12/09/2022
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Claudio Simonetti: Un tour oltreoceano per celebrare il suo settantesimo compleanno

di Lisa Bernardini –

«Una volta l’età dei 70 anni mi sembrava molto, molto lontana. Quasi  irraggiungibile. E invece, come direbbe Vasco…eccola qua!», dichiara Claudio Simonetti, arrivato a questo importante step di vita con l’energia fisica e mentale di un trentenne.

Nato a San Paolo, in Brasile, il 19 febbraio 1952, all’età di 11 anni si trasferisce in Italia con la sua famiglia, per poi iscriversi al Conservatorio Santa Cecilia di Roma con il fine di studiare composizione e pianoforte. Figlio di Enrico Simonetti, Claudio è compositore, arrangiatore e tastierista, ma anche produttore. Soprattutto, è tra i musicisti italiani che hanno lasciato maggiormente il segno nell’immaginario collettivo, sia in patria che all’estero. Una lunghissima carriera come componente e come fondatore di band rock come “Il ritratto di Dorian Gray” ed “Oliver” che poi, dopo la colonna sonora di “Profondo Rosso” nel 1975, cambierà nome per diventare Goblin.

«Comunque non posso dire che il tempo sia volato, perché ho fatto veramente tante cose in tutti questi decenni di vita in musica. L’importante ritengo sia non vivere di ricordi, ma avere sempre una meta da raggiungere. Ed è quello che continuerò a fare».

Claudio Simonetti vive nel’hinterland romano in una splendida villa circondata dal verde e dai suoi bellissimi cani. Di figlie Claudio ne ha due, da due amori diversi: «Federica, che ha 33 anni, ed Emilia, la mia bambina più piccola, che di anni ne ha 11. Quella che mi costringe di più a stare sempre attivo per poterle correre dietro!». Dicevamo: arrivare a 70 anni. Un bel traguardo, ma Claudio ha ancora tanti progetti. Circondato dalle sue immancabili tastiere che hanno fatto la storia del Progressive Rock e di  tante colonne sonore. Oltre a “Profondo Rosso”, ricordiamo che sono suoi molti classici della discografia cinematografica horror come “Suspiria”, “Phenomena”, “Tenebre”, “Opera”, ma anche la tarantella di “Gioca Jouer”, hit internazionale portata al successo da Claudio Cecchetto. Simonetti è conosciuto al grande pubblico grazie agli indimenticabili successi per i film di Dario Argento, ma ha scritto importanti colonne sonore anche per George A. Romero, Ruggero Deodato, Sergio Martino, Lucio Fulci, Lamberto Bava, Castellano & Pipolo e Salvatore Samperi.

Come hai vissuto il compleanno dei 70, Claudio?

“Dai, ringrazio di esserci intanto arrivato, a questi miei primi 70. Adesso mi attendono gli altri 100!”. (sorride)

Una carriera importante.

“Sì, e ne vado fiero. Continuerò a scrivere musica e a fare concerti, come ho sempre fatto, non badando all’età. Alla fine, è un mero dato anagrafico. A differenza della maggior parte dei lavori, fortunatamente il mestiere degli artisti non ha mai una vera fine. Soprattutto se si cerca di conservare l’entusiasmo di una volta, anche in tempi molto difficili come questi che stiamo vivendo in seguito all’emergenza sanitaria mondiale, e che ci mettono continuamente a dura prova. A prescindere dall’età”.

Ti sei sempre dichiarato un uomo libero.

“La mia libertà è stata possibile grazie alla mia musica. La penso un po’ come Bob Marley: ‘La musica può rendere gli uomini liberi’. Ed io lo sono stato sempre: libero nella musica da creare, e libero nelle mie scelte di vita”.

Che regalo di compleanno ti sei fatto?

“Ho iniziato ad organizzarmi il mio prossimo tour Oltreoceano. Non vedo l’ora di ricominciare a girare il mondo con la  mia attuale band, i Claudio Simonetti’s Goblin”.

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