GP Magazine marzo 2013



more No Comments aprile 4 2013 at 14:24


Matteo Branciamore: “Ora si cambia”

matteo branciamore 2

L’amato attore romano, dopo aver fatto il pieno con “I Cesaroni”, ha deciso di dare una svolta alla sua vita artistica, esplorando altre situazioni a lui congeniali. E’ nel cast di “Barabba”, la nuova miniserie di co-produzione internazionale firmata dal regista Roger Young, con un ruolo interessante, quello di Giuda e adesso è sul set del film “My father Jack”

di Silvia Giansanti

Matteo, al contrario di tanti suoi coetanei che vivono calmi calmi ancora nella bambagia, è sempre di corsa, alle prese con mille impegni e adesso con nuove situazioni, frutto di importanti e mature decisioni, che sicuramente contribuiranno ad affermarlo come attore. Nonostante un piccolo incidente al ginocchio, la sua frenetica attività non ha conosciuto soste e per un po’ è stato imprendibile per noi.  Non ci siamo scoraggiati e alla fine abbiamo vinto e siamo riusciti ad intervistarlo, scambiando qualche parola soprattutto riguardo alle sue novità.
Matteo, a quanto pare c’è aria di cambiamento, vero?
“Eh sì”. (sorride)
Sei in procinto di abbandonare la nota serie televisiva “I Cesaroni”. E’ una tua scelta?
“Sì ma non è una cosa negativa. Ritengo ‘I Cesaroni’ un prodotto validissimo che mi ha dato tanto;  ad un certo punto della mia carriera vorrei dimostrare che posso fare altro. La gente mi ha conosciuto come Marco Cesaroni. In tal senso, mi è stato chiesto di fare questo ruolo ed ero considerato perfetto per fare ‘I Cesaroni’. Ma io sono Matteo Branciamore. C’è una bella differenza, che, secondo me, nel nostro Paese non viene compresa molto. Forse in altri Paesi sì, ma non qui da noi”.
Cosa ti ha dato questa fortunata serie tv?
“Tantissimo. Mi ha dato notorietà e una vita diversa da quella che avrei fatto probabilmente se mi fossi trovato in altre circostanze. Mi ha dato la possibilità di essere considerato un attore, perché sono riuscito ad arrivare ad un certo livello. Mi ha dato l’opportunità di conoscere gente e di crescere in fretta. Ad esempio noto che la maggior parte dei miei coetanei trentenni, ancora vivono in famiglia e magari non hanno capito cosa fare e quindi non sono pronti per uscirne”.
Chi ti mancherà in modo particolare del cast?
“Tutti. Mi mancheranno anche i registi e i famosi reparti, cioè tutti coloro che lavorano dietro le quinte di un set”.
Tornando indietro a più di dieci anni fa, come puoi definire i tuoi inizi: tormentati, faticosi o in discesa?
“Faticosissimi e tormentati. Studiavo molto ma era difficile. A volte un attore giovane si trova a sostenere provini fasulli e deve sopportare il sorpasso di fior di raccomandati. Un classico”.
Hai attraversato un momento critico in cui volevi mollare tutto?
“Mi ero stancato del meccanismo  proprio un paio di mesi prima che facessi provini per ‘I Cesaroni’. Ero molto stufo e stavo per gettare la spugna”.
Il destino ha deciso diversamente. Tornando ad oggi, noto dalle foto che c’è stato anche un cambio di look.
(Ride) “Sono cresciuto, non ho più la faccia del ragazzino della porta accanto, ma un viso un po’ più vissuto”.
Parlando dei tuoi nuovi impegni, sei nel cast di “Barabba” con il ruolo di Giuda. Ecco, che effetto ti ha fatto interpretare questo personaggio?
“La storia verte tutta su Barabba e il mio a dir la verità è un piccolo ruolo che però, trattandosi appunto di Giuda, volevo fortemente fare. Nel provino ho dato subito quello che il regista richiedeva e quindi è andata bene”.
Adesso sei impegnato sul set di un nuovo film intitolato “My father Jack” di Luca Mozzella. So inoltre che hai fatto parte di un progetto interessante.
“Certamente, si trattava di ‘The Last Day’, un’operazione per YouTube, in occasione della fine del mondo che era prevista per il 21 dicembre. E’ stato un progetto che abbiamo voluto fortemente io e il regista Marco Costa insieme ad un paio di colleghi molto amici. Abbiamo ricevuto molti consensi”.
Tu sei anche cantante. Qual è il tuo personaggio musicale preferito?
“Adoro Jovanotti, ascolto sia la musica nostrana che quella straniera”.
Da dov’è nata questa passione?
“Già l’avevo dentro, ma poi si è sviluppata grazie a ‘I Cesaroni’, dove ho avuto la possibilità di fare il doppio ruolo di attore-cantante”.
Hai avuto dei trascorsi teatrali. In questo momento ti manca il palco?
“Un po’ sì ma vorrei riprendere a fare il teatro quando sarò più tranquillo, dopo essere riuscito ad affermarmi su altri fronti. C’è tempo per farlo, ho una vita davanti, in questo momento mi trovo meglio sul set”.
La frase detta da una tua fan che ti ha colpito di più?
“Non ce n’è una in particolare, sono stato sempre molto fortunato con i fans, ho ricevuto continuamente stima e affetto anche oltre a quello che, secondo me, realmente valgo. Mi è rimasto impresso quando qualcuno mi ha detto che sono riuscito ad emozionare e a far piangere. Questo mi ha fatto onore”.
Sei della Bilancia, notoriamente un segno all’insegna della giustizia. Di solito le persone nate in quel periodo sono positive, solari, amanti dell’estetica e socievoli. Ti rispecchi in queste caratteristiche?
“Assolutamente sì, a parte il carattere particolare. Odio fortemente le ingiustizie e in questo momento storico ad esempio vorrei espatriare!”.
Cosa cerchi nella tua dolce metà?
“Cerco emozioni, complicità e bellezza. Ebbene sì, lo ammetto, mi piace la bella donna, sarei ipocrita se dicessi il contrario. Ci deve essere un bel connubio tra bellezza interiore ed esteriore. Diciamo la verità, le ‘cozze acide’ non piacciono a nessuno”.

