05/07/2021
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Tra arte e vita: La rivincita degli artisti che non si arrendono

A cura del Ritrattista delle Dive Daniele Pacchiarotti –

Se nei precedenti numeri di questa mia rubrica, in cui espongo i miei pensieri artistici e non a ruota libera, ho spesso attaccato chi trascinava la pandemia del Covid 19 su opere d’arte di diverse epoche, come ad esempio la Monnalisa di Leonardo da Vinci con la mascherina o l’autoritratto di Tamara de Lempicka, sostenendo che le sue sopracciglia erano l’effetto della chiusura delle estetiste durante il lockdown, ora mi voglio congratulare con gli artisti contemporanei che non si sono arresi ed esprimono nel loro dolore e nella loro voglia di farsi ascoltare tutto ciò che gli suggerisce l’anima su qualsiasi tipo di supporto dal foglio alla tela a palazzi interi.
È’ bellissimo il contrasto che c’è tra il sentire e il vedere esteriormente una situazione davvero inenarrabile come questa che stiamo vivendo e l’alleggerirla, il colorarla con le mani pregne d’arte che ciò che toccano possono trasformare in qualcosa di veramente confortevole all’occhio e allo spirito.
L’arte è stata sempre un valore libero in tutte le epoche e ad ogni epoca ha avuto il compito di lasciare traccia e personalmente molte cose che vedo fare i miei colleghi soprattutto gli artisti di strada mi commuovono perché pur di non abbandonarla vediamo persone che sorprese da ritrattisti vengono impressionate su carta a loro insaputa leggendo un libro o ascoltando la musica nelle fredde mattine sulla metropolitana.
Se prima della pandemia è vero che si poteva pagare un biglietto e andare a vedere i grandi maestri nelle gallerie più illustri delle nostre città, è altrettanto bello, più forte, più coinvolgente vedere centinaia di pittori decorare con grande gusto e con scene che rappresentano senza troppa pesantezza sul tema virus i palazzi delle della delle nostre città, delle periferie (ad esempio) dai famosi poeti del Trullo ai bellissimi murales a Testaccio o anche ad avvenimenti che segnano aldilà della pandemia il nostro percorso con i personaggi che ci hanno accompagnato e che non ci sono più, in questo mese a Napoli subito dopo il suo decesso Maradona è ovunque su tutte le strade, su tutti i i pannelli, su tutte le vetrine, tutte le tele ma anche di tutta Italia, stessa cosa a Roma con il grande intramontabile Gigi Proietti che con la sua ironia e il suo sorriso campeggia ovunque.
Un murales che ha colpito tutto il mondo è stato eseguito da un pittore brasiliano, Kobra, in cui rappresenta cinque bimbi in preghiera con Dio ma ognuno con la propria religione con il proprio credo ma con un unico scopo sconfiggere questo male oscuro.
Anche a livello musicale molti testi parlano della pandemia in particolare un pezzo scritto da un rapper “Masre KG” che sta facendo ballare da mesi tutto il pianeta con un messaggio scritto durante il suo lockdown tramutato in versi musicali e parla di una terra benedetta dove arrivare e non morire così con la paura che Dio non sia con noi e mi commuovo quando vedo la sua “jerusalema” ballato in ogni posto del mondo canzone simbolo contro il coronavirus.
“Gerusalemme è la mia casa, guidami, portami con te, il mio Regno non è qui…” (Jerusalema -Master KG).

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Storie di Donne Gran
Giulia Fagiolino: Il

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