03/07/2021
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Elena Lo Forte: Il canto è questione di famiglia

Soprano lirico di spessore internazionale. E’ tra i più apprezzati della nuova generazione. Si è affermata vincendo vari concorsi internazionali, riscuotendo successo ovunque e il consenso della critica.

Elena, come ti sei avvicinata al mondo della lirica?
“Posso dire d’esser nata nella lirica, sono nata in una famiglia di cantanti, da generazioni. Ho sempre vissuto sul palcoscenico perché i miei mi portavano sempre con loro e sin da bambina la mia casa erano i teatri e le stanze più belle quelle con le tavole del palcoscenico. Ho imparato prima a cantare che a parlare, mia madre mi ha insegnato a ‘Mio babbino caro’ quando ero una bimbetta per fare un regalo al mio papà”.
Con quale ruolo hai debuttato e dove?
“Il primo debutto importante è stato con il ruolo di Santuzza come vincitrice del concorso ‘Mattia Battistini’ Le opere messe in concorso si eseguivano al teatro Flavio Vespiano di Rieti”.
Il primo ruolo studiato e debuttato?
“Il primo ruolo studiato e debuttato è il ruolo di Desdemona nell’Otello di Verdi. E’ un ruolo che ho molto amato e che ancora amo moltissimo. Amo la forza di questa donna che per amore si mette contro tutti, perchè è così che io sento Desdemona, una creatura piena di dolcezza e dall’animo puro ma con una grande forza e poi amo la musica di Verdi. Ho debuttato questo ruolo al teatro Massimo di Palermo ed ho avuto la la fortuna di partecipare ad una produzione straordinaria”.
Un teatro a te caro?
“Questa è una domanda molto difficile ed è impossibile rispondere citando un solo teatro. In ogni produzione, in ogni teatro si lascia un pezzo di cuore ogni volta. I teatri mi sono cari, tutti… Rappresentano la mia vita”.
Aria e duetto preferiti e perché?
“L’aria che preferisco è ‘L’altra notte in fondo al mare’ dal Mefistofele di Boito, perché mia madre me la cantava sempre e nel suo canto c’era qualcosa di magico, la sua voce era bellissima e piena di emozione quando me la cantava e ora che lei non c’è più da tanto tempo cantare quest’aria per me è cantare mia madre. Il duetto preferito è quello del primo atto di ‘Otello’, è così pieno di amore, di magia,cantarlo equivale a cantare l’amore puro e la passione, non c’è una corda che non vibri, almeno per me”.
Un progetto del passato a cui sei legata?
“In realtà sono due, il primo è ‘Il Nabucco’ per il teatro di Como. E’ stato un progetto di opera partecipata che ha coinvolto l’intera città, porterò per sempre nel mio cuore i 200.com, il coro della città. Un progetto ed una iniziativa del Sociale di Como degna di lode e ammirazione. Il secondo progetto è ‘La Tosca’ sul Tevere nel 40° anniversario dell’Estate Romana. ‘La Tosca’ a bordo di un battello in movimento lungo il fiume da Ponte Garibaldi a Ponte Regina Margherita… Il nostro pubblico di Roma intera che ci guardava dalle sponde del Tevere grazie a un maxi schermo montato sul battello. L’emozione non si può descrivere ma è stata unica al mondo”.
Il tuo hobby nella vita privata.
“Amo leggere, amo curare i miei fiori e non ho un proprio e vero hobby ma tante passioni che cerco di coltivare”.
Un aneddoto spiritoso da raccontare ai nostri lettori?
“Non so quanto sia spiritoso ma per me un ricordo meraviglioso che tocca il mio cuore, dunque nel mio debutto in ‘Cavalleria Rusticana’, al momento della processione, e mentre ero immersa totalmente nella straordinaria preghiera, alzo gli occhi verso il Crocifisso e chi c’era a portare la croce? Mio padre che aveva convinto la regista Franca Valeri a farmi questa sorpresa, vestito di tutto punto e con le lacrime agli occhi; mi guardava pieno d’amore e commozione. Anche i miei si sono riempiti di lacrime. Cosa che accade ogni qual volta io canti questa preghiera e per sempre sarà così. Il mio papà non c’è più ma questo suo regala mi accompagna ogni volta che salgo su un palco”.
Progetti futuri?
“In questo momento fare progetti è impossibile, questa pandemia ci ha costretti tutti al silenzio, con i teatri chiusi e non si sa per quanto. Non si può progettare un ritorno alla musica ma io sono così capace di reinventarmi che non mi abbatto ma anzi vivo una vita piena di soddisfazioni che arrivano da altre parti. Domani chissà… ‘Dopotutto domani è un altro giorno’”.

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