CHI E’ MATTEO BRANCIAMORE

Matteo Branciamore è nato a Roma il 2 ottobre del 1981 sotto il segno della Bilancia con ascendente Scorpione. Matteo caratterialmente si definisce un disastro e si ritiene un tipo particolare. Non a caso è un romano tifoso milanista. Coltiva diversi hobby tra cui il calcio, la lettura, guardare i film e ascoltare musica. Adora le tagliatelle al tartufo e oltre a Roma, gli piacerebbe vivere a New York, che considera una città piena di energia. E’ fidanzato e al momento non possiede animali domestici.
Dopo aver frequentato molti corsi di recitazione, ha iniziato a lavorare con piccole parti prima al cinema e poi in tv. Ha debuttato a teatro nel 2002 con “Novembre” e a seguire ha fatto altri lavori teatrali. Sul grande schermo ha partecipato in alcuni film tra cui “Come te nessuno mai”, “L’ultimo bacio” e “Ricordati di me”. Nel 2001 è apparso per la prima volta sul piccolo schermo in “Sei forte Maestro 2”, “Distretto di Polizia 2”, “Padri e Figli” e “Don Pietro Pappagallo”. Nel 2006 è avvenuta la svolta, grazie alla serie tv “I Cesaroni” nel ruolo di Marco Cesaroni, figlio di Giulio Cesaroni interpretato da Claudio Amendola. Ha anche cantato la colonna sonora della serie. La sua permanenza è durata alcune stagioni e adesso i suoi obiettivi sono altri. I nuovi impegni riguardano la partecipazione nella miniserie Barabba interpretando Giuda e un ruolo nel film “My father Jack” di Luca Mozzella.



more No Comments aprile 4 2013 at 13:46


Oscar Pistorius: La caduta di una stella

Oscar Pistorius

E’ una rubrica che ha lo scopo di farvi conoscere in maniera diversa i personaggi che ogni giorno sono acclamati da folle di ammiratori. Questa volta dedichiamo il nostro spazio all’atleta sudafricano accusato di aver ucciso la fidanzata, la modella Reeva Steenkamp

di Camilla Rubin

Lo sapevate che… Il nome completo di Oscar Pistorius è Oscar Leonard Carl Pistorius , nato a Johannesburg il 22 novembre del 1986.
Lo sapevate che… Oscar Pistorius, soprannominato “the fastest thing on no legs” (la cosa più veloce su nessuna gamba) e “Blade Runner”, Pistorius è un amputato bilaterale, detentore del record del mondo sui 100, 200 e 400 metri piani nella categoria T44.
Lo sapevate che… Corre grazie a particolari protesi in fibra di carbonio, denominate cheetah (ghepardo).
Lo sapevate che… È il primo ed unico atleta amputato capace di vincere una medaglia in una competizione iridata per normodotati, ottenendo l’argento con la staffetta 4×400 metri sudafricana ai Mondiali di Daegu (correndo soltanto in batteria).
Lo sapevate che… Nasce con una grave malformazione (entrambi i peroni erano assenti ed i piedi erano gravemente malformati), che lo costringe, all’età di undici mesi, all’amputazione delle gambe. Negli anni del liceo pratica il rugby e la pallanuoto, poi un infortunio lo porta all’atletica leggera, dapprima per motivi di riabilitazione, poi per scelta.
Lo sapevate che… Il 13 gennaio 2008 la IAAF respinge la richiesta di Pistorius di gareggiare con i normodotati, sostenendo che “un atleta che utilizzi queste protesi ha un vantaggio meccanico dimostrabile (più del 30%) se confrontato con qualcuno che non usi le protesi”. Il 16 maggio dello stesso anno Pistorius è riabilitato dal tribunale sportivo alla partecipazione delle Olimpiadi 2008. Nelle motivazioni che hanno portato alla riabilitazione, si legge che “al momento non esistono elementi scientifici sufficienti per dimostrare che Pistorius tragga vantaggio dall’uso delle protesi”. Tuttavia non riesce a realizzare il tempo minimo che gli permetterebbe di partecipare alla manifestazione olimpica.
Lo sapevate che… Il 9 settembre vince la medaglia d’oro alle Paralimpiadi di Pechino nei 100 m chiudendo in 11″18 per poi ripetersi il 13 settembre nei 200 m (con il tempo di 21″67, record paralimpico) e il 16 settembre nei 400 m (con il tempo di 47″49, record del mondo).
Lo sapevate che… Il 19 luglio proprio in Friuli, a Lignano Sabbiadoro, corre i 400 metri in 45″07 realizzando il minimo A valido per la partecipazione ai Mondiali di Daegu 2011 e ai Giochi olimpici di Londra 2012. Ai mondiali prende parte ai 400 metri, venendo eliminato in semifinale con il tempo di 46″19, mentre il 1º settembre, insieme ai compagni di staffetta, realizza il primato nazionale sudafricano della 4×400 metri in occasione delle batterie di qualificazione con il tempo di 2’59″21.
Lo sapevate che… Nel 2008 è protagonista del video “Via le mani dagli occhi” della band italiana Negramaro, mentre nel 2012 la cantautrice Mariella Nava omaggia Pistorius nel brano “La mia specialità”, contenuto nel suo ultimo album “Tempo mosso”.
Lo sapevate che… E’ riuscito in un’altra impresa nel duello-esibizione di Doha, in Qatar, dove si è imposto a margine del Doha Goals, il forum mondiale dello sport. Il velocista sudafricano senza gambe, che corre con protesi in carbonio, ha infatti sconfitto un cavallo arabo purosangue nel corso della campagna “Definitely Able – Run Like the Wind”, “Assolutamente Capace – Correre Come il Vento”. Partito con vantaggio di 15 metri al via, Pistorius ha battuto con discreto margine l’animale di nome Maserati.
Lo sapevate che… Nel 2010 riceve dal Laboratorio internazionale della comunicazione il Gamajun International Award. E dal 2011 ha iniziato ad allenarsi stabilmente a Gemona del Friuli, insieme ad altri atleti sudafricani.
Lo sapevate che… Oltre all’atletica leggera s’interessa di altri sport tra cui il calcio, in particolar modo della Serie A; ha infatti più volte dichiarato di essere un tifoso della S.S. Lazio. Ha sempre espresso il suo amore per l’Italia, in particolare per la Maremma, in quanto ha trascorso molte delle proprie estati a Grosseto, allenandosi allo Stadio Carlo Zecchini sotto la guida dell’ex astista Andrea Giannini.
Lo sapevate che… Il 13 settembre 2008 viene arrestato per una denuncia di aggressione e trascorre una notte in carcere: la vicenda riguardava una ragazza che, ubriaca, aveva preso a calci la porta della casa di Pistorius ferendosi a una gamba dopo che lui l’aveva accompagnata fuori e che lo aveva per questo accusato di averla attaccata. Lo sportivo è stato rilasciato solo dopo che la verità è emersa, con ammissione di colpa da parte della polizia che si è scusata per il plateale errore.
Lo sapevate che… Il 7 gennaio 2012 è stato ospite alla trasmissione Ballando con le stelle (Rai 1), ottenendo il massimo del punteggio ed aggiudicandosi l’ammirazione dei giudici: “Ballare non è mai stato il mio punto forte. È una sfida anche più grande della corsa”.
Lo sapevate che… Reeva Steenkamp, la fidanzata di Oscar Pistorius, la notte di S. Valentino viene trovata uccisa nella casa del campione sudafricano. La compagna dell’atleta paralimpico poche ore prima aveva twittato questo sul suo profilo, inserendo l’ashtag Valentines Day: “Cosa avete in serbo per il vostro amore domani?”. A causa di un tragico errore, Pistorius – così ha dichiarato – ha pensato che si trattasse di un intruso o di un ladro e ha premuto il grilletto contro di lei, uccidendola con due colpi. L’atleta si trova agli arresti con l’accusa di omicidio. Continuano nel frattempo gli accertamenti della polizia locale, che sta verificando la confessione dello sportivo.



