Daniele Pacchiarotti: Il talento artistico che ritrae i divi


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Il bravissimo ritrattista ci racconta un po’ del suo straordinario percorso che lo ha portato ad alti livelli con tanti riconoscimenti

di Silvia Giansanti

Se l’America ha avuto un talento senza limiti come Andy Wharol, noi oggi abbiamo un ritrattista doc come Daniele Pacchiarotti. Classe 1980, romano, dotato di una grande sensibilità e di un grande cuore che gli permettono di far uscire fuori tutto il suo innato talento artistico che ha fin da quando era bambino. Nato con la matita in mano, Daniele ha persino la capacità di far rivivere, attraverso i suoi meravigliosi ritratti pieni di luce, icone che non ci sono più. Una su tutte Marylin Monroe, che lui ha sempre adorato e che quando va a ritrarre si sente quasi guidato da lei. Ogni volta è come se lo consegnasse personalmente alla diva più amata del mondo. Per non parlare del ritratto di Anna Magnani, esposto in una location di Roma e che tutti considerano una specie di oracolo, andandoci a pregare sotto. Adora mettere l’arte nei posti insoliti. Alle spalle ha anche un passato come scenografo, con maestri come Gaetano Castelli (scenografo del Festival di Sanremo) e il professor Paolo Ferruzzi, ma è stata solo una bella parentesi. Lui deve imprimere qualcosa su carta, è la sua grande vocazione. Illuminati dai suoi ritratti appesi in ogni parte della sua abitazione a nord della Capitale, abbiamo appreso molte cose del suo mestiere d’oro e del suo passato. Nella stanza da letto, sotto fantastici ritratti di Madonna, se ne stava defilata proprio come una diva, Daisy, la sua gatta tigrata.

Daniele Pacchiarotti, Ritrattista delle Dive. Come sei arrivato così in alto, visto che non è da tutti?

“Fin da piccolo avevo il pallino di ritrarre persone comuni, i miei parenti e anche personaggi del mondo dello spettacolo. Non faccio distinzioni in fondo, siamo tutti uguali. La denominazione ‘Ritrattista delle Dive’ è stato dato dalla critica, visto che all’inizio lavoravo per le gallerie. Ho iniziato grazie al grande giornalista e direttore Gabriele La Porta, che mi ha ospitato nelle sue trasmissioni. E’ rimasto molto colpito dalle mie opere. Tra noi si era stabilito un grande feeling”.

Che tipo di studi hai conseguito?

“Dopo aver abbandonato gli studi in ragioneria, che non avevano nulla a che fare con me, ho frequentato l’istituto d’arte, diplomandomi in grafica pubblicitaria e fotografia e ho sostenuto un esame per essere maestro d’arte. L’insegnamento però non mi è mai interessato. Ho fatto inoltre l’Accademia delle Belle Arti, sono laureato in scenografia e storia dell’arte. Ho la passione tra la moda e arte, anche se sono incline a quest’ultima”.

Quale è il tuo pensiero sulle dive?

“Secondo me la diva non è altro che la parte vanesia che si cela in ognuno in noi. Quello che soddisfa non è tanto il denaro, quanto lo stupore della gente nell’ammirare il proprio ritratto”.

Ritrai qualsiasi personaggio?

“No, faccio un’accurata selezione e vado a scegliere personaggi che mi hanno dato qualcosa come Cristina D’Avena, Milly Carlucci, Raul Bova o Barbara De Rossi, giusto per fare qualche nome”.

Preferisci ritrarre donne o uomini?

“E’ indifferente, ma le donne mi fanno sbizzarrire di più con i colori del trucco”.

Quanto impieghi per realizzare un ritratto?

“Dipende. Ho molte commissioni al riguardo in questi ultimi tempi. Preferisco vedere il sorriso di una persona che non il lato economico. Sono uno che soffre nel fare un ritratto, dà l’anima, si sveglia persino di notte per fare un ritocco. Conto i capelli insomma”.

Un personaggio particolare che ti è stato chiesto di ritrarre?

“Mussolini”.

Aspiri a ritrarre qualche personaggio e consegnare il tutto personalmente?

“A Marylin Monroe. Proprio perché non c’è più, per me è un sogno”.

E a Vittorio Sgarbi?

“Assolutamente no, non mi sentirei tutelato, lo ammiro come cultura. Ma ha una sensibilità diversa dalla mia”.

Hai un rimpianto?

“Non aver fatto in tempo a consegnare il ritratto fatto a David Bowie. E’ andato via in fase di lavorazione, pensa!”.

Com’è il panorama attuale nel tuo campo?

“Un po’ desolante, visto che oggi le grandi catene di negozi stanno togliendo il lavoro a noi pittori artigiani con stampe non originali a poco prezzo”.

Nonostante ciò comunque non mancano tante soddisfazioni e impegni.

“Fortunatamente no. Con Maria Monsè ho messo su un progetto ‘Perle di Moda’, che è arrivato alla sua quarta edizione. Inoltre sto scrivendo un libro autobiografico, un misto tra opere e la mia storia. Sento di dover esprimere al pubblico chi è il Ritrattista delle Dive. Dietro c’è un’ideologia forte”.

Ti piace la vita mondana che per lavoro sei costretto a fare?

“Sì, mi piace essere coinvolto negli eventi, ne ho fatti innumerevoli tra moda ed arte. Ho un compagno, Antonello Ariele Martone, che è uno dei più forti videomaker e fotografi che ci sia in circolazione, con cui sono andato in alcune serate”.


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