06/26/2022
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Giovanni Vernia: L’ex ingegnere nato con la “vena” comica addosso

di Silvia Giansanti –

È in tour con l’originale spettacolo teatrale “Vernia o non Vernia. Prossime date: il 26 aprile al Teatro Fraschini di Pavia, il 27 al Teatro Don Bosco di Chioggia, il 29 e 30 al Teatro Ambra Jovinelli di Roma, il 4 maggio al Gran Teatro Geox di Padova e il 5 maggio al Gran Teatro Morato di Brescia.

Ma dove lo trovi un comico così completo, che oltre ad essere un ingegnere è anche un attore, un conduttore radiofonico, un imitatore e un eccezionale personaggio della nostra tv? Uno come lui non esiste. Eclettico e versatile, deve molto al programma “Zelig” che l’ha consacrato al grande pubblico grazie a Johnny Groove. Qualcuno gli ha anche detto che somiglia ad un Claudio Baglioni da giovane, infatti lui, scherzando, se la riprende con il noto cantautore “Sono stanco che mi somigli”. Strappare un sorriso e una risata di questi tempi è una panacea e Giovanni lo sa fare perfettamente, la vena comica risiedeva dentro di lui dalla nascita, anche se ha dovuto fare il bravo ragazzo e prendersi una laurea.

Giovanni, come nasci artisticamente? E’ stata una scelta voluta?

“Fin da piccolo mi divertivo a imitare la gente  Ho origini meridionali, sono cresciuto a Genova,  e sono figlio di una mamma siciliana e un papà pugliese. Da sempre ho avuto questa inclinazione comica, anche se ho seguito i classici studi universitari. Poi però facendo del cabaret serale nei locali a Milano, sono stato scoperto e così mi hanno chiamato a fare i primi provini in televisione. Ecco, da quel momento è partito tutto”.

Oggi ti occupi di svariate cose.

“A me attrae anche suonare, cerco di fare bene tutto ciò che mi piace, nei limiti del possibile”.

A quale programma devi molto?

“A ‘Zelig’ che mi ha lanciato e fatto conoscere in tutta Italia”.

Ti emoziona fare radio, visto che quotidianamente sei in onda su RDS?

“Più che altro mi diverte andare in onda in radio come al teatro, perchè c’è la possibilità di essere se stessi. Si fa fatica a nascondere la personalità, emerge tutta la sincerità di un conduttore. La gente deve conoscere il lato cialtrone di Giovani Vernia”.

Dopo la pausa per il Covid, lo spettacolo teatrale “Vernia o non Vernia” è ripartito già da qualche tempo.

“Sì, come tutti gli spettacoli del resto. Lo spettacolo in un certo senso si è evoluto, in quanto, essendo un comico che attinge molto alla realtà che ci circonda, l’ho aggiornato”.

Ci puoi dare un piccolo assaggio per chi non l’ha ancora visto?

“C’è una visione ‘verniesca’ della musica italiana. Questo genere di musica mi dà spesso la sensazione di essere un’omelia e quindi alcune canzoni sono molto adatte per fare delle prediche ecclesiastiche. Gli spettatori si divertono molto a seguire questa messa fatta con i pezzi musicali italiani e non solo”.

 Appari come un personaggio eclettico, versatile, pazzo e molto divertente. Queste caratteristiche combaciano con la tua vita di tutti i giorni?

“Sono molto osservatore e comunque non sono uno che deve far ridere a tutti i costi, altrimenti rischio di diventare fastidioso. L’importante è fare le battute sul palco. Sono una persona normale ma sempre con una vena di ironia per sdrammatizzare la vita, non sono comunque un timido”.

Insomma, saresti stato un ingegnere sprecato dietro una scrivania.

“Quel mestiere l’ho svolto per dieci anni. Sono stati i miei colleghi a spingermi per fare il comico, visto che li facevo ridere molto sul lavoro. Ho preso così la palla al balzo”.

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