more No Comments aprile 4 2013 at 13:39


Gabriele Pignotta: Ridere delle cose semplici

gabriele pignotta 2 - foto di azzurra primavera

Da un suo spettacolo teatrale, “Ti sposo ma non troppo”, sta nascendo un film commedia che si annuncia divertente. E’ a teatro, a Milano e Roma, con altri due show “Mi piaci perché sei così” e “Scusa sono in riunione, ti posso richiamare?”, dove risate ed emozioni s’intrecciano in maniera intensa

di Alessandro Cerreoni

“Ti sposo ma non troppo” è uno degli spettacoli teatrali che ha ricevuto maggiori consensi in assoluto. La firma è di Gabriele Pignotta, uno degli attori più applauditi dal pubblico italiano. Grazie a questo successo, “Ti sposo ma non troppo” diventerà un film, che si annuncia divertente e atteso.
Prima di entrare in dettaglio su questo progetto attuale, è bene ripercorrere brevemente la carriera di Pignotta. Gli esordi lo vedono trionfare al Festival di Castrocaro come volto nuovo e successivamente inizia a scrivere programmi per la Rai e per Mediaset. Ma è in teatro che Gabriele Pignotta trova il suo habitat ideale, e così inizia a scrivere e a produrre commedie. Spettacoli che in alcuni casi hanno prodotto anche dei veri e propri record di incassi. In questo periodo è stato ed è in teatro con “Mi piace perché sei così” e “Scusa sono in riunione, ti posso richiamare?”.
Gabriele, partiamo da questo progetto del film tratto dalla tua commedia “Ti sposo ma non troppo”. Come è nata l’idea di farci un film?
“L’ idea di farci un film era già in testa quando scrivevo la commedia per il teatro. In realtà penso sempre le commedie come film anche quando scrivo per il teatro. Ecco perché mi dicono che sono stato il primo vero innovatore della commedia teatrale contemporanea”.
Chi saranno i protagonisti e di cosa si parlerà? Se puoi anticiparci qualcosa…
“Oltre al sottoscritto, ci saranno alcuni attori del cast della commedia teatrale e due star femminili di cui purtroppo ancora non posso fare il nome ma che rappresentano veramente un bel colpo per la qualità del film! Il film sarà una bellissima commedia sull’amore ai tempi di facebook, un ‘Notting Hill’ versione 2.0”.
Parlando di teatro, ad aprile sei al teatro Manzoni con “Mi piaci perché sei così”. Ce ne parli?
“Marco e Monica, ovvero il sottoscritto ed Emanuela Guaiana, sono innamorati e sposati da qualche anno. Dopo la passione iniziale, come spesso accade in tante storie d’amore, arrivano i primi screzi e i primi cenni di noia. E quando la loro storia sembra essere arrivata alla deriva, provano un’ultima  estrema soluzione: una terapia di coppia sperimentale che metterà i due protagonisti in condizione di vedere il mondo con gli occhi del partner. Tre mesi a parti scambiate! Al loro fianco un’altra coppia, Stefano e Francesca – Fabio Avaro e Cristina Odasso -, i vicini di casa, che invece rappresentano la classica coppia di facciata nella quale i due partner sembrano felici agli occhi degli altri, ma in realtà si detestano profondamente e non hanno il coraggio di dirselo. La vita di queste due coppie di vicini di casa si intreccerà fino a quando il coperchio salterà e nasceranno situazioni bizzarre e occasioni di puro divertimento”.
Marzo invece ti ha visto protagonista al San Babila di Milano con “Scusa sono in riunione ti posso richiamare?”. Possiamo dire che Milano e Roma sono unite da questo filo conduttore della risata targato Pignotta?
“Se lo dite mi fa piacere. Ma in effetti è un po’ così, anche se ci sono un’alternanza di risate e di emozioni. Mi piace alternare le due cose”.
Ti è capitato di usare di sovente questa scusa quando ti chiamano? E se sì, qual è la circostanza più ricorrente?
“Mi è capitato tantissime volte ma adesso non posso più ‘usare’ questa scusa altrimenti mi accusano di fare pubblicità occulta alla mia commedia”.
Il 23 maggio invece questo spettacolo approderà al Sistina, che non è un teatro qualsiasi. Che risultato di pubblico ti aspetti?
“Mi aspetto un risultato trionfale grazie al pubblico di affezionati costruito pian piano a suon di belle commedie e cresciuto a dismisura”.
In “Mi piaci perché sei così” tocchi le differenze tra uomo e donna. Volendo far sorridere i nostri lettori, quali sono queste differenze così sostanziali?
“L’uomo è cacciatore e la donna è regina del focolare… No scherzo! Diciamo che la donna ha voglia di appagare la propria interiorità mentre l’uomo si ferma molto prima. E non sempre fa male”. (ride)
Nei tuoi spettacoli tocchi spesso il tema dell’amore, come in “Ti sposo ma non troppo”. Ecco, cos’è l’amore secondo Gabriele?
(Ride). “Bella domanda! Se avevo una risposta secondo te scrivevo tutte queste commedie? La sto ancora cercando”.
Viviamo in un momento storico delicato e particolare. Quanto può aiutare far ridere la gente?
“Tanto, se alla risata ci abbini sempre un pensiero, uno stimolo, una prospettiva per migliorarsi sempre e costantemente”.
Il tuo mestiere è far ridere gli altri. Cos’è che invece a te, parlando sempre di spettacolo, riesce a farti ridere? Uno spettacolo? Un film? Un attore?
“Il mio mestiere non è quello di far ridere ma è quello di raccontare storie di gente comune esasperandone i vizi e le virtù, al punto tale da mettere lo spettatore in condizione di ridere di se stesso. A me fanno ridere le piccole cose, le persone buffe che non si prendono mai sul serio e anche le cose semplici come la signora distinta che scivola all’uscita di una profumeria…”.
E giù una risata!



