08/14/2022
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Giulia Pratelli :“Nel mio stomaco” tante vicende di vita

di Silvia Giansanti –

Ha provato a farsi valere nel mondo della musica di oggi e c’è riuscita in pieno. Complimenti, apprezzamenti di ogni tipo, recensioni positive sui giornali e il pubblico che la segue con costanza e interesse

Giulia è nata a Pisa il 20 maggio del 1989. E’ il caso di dire che è cresciuta a pane e musica, ascoltando semplicemente i dischi che i suoi genitori acquistavano. Adora i cantautori che hanno fatto la storia nel nostro Paese e nel suo stomaco c’è tanta voglia di sentimenti, di cambiamento e di comunicare. Deve molto a Fiorello. “Qualcuno che ti vuole bene” è il suo ultimo singolo tratto dall’album “Nel mio stomaco”. Emotività e genere indie sono le sue carte vincenti.

Giulia, come è iniziata la tua storia?

“E’ partita dal canto visto che in casa i miei ascoltavano i dischi dei grandi cantautori. Ho scoperto che si poteva cantare e studiare il canto e quindi ho iniziato a prendere lezioni ed approcciarmi anche alla chitarra. Così ho anche scritto i primi testi”.

Chi consideri magico nel mondo musicale?

“Sono legata a quel mondo che ho scoperto grazie agli ascolti dei miei. Amo Ivano Fossati, Carmen Consoli e Lucio Dalla. La più grande di tutti nell’ambito vocale ed interpretativo, secondo me è Ella Fitzgerald”.

Hai avuto negli ultimi anni importanti collaborazioni visto che ti sei fatta notare parecchio.

“Ho avuto la fortuna di incontrare tanti artisti che hanno avuto la voglia e la generosità di darmi una mano e uno di questi è stato Fiorello che mi ha accolto nella sua ‘Edicola Fiore’, facendomi fare esperienze incredibili che non si possono dimenticare. La collaborazione più recente è quella con Zibba che ha prodotto i miei ultimi due album e adesso ho avuto la fortuna di lavorare con Bianco che è un artista che stimo moltissimo e a dir la verità sognavo di poter collaborare insieme un giorno. Da questi incontri cerco sempre di trarre qualcosa”.

C’è stato un complimento che hai gradito particolarmente?

“Ho la fortuna ultimamente di sentirmi dire cose belle, soprattutto quando riesco ad arrivare e a far comprendere il linguaggio delle emozioni”.

Non hai mai pensato che inserirsi in questo momento potrebbe essere più complicato rispetto al passato?

“L’ho pensato molte volte a dir la verità, ma cerchiamo di fare lo stesso tesoro di quello che si può raccogliere”.

Chi eri fino a ieri quando eri sconosciuta?

“Non è cambiato poi molto, sono la stessa persona di ieri e quelli che mi conoscono lo sanno”.

Che aria si respira nel tuo ultimo disco “Nel mio stomaco”?

“Il mio è un disco che non vuole dare un messaggio preciso ma c’è l’intenzione di cercare sempre il lato positivo, quella piccola luce anche quando non è così semplice da trovare. E’ un viaggio che spero possa fare chi ascolta il disco, è una sorta di cambiamento e di evoluzione. Mi piace definirlo un lavoro in movimento. Ci si immerge in una dimensione tutta emotiva”.

Cosa c’è nel tuo stomaco?

“Un sacco di cose  e ciò che ho tirato fuori e che ho cercato di raccontare sono aspetti diversi che riguardano la mia persona e le mie vicende. Dentro c’è l’amore, c’è l’amicizia, c’è l’affetto ma anche il guardarmi intorno ed esprimere le mie sensazioni su quello che noto nella società. Ci sono due brani sulla condizione femminile che purtroppo non è cambiata negli ultimi anni”

Cosa c’è in programma in supporto a questo nuovo lavoro?

“Stiamo cercando di organizzare un piccolo tour in vista della bella stagione. Portare in giro il disco è una dimensione più concreta e personale”.

A parte Fiorello che ti ha riservato uno spazio e tanti artisti che hanno creduto in te, chi altro devi ringraziare?

“Edoardo Petretti che ha suonato il piano nel mio disco, Toto Giornelli al basso e contrabbasso, Filippo Schininà alla batteria e Luca Guidi alle chitarre. La copertina è di una foto di Claudia Cataldi”.

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