconsiderare la brutta esperienza passata con una vena di ironia, un po’ come quando dopo esser scivolati su una buccia di banana ed esserci tirati senza altro che un po’ di dolore al deretano, raccontiamo l’episodio ad un amico sottolineando che in fondo ci è andata bene”.
Cosa ti aspetti da “In due ore o poco più!”?
“Che venga preso per quello che è senza troppe elucubrazioni e pretese. E’ ovvio che potevo infilarci dati, statistiche, dolore eccetera ma non era quella l’intenzione. Io volevo cogliere un preciso momento e fermarlo nel tempo rappresentandolo con quei particolari e dettagli che il mio occhio coglieva. Per far ciò mi son servita, oltre che del mio punto d’osservazione, anche di decreti, normative, estratti di pubblicità progresso, luoghi comuni, frasi, motti propri di quel periodo col risultato che magari, tra qualche anno, il mio testo potrà essere utile a qualche liceale per ripercorrere quanto oggi abbiamo vissuto”.
Promuoverai il libro in prima persona?
“Certo, l’estate è la stagione migliore per incontrare vecchi e nuovi lettori in sinergia con attività imprenditoriali che strizzano volentieri l’occhio alla cultura. Un esempio? Incontri come ‘Quarantena ….e fregnacce’ che lo chef Marco Porro di Osteria al Mercato organizza per la clientela presso il suo ristorante a Ladispoli oppure come il Corner dello Scrittore che lo stabilimento Spiaggia Renzi di Campo di Mare o il Lido Medea di Montepaone Lido in provincia di Catanzaro mi dedicano per parlare con i villeggianti”.
Accetti ogni proposta che ti vien fatta?
“Se le date non si accavallano sinceramente sì. Mi piace conoscere nuove realtà e chi le abita o frequenta e l’idea di affrontare viaggi e chilometri per raggiungere possibili lettori non mi spaventa. Ogni incontro è importante e ogni persona incontrata mi lascia qualcosa di sé: è capitato che incontri nati in occasione di un firma copie si siano trasformati in buone conoscenze e confidenza il che non guasta, in un’epoca in cui il telematico la fa da padrone”.

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