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Edoardo Pesce: Cattivo per professione

edoardo pesce 3 - foto di alessandro rabboni

Teatro, tv e cinema. La sua carriera finora l’ha visto cimentarsi molto bene in questi ambiti. Questo per lui è un momento importante con un paio di film al cinema, le riprese di “Squadra Antimafia 5” e prossimamente un film tv per la Rai insieme a Claudio Santamaria

Da “Romanzo Criminale” a “Squadra Antimafia 5”, da cattivo a cattivo. Per Edoardo Pesce si tratta di un periodo importante per la sua carriera. Qualche settimana fa è uscito al cinema “AmeriQua” e in questo mese esce “Il terzo tempo”, film a cui Edoardo ha preso parte. In più è sul set della quinta edizione della serie tv “Squadra Antimafia”, nella quale reciterà il ruolo del cattivo a fianco di Francesco Montanari, l’Albanese di “Romanzo Criminale”.
Edoardo, è un momento importante per te. Il 14 marzo è uscito al cinema “AmeriQua”, mentre ad aprile esce “Il terzo tempo”. Pensi che sia uno dei periodi migliori della tua carriera finora?
“Beh, non so se sia il periodo migliore. Fortunatamente ci sono una continuità lavorativa e progetti molto buoni, quindi sono contento”.
Il film “AmeriQua” è diretto da Bobby Kennedy III, nipote del presidente Kennedy. Cosa puoi dirci di questo regista e che esperienza è stata?
“E’ un ragazzo molto simpatico e umile. Aveva questo piccolo desiderio di raccontare in un film la sua esperienza di studente in Italia e lo ha realizzato. Quando era in Italia, a Bologna, non diceva di essere un Kennedy, ma si faceva chiamare Charlie e faceva il cameriere. Credo per vivere come gli altri ragazzi e non avere privilegi. Mi ha colpito questa cosa. L’esperienza per quanto mi riguarda è stata molto divertente e la produzione fantastica. Definirei il film un ‘teen movie’, una commedia di intrattenimento che può interessare una fascia d’età compresa tra i 16 e i 24 anni, ma può essere piacevole per tutti”.
Com’è avvenuto il contatto con lui?
“Semplicemente con un provino”.
Ne “Il terzo tempo” interpreti il ruolo dell’allenatore,  ex giocatore di rugby. Per questo sei dovuto in un certo senso ingrassare e fare molta palestra. Ti ha pesato ciò?
“Faccio il vice allenatore, Roberto, un ex giocatore per fortuna… quindi non ho dovuto proprio fare dei duri allenamenti. Ho cercato di tenermi un po’ in forma, ma ormai, dopo ‘Romanzo Criminale’, cerco di farlo sempre. La regia è di Enrico Maria Artale, un regista giovane che spero faccia strada perché è veramente un talento”.
Hai dovuto imparare anche a giocare a rugby, vero? E chi ti ha seguito in questi allenamenti?
“Più che altro è stata più dura per i ragazzi della squadra, che si sono allenati per un mese con dei giocatori veri. Io ho imparato un po’ a tirare l’ovale (così si chiama la palla nel rugby ndr), qualche schema e le tecniche per gli allenamenti. E’ stata veramente una bella esperienza. Ho scoperto che il rugby è un grande sport. Dovrebbe avere più spazio”.
A conferma del momento d’oro, sei anche sul set di “Squadra antimafia 5”. Come stanno andando le riprese? In questa serie quale personaggio interpreti?
“Interpreto Michele Catena, il fratellastro di un nuovo boss che cerca di farsi strada, interpretato a sua volta da Francesco Montanari. Il mio personaggio è un killer che ha studiato pianoforte al conservatorio. Devo dire che abbiamo fatto un buon lavoro. Spero che piaccia”.
Che tipo di attore ti definisci?
“Come molti ho iniziato con il teatro, che è sempre la mia più grande passione, poi piccoli ruoli, fino alla svolta di ‘Romanzo Criminale’, che mi ha permesso di avere visibilità in un prodotto ottimo e di continuare a fare questo lavoro”.
Qual è la tua formazione?
“Ho iniziato con Garinei, poi ho frequentato il teatro Azione, con Isabella Del Bianco, e ho lavorato con Claudio Carafoli. Poi con ‘Romanzo Criminale’ ho imparato a stare su un set”.
Cinema e tv. Quali sono le differenze sostanziali che riscontri riguardo al tuo lavoro sul set?
“Se fossimo negli Usa direi che i ruoli che mi propongono sono da ‘supporter actor’, che qui viene genericamente definito caratterista o non protagonista. Forse i tempi, che in tv sono più veloci. Anche se ad esempio in ‘Squadra Antimafia’ la qualità è alta e si dà molto spazio e tempo alla preparazione e alla recitazione delle scene, cosa rara di solito in tv”.
A che punto è la tua carriera?
“Sto aspettando un ruolo ‘importante’ ma non mi posso lamentare”.
Se dovessero fare un remake di un grande film e ti dovessero chiamare, quale film ti piacerebbe “ri-girare” e soprattutto in quale personaggio?
“Vittorio Gassman ne ‘I soliti ignoti’ o Joe Pesci in ‘Casinò’ “.
Oltre all’immediato, hai progetti per il futuro?
“Devo iniziare un film tv per la Rai, a fianco di Claudio Santamaria, sulla vita del maestro Manzi”.



