07/16/2020
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Claudio Lia: “La mia pittura ‘jazz’ al tempo del Covid”

di Mara Fux

Cosa fa un artista durante la quarantena? Ce lo racconta Claudio Lia, il talentuoso artista che sta facendo parlare di sé.

Le gravi restrizioni cui tutti siamo stati sottoposti ci ha costretti a rintanarci nelle nostre case cercando ognuno a suo modo di far passare il tempo. Tu come lo hai trascorso? 

“Ho  avuto la fortuna di aver iniziato da qualche tempo l’avventura del sax quindi ne ho approfittato per  approfondire la mia abilità con uno strumento che amo molto. Ho passato moltissimo di questo tempo ascoltando jazz, un genere che mi piace infinitamente, dedicandomi a suonare improvvisando interventi sulle note dei grandi che praticavano questa musica”.

E ci sei riuscito? 

“Sì, lo strumento mi ha fatto volare forse anche perché la mia è una pittura che ho sempre amato definire jazz perché come il jazz nasce anch’essa dall’improvvisazione, nasce dall’ispirazione del momento, è una pittura d’istinto dove solo dopo interviene la tecnica, che interviene perché è chiaramente anch’essa importante per quanto per me secondaria”.

La tecnica quindi è posteriore all’ispirazione? 

“Sì, non uso la tecnica per i miei virtuosismi. La mia arte è molto gestuale, deriva da quello che mi nasce dentro e si manifesta nel colore. E’ lì che mi sorprende perché va sempre oltre quello che penso per cui il risultato sorprende anche me. Ed il fatto di sorprendermi anche io è in verità ciò che mi sorprende di più”.

Cos’è cambiato di più per te in questo periodo? 

“Questo periodo ha rallentato i ritmi del quotidiano e personalmente ne ho tratto beneficio perché ho potuto osservare meglio quello che mi avviene attorno. Ho metabolizzato di più. Ho potuto meglio gestire gli spazi di una vita che di solito, come per tutti, è veloce accumulando un’enorme quantità di energia. L’energia che normalmente utilizzavo nei miei impegni ora l’ho dentro come una riserva che posso sfruttare per altre cose. Capisco che il mio sia un discorso prettamente egoistico, considerando che quest’esperienza terribile ha causato morti, perdita di lavoro, tristezza ma a tutti gli effetti da un punto di vista creativo si è trattato di un momento di ricchezza artistica”.  

Hai continuato a dipingere? 

“Ho realizzato diversi lavori prendendo spunto dalla musica che ascoltavo e da quello che avevo attorno per cui la donna che come sai è protagonista preponderante nei miei quadri, è diventata la donna che chatta, che vede un film seduta sul divano o che allatta, momento di massima intimità colta in un gesto che richiede atmosfera e tempo”.

Cosa ti è mancato di più in questo frangente? 

“La condivisione. Parlare, bere, andare assieme ad altre persone al cinema o al teatro tutti momenti che sono di gran nutrimento per la mia anima. Momenti preziosi che dovrò vivere da adesso in poi in un modo diverso. Un incontro come l’aperitivo che per ciascuno di noi era un gesto semplice, quando lo si potrà ripetere, lo si gusterà in maniera differente”.

Immagino che anche tu, avendo famiglia, ti sia trovato a vivere h24 gomito a gomito. Com’è stato?

“Avendo lo studio in qualche modo mi sono preservato dalla costrizione di un’assidua quotidianità con il risultato che avendo la mia arte, isolarmi mi ha reso più comprensivo verso gli altri e mi ha anche permesso di essere di sollievo agli altri magari con una telefonata a chi sentivo che accusava di più la situazione. In un certo qual modo sono stato più generoso. Peraltro nostra figlia vive a Dubai e nostro figlio con la fidanzata”.

Sei riuscito a riscoprire la coppia? 

“Altroché, mia moglie ed io abbiamo riscoperto la nostra piccola vena di competitività giocando a burraco con partite lunghissime che naturalmente se vinceva lei, andava tutto bene; se invece vincevo io finivano con il lancio delle carte per aria. Siamo due fanciulli e la cosa ci ha salvato. Abbiamo organizzato tra di noi ogni sera un aperitivo, cosa che ci piace moltissimo per cui abbiamo letteralmente accatastato bottiglie su bottiglie di vino bianco, unico articolo che in casa non è mai mancato!”.

Per il futuro che prevedi? 

“Di rimediare anzitutto ai danni che mi ha procurato questo brutto periodo costringendomi ad annullare due mostre cui tenevo moltissimo e che per ovvie ragioni non si son potute fare. Poi di mettermi subito a creare nuovi interessanti progetti con gli amici che, stimandomi, si son sempre dati da fare per promuovere me e la mia arte coinvolgendomi in avventure meravigliose cui sono certo che presto, vi potrò invitare”. 

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