12/04/2020
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Emanuela Del Zompo: Creatività fa rima con solidarietà

di Roberto Ruggiero –

Dal red carpet della 77° mostra del cinema di Venezia Emanuela Del Zompo si racconta. Dopo il successo di “The Women’s Angels”, la regista-attrice è impegnata su un nuovo set con un partner d’eccezione: Michael Segal.
Come nasce l’idea di The Women’s Angels?
“Nasce durante il periodo del lockdown quando ho conosciuto per caso Rosanna Gambone, attrice disabile che ho voluto come co-protagonista per raccontare una storia ironica sul mondo della disabilità. Avevo presentato alla 75° Mostra del cinema di Venezia, Grunda l’angelo dalle ali rotte, diretto da me anche se all’epoca è stata presentata un’altra persona come regista. Con il fumetto parlavo di femminicidio e volevo scrivere il prologo di questo argomento così ho rivoluzionato la storia raccontando la violenza attraverso la disabilità, tutto in chiave di commedia più che di tragedia, anche se il finale presuppone un’ atto drammatico”.
La leggenda di Kaira è un altro fumetto, ci racconti qualcosa di questa nuova esperienza?
“Sì, è un fantasy, diverso dal primo progetto che è stato realizzato con attori, che racconta le avventure di un’amazzone ambientato in tre epoche storiche, un viaggio temporale che la protagonista deve fare per compiere una profezia ed il suo destino. Il sottotesto della storia parla della condizione della donna nella società. Nasce dall’esigenza di esplorare l’universo femminile… diciamo che Kaira è il mio alter ego ed una supereroina tutta italiana che spera di arrivare Oltreoceano all’attenzione di produzioni come Marvel”.
Ma il progetto non si ferma solo al fumetto, vero?
“Sì in questi giorni sono sul set insieme a Michael Segal, per le riprese cinematografiche del mediometraggio (o promo) da proporre appunto alle grandi major americane per lo sviluppo di una serie tv.  La prima tappa o location sono le Marche, nella rocca di Acquaviva Picena abbiamo ambientato la storia medievale del fumetto. Grazie a Nello Gaetani, presidente di Sponsalia, associazione di rievocazione storica del matrimonio di Forasteria e Rinaldo, che ci ha fornito i costumi d’epoca e le location; così è iniziato questo percorso che vedrà poi riprese altre città come Roma, Venezia e Napoli”.
Tu oltre alla regia interpreti anche il ruolo della protagonista, come è il tuo personaggio?
“E’ una donna combattiva, energica, ideale e passionale. Combatte per i propri principi e non vuole rinunciare al libero arbitrio e all’amore. E’ costretta a sposare un uomo che non ama, Soteria (interpretato da Sebastiano Piotti), ma lei ha già donato il suo cuore ad Ergaleio (Michael Segal), membro della congrega dei Pegasi con cui deve realizzare la profezia e sprigionare la banshee che è in lei. A differenza di Wonder Woman che combatte per salvare il mondo, Kaira usa i suoi poteri per salvare le donne, per cambiare il loro destino, e nelle sue avventure contro il suo acerrimo nemico Soteria, sarà aiutata dal suo compagno Ergaleio. Ma ora non voglio svelarvi di più… potete leggere il libro su Amazon”.
Cosa è stato più difficile fare sul set?
“Prendere a calci Micahel Segal e sfidarlo con la spada. (ride) Abbiamo improvvisato un duello con le spade (più che altro un gioco amoroso tra i due amanti), ma avevo paura di questa scena perché le spade usate sul set erano vere. Poi ho dovuto prendere a calci e pugni Michael Segal, beh mi è scappata qualche botta troppo forte, lascio voi immaginare la situazione… Comunque mi sono divertita molto! Michael Segal non lo so! (ride)
Hai diretto anche dei bambini sul set. E’ più difficile far recitare i giovani o gli adulti?
“Sì ho avuto due giovani interpreti: Federico Emiliani e Gaia Leonetti, di 11 e 15 anni, devo dire che lavorare con i ragazzi per me è più facile: loro prendono tutto come gioco, ma da veri professionisti. Si entusiasmano talmente tanto da rendere tutto più facile e più emozionante. Ti danno energia e soddisfazione!”.
Sogni nel cassetto?
“L’amore!”.
Obiettivi futuri?
“L’America, spero che questo progetto mi porti negli USA, il mio obiettivo è lavorare per le produzioni straniere”.
Tra regia, scrittura e recitazione, cosa preferisci?
“L’una compensa l’altra: ho iniziato a scrivere per fare pubbliche relazioni, poi ho scoperto che mi piaceva. Ho iniziato a dirigere perché volevo recitare e mi sono appassionata. Recitare per me è come amare, vivere e respirare! Non ne posso fare a meno”.
Tu sei anche una cantante, vero?
“Beh è una parola grossa: diciamo che il canto è un hobby che amo moltissimo. Canto con un coro gospel , perché è come pregare e rivolgersi a Dio! Al momento per la situazione Covid-19 sono ferma con i concerti speriamo di riprendere il prossimo anno e spero un giorno di scrivere una canzone (veramente ne ho già una pronta) per un mio film. Ecco questo è un altro mio obiettivo”.
Sei single? Come deve essere il tuo lui ideale?
“Aspetto ancora l’anima gemella. Pazzo come me! Avere i miei stessi interessi e la passione per l’America, poi romantico e tanto passionale”.

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Lorenzo Castelluccio

redazione@gpmagazine.it

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