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Giordano Petri: “Questa è la mia strada”

giordano petri 3

Sin da piccolo giocava a fare il Festival di Sanremo con suo fratello e i suoi cugini,
sapendo già da allora che quella dello spettacolo sarebbe stata la sua strada. Fa parte del cast di “Rosso San Valentino”, la nuova fiction di Rai Uno

di Alessandro Cerreoni

E’ uno dei protagonisti di “Rosso San Valentino”, la nuova fiction di Rai Uno in onda ad aprile. E’ un attore ancora giovane che vanta già importanti esperienze al cinema, in tv e in teatro. E’ nato il 27 luglio del 1979 a Città di Castello, nel cuore dell’Umbria. Per carpire qualcosa sul suo carattere è sufficiente – ovviamente per chi si intende di astrologia – sapere che è del segno del Leone, con ascendente cuspide Bilancia-Scorpione. Un bel carattere, intriso di grinta, senso di giustizia, capacità di sognare e testardaggine. Inoltre, si definisce “umile, dolce, determinato e riflessivo”. Lui è Giordano Petri.
Giordano, parlaci di questo tuo lavoro in “Rosso San Valentino”.
“E’ un progetto Endemol per Rai Uno in sei puntate che racconta le intricate vicende della famiglia Danieli, titolare di un’azienda di cosmetici e profumi, che in passato ha vissuto il suo splendore lanciando sul mercato il profumo ‘Rosso San Valentino’. Io interpreto il ruolo di Marco, considerato da tutti un poco di buono, un ragazzo violento e vendicativo che ha prestato denaro a Simone Argenti, interpretato da Emanuele Bosi, da lui persi a sua volta scommettendo nelle corse clandestine. Farò di tutto, senza alcun scrupolo, per riavere quei soldi fino a far saltare un portavalori e la stessa casa degli Argenti”.
A cosa stai lavorando attualmente?
“Ho appena ultimato le riprese di un film per il cinema, un’opera prima tratta dal libro di Grazia Deledda ‘La madre’ per la regia di Angelo Maresca, con Carmen Maura e Stefano Dionisi. L’uscita nelle sale è prevista per il prossimo autunno. Una storia drammatica e di grande attualità”.
Quali sono le tue esperienze professionali più importanti?
“Sembra retorico ma ogni esperienza professionale che ho fatto è stata per me importante e mi ha regalato delle forti e belle emozioni, dal teatro al cinema alla fiction. Sono molto affezionato al ruolo di Isaak nel film per il cinema di Ilaria Paganelli ‘Per Sofia’ per il quale ho ricevuto molti riconoscimenti e con cui abbiamo partecipato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2010. In teatro al ruolo di Armando nella Signora delle Camelie con Monica Guerritore. Inoltre grandi soddisfazioni me le ha date il recente Lilah, un cortometraggio di denuncia sugli abusi sessuali verso i minori in Thailandia e da cui il regista Joel Ramirez sta pensando di realizzarne il lungometraggio”.
Come ti sei scoperto attore?
“In realtà non credo che ci si scopra ‘attori’. Si prende consapevolezza di questa inclinazione attraverso esperienze formative e di crescita che maturi piano pianotrasformandole in una vera professione… almeno per me è accaduto questo! Fin da piccolo giocavo con mio fratello e i miei cugini a ricreare il Festival di Sanremo o i grandi varietà del sabato sera. Crescendo son passato alla convinzione che questa doveva essere la mia strada che tuttora percorro con grande gioia e rispetto ma anche con tanta fatica e dissapori”.
Qual è la tua formazione?
“Dopo essermi formato presso il Laboratorio Teatrale dello Stabile dell’Umbria CUT (centro teatrale universitario), mi sono trasferito a Roma per conseguire il diploma alla Scuola Nazionale di Cinema. Ho seguito il Masterclass di perfezionamento presso il centro di alta formazione teatrale diretto da Luca Ronconi a  Santa Cristina Gubbio. In questo mestiere , tuttavia, non si finisce mai di imparare. E’ per questo che continuo a seguire corsi e seminari per mantenere vivo l’allenamento”.
Hai fatto cinema e diverse fiction… E il teatro?
“Io nasco col teatro. La mia formazione parte da lì con Valeria Ciangottini, Enzo Maria Aronica, Anna Maria Guarnieri presso il CUT dello Stabile dell’Umbria partecipando a vari spettacoli con ruoli più o meno grandi.Quando posso e me lo permettono cerco sempre di farne tanto e di buono. Grandi esperienze e soddisfazioni con Monica Guerritore nella Signora dalle camelie, con Irene Papas nell’Antigone al Teatro Greco di Siracusa, con Lando Buzzanca nella commedia musicale La zia di Carlo. Per un attore è l’unica e vera palestra di formazione artistica”.
Hai un tuo rituale che segui prima di girare una scena?
“Non ho un rituale vero e proprio. Mi concentro molto fino a quando non sono convocato sul set o sul palco. Sto in camerino, preferibilmente solo, cercando di immedesimarmi nel personaggio e in quello che mi è richiesto di fare”.
C’è un regista dal quale sogni di essere diretto?
“Ce ne sono tanti, il nuovo cinema italiano non ha nulla da invidiare a quello straniero. Apprezzo molto Sorrentino, Virzì, Diritti, Garrone,ma anche tanti emergenti che recentemente si son fatti notare con storie bellissime e originali e che riscuotono successo in molti festival nazionali e internazionali”.
Cosa guardi principalmente in tv?
