11/29/2022
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Maria Grazia Cucinotta: Cinema e non solo…

di Rosa Gargiulo –

Declinare il curriculum di Maria Grazia Cucinotta è impresa ardua!

Definirla “attrice” è riduttivo, dal momento che ha applicato e continua ad applicare il suo talento, la competenza, l’esperienza acquisita, in tantissimi ambiti – da quelli professionali a quelli sociali.

Ma possiamo dire senza timore che l’attrice più rappresentativa e popolare a livello internazionale del nostro cinema non si risparmia, trovando sempre nuovo entusiasmo e importanti motivazioni per i progetti che abbraccia.

Osiamo dire che la sua “sicilianità” è una caratteristica fondante: la passione, il calore, la bellezza che scorrono nelle sue vene sono state un trampolino di lancio verso una carriera lunga e di grande successo, che le ha consentito di andare molto oltre i confini italiani. E questo successo non è riservato a tutte.

Dalla partecipazione al concorso di Miss Italia è passato un po’ di tempo, e Maria Grazia ha inanellato esperienze e grandi soddisfazioni, dimostrando la sua estrema versatilità: la valletta scelta da Renzo Arbore per “Indietro tutta” è andata ogni giorno, ogni anno, sempre oltre schemi e cliché. Una bellezza piena di contenuto, una donna che non si limita a “giocare” col suo fascino mediterraneo, ma utilizza sapientemente le sue competenze, gli interessi, le possibilità che sul cammino ha colto – con professionalità e rigore, misto a entusiasmo.

La prima definizione che ci viene in mente per Maria Grazia Cucinotta, infatti, è proprio “rigorosa”: un’artista che lavora con grande attenzione e puntualità, rispettando tempi e necessità delle produzioni, ma avendo molta cura per se stessa in quanto “strumento di lavoro”. Attenta agli eccessi, ai ritmi del jet set – che gestisce con oculatezza, alle esigenze dello showbiz ma – prima di tutto – a quelle della famiglia.

Sposata dal 1995 con Giulio Violati, ha una figlia, ed è cattolica – cosa che non ha remore a dichiarare, e non è scontato. Sono molti, infatti, gli artisti e i personaggi del mondo del cinema e dello spettacolo che non amano parlare di fede, e anche in questo la Cucinotta si distingue: con grande delicatezza ma con evidente orgoglio parla dell’aspetto spirituale della sua vita, intenso e permeante.

Sembra che Maria Grazia sia riuscita a far quadrare il cerchio, creando intorno a sé una sinergia positiva in qualsiasi ambito si muova.

Non solo attrice, dicevamo, ma anche produttrice – regista e doppiatrice, oltre alle presenze in televisione.

Il 1994 è un anno che non dimenticherà mai: è la protagonista del film “Il postino” dell’indimenticabile Massimo Troisi, che la lancerà in tutto il mondo.

Nel 2005 inizia l’attività di produttrice con un film corale, diretto tra gli altri da Emir Kusturica – Spike Lee – Ridley Scott e John Woo: “All the invisible children”. E già da questa produzione si intuisce la sua grande attenzione ai temi sociali, che si è concretizzata nel 2019 – quando ha dato vita alla Onlus VITE SENZA PAURA – per combattere il bullismo, la violenza sulle donne, l’emarginazione, e sostenendo il progetto Anche io ho denunciato di Sabrina Lembo.

Altro impegno molto importante è quello che la vede tra le protagoniste e testimonial di “Race for the Cure” di Komen Italia, la più grande manifestazione (del mondo e nel nostro Paese) per la lotta ai tumori del seno.

Il debutto come regista arriva nel 2011, con il cortometraggio “Il maestro”, presentato in concorso alla sessantottesima edizione del Festival di Venezia.

Decisamente, Maria Grazia Cucinotta ha interessi artistici che spaziano a trecentosessanta gradi, abbracciando l’intera filiera cinematografica e non solo: dallo scorso anno è anche conduttrice televisiva, su LA7, nel programma “L’ingrediente perfetto”.

Tra i progetti che ha recentemente sostenuto, c’è il cortometraggio “Milena” – diretto da Stefano Amatucci e prodotto dalla Effezeta System, azienda che con il mondo del cinema non c’entra nulla, ma che ha una mission sociale che vuole percorrere, e Maria Grazia Cucinotta ha dato il suo generoso sostegno, con la partecipazione in qualità di protagonista.

Focus narrativo del cortometraggio è il sostegno all’imprenditoria femminile e l’inclusione delle persone con disabilità sui luoghi di lavoro.

“Credo che sui luoghi di lavoro non debbano esserci differenze di genere, e le donne – nonostante i tanti traguardi raggiunti – sono ancora oggetto di pregiudizi legati alla produttività e alle competenze. Ritengo invece che vadano costantemente supportate, e le aziende debbano valorizzarne le capacità e il valore”, afferma Maria Grazia.

Per quanto riguarda l’altro focus che il cortometraggio ha voluto narrare, l’attrice sottolinea che “la gente pensa che le persone con disabilità non possano fare nulla, non siano capaci di lavorare o impegnarsi in altri ambiti. Le persone con disabilità hanno capacità – talenti – abilità che vanno scoperte e valorizzate. Bisogna accoglierli nei luoghi di lavoro e dare loro l’opportunità di dimostrare quello che sono in grado di fare. Senza pregiudizi”.

Cosa c’è nel tuo prossimo futuro?

“Continuerò la conduzione de L’ingrediente perfetto, e girerò una serie televisiva, Amoral, tra New York e l’Europa”.

Avrai anche nuovi impegni di tipo sociale?

“Certo. A settembre riprenderemo la Race for the Cure, da Brescia, proseguendo poi per tutta l’Italia. E continua, naturalmente, il mio impegno con la Onlus Vite senza Paura, soprattutto per contrastare e denunciare la violenza contro le donne”.

Instancabile, la Cucinotta conferma la sua prospettiva ampia e variegata sulla vita – il lavoro e gli aspetti sociali, che ci restituisce con generosità e passione.

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