06/26/2022
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Gaia Camossi: La ragazza di “Non è la Rai” oggi è moglie, mamma felice e coach

di Silvia Giansanti –

Ogni tanto si va caccia di qualche ragazza che ha preso parte in un programma cult come “Non è la Rai”, di cui ancora oggi, dopo tent’anni, se ne parla. Quindi nulla di morto e sepolto, anzi è anche uscito un libro a riguardo di cui ne abbiamo parlato qualche numero fa. I ragazzi e le ragazze accorrevano da tutta Italia per farsi firmare un autografo, da quelle scatenate fanciulle, al termine del programma di Gianni Boncompagni. Qualche scritta sui muri è rimasta indelebile al tempo che scorre. Uno spirito diverso, di cui Gaia è nostalgica.  All’epoca, lei era una ragazza grande rispetto a tante altre in un contesto puro e vero. Qualcuna ha proseguito nel campo artistico, altre hanno preferito prendere altre strade.

Gaia, puoi dire a voce alta ‘io c’ero’. Cosa ricordi di quell’esperienza?

“Ricordo che sono stati anni molto divertenti della mia vita, un vero e proprio momento magico. Era come andare a scuola, avevamo orari da rispettare. Negli anni ’80 e ’90 tutto era possibile. Ho ricordi pazzeschi”.

Perché secondo te dopo trent’anni, ancora si continua a parlare di quella trasmissione, considerando anche che è uscito un libro a riguardo?

“E’ rimasto nel cuore della gente che lo ha seguito. I fan tengono ancora vivo il ricordo. Gianni Boncompagni ha fatto qualcosa di incredibile. Pensando alla tv di oggi, quello è stato uno degli ultimi programmi di qualità e vero”.

E’ stato un bene che all’epoca non ci fossero i social?

“Certo! Se ci fossero stati i social non avremmo avuto, ogni giorno, una marea di ragazzi fuori dagli studi ad attenderci. La gente arrivava da ogni parte d’Italia, non erano tutti di Roma. Venivano semplicemente per avere un autografo o farsi una foto. Tutte cose figlie di quel tempo. Oggi con il computer davanti, è come se i ragazzi avessero il culo pesante, ormai con un click si fa tutto. Si chatta, si compra, ecc. Prima c’era la fame di fare ed incontrare le persone, rispetto ad oggi dove di fondo regna una pigrizia mentale. Credo che nessuna trasmissione abbia avuto un tale seguito”.

Sei rimasta in contatto con qualche ragazza?

“Sì, soprattutto con Alessandra Cotta e Raffaella Ferrero, quest’ultima è stata anche testimone di nozze al mio secondo matrimonio”.

Qualcuno ti riconosce ancora oggi per strada?

“No, anche perché i fan di ieri sono i cinquantenni di oggi e non sono portati a queste cose, crescendo viene meno la spontaneità”.

Fuori dagli studi è capitato di trovare qualche fan “ossessionato” da voi?

“No, non avevamo ad aspettarci il classico il maniaco di cinquant’anni con l’impermeabile. All’epoca qualcuno ci aveva definito lolite e questa definizione era fuori posto. Il fatto che avevamo le gonne corte, non significava nulla, Non eravamo un simbolo sessuale. Pensiamo ad una come Raffaella Carrà per esempio. Il programma era pulito”.

Come consideri la tv di oggi?

“Non mi piace affatto. Seguo ‘Report’ e altre trasmissioni del genere con contenuti interessanti che fanno riferimento a un’umanità vera e non finta come quella del Grande Fratello. Purtroppo il pubblico oggi chiede questa cose”.

Dopo “Non è la Rai”, cosa è accaduto nella tua vita, sei rimasta nell’ambito artistico?

“No, mi sono resa conto presto che fare la ‘prezzemolina’ della situazione non era per me, così come andare dietro a provini, partecipazioni, foto ecc. Non era nella mia indole, tutto qua. Non ho avuto il coraggio di mettermi in gioco da quel punto di vista. Sono sempre stata una persona timorosa. Forse più di tanto non mi interessava. Mi sono dedicata alla famiglia”.

Quindi deduciamo che non ti manca la tv.

“Non mi manca affatto. Forse accetterei solo di fare un programma di cucina e di alimentazione”.

Oggi di cosa di occupi?

“A parte la famiglia, per passione sono coach e seguo le persone che conosco dal punto di vista della crescita spirituale”.

Da quello che abbiamo capito, visto che ami le cose reali, non dovresti amare molto i social, giusto?

“Ci sono sui social come quasi tutti ma cerco di dare messaggi. Svolgo una sorta di battaglia, mettendoci tanta energia positiva per tentare di svegliare le persone dal sonno in cui sono piombate, e che non riescono ad avere un’altra visione riguardo la situazione che stiamo vivendo ormai da due anni. Se riesco a destare anche una sola persona, questa a sua volta potrebbe risvegliarne un’altra. Non dimentichiamoci che, a causa di malattie respiratorie, negli anni precedenti a questo biennio ci sono state molte vittime, ma che non hanno fatto notizia”.

CHI E’ GAIA CAMOSSI

E’ nata a Gorizia il 27 marzo del 1970 sotto il segno dell’Ariete.    Caratterialmente si definisce positiva e solare. Coltivava l’hobby del découpage, ama tutti i lavori manuali. Simpatizza per la Roma e adora il soufflé di formaggio. Possiede due gatti e per la grande passione si è fatta persino dei tatuaggi raffiguranti questo animale. L’anno emozionante della sua vita è stato il 2017. Le piacerebbe vivere a Parigi. E’ sposata in seconde nozze e ha un figlio di ventitré anni. E’ venuta fuori grazie alla partecipazione delle prime edizioni di “Non è la Rai” e ha contribuito alla stesura del libro di Marco Geppetti, uscito di recente trent’anni dopo: “C’era una volta Non è la Rai”. Non ha proseguito nel settore dello spettacolo dedicandosi alla famiglia e all’attività di coach.

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