“Guardo di tutto, sono onnivoro. Spazio dal genere nazional-popolare ai vecchi programmi che grazie alla tv on demand riesco a rivedere e con cui sono cresciuto. Vedo serie americane, qualche documentario, i film che mi sono perso al cinema e trasmissioni musicali”.
E al cinema?
“In realtà dovrei andarci più spesso… Sono un amante delle grandi storie , dei grandi melò anche in costume. Mi piacciono film psicologici, film di denuncia come ‘Precious’ o che partono da un’esperienza autobiografica e personale. Sono molto legato a film come ‘Non lasciarmi’, ‘The help’, ‘Revolutionary road’, ‘Se mi lasci ti cancello’, fino agli ultimi come ‘La miglior offerta’ e ‘The master’ ”.
C’è un attore che ammiri particolarmente?
“Apprezzo sia come attore sia come regista Sergio Castellitto. Per me è un artista completo in tutto quello che fa e chissà se prima o poi riuscirò a coronare il sogno di lavorarci insieme”.
A che punto è la tua carriera? Sei soddisfatto di quanto fatto finora?
“Difficile rispondere a questa domanda. Posso dire che nonostante faccia questo lavoro da anni mi considero solo all’inizio della mia carriera. In tutto quello che ho fatto e faccio cerco di metterci tanta energia e consapevolezza per raggiungere livelli buoni e dignitosi. Devo fare tanta strada e questo non mi spaventa. Sono soddisfatto di quanto fatto finora perché ho avuto la possibilità di collaborare con grandi artisti del teatro e del cinema che sono in linea con la mia idea di arte e di professionalità”.



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Gennaro Calabrese: L’imitatore non è “l’imitato”

GennaroCalabrese - Dalla

Dal 24 al 28 aprile è in scena al Teatro Anfitrione di Roma con tutti i suoi personaggi da imitare. Scopriamolo meglio attraverso questa intervista

di Serenella Romano

Ha scoperto di avere capacità nell’imitare i personaggi della tv già a quattro anni, facendo dei divertenti scherzi telefonici ai suoi nonni. E’ partito imitando Totò ed oggi di personaggi imitati ne conta ben settanta. Si chiama Gennaro Calabrese e i suoi show spopolano in teatro, in tv e alla radio.
Calabrese di nome e di fatto: sei nato e cresciuto a Reggio Calabria, come è stato il tuo impatto con una città grande come Roma?
“Beh non è stato proprio come Totò e Peppino arrivati a Milano, ma comunque qualche difficoltà l’ho vissuta, soprattutto a livello psicologico… Reggio è una città dove ci si conosce tutti, ogni istante per strada ero abituato a salutare qualcuno. In una città grande e dispersiva come Roma ti senti solo, specialmente i primi tempi”.
Si dice che, bimbetto, giravi per casa imitando la voce dei personaggi televisivi. In realtà quando ti sei reso conto davvero della tua grande dote vocale?
“Ovviamente, come credo un po’ tutti quelli che fanno imitazioni, ho iniziato con i parenti più stretti, poi con i professori a scuola e  via dicendo. A quattro anni facevo scherzi telefonici ai miei nonni fingendomi Mike Bongiorno. ‘Signora è stata sorteggiata per partecipare a telemike, è contenta?’. Però non ci cascavano. Ero piccolo ma capivo benissimo di far facilmente qualcosa che per gli altri era impensabile”.
Ad oggi hai ben settanta personaggi da imitare: ce ne è uno che ami particolarmente e  perché?
“Come dire il ‘primo amore non si scorda mai’. Totò fu il primo personaggio che imitai, e ancora oggi quando nel mio spettacolo apro la pagina degli ‘omaggi’, provo sempre una grande emozione nel vestire i suoi panni”.
Mai capitato di esibirti davanti ad uno dei personaggi imitati: come ha reagito?
“E’ capitato spesso. Ricordo una volta in teatro con Luca Giurato. La mia paura non era che potesse offendersi per l’imitazione in sé, quanto per la reazione divertita che avrebbe avuto il pubblico. Lui mostrò in quel caso, una delle qualità migliori dell’uomo: l’autoironia”.
Qualcuno si è mai lamentato della tua interpretazione?
“Una volta in un programma televisivo locale a Reggio Calabria. Pare che un politico non abbia gradito il mio intervento o almeno così mi fu riferito. Quando poi, dopo qualche giorno, si accorse che proprio grazie alla mia imitazione era diventato più popolare e riconoscibile in tutta la città, l’accettò di buon grado”.
Le esibizioni avvengono indifferentemente in teatro, in televisione ed in radio: quale di questi tre ambiti, assolutamente diversi tra loro, preferisci?
“Ciascuno ha il suo fascino e la sua valenza. Il teatro ti forma e ti carica di passione, la tv ti rende popolare, la radio ti rende libero”.
“Gli Sgommati” è una delle trasmissioni in cui ti esprimi più ampiamente. E in teatro quando ti vedremo?
“ ‘Gli Sgommati’ sono  una realtà concreta dove presto la voce a 27 personaggi; con il pubblico romano l’appuntamento è dal 24 al 28 aprile al Teatro Anfitrione dove andrò in scena con ‘L’imitatore non è l’Imitato’ un omaggio alle mie corde vocali oltre che a quelle decine di centinaia di deliziose persone che apprezzano il mio impegno”.
Hai mai pensato al cinema?
“Io sì che c’ho pensato e spero ci sia presto l’occasione che il cinema pensi a me”.
A questo punto una domanda assolutamente d’obbligo: c’è una voce che vorresti ma che ancora non sei riuscito ad imitare?
“La voce che vorrei imitare più di tutte sarà quella che non riuscirò mai ad imitare”.



more No Comments aprile 4 2013 at 13:16


Elisa Faggioni: Il teatro dell’applauso

elisa faggioni 3

Conosciamo una brava attrice di teatro che è riuscita con determinazione  ad abbinare lavoro e passione. Dal 2004 ha una compagnia e un teatro tutto suo, che si chiama Teatro dell’Applauso

di Paolo Paolacci

Una splendida avventura di artista e di donna, di fantasia e concretezza che cerca ogni volta di aggiungere qualcosa alla sua esperienza artistica e umana, confrontandosi apertamente  con le sue aspirazioni e il suo vivere quotidiano. Conosciamola. Si diploma nel 2001 all’Accademia d’arte drammatica “Pietro Scharoff”; frequenta il corso di Improvvisazione teatrale italiana con Francesco Burroni e studia canto, danza orientali, tango, commedia dell’arte, scherma artistica e componimento di duelli storici. Inoltre, cortometraggi: tra i più importanti citiamo i cortometraggi di Matteo Rovere e Andrea Lodovichetti.
Un teatro tutto per te… Un bel nome poi per un’artista: Teatro dell’Applauso!
“Sì, il nome Teatro dell’Applauso la dice tutta. In realtà è nato nel 2003 da uno scherzo tra me e il mio collega Francesco Primavera. Dovevamo realizzare uno spettacolo comico e inventarci quindi un nome che fosse allegro e positivo”.
Quali obiettivi ti sei posta all’inizio? E li stai raggiungendo?
“Ancora sono in viaggio per raggiungere i miei obiettivi, ma questo penso sia buono… Sono sempre in continuo movimento. Inizialmente l’idea era di creare una compagnia teatrale attiva sul territorio nazionale con proposte di spettacolo dal vivo, sia per serali che per il teatro scuola e posso dire di esserci riuscita”.
Stai vivendo in un mondo artistico che ovviamente entusiasma gli aspiranti e non . Tu come ti poni con questo mondo? Riesci a vederlo da dietro le quinte?
“Direi di non essere del tutto dietro le quinte, in ogni modo cerco sempre di rimanere con i piedi per terra come farebbe un ingegnere con il suo progetto. Ai miei allievi che si stanno affacciando su questo mestiere dico sempre di guardare oltre le luci della ribalta, di studiare e di non smettere mai di crescere e poi…”.
Parlaci di te dei tuoi hobby, di quello di cui non potresti fare a meno…
“I miei hobby? Magari potessi avere il tempo per coltivarli! Però mi ritengo una persona fortunata perché le mie passioni sono legate al mio lavoro. La lettura per esempio, vado al cinema e a teatro perché è fondamentale per me, ma anche la danza e il canto sono cose che fanno parte della mia formazione”.
Se vuoi puoi parlare della tua sfera familiare come cultura e come esperienza di vita e di lavoro,  cosa ti ha dato e come credi di impostarla per te?
“Vengo da una famiglia dove l’arte e la cultura in genere ha sempre avuto un posto importante, questo mi ha formata durante l’infanzia. Quello che oggi invece mi ispira e mi da la forza nei momenti più difficili è la mia bambina. A tre anni ha tutto quello che nel mio lavoro da adulti si ricerca: spontaneità, fantasia, immaginazione, creatività… Sono il mio motore”.
Puoi fare una breve storia del  Teatro dell’ Applauso e ovviamente la Compagnia Teatrale?
“La Compagnia Teatrale, nata nel 2004 e diretta dalla sottoscritta, si occupa di produzione, realizzazione e distribuzione di spettacoli, eventi e formazione. Dal 2005 la Compagnia propone diversi laboratori basati sull’insegnamento e la didattica artistica, sia per principianti che per professionisti”.
Cosa prevedi per il tuo futuro di artista? Come possono i lettori contattarti? Puoi salutarli, ovviamente come preferisci tu…
“In questo difficile momento per l’Italia spero che la cultura non smetta il suo sviluppo. Purtroppo i problemi economici rischiano di bloccare l’artista che invece avrebbe bisogno di un ambiente propositivo per creare arte. Parlo anche di scrittori, poeti, ma anche ricercatori e scienziati. Spero di tener duro”.
Info:  www.teatrodellapplauso.it



more No Comments aprile 4 2013 at 13:11


Una giornata speciale: Giulia Vischi

una giornata speciale 2 giulia vischi

Prosegue il nostro contest ideato dall’ex modella e fotografa Adriana Soares. Questa volta tocca ad una giovane modella “prestarsi” per questo shooting indossando gli abiti di Gianni Sapone Couture

di Adriana Soares

“Una Giornata Speciale”, volto alle ragazze della porta accanto. Questo mese però abbiamo scelto Giulia Vischi, una modella bellissima della Glamour Model Management. Motivo? Un grande stilista come Gianni Sapone Couture la adora, e non poteva fare altrimenti… Come dargli torto? Le sue creazioni sono animate di vita propria, come se una strana magia li tenesse in vita. Come se della polvere di fata fosse stata soffiata sopra. In fondo tutti abbiamo bisogno della polvere di fata per sorridere un po’ più spesso e vedere il bello che ci circonda. Così, per questo mese abbiamo scelto una modella stupenda, perché Gianni è affezionato a lei. Giulia è una ragazza bellissima e di una dolcezza incredibile. Non vado contro la filosofia del concorso, anzi è democratico. E lei con tanto entusiasmo ha posato per noi. E così la magia di Gianni Sapone prende vita e calore. La parola alla splendida fanciulla. Alla fine ho lasciato che parlasse liberamente… Eccola:
“Ho deciso di propormi a questo Contest perché ammiravo molto l’idea di poter vedere su riviste importanti come GP Magazine, semplici donne della vita quotidiana. In più che donna potrebbe mai resistere ad indossare un abito di classe e dal grande estro come quelli di Gianni Sapone? Io no di certo. Mi aspettavo – dice Giulia – un ambiente molto teso, invece mi sono subito trovata bene, grazie alla professionalità dell’equipe e in più mi sono anche divertita”.
Che esperienza è stata?
“La giornata dello shooting è stata una delle giornate più belle ed emozionanti che io abbia mai vissuto. Ero tutta elettrizzata e allo stesso tempo impaurita, avevo paura di non essere all’altezza degli abiti e della bravissima fotografa Adriana Soares, Ho messo tutta me stessa in questi scatti e spero che siano venuti bene. O almeno che sia riuscita a trasmettere la magia di quegli abiti”.
Cosa hai provato quando hai ricevuto la conferma per fare questo servizio?
“Ero talmente felice che riuscire a spiegare come mi sono sentita in quel momento non sarebbe facile. Era un mix di gioia, paura, felicità, entusiasmo, soddisfazione, un cumulo di sensazioni difficili da separare”.
Dove sei nata e dove vivi?
“Sono nata a Milano ma vivo a Tivoli, una città vicino Roma, da molti anni, praticamente da sempre. Ho 17 anni e faccio il quarto anno di ragioneria”.
Giulia, parlaci un po’ di te.
“Sono una ragazza ‘alla mano’, amo viaggiare conoscere nuovi posti, tradizioni e fare nuove esperienze. Mi considero solare e sopratutto testarda. Non mi do facilmente per vinta. Fin da quando ero piccolina ho sempre sognato di poter indossare un abito di alta moda e magari sfilare su importanti passerelle, fin da quando di nascosto mi mettevo le scarpe alte di mia mamma”.
Cosa farai prossimamente?
“Ora dopo la pubblicazione spero di averne altre, mi concentrerò in tutto e per tutto su questo mondo che mi incuriosisce e mi affascina. Se una giornata sola ha suscitato in me grandi cambiamenti ed emozioni, immagino mille giornate così…”.
Consiglieresti l’esperienza di questo contest?
“Beh, consiglio questo contest a tutti i ragazzi e le ragazze che almeno per un giorno vogliano sentirsi più che speciali, poi magari chissà, rimarranno incuriositi come me da questo ambiente. Per quanto mi riguarda vivrei questa giornata, ogni volta se fosse possibile”.



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Asia Paolacci: Solare e determinata

asia paolacci 1

Vi presentiamo questa giovane ragazza del nostro progetto GP Model Management

Decidere di tentare la strada della moda e dello spettacolo per amore dell’arte. Si possono sintetizzare così le aspettative e le ambizioni di Asia Paolacci, una delle giovani ragazzi del GP Model Management. Sa già che qualsiasi prospettiva in questo ambito non cambierebbe di una virgola la sua personalità e il suo modo di essere. Rimanere con i piedi piantati ben a terra è il segreto basilare per raggiungere il successo e concretizzare i propri sogni. Asia è nata il 20 dicembre del 1996 sotto il segno del Sagittario, il segno del successo.
Asia, perché hai deciso di entrare nel GP Model Management?
“Mi è stato proposto durante una festa e ho deciso di provare perché amo l’arte in tutte le sue forme ed espressioni”.
Ti senti più attratta dalla moda, dal cinema o dalla tv?
“Il mondo della moda mi affascina molto ma non escluderei né il cinema e né la televisione”.
Se oggi fossi già un’attrice o una modella famosa, come pensi cambierebbe nella tua vita?
“Avrei un lavoro molto entusiasmante ma fondamentalmente credo che non cambierebbe me stessa e il mio modo di essere”.
Descrivici il tuo carattere.
“Sono una ragazza solare e determinata, amo l’arte, la fantasia e l’originalità”.
Pensieri per il futuro?
“Sicuramente terminare i miei studi, avere una vita felice, incontrare l’uomo dei miei sogni ed avere un lavoro che mi soddisfi magari come modella o attrice”.
La tua paura più grande?
“Poter perdere un giorno la mia fantasia e l’originalità”.
Di cosa non puoi fare a meno?
“Essere me stessa!”.

Per entrare a far parte del progetto GP Model Management,
info 329.7252577 –  management@gpmagazine.it



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